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Le vie del gas in Europa

In tutto il mondo esistono oltre 1 milione di km di condotte per il trasporto di questa risorsa. Ecco dove sono e da dove arriva il gas.

 
Navi metaniere Gazprom Sakhalin-2 (da Gazprom.com)
Navi metaniere Gazprom Sakhalin-2 (da Gazprom.com)

I gasdotti: fanno arrivare calore ed energia da lontano
Il gas, prima di essere utilizzato attraverso la combustione in cucina, in auto o nelle caldaie, fa un viaggio molto lungo attraverso migliaia di chilometri di gasdotti (in inglese, "pipelines"). Sono condotte, terrestri o marine, interrate le prime e adagiate sul fondo marino le seconde, che trasportano il gas dal centro di produzione a quello di consumo. Si calcola che nel mondo la lunghezza totale dei tubi superi 1 milione di km: 25 volte l'intera circonferenza della Terra.

Le porte del gas in Europa
In Europa il gas arriva da tre "porte" principali: il Nord Africa (Algeria e Libia), la Russia (da cui passa anche quello asiatico) e la parte settentrionale del vecchio continente (sull'asse Mare del Nord/Norvegia-Olanda).
Dal Nord Africa partono 4 gasdotti: il Transmed, che collega l'Algeria all'Italia (Mazara del Vallo) attraverso la Tunisia; il Greenstream, che collega la Libia all'Italia (Gela); il Maghreb che collega l'Algeria alla Spagna attraverso il Marocco e, infine, il Medgas, che collega direttamente l'Algeria alle coste spagnole.
I gasdotti in arrivo dalla Russia sono altrettanti: il Nord Stream, inaugurato nel 2011 e lungo 1.224 km con una capacità di trasporto di 27,5 miliardi di metri cubi all'anno, raddoppiabili mediante l'affiancamento di una ulteriore linea già programmata, collega la Russia alla Germania attraverso il Mar Baltico, scavalcando l'Ucraina; lo Yamal, che dalla Russia percorre quasi 4.200 km attraverso Bielorussia e Polonia per arrivare in Germania; il Tag, che trasporta gas passa dall'Austria e arriva fino all'Italia (Tarvisio) e alla Slovenia e, infine, il Blue Stream, che trasporta gas naturale alla Turchia attraverso il Mar Nero.
Dall'Asia centrale arrivano in Turchia due ulteriori gasdotti: quello tra Iran e Turchia al confine curdo-iraniano e il gasdotto Baku-Tblisi-Erzurum.
Esiste una rete di gasdotti nel mare del Nord (Langeled Gas Pipeline) che collega Norvegia, Inghilterra e Olanda. Infine, l'Europa centrale è attraversata dai gasdotti Tenp e Transitgas che dall'Olanda, attraverso la Germania, portano gas di produzione olandese e del Mare del Nord in Svizzera e Italia (Passo Gries)

La rete si espande: i gasdotti del futuro
Per il futuro, sono in fase di progettazione anche il cosiddetto "corridoio sud" (South Stream, sempre dalla Russia - link a glossario) e il percorso Nabucco (dalla zona del Caucaso e Mar Caspio - link a glossario), ma la crisi economica sta rallentando gli iter ed è probabile che tra i due solo uno venga effettivamente realizzato. Queste due nuove condotte stanno scatenando anche forti rivalità geopolitiche in Europa orientale. Dietro a South Stream, progetto italo-russo, ci sono colossi del settore come Gazprom, i tedeschi di Basf, Eni ed Electricité de France. Nabucco, invece, vede impegnati nella società la Turchia e altri paesi come la Bulgaria, con l'appoggio degli Stati Uniti. Il primo, anche detto "gasdotto ortodosso", connetterebbe l'Europa sud-occidentale e balcanica direttamente alle coste della Russia sul Mar Nero, senza passare da paesi non Ue. Nabucco, invece, porterebbe il gas da Azerbaijan, Kazakgistan e Turkmenistan senza transitare dal territorio russo: aiuterebbe paesi come l'Italia a essere meno dipendenti da Mosca e, infatti, è stato voluto dall'Ue nell'ottica di diversificare le fonti di approvvigionamento. Molto dipenderà, comunque, dalle politiche che verranno attuate nell'area e in Medio Oriente.

Altro importante progetto allo studio è il Galsi: un gasdotto destinato all'importazione di gas naturale dall'Algeria all'Italia attraverso la Sardegna (con conseguente metanizzazione della regione) e sbocco finale a Piombino, con una capacità di 8 miliardi di metri cubi all'anno. Per la sua costruzione si è costituita una società ad hoc, la Galsi Spa, in cui Hera Trading, la società del Gruppo Hera dedicata alle attività di commercio all'ingrosso di gas, ha una partecipazione del 10,4%. L'azionista principale della società Galsi è Sonatrach, l'impresa di stato algerina attiva nel mercato energetico, che detiene il 41,62%. Gli altri soci sono invece Edison (20,81%), Enel Produzione S.p.A. (15,61%) e Sfirs (11,56%).