62,5%
raccolta differenziata
in un territorio di 3,1 milioni
di abitanti
93%
di rifiuti recuperati
la quota della raccolta differenziata
recuperata a favore dell’economia
circolare
150
mila tonnellate di CO2 evitate
con la plastica riciclata di Aliplast

Case study: transizione verso un’economia circolare

Pacchetto europeo sull’economia circolare: nella gestione dei rifiuti urbani Hera anticipa le tappe

Mentre in Italia è in corso il recepimento delle Direttive europee comprese nel “pacchetto economia circolare”, Hera supera un altro traguardo sul fronte del riciclo degli imballaggi e della riduzione della discarica, confermando di essere in anticipo su entrambi gli obiettivi europei relativi ai rifiuti urbani.

Nel territorio servito dal Gruppo, infatti, è stato già raggiunto l’obiettivo relativo alla discarica (4,5% al 2018 rispetto a un obiettivo di un massimo del 10% al 2035) ed è già stato superato l’obiettivo fissato per gli imballaggi (70% al 2017 rispetto a un obiettivo del 65% al 2025 e del 70% al 2030). Il territorio servito, inoltre, è vicino al raggiungimento dell’obiettivo sul tasso di riciclo complessivo (48% al 2017 rispetto a un obiettivo del 55% al 2025, 60% al 2030 e 65% al 2035). I dati relativi a questi due ultimi obiettivi saranno aggiornati al 2018 nei prossimi mesi e come di consueto pubblicati nel report “Sulle tracce dei rifiuti”.

I progetti e le collaborazioni con i network nazionali e internazionali per l’economia circolare

A ottobre 2017 il Gruppo Hera è stata la seconda società italiana a entrare a far parte del prestigioso programma internazionale CE100 della Fondazione Ellen MacArthur e avviato da subito uno stretto rapporto di collaborazione, con l’obiettivo di implementare i progetti portati avanti per generare valore condiviso attraverso attività ispirate ai principi dell’economia circolare. Il programma comprende, oltre a grandi gruppi concentrati perlopiù in Europa, Stati Uniti e Sudamerica, anche istituzioni, università, piccole e medie imprese, con l’intento di favorire la conoscenza di questi temi, lo scambio di esperienze, l’avvio di progetti in partnership e collaborazioni nel campo della ricerca e sviluppo. Attraverso la Fondazione MacArthur il Gruppo ha l’opportunità di incrementare lo scambio di idee con altri membri del programma CE100, per aumentare la creazione di valore condiviso e contribuire a uno sviluppo sostenibile di lungo termine.

Tra le iniziative portate avanti nel corso del 2018 si segnalano:

  • la partecipazione al New Plastics Economy Global Commitment, per rendere la filiera della plastica più circolare, a cui è dedicato un approfondimento in questa sezione del Bilancio di Sostenibilità;
  • la partecipazione al Water White Paper sulla circolarità dell’utilizzo della risorsa idrica, progetto collaborativo della Fondazione coordinato da ARUP. Hera ha contribuito alla definizione del framework teorico riportato nel paper e presentato alcuni casi studio, tra cui il riutilizzo di acqua del depuratore IDAR di Bologna (descritto in questo Bilancio) e il report analisi dei consumi applicati all’acqua (nei “faremo” di questo Bilancio). I casi studio verranno inclusi in una raccolta in fase di realizzazione. È possibile scaricare il white paper dalla sezione Completed Co.projects, del sito della Fondazione Ellen MacArthur;
  • la partecipazione all’iniziativa sistemica Cities and Circular Economy for Food, che analizza la circolarità della filiera alimenatare nelle città, dalla produzione, alla prevenzione dello spreco, alla valorizzazione del rifiuto organico. Hera ha contribuito presentando alcuni casi studio, in particolare la bioraffineria di Sant’agata Bolognese e l’applicazione della tariffa puntuale a Ferrara, che ha permesso di incrementare notevolmente la frazioone organica raccolta. La città di Ferrara è stata citata nel report, che è possibile scaricare dal sito della Fondazione;
  • il lancio di un “pitch” all’acceleration workshop 2018 di Lisbona, sull’economia circolare nelle città. L’obiettivo è di coinvolgere altre città e aziende del network e approfondire il tema da un punto di vista teorico con la Fondazione, presentando le attività di innovazione di Hera in materia.

A livello nazionale Hera è tra i membri promotori del Circular Economy Network, un progetto voluto dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile e da un gruppo di imprese e associazioni di imprese impegnati nella transizione verso un’economia circolare. Tra gli eventi significativi del 2018 si segnala la sessione tematica a Ecomondo Le nuove direttive europee rifiuti e circular economy: indicazioni per il recepimento (6 novembre) e il convegno del 22 novembre presso il Senato, in cui è stata presenta la relazione su Potenzialità e ostacoli per l’economia circolare in Italia e sono state premiate le migliori startup che svolgono attività nell’ambito dell’economia circolare.

