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COMUNICATI STAMPA
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06/11/2018

Obiettivo economia circolare, Hera anticipa le tappe e rilancia la sfida

Superati gli obiettivi UE al 2030, la multiutility si presenta a Ecomondo alzando l’asticella alla sfida della sostenibilità. A pochi giorni dal taglio del nastro del primo impianto italiano su scala industriale per la produzione di biometano dai rifiuti organici, il Gruppo Hera rilancia infatti il proprio impegno nell’economia circolare, annuncia la firma di un importante protocollo internazionale sulla riduzione dell’inquinamento da fonti plastiche e presenta l’ultima edizione del suo report sulla tracciabilità dei rifiuti, con il 93% della raccolta differenziata portato a effettivo recupero.

 

Biometano dai rifiuti organici, la ricetta del Gruppo per una mobilità più sostenibile
Perché impegnarsi nel fare la differenziata? La domanda è lecita e il Gruppo Hera, da anni, ha deciso di rispondervi dotando il territorio di importanti risorse impiantistiche, che moltiplicano l’efficacia delle buone pratiche mettendo in valore i rifiuti correttamente differenziati, nell’interesse dell’ambiente e delle comunità servite. E così, dopo aver perfezionato l’acquisizione di Aliplast, leader nazionale nel settore del riciclo della plastica, pochi giorni fa la multiutility ha inaugurato a Sant’Agata Bolognese (BO) il primo impianto italiano su scala industriale per la produzione di biometano dai rifiuti organici. Presentato questa mattina alla fiera Ecomondo di Rimini, l’impianto aggiunge un altro tassello all’impegno del Gruppo nella promozione dell’economia circolare, in linea con gli indirizzi assunti a livello regionale e nazionale, e anche con gli orientamenti di Unione Europea e Nazioni Unite. Frutto di un investimento di 37 milioni di euro e di studi e ricerche sulle migliori esperienze internazionali del settore, questa nuova struttura è in grado di trattare ogni anno fino a 135 mila tonnellate di rifiuti organici, ricavandone 7,5 milioni di metri cubi di biometano, combustibile interamente rinnovabile destinato soprattutto all’autotrazione, e 20 mila tonnellate di compost, un biofertilizzante perfetto per usi agricoli.

Il ruolo di Hera al centro di un’economia circolare che vale 11 miliardi di euro all’anno
La raccolta differenziata, dunque, produce benefici concreti e nel territorio servito da Hera, dove era già al 57,7% nel 2017, supera oggi il 60%, ben al di sopra della media nazionale, con un dato procapite che si attesta a 276 kg di rifiuti per abitante. Senza considerare il dato relativo all’effettivo recupero del materiale complessivamente raccolto, pari al 93%.
È quanto emerge dalla nona edizione di Sulle tracce dei rifiuti, report sulla tracciabilità dei rifiuti che entra nel dettaglio dei diversi materiali: si va dalla plastica, con 28 kg raccolti per abitante e il 71% di materia portato a recupero, fino al vetro, con una raccolta procapite di 35 kg e un recupero che raggiunge il 96%, passando per tanti altri materiali fra cui la carta, con 61 kg raccolti per ogni abitante e una quota di materia effettivamente recuperata che tocca il 95%. Il report – forte di ulteriori evidenze dedicate a verde, organico, metallo, legno e ferro - offre così un’ampia panoramica sul mondo del recupero e rende conto del nesso fra la qualità della raccolta differenziata effettuata dai cittadini e i benefici che derivano loro sia dal punto di vista ambientale che da quello economico, con un risparmio annuo che nel 2017 è stato stimato in circa 31 euro a famiglia, pari al 13% della bolletta.

Nel complesso, trova conferma il ruolo strategico giocato dall’azienda nel cuore di un’ economia virtuosa che ogni anno muove 11 miliardi di euro di fatturato, impiegando 20 mila lavoratori e coinvolgendo circa 250 impianti fra siti di prima destinazione e strutture in larga parte dedite al riciclo.

Importanti, non a caso, i risultati conseguiti da Hera. È già stato raggiunto, ad esempio, l’obiettivo del 70% sul riciclo degli imballaggi, che l’UE raccomanda entro il 2030, mentre manca poco al target relativo al tasso di riciclo complessivo, che l’Unione Europea ha fissato al 55% entro il 2025 e rispetto al quale Hera si trova già al 48%.

Il Gruppo Hera, inoltre, è il principale partner italiano del Centro di Coordinamento per la raccolta dei RAEE (rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche) e attraverso 161 centri di raccolta riesce a coprire il 6% dell’intera raccolta nazionale, pari a 16 mila tonnellate di materiale, che viene recuperato al 90% contribuendo così alle ottime performance delle Regioni servite dalla multiutility.

Hera, tuttavia, non si accontenta di ottimizzare la gestione dei rifiuti e, da sempre, punta anche alla loro complessiva riduzione. Si tratta di un’azione ad ampio raggio, che contempla anche una serie di progetti realizzati di concerto con tante realtà del terzo settore, finalizzati a contrastare lo spreco alimentare nelle mense aziendali del Gruppo e ad incentivare il riuso di ingombranti in buono stato e di farmaci non ancora scaduti. In prospettiva, inoltre, sono fondamentali anche le iniziative di educazione ambientale portate avanti nelle scuole, di ogni ordine e grado, del territorio servito.

