62,5%
raccolta differenziata
in un territorio di 3,1 milioni
di abitanti
93%
di rifiuti recuperati
la quota della raccolta differenziata
recuperata a favore dell’economia
circolare
150
mila tonnellate di CO2 evitate
con la plastica riciclata di Aliplast

Case study: gestione sostenibile della risorsa idrica

Il Piano Salvaguardia della Balneazione a Rimini prosegue

Il Piano di Salvaguardia della Balneazione Ottimizzato si pone l’obiettivo di eliminare i divieti alla balneazione e di ridurre del 90% l’impatto inquinante misurato in termini di COD entro il 2020, attraverso la realizzazione di interventi strutturali sul sistema fognario-depurativo della Città di Rimini.

Le attività di modellazione numerica del sistema fognario-depurativo già avviate nel 2014, hanno portato alla ulteriore ottimizzazione degli interventi già previsti per il sistema di vasche a servizio della zona Sud di Rimini e all’individuazione di tre interventi supplementari. L’ottimizzazione delle vasche, introducendo una diversa modalità di gestione delle acque di pioggia, insieme agli interventi supplementari che prevedono la realizzazione delle opere denominate collettore fognario dorsale Ausa, scolmatore Mavone e sollevamento fognario di via Santa Chiara sono in grado di determinare delle sinergie tali da ridurre in modo significativo il rischio di allagamenti in gran parte delle zone dell’abitato in cui questo problema risulta ricorrente e ampliare cosi gli obiettivi del piano al fine di ricomprendere una mitigazione del rischio idraulico. Si segnala al riguardo che per tali opere aggiuntive è peraltro in corso la istruttoria finalizzata a vedere riconosciuti ulteriori finanziamenti pubblici nell’ambito del filone cosiddetto “Italia Sicura”.

Il Piano risulta attualmente essenzialmente composto dai dieci interventi originariamente previsti, ai quali si sono aggiunti quello per il tombamento del Canale Ausa, nel 2015, e quelli supplementari prima citati, per un totale di 14 interventi.

L’ulteriore ottimizzazione del Piano, con le migliorie progettuali che è stato necessario elaborare e gli indispensabili passaggi autorizzativi richiesti, ha fatto sì che il raggiungimento degli obiettivi ambientali, inizialmente previsto per il 2020, sia stato posticipato al 2023. Si precisa che entro tale anno saranno completate anche le opere necessarie alla riduzione del rischio idraulico della città: la dilazione delle tempistiche di attuazione del piano inizialmente previste è strettamente legata al sostanziale miglioramento dell’impatto del Piano sulla città, che, per quanto sopra indicato, beneficerà infatti di un significativo miglioramento sia idraulico che ambientale.

Lo stato di avanzamento degli interventi non fa ravvisare criticità rilevanti e consente di traguardare gli obiettivi di qualità prefissati. Tutti i restanti interventi sono avviati e nel pieno della fase di progettazione.

 

Di seguito la situazione di 14 interventi:

Intervento Stato

di avanzamento al 31 dicembre 2018

Anno di completamento previsto/effettivo Motivazioni/benefici
1. Raddoppio del depuratore di Santa Giustina Concluso 2016 Miglioramento del processo depurativo
2. Riconversione del depuratore di Rimini Marecchiese in vasca di accumulo Concluso 2018 Miglioramento del processo depurativo
3. Realizzazione dorsale nord per il collettamento del depuratore di Bellaria al depuratore di S. Giustina Concluso 2016 Miglioramento del processo depurativo
4. Completamento della separazione delle reti fognarie della zona Nord di Rimini In corso di progettazione 2° stralcio

(concluso 1°stralcio nel 2018)

2022 Conversione a scarico acque bianche di 5 scarichi a mare (di cui 3 già attuati con il 1° stralcio)
5. Realizzazione Dorsale Sud In corso di realizzazione 3° stralcio lotto permanente

In corso di progettazione 3° stralcio lotto sollevamenti

(concluso 2°stralcio nel 2018)

2020 Riduzione del numero di aperture degli scarichi a mare Ausa e Colonnella I
6. Completamento della separazione nei bacini Roncasso e Pradella In corso di acquisizione dei permessi 2022 Conversione a scarico acque bianche di 2 scarichi a mare
7. Realizzazione condotta sottomarina e impianto idrovoro bacino Ausa e vasche In corso di realizzazione 2019 Riduzione del numero di aperture degli scarichi a mare Ausa
8. Realizzazione vasca laminazione ospedale Concluso 2016 Riduzione numero di aperture degli scarichi a mare Colonnella I
9. Realizzazione condotta di collegamento tra Fossa Colonnella I e Fossa Colonnella II; vasca Colonnella II e Vasca Rodella e condotte di scarico sottomarina In corso di progettazione 2023 Riduzione numero di aperture degli scarichi a mare Colonnella I, Colonnella II e Rodella
10. Risanamento fognario Isola Concluso 2014 Ottimizzazione del sistema fognario
11. Tombamento Ausa tratto spiaggia Concluso 2016 Miglioramento della fruibilità dell’area e delle condizioni ambientali
12. Collettore fognario dorsale Ausa In corso di progettazione 2022 Riduzione del rischio idraulico
13. Scolmatore  Mavone Concluso 2018 Riduzione del rischio idraulico
14. Sollevamento fognario di via Santa Chiara A breve avvio lavori di realizzazione opere 2019 Riduzione del rischio idraulico

La conclusione di sette interventi ha consentito di ottenere significativi benefici ambientali, con la riduzione dei quantitativi di sostanze organiche (COD/BOD) scaricati a mare in occasione di eventi meteorici intensi.