Hera inoltre, fin dalla sua fondazione, è parte di ICESP (Italian Circular Economy Stakeholder Platform), la piattaforma italiana ccordinata da ENEA che raggruppa i principali attori nazionali dell’economia circolare. ICESP è l’unica organizzazione che rappresenta l’Italia nella analoga piattaforma europea ECESP (European Circular Economy Stakeholder Platform).

Obiettivi ambiziosi per rendere la filiera della plastica più circolare

Hera è tra le 250 aziende mondiali, unica multiutility italiana, che hanno sottoscritto il “New Plastics Economy Global Commitment” della Fondazione Ellen MacArthur, in collaborazione con UN Environment, il Programma delle Nazioni unite per l’ambiente. L’iniziativa della Fondazione ha il fine ultimo di affrontare il problema dell’inquinamento plastico all’origine e rendere più circolare tutta la filiera: eliminando il più possibile i prodotti usa e getta, producendo e impiegando solo imballaggi riciclabili, riutilizzabili o compostabili e promuovendo l’utilizzo della plastica riciclata. Per questo la Fondazione ha creato un movimento globale, che coinvolge tutti gli attori della filiera, come i produttori di imballaggi plastici e le aziende che le utilizzano per confezionare i propri prodotti, le grande distribuzione organizzata, le aziende che si occupano di riciclo, ma anche i governi e gli investitori.

Il Gruppo Hera si è impegnato a:

  • aumentare entro il 2025 del 30% la plastica raccolta nei comuni serviti;
  • aumentare del 50% la plastica selezionata e avviata a riciclo dagli impianti del Gruppo;
  • aumentare del 70% la plastica riciclata da Aliplast.

Impegni ambiziosi, che si collocano nel solco di un percorso avviato nel 2016 con l’acquisizione del Gruppo Aliplast, leader in Italia nel riciclo della plastica. Gli stessi obiettivi sono stati presentati da Hera nel contesto della “EU-wide pledging campaign for the uptake of recycled plastics”, la campagna promossa dalla Commissione Europea per accelerare la diffusione della plastica riciclata e raggiungere l’obiettivo europeo di dieci milioni di tonnellate di plastica riciclata e utilizzata per nuovi prodotti entro il 2025.

Il conseguimento di questi target è possibile solo proseguendo gli sforzi sul fronte dell’innovazione e facendo leva sulla capacità industriale del Gruppo, ma esige anche il fondamentale concorso dei cittadini, nell’ambito di una logica orientata – anche su questo fronte – a incentivare riuso e riciclo, allungando così quanto più possibile la vita media dei prodotti e dei materiali plastici.

Una nuova tariffa rifiuti: obiettivo 13% dei cittadini serviti da Hera in Emilia Romagna

Nel corso del 2018 Hera ha gestito il primo anno di applicazione della Tariffa Corrispettiva Puntuale su vasta scala, superando la fase sperimentale ed entrando nella fase “a regime”, grazie ad una gestione integrata di sistemi e processi che ha permesso di applicare in maniera efficace e uniforme il modello di Gruppo in tutti i suoi aspetti e le sue fasi: dalla gestione del cliente alla misurazione del rifiuto indifferenziato conferito, fino alla fatturazione finale. Il nuovo sistema rappresenta un sistema di finanziamento dei servizi ambientali più equo e trasparente e permette di incentivare i comportamenti virtuosi e la partecipazione alle raccolte differenziate.

In particolare è stato gestito il primo anno di applicazione della Tariffa Corrispettiva Puntuale in sei Comuni del territorio – Ferrara, Castelfranco Emilia, San Cesario sul Panaro, Bomporto, Bastiglia e Monte San Pietro – mentre in due comuni, Budrio e San Giovanni in Marignano, è stata applicata la tariffa puntuale rispettivamente per il terzo e secondo anno consecutivo. In tutti i comuni attivati nel 2018 il servizio con misurazione del rifiuto è stato calibrato in funzione delle esigenze e caratteristiche del territorio, combinando contenitori stradali dotati di controllo dei conferimenti, limitatore volumetrico sull’indifferenziato, contenitori dotati di sistema di riconoscimento utente e servizio porta a porta. Nei Comuni di Castelfranco Emilia, San Cesario sul Panaro, Bastiglia e Bomporto la tariffa puntuale è stata applicata in maniera uniforme in tutto il territorio, anche grazie ad una apposita cabina di regia condivisa che ha permesso un rapporto efficace e organico tra Hera e le Amministrazioni coinvolte. La fatturazione 2018 è stata calibrata su quattro rate di acconto trimestrali per Ferrara e su tre rate quadrimestrali per gli altri Comuni, con conguaglio annuale previsto in emissione nel 2019.