218 milioni di euro di valore condiviso creato nel 2017 con l’uso efficiente delle risorse
Coerente con la propria partecipazione al CE100, prestigioso network della Fondazione Ellen MacArthur che riunisce le 100 realtà più attive a livello mondiale sul fronte dell’economia circolare, Hera continua così a migliorare le proprie performance ambientali e proprio negli ultimi giorni, assieme a 250 aziende di tutto il mondo, ha sottoscritto un nuovo protocollo per eliminare all’origine l’inquinamento da fonti plastiche. Il protocollo prevede due obiettivi al 2025 (rispetto al 2017): aumentare la plastica da raccolta differenziata del 30% e aumentare la materia prima seconda prodotta del 70%. A questi obiettivi, particolarmente sfidanti, il Gruppo risponde anche e soprattutto con l’eccellenza di Aliplast, società del Gruppo Herambiente che già adesso recupera più del 90% della plastica lavorata all’ingresso, coinvolgendo imprese terze in partnership strategiche che moltiplicano i benefici per l’ambiente e incrementano la sostenibilità di tante filiere. Il compiuto conseguimento di questi target, tuttavia, esige anche il fondamentale concorso dei cittadini, nell’ambito di una logica orientata – anche su questo fronte – a incentivare riuso e riciclo, allungando così quanto più possibile la vita media dei prodotti e dei materiali plastici.

Per la multiutility, d’altronde, l’uso efficiente delle risorse costituisce l’ambito principale per la creazione di valore condiviso, cioè della quota di margine operativo lordo derivante da attività che rispondono agli interessi dell’azienda e, insieme, a quelli delle comunità servite. A fronte di un valore condiviso che nel 2017 ha raggiunto i 329 milioni di euro (1/3 del Mol complessivo), il solo uso efficiente delle risorse è valso infatti 218 milioni di euro. A questa voce, peraltro, fanno capo anche le fondamentali azioni intraprese per una gestione responsabile della risorsa idrica, soprattutto per quanto concerne la rigenerazione dei bacini acquiferi e il comparto della depurazione, con la restituzione all’ambiente di acqua compatibile con l’ecosistema. Altrettanto importanti, inoltre, sono le misure volte a promuovere, all’interno ma anche all’esterno dell’azienda, pratiche di riuso e di utilizzo consapevole dell’acqua.

“Quando si parla di rifiuti – commenta Tomaso Tommasi di Vignano, Presidente Esecutivo del Gruppo Hera – le soluzioni facili non esistono e la strada maestra deve passare attraverso significativi interventi di infrastrutturazione industriale, che mettano in sicurezza i territori serviti, scongiurino situazioni di emergenza e favoriscano in maniera credibile il conseguimento degli ambiziosi obiettivi di sostenibilità indicati a livello internazionale. Da questo punto di vista – prosegue il Presidente della multiutility – Hera continua a seguire una strategia di lungo periodo fatta di programmazione e importanti investimenti, testimoniata anche pochi giorni fa dall’inaugurazione dell’impianto per la produzione di biometano dai rifiuti organici a Sant’Agata Bolognese. D’altra parte – conclude Tommasi – occorre che anche le istituzioni competenti facciano la loro parte, armonizzando le normative di settore a uno scenario sempre più sfidante, destinato a complicarsi anche in ragione del blocco all’importazione dei rifiuti verso la Cina.”

“I tanti capitoli del nostro impegno a favore dell’economia circolare – aggiunge Stefano Venier, Amministratore Delegato del Gruppo Hera – esprimono un approccio che affronta il problema delle risorse a 360 gradi, senza ridurlo alla gestione della sua sola coda, cioè degli scarti. Sottoscrivendo ad esempio il Global Commitment della Fondazione MacArthur sulla riduzione dell’inquinamento da fonti plastiche – prosegue l’AD della multiutility – ci siamo dati l’obiettivo, entro il 2025, di aumentare del 70% la nostra produzione di plastica riciclata, contribuendo così con 250 altre aziende a tracciare quella “line in the sand” che descrive in maniera evocativa il senso di questo importante protocollo internazionale, nel cui solco il tema della raccolta diventa parte di una più ampia azione collettiva che guarda anche e soprattutto alla sorgente del problema, puntando su partecipazione, innovazione e capacità industriale. Su tutti questi fronti noi vogliamo continuare a dire la nostra, mettendo sempre più a frutto la posizione di leadership che nel campo della plastica ci deriva dall’acquisizione di un’eccellenza come Aliplast. D’altronde – conclude Venier - nell’interesse dell’economia circolare sono fondamentali anche le varie iniziative che abbiamo intrapreso in materia di efficienza energetica, e grazie alle quali registriamo importanti risultati in termini di riduzione dei consumi, decarbonizzazione e promozione di quelle energie rinnovabili con cui, non a caso, alimentiamo già tutte le nostre attività.”

 
 
Valore condiviso nel bilancio di sostenibilità 2017
 
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L'ecosistema e la sua unitarietà: una sgida per il futuro
 
 
Lo sviluppo sostenibile
 
Un bilancio di sostenibilità a valore condiviso 2016