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L'impianto di potabilizzazione di Val di Setta si trova nel Comune di Sasso Marconi, in un luogo di grande interesse storico e naturalistico, alla confluenza tra il fiume Reno e il torrente Setta. Già 2000 anni fa, proprio da qui partivano le acque che giungevano all'antica Bononia, attraverso il Cunicolo romano, una condotta sotterranea ancora oggi funzionante, che rappresenta un capolavoro di ingegneria idraulica.
Il trattamento
L'impianto tratta acqua superficiale del torrente Setta (affluente di destra del fiume Reno) derivata per mezzo di una traversa. La prima fase di trattamento è costituita da una grigliatura che permette di eliminare i materiali grossolani; segue poi una fase di presedimentazione nella quale si fanno depositare sul fondo di due vasche le sabbie e i limi presenti. Da tali vasche l'acqua viene sollevata e avviata alla preozonazione, ossia una disinfezione e ossidazione a base di aria contenente basse concentrazioni di ozono, per facilitare la successiva chiariflocculazione, che è la fase in cui i materiali colloidali ancora presenti sono eliminati utilizzando reagenti che agiscono sulla struttura chimica e sulla carica elettrica delle particelle. L'acqua sottoposta a tale procedimento passa poi in vasche dotate di un letto di sabbia quarzifera che provvedono ad eliminare i residui della chiariflocculazione. A questo punto l'acqua è sottoposta al processo di ozonazione, trattamento che distruggendo i microrganismi patogeni residui riduce praticamente a zero il rischio di infezioni.
Al termine di questa fase l'acqua viene convogliata in vasche di accumulo. Per garantire il mantenimento delle caratteristiche microbiologiche dell'acqua nelle reti di adduzione e distribuzione, l'acqua subisce come ultimo trattamento una disinfezione di copertura con biossido di cloro.
I fanghi di risulta dalle diverse fasi del processo vengono ispessiti per sedimentazione, disidratati con filtri pressa e avviati al recupero per il ripristino ambientale di una cava.
L'impianto è fortemente automatizzato ed è sottoposto ad un monitoraggio continuo nelle diverse fasi. Grazie all'impiego di moderne strumentazioni tecnologiche è possibile porre in atto immediatamente eventuali interventi correttivi.
Nel 2003 l'impianto di Val di Setta ha prodotto 37,8 milioni di metri cubi d'acqua di ottima qualità che rappresenta circa il 46% del fabbisogno del sistema primario a servizio dell'area bolognese.
L'impianto è gestito dalla struttura operativa territoriale di Bologna.
Il torrente Setta ha un regime idraulico fortemente variabile, con portate di magra estive molto modeste. L'assenza di invasi montani capaci di regolarne i deflussi fa si che l'impianto, per molti periodi dell'anno, debba funzionare a regime ridotto rispetto alle sue potenzialità (2400 l/s). Questo purtroppo accade in concomitanza con i maggiori fabbisogni del sistema (periodo giugno-settembre).
Annesso all'impianto si trova il laboratorio chimico e microbiologico, accreditato e certificato, che controlla la qualità dell'acqua in tutte le fasi del processo di potabilizzazione, oltre alla qualità dell'acqua distribuita in larga parte delle reti acquedottistiche dell'area bolognese.
Un po' di storia
Nel 1860 la Municipalità di Bologna prese la decisione di dotarsi di un civico acquedotto per il rifornimento idropotabile in sostituzione degli impianti esistenti costituiti da pozzi freatici e dalla rete di canali alimentati dalle acque del Reno. Ciò in conseguenza dei fenomeni di inquinamento sempre più evidenti dovuti al notevole spostamento di popolazione dalle campagne circostanti alla città ed alla mancanza di un efficiente sistema fognario.
L'incarico venne affidato all'ing. Antonio Zannoni che iniziò ad indagare sulle disponibilità idriche nel territorio circostante la città con l'intenzione di individuare nelle zone collinari un certo numero di sorgenti di opportuna consistenza idraulica.
La sua attenzione fu richiamata da un'importante risorgiva nell'area collinare sud a ridosso della città (zona via S. Mamolo). I lavori di pulizia per mettere a nudo la scaturigine evidenziarono dapprima la presenza di una cavità e poi di un vero e proprio cunicolo artificiale. Era in definitiva stato riscoperto l'antico cunicolo che, costruito sotto l'imperatore Augusto 1800 anni prima ed alimentato da sorgenti appenniniche, riforniva la Bologna romana.
La risalita del cunicolo condusse alla confluenza Reno-Setta dove la quota di fondo del cunicolo risultò inferiore alla quota d'alveo del Setta. Fu allora deciso di utilizzare per l'alimentazione del cunicolo romano le acque di subalveo del Setta captate attraverso pozzi e cunicoli di sponda integrati successivamente da una galleria trasversale sottostante l'alveo e protetta in superficie da una traversa sfiorante.
L'acquedotto fu inaugurato nel 1881.
Il cunicolo si sviluppa per circa 20 Km ed ha una capacità di trasporto di 500 l/s.
Per aumentare la potenzialità dell'impianto e fronteggiare così le maggiori esigenze idriche della cittadinanza (inizi '900), la resa dei pozzi e dei cunicoli fu incrementata con la costruzione di vasche (savenelle) costruite allo scopo di ravvenare il deposito alluvionale naturalmente formatosi nel punto di confluenza Setta-Reno.
Dopo il primo conflitto mondiale, verso il 1920, l'ulteriore aumento di domanda idrica portò alla costruzione di un impianto di filtrazione rapida utilizzando quale opera di presa un canale esistente (canale d'Albano) che alimentava un antico molino. L'acqua superficiale subiva una chiarificazione (nelle vasche situate nella parte scoperta della vecchia centrale) con l'ausilio di sali d'alluminio cui seguiva una filtrazione rapida su letti di sabbia (al coperto). La potenzialità di questo impianto era di 150 l/s.
Questo sistema rimase attivo fino al 1984 con una portata massima di 500 l/s (200 l/s dal sistema savenelle-cunicoli e pozzi, 150 l/s dalla galleria filtrante, 150 l/s dall'impianto di filtrazione rapida). L'anno successivo entrava in servizio il nuovo impianto avente una potenzialità iniziale di 1200 l/s, incrementata a 2400 l/s negli anni '90.
Pagina aggiornata al 22 agosto 2011