A Ferrara l’applicazione della tariffa puntuale ha tenuto conto della complessità e delle esigenze di un grande Comune capoluogo. Sono proseguite nel 2018 le iniziative di comunicazione per informare e coinvolgere i cittadini sul nuovo sistema di raccolta e di fatturazione, in particolare è stata divulgata sui quotidiani una informativa sulla nuova bolletta e istituita la pagina Facebook dedicata “Assistenza raccolta differenziata”. In corso d’anno, per la prima volta in un comune a tariffa puntuale, è stata attivata la consegna delle dotazioni direttamente presso lo sportello clienti Hera di via Cesare Diana, con la finalità di rendere centrale, diretto ed efficace il rapporto con il cliente in tutte le sue fasi.

Nel corso dell’anno Hera ha inoltre intrapreso tutte le attività propedeutiche al passaggio a tariffa puntuale, a partire dal 1° gennaio 2019, nei comuni di Marano sul Panaro, Spilamberto e Vignola (provincia di Modena), Dozza e Mordano (provincia di Bologna) e Coriano, Cattolica e Misano Adriatico (provincia di Rimini). Il nuovo sistema tariffario raggiungerà così circa 320.000 abitanti nel 2019, pari al 13% dei cittadini dell’Emilia Romagna serviti dal Gruppo Hera attraverso la gestione integrata dei rifiuti urbani.

Per questi comuni sono stati attivati i nuovi servizi di raccolta con sistema di misurazione del rifiuto e sono state distribuite le dotazioni personali per il conferimento a tutti i cittadini e a tutte le aziende. Per una introduzione efficace e coerente del nuovo modello tariffario e dei nuovi servizi sono state attivate apposite cabine di regia condivise tra Hera e le amministrazioni comunali.

Sono state inoltre intraprese le iniziative di comunicazione necessarie ad informare e coinvolgere gli utenti sulle modalità di introduzione del nuovo sistema. Tra le iniziative comunicative attuate si segnalano:

  • articoli e comunicati stampa per comunicazione primi risultati;
  • assemblee informative aperte a cittadini e incontri dedicati per le associazioni di categoria;
  • allestimento punti informativi integrativi a supporto ai cittadini e distribuzione di materiali informativi;
  • invio lettere a domicilio per spiegare l’introduzione della tariffa puntuale alle utenze domestiche e non domestiche;
  • aggiornamento sistematico sito/web clienti con informazioni dedicate per ogni comune.

Nei comuni in cui è stata applicata la tariffa puntuale nel 2018 sono stati raggiunti ottimi risultati in termini di raccolta differenziata, superiori all’80%. Tale risultato appare particolarmente significativo per il comune di Ferrara considerando la dimensione e la complessità del territorio interessato.

Nei comuni con passaggio nel 2019, l’introduzione dei nuovi servizi di raccolta ha portato già nel 2018 incrementi della raccolta differenziata significativi, seppur in misura differente a causa delle diverse tempistiche di avvio dei servizi. Si sottolineano in particolare i risultati di Dozza, Mordano, Spilamberto, Coriano e Misano, dove la percentuale di RD ha superato l’80% con aumenti rilevanti rispetto al 2017. In tutti i comuni si è comunque registrato un deciso incremento della percentuale di raccolta differenziata.

Nei prossimi anni si prevede il progressivo passaggio a tariffa puntuale di ulteriori comuni serviti da Hera (previsti circa 50.000 ulteriori cittadini nel 2020) e si procederà a consolidare il nuovo sistema tariffario sviluppando ulteriormente processi e sistemi per garantire una gestione uniforme ed efficace del modello di Gruppo, sempre in accordo con disposizioni e linee guida definite dagli Enti regolatori.

Economia circolare e raccolta differenziata: grazie all’impegno di Hera e dei cittadini il 93% della raccolta differenziata è stato effettivamente recuperato nel 2017

Hera, per il nono anno consecutivo, ha pubblicato il report “Sulle tracce dei rifiuti”, che certifica in modo trasparente e completo che la percentuale di raccolta differenziata effettivamente recuperata dall’azienda ha raggiunto nel 2017 il 93%, suddivisa nell’90% di riciclo di materia e 10% di recupero energetico che si ottiene esclusivamente nelle filiere della plastica e del verde. Il progetto ha riguardato i principali materiali raccolti in modo differenziato: verde, carta, organico, vetro, plastica, legno, ferro e metalli (imballaggi in alluminio, acciaio e banda stagnata).

Il report, che comprende tutto il perimetro servito dal Gruppo, rivela un recupero pari al 98% del verde, 95% della carta, 92% dell’organico, 96% del vetro, 71% della plastica, 99% del legno, 98% del ferro e il 92% del metallo e con oltre 276 kg di rifiuti differenziati raccolti per abitante.

