62,5%
raccolta differenziata
in un territorio di 3,1 milioni
di abitanti
93%
di rifiuti recuperati
la quota della raccolta differenziata
recuperata a favore dell’economia
circolare
150
mila tonnellate di CO2 evitate
con la plastica riciclata di Aliplast

L’adeguamento del sistema fognario-depurativo

La qualità della depurazione può essere rappresentala anche dal monitoraggio del trend di adeguamento degli agglomerati urbani, intesi come territori in cui sono concentrate popolazioni e attività produttive in misura tale da rendere ammissibile, tecnicamente ed economicamente la realizzazione di un sistema fognario depurativo autonomo. Come stabilito da Direttiva 91/271/CEE, D.Lgs. 152/2006 e Piano di Tutela della Acque della Regione Emilia-Romagna per dichiarare a norma un agglomerato devono essere soddisfatte le seguenti due condizioni: il collettamento dei reflui almeno pari al 95%, la capacità degli impianti di depurazione deve essere superiore agli abitanti equivalenti dell’agglomerato stesso con trattamento secondario o terziario (dove necessario).

A livello di Gruppo al 2018 gli agglomerati con più di 2.000 abitanti equivalenti (a.e.) adeguati al D.Lgs. 152/2006 sono 130 su 137. Gli agglomerati adeguati corrispondono al 92,2% degli abitanti equivalenti complessivi. Questa percentuale sale al 100% in Emilia-Romagna. Nel 2017, infatti, il Ministero dell’Ambiente ha formalmente comunicato alla Regione Emilia-Romagna l’uscita dalla procedura d’infrazione 2014/2059, che si è quindi chiusa con la conformità dei 206 agglomerati > 2.000 a.e. della regione, di cui 101 in gestione Hera. Nel corso del 2016, infatti, la totalità di tali agglomerati ha raggiunto gli obiettivi di qualità previsti dal Piano di Tutela delle Acque della Regione Emilia-Romagna, quanto ad estensione delle reti e alla presenza di impianti di trattamento. Per quanto riguarda il Triveneto, nel 2018 è stato portato a termine l’adeguamento dell’agglomerato Trieste Muggia per un totale di 256.882 abitanti equivalenti: l’impianto di Servola è entrato in regime di funzionamento a giugno 2018 con rispetto di tutti i parametri allo scarico. La Regione resta in attesa di formalità da parte dell’Unione Europea per l’uscita dall’infrazione. Nelle Marche, nel territorio gestito dal Gruppo sono sei gli agglomerati dichiarati non conformi per i quali sono state avviate le procedure di infrazione 2014/2059 e 2009/2034. Sono già programmati gli interventi che renderanno entro il 2021 ogni agglomerato conforme ai dettami della normativa comunitaria e nazionale. Entro il 2021, quindi, tutti gli agglomerati urbani con popolazione >2000 abitanti equivalenti nei territori serviti da Hera risulteranno adeguati alla normativa.

In aggiunta a quanto già riportato, la Regione Emilia-Romagna con delibera 201/2016 sull’adeguamento degli scarichi di acque reflue urbane ha previsto la realizzazioni di alcuni ulteriori interventi negli agglomerati con più di 10.000 a.e.. Si tratta di adeguamenti strutturali relativi ad esempio all’adeguamento degli scolmatori di rete non adeguati o al trattamento più spinto per l’abbattimento dell’azoto, che pur non pregiudicano la conformità degli agglomerati ai sensi del D.Lgs. 152/2006 possono pregiudicare localmente il raggiungimento degli obiettivi di qualità per i corpi idrici. Per questo la Regione Emilia-Romagna insieme ai gestori del servizio idrico integrato con la già citata delibera ha definito tempi e criteri di adeguamento. Gli interventi già realizzati sono due (Riccione e Cattolica, rispettivamente nel 2018 e 2017). Sono previsti ulteriori  sei interventi in quattro agglomerati (Castel San Pietro Terme, San Giovanni in Persiceto, Budrio, Medicina) entro il 2021, nove entro il 2024 e 16 entro il 2030. È opportuno tenere presente che in totale gli agglomerati interessati dai 33 interventi di miglioramento sono 26 in quanto alcuni di essi prevedono più interventi in annualità diverse.

Per quanto concerne gli agglomerati di consistenza inferiore ai 2.000 a.e., su cui permangono elementi di criticità per l’assoggettamento ai trattamenti appropriati degli scarichi finali, la Regione Emilia-Romagna con delibera 201/2016 ha individuato e definito le tempistiche di adeguamento in: 31/12/2018 per la redazione del progetto definitivo; 31/12/2021 per la realizzazione dell’intervento. È previsto quindi l’adeguamento entro il 2021 di 91 agglomerati in Emilia-Romagna per un totale di 55,5 mila abitanti equivalenti. Nel territorio servito del Triveneto gli agglomerati di consistenza inferiore ai 2.000 a.e. sono 37, di cui 34 già adeguati alla normativa nel 2018, uno per cui è previsto adeguamento nel 2019 e due che saranno adeguati negli anni successivi. Considerando l’Emilia-Romagna e il Triveneto risultano 254 agglomerati di consistenza inferiore ai 2.000 a.e. per complessivi 200 mila abitanti equivalenti, di cui il 62,2% risulta adeguato (160 agglomerati per 103 mila abitanti equivalenti, pari al 64,2% degli abitanti equivalenti). Al 2021 gli agglomerati inferiori a 2.000 a.e. adeguati saranno 252 su 254 (99,2%). Per quanto riguarda gli agglomerati inferiori a 2.000 a.e. delle Marche, la Regione è ancora ferma alla loro prima individuazione, senza aver ancora rilasciato disposizioni in merito.

La fitodepurazione