Gli interventi previsti per il 2019 – il completamento delle vasche dell’Ausa e delle condotte sottomarine, insieme alla progressiva separazione delle reti nella zona Nord della Città – porteranno a una considerevole riduzione del carico inquinante scaricato in prossimità della riva, con benefici sulla qualità delle acque del litorale. Questo comporterà la non applicabilità dei divieti di balneazione previsti in caso di apertura degli scarichi su un’ampia fascia del litorale cittadino, comprendente sia quelle zone in cui è stata completata la separazione delle reti fognarie, sia il tratto di mare limitrofo alla Fossa Ausa. Da questo punto di vista dal 2017 si sono “liberati” dai divieti di balneazione 3.084 metri di spiaggia e nel 2019 si prevede di incrementarli a 4.144 metri.

Inoltre, a ulteriore dimostrazione del forte legame del Piano con la Città di Rimini, si evidenza come una parte degli interventi previsti a Piano si andranno a integrare al più ampio progetto di riqualificazione del litorale denominato Parco del Mare, consentendo di perseguire sinergie in grado di permettere un miglioramento complessivo dell’assetto urbano della Città.

Il Piano di salvaguardia della balneazione di Rimini è stato inserito tra le best practice nel report SDG Industry Matrix pubblicato dal Global Compact e da KPMG nel 2017 che riporta le opportunità di business collegate agli obiettivi dell’Agenda ONU 2030.

L’adeguamento del depuratore di Servola a Trieste: verso la piena risoluzione di una infrazione comunitaria del 2014

L’adeguamento del depuratore di Servola a Trieste: uscito dalla procedura di infrazione comunitaria del 2014 e dichiarato conforme l’agglomerato. Il nuovo impianto di depurazione è pienamente operativo dal 23 giugno 2018. Tutte le funzioni dell’impianto (linea acque e linea fanghi) sono entrate a regime e le concentrazioni degli inquinanti in uscita si sono sensibilmente ridoette: fosforo e azoto dimezzate, COD ridotto del 30%, il BOD più del 60% e i solidi sospesi del 45%. Per l’intervento sono stati spesi circa 50 milioni di euro. È stato inoltre previsto il recupero delle acque di processo per circa 180 mc/giorno: l’acqua depurata in uscita dall’impianto viene riimmessa nello stesso per altri usi industriali, come, ad esempio, il lavaggio delle macchine.

Sono state organizzate le prime aperture al pubblico del nuovo impianto, in vista dell’inserimento di Servola nell’elenco degli impianti di AcegasApsAmga visitabili dal pubblico (associazioni di categoria, privati, scuole), riscuotendo un notevole gradimento da parte dei partecipanti, tenuto conto delle grandi innovazioni che questa realizzazione ha sviluppato nel settore dell’impiantistica e degli impianti di trattamento delle acque reflue.

Satellite per le ricerche delle perdite della rete idrica

Esiste una soluzione innovativa, basata su tecnologia satellitare, per contrastare il fenomeno delle perdite occulte dalle reti idriche, cioè quelle perdite nascoste che non si manifestano con fuoriuscite visibili d’acqua e che sono spesso presenti nelle reti di distribuzione.

Hera, prima azienda in Italia ad aver adottato nel 2016 tale tecnologia sviluppata in collaborazione con la società israeliana Utilis nell’ambito di un progetto pilota a Ferrara, ha esteso nel 2017 e nel 2018 tale sperimentazione in alcune aree delle province di Modena, Bologna in Emilia e di Forlì-Cesena in Romagna a come strumento di integrazione alle attività di ricerca perdite programmata, individuando i n questo triennio di sperimentazione 204 perdite occulte. L’innovativa tecnologia si basa sull’analisi, mediante un algoritmo, di una scansione del sottosuolo. Le immagini sono acquisite dal satellite Alos-2, gestito dalla Japanese Aerospace Exploration Agency (JAXA), in orbita circa 650 chilometri sopra la terra, che utilizza segnali elettromagnetici con una lunghezza d’onda in grado di penetrare il terreno.

I dati ottenuti attraverso la scansione vengono ripuliti dalle informazioni distorte e incrociati con lo schema della rete, individuando una mappa nella quale sono evidenziati i punti della rete in cui sono presenti possibili perdite.

La vera e propria ricerca fughe in loco viene svolta in seguito con i metodi tradizionali, ma, grazie alla precisione del nuovo sistema, in ambiti assai più circoscritti.

Nel corso del 2018 inoltre, all’interno delle iniziative Circular Water e nell’ottica di sperimentare tecnologie innovative di ricerca perdite applicate alla rete acquedottistica, è stato avviato il progetto Water Hound finalizzato a sperimentare tecnologie in-line, ovvero con ispezione interna delle condotte. Sono state quindi sperimentate le tecnologie

  • “Smart Ball”: una sfera di metallo contenete diversi sensori, a galleggiamento libero e wireless, in grado di rilevare le perdite dall’interno della condotta;
  • “Sahara”: un dispositivo cablato spinto dal flusso dell’acqua grazie ad un paracadute sulla sua sommità, in grado di eseguire video-analisi, rilevare le perdite e bolle d’aria dall’interno della condotta, tracciare l’esatta posizione della tubazione.

La sperimentazione è stata svolta sul territorio di Ravenna su due tratti di condotte con dimensioni e di materiali diversi con individuazione di alcune perdite occulte oltre a dati e informazioni sulle condizioni delle condotte.