Per l’elaborazione del report di quest’anno sono state coinvolte 58 imprese che gestiscono 71 impianti di prima destinazione dei rifiuti. Grazie a loro abbiamo risalito l’intera filiera del recupero , fino a rintracciare i 170 impianti di recupero finale gestiti da 162 aziende che hanno rigenerato, rinnovato e circolarizzato i rifiuti provenienti da raccolta differenziata reinserendoli nei ciclo produttivo in un’ottica di economia circolare. Di questi impianti 34 sono nel territorio servito dal Gruppo.

Nel report, inoltre, due sezioni relative alle iniziative di Hera per l’economia circolare presentano in sintesi le principali iniziative per il riciclo e il riuso e per l’economia circolare e gli impegni e i risultati del Gruppo rispetto agli obiettivi della Commissione europei in termini di riciclo e utilizzo delle discariche. Per la prima volta quest’anno, infine, è presente una sezione che permette di visualizzare per ogni materiale la percentuale raccolta in maniera differenziata e riciclata, ma anche la porzione ancora presente nei rifiuti indifferenziati, evidenziando l’importante sforzo ancora da compiere da parte di tutti.

Il report presentato in occasione della manifestazione internazionale Ecomondo 2018 mette anche in evidenza come quella del recupero sia una filiera chiave della green economy. Attraverso l’economia circolare del recupero, infatti, si occupano complessivamente circa 20 mila persone in 162 aziende del recupero con un fatturato totale di oltre 11 miliardi di euro. Per garantire la massima trasparenza e affidabilità dei dati riportati, il report è stato esaminato e verificato in tutta la sua completezza da DNV GL.

I contenuti ampliati del progetto e ulteriori dati di approfondimento sono visibili sul sito www.gruppohera.it\report.

La raccolta differenziata nel centro storico di Bologna supera il 60%

Il progetto del centro storico, che ha visto la realizzazione di mini isole interrate per il conferimento di vetro e organico e del contemporaneo avvio della raccolta indifferenziata porta a porta in lotti rappresentati dai quartieri, ha visto il suo avvio a fine 2014 con il quartiere ex San Vitale, proseguendo con l’attivazione a giugno 2015 del quartiere ex Porto, nel mese di maggio 2017 con il quartiere ex Saragozza e nel mese di marzo 2018 con il quartiere ex Santo Stefano. Sono anche state tutorate le attività commerciali per la verifica dei fabbisogni sui servizi target.

Il progetto ha visto un rallentamento determinato prima dalle impegnative prescrizioni imposte dalla Soprintendenza Archeologica, per indagini stratigrafiche continue e i rilevanti vincoli relativi ai sottoservizi interrati, e successivamente per l’inserimento del progetto (3° stralcio mini isole e 3° stralcio adeguamento isole interrate grandi) in un finanziamento regionale per il quale, prima di avviare tutte le relative attività, si è dovuto aspettare il completamento delle pratiche autorizzative.

Delle 140 mini isole previste inizialmente sono state realizzate complessivamente 109 isole interrate e 14 fuori terra. Il minor numero rispetto al preventivato è da attribuire alla presenza di sottoservizi rilevati al momento dell’inizio dei lavori, che non hanno consentito la posa delle vasche.

Nel corso del 2018 è stata avviata la trasformazione delle 15 isole interrate grandi del centro storico da raccolta del rifiuto indifferenziato a raccolta di plastica per le 12 isole bi-vano, e a raccolta carta/cartone per le restanti tre mono-vano.

L’intero comune raggiunge nel 2018 il 52,2% a fronte del 47,6% dell’anno precedente mentre l’intero centro storico passa dal 50,0% dell’anno 2017 al 61,8% del 2018. Nei tre quartieri del centro storico con sistema di raccolta a regime la raccolta differenziata si attesta mediamente sul 63%. Anche i controlli sulla qualità dell’organico e del vetro continuano a essere incoraggianti, con percentuali di materiali conformi attorno al 90%. Infine le analisi sulla qualità della platica e cartone delle isoleinterrate grandi, di recente conversione, si attestano su valori di conformità superiori al 95%.

Con Riciclandino aiutiamo l’ambiente e la scuola

Riciclandino è il progetto dedicato a ragazzi e famiglie in una iniziativa ambientale che coinvolge quella parte di cittadinanza che ruota intorno al mondo della scuola, intesa come istituzione e comunità di persone. Nel progetto, più raccolta differenziata si fa, più rifiuti si portano alle stazioni ecologiche, più punti si ottengono, dando l’opportunità alla propria scuola di ricevere incentivi economici. La famiglia dello studente può utilizzare la Tessera Riciclandino per il conferimento dei rifiuti in stazione ecologica ottenendo lo sconto sulla propria bolletta, come previsto dal regolamento comunale, e procurando un incentivo di pari importo per la scuola. Il valore aggiunto dell’iniziativa è l’intensificazione dell’interesse sull’ambiente e dell’azione condivisa che crea e rafforza il senso civico e sociale della collettività.

