4,4%
consumi di energia riduzione rispetto al 2013 e -5,3% con gli interventi già pianificati
100%
di energia rinnovabile
per alimentare le attività gestite da Hera Spa, AcegasApsAmga e Marche Multiservizi
-16%
nell'impronta di carbonio
della produzione di energia rispetto al 2015.
Obiettivo -23% entro il 2022

La tabella seguente indica la produzione di energia elettrica netta degli impianti del Gruppo. L’energia al netto dei consumi funzionali alla produzione (consumi ausiliari) può non corrispondere a quella immessa in rete in quanto una parte di essa può essere utilizzata in altri processi produttivi.

Energia elettrica netta prodotta
MWh 2016 2017 2018
Termovalorizzatori (quota rinnovabile 51%) 382.420 367.638 347.481
Combustione biogas da discarica 32.807 50.527 56.373
Combustione biogas da discarica in impianti di terzi 32.728 12.280 12.922
Combustione biogas da digestori 21.735 19.966 22.309
Combustione biogas da depuratori 5.355 6.036 6.139
Energia fotovoltaica 1.827 1.971 1.714
Energia idroelettrica 706 0 0
Totale fonti rinnovabili 477.578 458.419 446.937
Cogenerazione 348.261 362.337 302.626
Cogenerazione in service 169.589 128.194 127.538
Turboespansori 8.703 7.918 5.725
Totale cogenerazione + turboespansione 526.552 498.449 435.889
Termovalorizzatori (quota non rinnovabile 49%) 378.715 365.283 333.854
Totale fonti tradizionali 378.715 365.283 333.854
Totale 1.382.845 1.322.151 1.216.680

La produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili è pari a 446 gigawattora (-3% rispetto al 2017) in seguito a una diminuzione dell’energia elettrica complessivamente prodotta dai termovalorizzatori e di conseguenza anche della quota rinnovabile. Tutte le altre fonti rinnovabili (escluso il fotovoltaico che mostra un lieve calo) sono in aumento rispetto al 2017.

Le produzione di energia elettrica da cogenerazione si riduce (-16%) a causa di una ridotta produzione dell’impianto di cogenerazione di Imola Casalegno (-50 GWh prodotti) per un minor numero di ore di funzionamento programmato. La produzione di energia idroelettrica è nulla per gli anni 2017 e 2018, in ragione della cessione dell’impianto idroelettrico Cavaticcio a Bologna.

L’energia elettrica netta prodotta complessivamente dagli impianti del Gruppo si riduce quindi dell’8%.

L’energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili è pari al 36,7% del totale nel 2018, in aumento rispetto all’anno precedente. Il 35,8% deriva da cogenerazione e turboespansione, sistemi ad elevata efficienza energetica. Insieme le due categorie rappresentano il 72,6% dell’energia elettrica prodotta. La restante produzione elettrica resta ad alta sostenibilità ambientale in quanto si tratta di energia recuperata dalla termovalorizzazione dei rifiuti per la quota eccedente il 51%.

L’incentivazione alla produzione di energia elettrica tramite i certificati verdi è riconosciuta agli impianti alimentati con fonti rinnovabili entrati in esercizio entro il 31 dicembre 2012 e agli impianti cogenerativi abbinati a reti di teleriscaldamento entrati in esercizio entro il 31 dicembre 2009. In entrambi i casi la quantità di energia incentivata non è esattamente uguale all’energia elettrica prodotta. Nel primo caso, per impianti entrati in funzione dopo il 2007, sono stati introdotti coefficienti moltiplicativi che tengono conto della tecnologia dell’impianto: ad esempio nel caso si utilizzi biogas prodotto da discariche il riconoscimento concesso si ottiene moltiplicando per 0,8 l’energia prodotta, mentre nel caso di biomasse non di origine agricola in filiera corta il coefficiente è 1,3. Nel secondo caso l’incentivazione è proporzionale alla cessione di calore utile cogenerato agli utenti della rete di teleriscaldamento. Dal 2016 un eventuale diritto residuo al rilascio di certificati verdi è stato convertito in un’incentivazione sull’energia elettrica prodotta, come previsto dal decreto ministeriale 6 luglio 2012.

Nel caso di energia elettrica ottenuta da rifiuti, l’energia riconosciuta ai fini degli incentivi, e sulla quale si applicano i sopraccitati coefficienti moltiplicativi, è limitata alla quota prodotta dalla frazione biodegradabile dei rifiuti, in quanto considerata fonte rinnovabile dalle norme europee e nazionali. Il decreto ministeriale del 6 luglio 2012 definisce i criteri per valutare forfettariamente tale quota, stabilita in misura pari al 51% nel caso di termovalorizzatori alimentati da rifiuti urbani a valle della raccolta differenziata. Nel calcolo della quota di energia prodotta da fonti rinnovabili è stata considerata quindi al 51% l’energia sia elettrica sia termica prodotta dai termovalorizzatori applicando i criteri forfettari. Tale percentuale è stata per ipotesi applicata a tutto il rifiuto smaltito nei termovalorizzatori (urbano e speciale) e per tutti i tre anni considerati, al fine di avere termini di paragone omogenei e definiti in coerenza alla normativa vigente. Fa eccezione il termovalorizzatore di rifiuti speciali di Ravenna, la cui produzione, tenuto conto di un coefficiente di biodegradabilità praticamente nullo nei rifiuti speciali smaltiti per via della loro origine da processi di tipo industriale, è considerata interamente non rinnovabile.

Per gli impianti di cogenerazione, il decreto ministeriale 4 agosto 2011, attuativo del D.Lgs. 20/2007, stabilisce le modalità di calcolo della produzione da cogenerazione e di determinazione del rendimento del processo cogenerativo ai fini della qualificazione di cogenerazione ad alto rendimento. Il successivo decreto del Ministero dello Sviluppo Economico 5 settembre 2011 determina un altro regime di sostegno per la cogenerazione: l’incentivo si inserisce nel mercato dei certificati bianchi e viene riconosciuto dal Gestore Servizi Energetici, dopo il riconoscimento della qualifica di cogenerazione, sulla base del risparmio effettivo di energia primaria.

Energia termica prodotta