62,5%
raccolta differenziata
in un territorio di 3,1 milioni
di abitanti
93%
di rifiuti recuperati
la quota della raccolta differenziata
recuperata a favore dell’economia
circolare
150
mila tonnellate di CO2 evitate
con la plastica riciclata di Aliplast

La qualità della depurazione

Nel 2017 il Gruppo Hera ha gestito il servizio di fognatura e depurazione in 231 comuni, di cui 49 attraverso Marche Multiservizi e 18 tramite AcegasApsAmga, mentre la copertura del servizio di fognatura per tutti gli agglomerati è pari al 92% del fabbisogno del territorio (abitanti equivalenti).

Il servizio di depurazione copre nel 2018 il 91% degli abitanti equivalenti presenti nel territorio servito dal Gruppo.

Si tratta di valori molto positivi se confrontati con la media delle utilities italiane che hanno partecipato allo studio di Utilitatis nel 2016, corrispondenti a 90% per la rete di fognatura e 88% per la rete di depurazione. Per quanto riguarda la situazione nazionale gli ultimi dati disponibili risalgono al 2007 anno in cui l’85% degli italiani era servito dalla rete di fognatura e il 70% da un impianto di depurazione (fonte Blue Book 2009 di Utilitatis). Valutando la percentuale di acque reflue trattate rispetto al totale invece la media italiana al 2015 si attesta a 89,9%, con picchi negativi per le regioni del sud Italia come il 68,5% della Sicilia o il 76,9% della Calabria (fonte: ISPRA).

Nel 2018 il Gruppo Hera ha trattato complessivamente oltre 382 milioni di metri cubi di acque reflue rispetto ai 364 milioni del 2017 (dovuti alla scarsa piovosità del 2017 e quindi dei minori afflussi di acque di origine meteorica). Le reti fognarie afferenti agli impianti sono prevalentemente di tipo misto e l’entità dei volumi trattati dipende quindi dalle precipitazioni.

La rete fognaria gestita da Hera Spa ha una lunghezza di 14.800 km, di tipo misto per il 53% del totale (era il 55% nel 2014). A livello di Gruppo la rete fognaria gestita ha una lunghezza di 18.626 km, di tipo misto per il 57% del totale.

L’indicatore è relativo agli impianti con più di dieci mila abitanti equivalenti (i volumi trattati in questi impianti sono pari al 87% del totale dei reflui trattati) ed è calcolato sulla base del rapporto tra la concentrazione misurata di Bod5, Cod, Sst, azoto ammoniacale, fosforo e azoto totale e le relative concentrazioni massime ammesse dal D.Lgs. 152/2006.

L’efficienza di rimozione delle sostanze inquinanti rispetto ai limiti di legge, sintetizzata dall’indicatore esposto nel grafico, è collegata alla capacità depurativa dell’impianto e alle tecnologie adottate. Valori bassi dell’indicatore indicano una migliore qualità dell’acqua depurata. A livello di Gruppo questo indicatore è mediamente pari al 35% dei limiti di legge se si considerano Bod5, Cod, Sst, azoto ammoniacale, fosforo e azoto totale e al 26% se si escludono fosforo e azoto totale. L’andamento dell’indicatore che sintetizza l’efficienza di rimozione delle principali sostanze inquinanti è in lieve miglioramento rispetto agli anni precedenti anche in virtù del fatto che sono in completamento alcuni importanti progetti di adeguamento avviati negli anni precedenti. In particolare per quanto riguarda il Triveneto nei primi mesi del 2018 è stata avviata la nuova sezione biologica del depuratore di Servola a Trieste, che è entrata in regime di funzionamento a giugno 2018. Questo ha permesso di migliorare sensibilmente i risultati rispetto agli anni precedenti, quando l’impianto era solo primario chimico fisico. È atteso un ulteriore miglioramento nel 2019, poiché il 2018 è stato un anno di transizione con il primo semestre di valori più alti.

 

I principali interventi di ampliamento di impianti di depurazione