Il progetto, avviato nell’anno scolastico 2010-2011 a Ravenna, al 2018 copre i 18 comuni del ravennate, 22 comuni del modenese e Ferrara per un totale di 41 comuni. Ha coinvolto nell’anno scolastico 2017-2018, 392 scuole e 74.600 studenti. Alle scuole partecipanti è stato riconosciuto un premio per l’attività svolta pari a oltre 103.400 euro. Nell’ambito del progetto sono state conferite in stazione ecologia oltre 1.437 tonnellate di rifiuti portati dai ragazzi e dalle loro famiglie.

CiboAmico: oltre 91.000 pasti recuperati nelle mense Hera da inizio progetto

Avviato nel 2009 con il supporto di Last Minute Market, società dell’Università di Bologna che promuove la lotta allo spreco e la sostenibilità ambientale, CiboAmico rappresenta un’azione concreta sviluppata dalla nostra azienda per favorire lo sviluppo dell’economia circolare, mettendo in relazione tra loro diverse realtà del territorio nel segno di una responsabilità sociale condivisa, rivolgendo un aiuto concreto ai più bisognosi. Attualmente sono cinque le mense aziendali coinvolte: Bologna, Granarolo dell’Emilia, Imola, Rimini e Ferrara. I pasti recuperati vengono donati a enti no profit del territorio che danno ospitalità e assistono quotidianamente persone in difficoltà.

Solo nel 2018 sono stati circa 11.000 i pasti recuperati a favore di cinque onlus del territorio che assistono quotidianamente oltre 110 persone, corrispondenti a circa cinque tonnellate di cibo per un valore economico di oltre 47.000 euro. In questo modo, inoltre, è stata evitata la produzione di 4,8 tonnellate di rifiuti, corrispondenti alla capienza di più di dieci cassonetti e l’emissione di quasi 21 tonnellate di CO2 nell’ambiente. Inoltre, si è scongiurato lo spreco di acqua, energia e consumo di terreno che sono stati necessari a confezionare quei pasti.

Dopo dieci anni dall’inizio del progetto sono stati donati complessivamente oltre 91.000 pasti, per un valore economico di circa 375.000 euro. Ciò ha evitato la produzione di 39 tonnellate di rifiuti (corrispondenti a circa 86 cassonetti) e l’emissione di quasi 170 tonnellate di CO2.

Sono tanti i partner di enti no-profit del territorio coinvolti per garantire risultati sempre più importanti come: Fraternità Opera di Padre Marella (OPM) e Associazione Arca nel bolognese, Associazione Papa Giovanni XXIII (APG23) a Imola e Rimini e Associazione Viale K di Ferrara. Numerose, inoltre, le strutture partner dell’iniziativa presso le quali avviene la consumazione dei pasti recuperati: Pronto Soccorso Sociale di Bologna, Comunità Terapeutica di Cadriano, Comunità L’Arcobaleno di Quarto Inferiore, Pronta accoglienza adulti di Imola, Capanna di Betlemme di Rimini, Casa della Donne, Casa Mambro e Mensa di via Gaetano Pesci a Ferrara.

A fine 2017, inoltre, Ciboamico è uscito dai confini delle mense aziendali per coinvolgere un mercato cittadino. L’iniziativa, nata su proposta di HeraLab Modena, è realizzata con il Consorzio del Mercato Albinelli e la collaborazione del Comune di Modena e delle onlus Porta Aperta e Gruppo CEIS. Se nelle mense l’obiettivo era il recupero dei pasti non consumati, la collaborazione tra Hera e i commercianti dell’Albinelli mira invece a evitare lo spreco di quei prodotti freschi che, al termine della giornata, possono avanzare sui banchi del mercato: alimenti ancora perfettamente commestibili ma che, per diverse ragioni, il giorno successivo non potrebbero più essere venduti. I recuperi di alimentari presso i singoli esercenti avvengono tutti i mercoledì e i venerdì di apertura del Mercato Albinelli, si tratta principalmente di pane e prodotti da forno, e ortofrutta fresca. Per questi prodotti, che andrebbero buttati, da oggi grazie alla collaborazione tra il Comune di Modena, il Gruppo Hera e lo stesso Mercato esiste un’alternativa virtuosa. I commercianti, infatti, possono scegliere di donare a Porta Aperta le loro rimanenze, che vengono utilizzate a beneficio di persone in condizione di disagio. Nel 2018 sono stati raccolti e riutilizzati più di 2.000 kg di alimenti grazie a 21 esercenti che hanno collaborato al progetto. Tra i partner coinvolti dal progetto anche l’associazione Italian Bike Messenger (IBM) che ha una sede all’interno dello stesso Mercato Albinelli e fornisce supporto per la consegna delle eccedenze.

