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Manutenzione e nuove opere: Federutility stima investimenti per 64 miliardi

Pianificati dalle AATO 39 miliardi per i prossimi anni, ma solo 3 saranno coperti da finanziamenti pubblici

 
Dettaglio di un potabilizzatore

Perdite di rete e depuratori insufficienti: forti investimenti necessari nel Nord Ovest e Sud Italia
Una rete di acquedotti colabrodo, che perde in media fra il 35% e il 40% dell'acqua immessa, e un sistema fognario e depurativo ancora insufficiente a rispondere agli standard richiesti dall'Europa. E' questa la fotografia del ciclo idrico in Italia scattata nell'ultima edizione del Blue Book, il più completo studio sul settore realizzato dalla Fondazione Utilitatis, costituita da FederUtility e Federambiente. Per restituire efficienza alla rete e abbattere il danno provocato all'ambiente dalle carenze sul fronte della depurazione, servono, secondo FederUtility (l'associazione che raggruppa oltre 400 società attive nei servizi pubblici locali), circa 64 miliardi d'investimenti nei prossimi 30 anni: un fabbisogno da 2,17 miliardi all'anno. Le zone in cui saranno necessari gli interventi più urgenti, secondo le stime rielaborate da FederUtility, sono il Nord Ovest e il Sud, con un totale di 15 miliardi di investimento ciascuno nel prossimo trentennio. Tra le regioni segnalate tra le più in difficoltà, la Sicilia, la Campania, il Lazio.

Il ruolo del sistema tariffario
Per il momento, gli investimenti programmati nei piani d'intervento dalle singole Autorità d'Ambito Territoriale Ottimale (AATO), riaggiornati e revisionati con una periodicità almeno triennale, si fermano per ora a 38,7 miliardi e, di questi, solo uno scarso 9% sarà finanziato con fondi pubblici (3,25 miliardi di euro). Il resto dunque, verosimilmente dovrà essere recuperato attraverso il sistema tariffario. Per gli acquedotti, sempre secondo i programmi di spesa analizzati dal Blue Book, servirebbero circa 15 miliardi, di cui più della metà andrebbe per manutenzione straordinaria, mentre per fognature e depurazione ne servirebbero 16,4 (il restante 2,5%, circa 9,6 miliardi, va invece alla voce "altri investimenti", cioè tutti gli altri tipi di interventi).

Emilia-Romagna fra le regioni virtuose
Diverso il discorso per l'Emilia-Romagna, una delle regioni più virtuose: secondo i piani d'ambito delle AATO analizzati da Confservizi, associazione che rappresenta i gestori dei servizi pubblici, a livello regionale sono stati previsti per il periodo 2008-2023 investimenti complessivi per 3,5 miliardi di euro, con una media di 260 milioni all'anno. Solo Hera, da parte sua, nei suoi dieci anni di attività ha investito circa 850 milioni di euro. Tale politica, come previsto dal Piano industriale, proseguirà anche nell'immediato futuro sino a superare nel 2015 il miliardo di euro.