FarmacoAmico: 46 mila confezioni di farmaci non scaduti recuperate

FarmacoAmico è il progetto promosso da Hera per raccogliere medicinali non scaduti e creare una rete solidale sul territorio. I farmaci con ancora almeno sei mesi di validità e in uno stato di conservazione adeguato, vengono così riutilizzati da Enti non profit che operano in progetti locali o di cooperazione decentrata. L’obiettivo è prevenire la produzione di rifiuti diffondendo buone pratiche di riduzione dello spreco e sostenendo gli enti che assistono le fasce deboli della comunità.

Avviato nel 2013, a Bologna, FarmacoAmico è realizzato in collaborazione con Last Minute Market e oggi coinvolge 17 Comuni della Regione Emilia-Romagna dove risiedono circa 1,2 milioni di abitanti (pari al 48% della popolazione servita). Il risultato è positivo poiché, nonostante l’uscita dal progetto dei territori di Forlì e Forlimpopoli per passaggio alla gestione in house, le estensioni in altri comuni hanno quasi permesso di raggiungere l’obiettivo che ci eravamo prefissati (50% al 2019). Si sottolinea che la Onlus di riferimento nei due territori citati, Comitato per la lotta della fame nel mondo, non è stata esclusa dalla rete Last Minute Market, ma è stata accreditata come ente beneficiario dei farmaci di secondo livello.

Nel 2018, nei territori sopraccitati, sono state riavviate al riuso circa 46.000 confezioni di farmaci (-14% sui valori 2016, ma +15% a parità di perimetro) per un valore complessivo di oltre 549 mila euro (-18% sui valori 2016, ma +10% a parità di perimetro). Nonostante l’impossibilità di proseguire il progetto nei territori di Forlì e Forlimpopoli ha sicuramente inciso negativamente sui numeri totali dell’iniziativa, ma le nuove attivazioni avvenute nel corso del 2018 (distretto ceramico modenese, Castel San Pietro Terme, Castenaso) e le prossime attivazioni del 2019, confermano sicuramente la crescita del progetto nel suo complesso.

Il progetto ha visto coinvolte in totale 102 farmacie e 27 Onlus, di cui alcune operanti all’estero, oltre a diversi partner, istituzioni, associazioni di categoria e del panorama aziendale per un totale di 31 soggetti coinvolti.

Da inizio progetto sono state raccolte e avviate al riuso oltre 221 mila confezioni di farmaci per un valore eocnomico complessivo di 2,4 milioni di euro, che corrispondono a un equivalente risparmio per il Sistema Sanitario Nazionale.

Nel luglio 2018 Hera e Last Minute Market hanno siglato, con l’Assessorato alla Salute della Regione Emilia Romagna, un Protocollo d’intenti sul recupero di farmaci donati. Inoltre è stato intrapreso un processo di adeguamento del progetto Farmaco Amico alle Linee Guida riportanti le indicazioni per il recupero di farmaci proposte dalla Regione Emilia-Romagna. Tale adeguamento ha necessitato, in alcuni territori, di brevi sospensioni dell’operatività del progetto, per consentire l’installazione del software gestionale e la formazione ai farmacisti circa l’utilizzo. Quest’attività, che ha riguardato in particolare i territori di Modena e Distretto Ceramico, ha comportato nel brevissimo periodo una flessione dei risultati, ha permesso di consolidare le basi su cui poggia tutto il progetto Farmaco Amico.

Nel territorio di Bologna, grazie all’iniziativa della Fondazione ANT, all’interno dell’attività di Alternanza Scuola Lavoro, coinvolgendo gli studenti di alcuni licei bolognesi, sono state svolte delle lezioni di introduzione al progetto FarmacoAmico e di seguito è stato sviluppato un tirocinio di 40 ore complessive, che ha visto gli studenti impegnati nella sensibilizzazione dei cittadini in diverse farmacie aderenti al progetto.

Continua il successo di Cambia il finale: 820 tonnellate d’ingombranti raccolte nel 2018

Il progetto, giunto al quinto anno di attività, permette di intercettare tutti gli oggetti in buono stato altrimenti destinati alle raccolte di rifiuti ingombranti per consentirne il riuso, grazie ad una rete di Onlus diffusa capillarmente sul territorio, in grado di dare nuova vita ai beni donati dai cittadini. Il progetto è legato allo specifico protocollo d’intesa tra Atersir e Hera sulla gestione dei rifiuti ingombranti, ed è sviluppato in collaborazione con Last Minute Market. I beni possono essere donati dai cittadini ad un circuito di associazioni benefiche Onlus dell’Emilia-Romagna che ritirano beni ingombranti presso la propria sede o a domicilio, destinandoli a mercatini dell’usato, utilizzandoli nelle proprie sedi o donandoli a persone bisognose. La raccolta di beni svolta dalle Onlus viene promossa attraverso tutti gli strumenti comunicativi del Gruppo Hera, in particolare tramite gli operatori di call center, che propongono agli utenti la possibilità di donare gli oggetti ingombranti in buono stato di cui intendono disfarsi.

L’iniziativa promuove buone abitudini relative al riuso e genera ricadute sociali positive grazie alle attività delle associazioni benefiche coinvolte, in linea con i principi di responsabilità sociale e di tutela dell’ambiente del Gruppo Hera. Inoltre, risponde alle attuali evoluzioni della normativa ambientale, che punta ad un modello di gestione basato sui concetti di prevenzione e riutilizzo.

Le Onlus partecipanti a fine 2018 sono 17, distribuite su tutto il territorio dell’Emilia-Romagna servito da Hera, garantendo la copertura di tutte le città principali. Nel corso del 2018, le associazioni hanno ricevuto più di 7.400 telefonate da parte dei cittadini disposti a donare i beni ingombranti e hanno effettuato più di 5.800 ritiri, per un totale di circa 188.000 pezzi e circa 820 tonnellate raccolte, confermando risultati in linea con l’anno precedente nonostante il mancato apporto delle Onlus del territorio di Forlì (a cause del passaggio del comune alla gestione in house). La maggior parte dei beni donati sono stati destinati a riutilizzo, con una percentuale media intorno al 70%: da gennaio a dicembre 2018, complessivamente il progetto ha quindi permesso di evitare un totale di circa 577 tonnellate di rifiuti ingombranti, ottenendo un risultato in linea con l’anno precedente, con grande risparmio a vantaggio dell’ambiente e minori oneri legati alle raccolte rifiuti.

Recupero degli oli vegetali

Nel corso del 2018 Hera Spa ha rilanciato il progetto di raccolta degli oli vegetali, generando un caso virtuoso di “economia circolare”. Infatti attraverso un accordo quadro sperimentale stipulato a novembre 2018 con ENI, tutto l’ olio vegetale esausto raccolto da Hera, una volta lavorato in impianti convenzionati, verrà trasportato alla Bio-raffineria ENI di Porto Marghera (VE) dove verrà trasformato in biodiesel. Questo gasolio, nella misura di 500.000 litri, verrà utilizzato per alimentare una parte dei compattatori utilizzati per la raccolta rifiuti nella provincia di Modena. Per potenziare ulteriormente tale servizio di raccolta, nel corso del 2018 sono stati posizionati altri 300 contenitori stradali, portando il numero totale dei contenitori sul territorio a 700 pezzi distribuiti in oltre 100 comuni per una popolazione servita di cica 2,3 milioni di abitanti. La raccolta complessiva di olio vegetale nel 2018 ammonta a 850 tonnellate, di cui circa 400 provenienti dai Centri di raccolta e 450 provenienti dai contenitori stradali, ma nel 2019 la raccolta complessiva supererà le 1000 tonn, che saranno tutte destinate alla Bio-raffineria di ENI.

Dalla plastica riciclata le tubazioni per i servizi a rete del futuro

Il Gruppo Hera, grazie anche alle competenze della controllata Aliplast, leader italiano nel trattamento e riciclo della plastica, è la prima realtà in Italia ad avviare un’importante sperimentazione per utilizzare plastica riciclata e di provenienza tracciata nella realizzazione delle condotte in politeline. Il primo cantiere, in cui la posa delle tubazioni si è appena conclusa, riguarda complessivamente un chilometro di rete elettrica, in parte nel territorio di Modena e in parte in quello di Imola. Il secondo cantiere, al via a gennaio, interesserà invece due chilometri di rete fognaria nel Comune di Bellaria-Igea Marina (RN), portando così ulteriore valore aggiunto al piano per la salvaguardia della balneazione di Rimini, la più grande opera di risanamento fognario mai realizzata in Italia. Per lo sviluppo della preproduzione e per i collaudi in laboratorio, Hera si è avvalsa delle competenze di Idrotherm 2000, eccellenza italiana nella realizzazione di tubazioni per servizi a rete: ciò ha consentito a Hera di ottenere un tubo di polietilene multistrato a basso impatto ambientale, derivante per almeno il 70% da materiale di recupero senza alcun aggravio di costo e a fronte di prestazioni tecniche identiche. A valle di questa prima fase, la nuova modalità di realizzazione delle tubazioni potrebbe essere estesa ad altri cantieri e, in prospettiva, ad altri impieghi, consentendo così di raggiungere importanti obiettivi di sostenibilità. Sulla base dei metri di nuove tubazioni che vengono mediamente posati da Hera nell’arco di un anno, l’utilizzo della plastica riciclata potrebbe infatti garantire un risparmio di CO2 stimato, per la sola rete elettrica, in 126,6 tonnellate, pari alle emissioni annue di 95 vetture di media cilindrata (immaginando che ognuna di esse percorra dieci mila km).

SCART®: il lato bello e utile del rifiuto

Nel 1998 Waste Recycling ha dato vita a SCART® un progetto ecologico e originale fondato sul desiderio di ridare vita ai materiali che quotidianamente diventano rifiuto. Oggi SCART® è un marchio registrato in Italia e in Europa con cui vengono realizzate opere e installazioni esclusive fatte al 100% di rifiuti. L’obiettivo è quello di incentivare comportamenti responsabili in materia ambientale, offrendo stimoli sempre nuovi per creare oggetti d’uso e artistici partendo come materia prima solo ed esclusivamente dai rifiuti. Sono stati così realizzati divani, poltrone, tavoli, sedie, lampade, cassettiere, giochi, strumenti musicali, abiti, installazioni, ma anche scenografie per spettacoli e costumi di scena. SCART® è un invito a pensare a nuovi stili di vita intelligenti, creativi e soprattutto sostenibili.

Numerose le iniziative a livello nazionale e internazionale come, ad esempio, le importanti convenzioni aperte con le Accademie di Belle Arti di Firenze e di Bologna che, ogni anno, coinvolgono numerosi studenti in seminari e workshop che si svolgono presso l’Officina SCART® di Waste Recycling. Si tratta di iniziative artistico-formative rivolte agli studenti iscritti che hanno come tema la sperimentazione sull’uso artistico dei rifiuti industriali. Negli anni SCART® ha partecipato anche a numerose mostre nazionali e internazionali. Dopo Ravenna, Imola, Modena, Pisa, Udine e, dopo la tappa bolognese di Arte Fiera, nel 2018 è la volta di Padova: è approda tainfatti nella splendida cornice dell’Agorà del centro Culturale Altinate – San Gaetano, la mostra SCART, “travelling exhibition” che inserisce in modo originale l’arte nel percorso virtuoso dell’economia circolare. Il progetto espositivo chiude a Padova un anno particolarmente significativo della sua storia: SCART nasceva infatti 20 anni fa con l’intento di alzare il sipario sullo scenario del riuso e recupero della materia, integrando e completando la mission di Waste Recycling da sempre impegnata nel trattamento e smaltimento dei rifiuti industriali.

“Più alberi in città” se vai alle Stazioni ecologiche di Hera

Dopo il grande successo della campagna Elimina la bolletta, regala un albero alla tua città, in collaborazione con il Comune di Modena è stato avviato il progetto Più alberi in città, studiato per promuovere nuovamente la forestazione urbana attraverso il maggiore ricorso dei cittadini alle stazioni ecologiche o centri di raccolta.

Grazie a questa iniziativa, per tutto il 2018 Hera ha donato alla città un albero ogni 50 nuovi utenti domestici modenesi che hanno conferito i propri rifiuti differenziati alle stazioni ecologiche. Il Comune di Modena, secondo le proprie progettualità di verde urbano, ha indirizzato le piantumazioni verso la grande area verde del Parco Chinnici.

Grazie alla collaborazione e all’impegno dei cittadini, l’obiettivo dell’iniziativa è stato raggiunto e a fine 2018 erano più di 150 gli alberi donati alla città, con le ultime piantumazioni previste fra febbraio e marzo 2019.

Il progetto è stato sviluppato per incentivare un maggior utilizzo delle stazioni ecologiche Hera: tale comportamento, infatti, è vantaggioso per l’ambiente e il decoro urbano poiché aiuta a ridurre il fenomeno dell’abbandono di rifiuti nonché a incrementare la quantità e la qualità della raccolta differenziata, inoltre, si traduce in un vantaggio economico per i cittadini: il Comune garantisce infatti alle utenze uno sconto sulla TARI.

Grazie a Più alberi in città è stato possibile migliorare la qualità dell’aria e mitigare gli effetti negativi dei cambiamenti climatici: ogni albero infatti è in grado di catturare annualmente 100 kg di CO2. A regime, le piante donate da Hera saranno in grado di sottrare all’aria 15 tonnellate di anidride carbonica all’anno, che equivalgono a quelle emesse da un’auto che percorra 112.000 km.

Tutti i dettagli dell’iniziativa sono disponibili sul sito www.ilrifiutologo.it/alberimodena

A marzo 2019 il progetto è stato esteso anche a Ferrara.