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RAEE: i rifiuti davvero "speciali"

Sono ciò che resta delle apparecchiature elettriche ed elettroniche. Stanno crescendo a un ritmo preoccupante ma possono rappresentare un'utile risorsa, se raccolti e trattati correttamente.
Da Hera importanti esperienze per la loro valorizzazione.

 
RAEE mobile - la stazione dedicata alla raccolta dei soli RAEE
RAEE mobile - la stazione dedicata alla raccolta dei soli RAEE

Si chiamano RAEE (rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche). Sono ciò che rimane degli elettrodomestici, piccoli e grandi, e degli oggetti che ci accompagnano nel quotidiano, come pc e telefoni portatili, dopo che hanno cessato di funzionare. In seguito al rapido susseguirsi delle innovazioni tecnologiche, i RAEE stanno crescendo a un ritmo preoccupante: in media tre volte in più rispetto ai normali rifiuti solidi urbani che produciamo quotidianamente. Il rischio è di ritrovarsi questi rifiuti, spesso pericolosi, dispersi nell’ambiente o non opportunamente trattati. Ciò porterebbe a inquinare il nostro habitat e a rinunciare al recupero di materie importanti, tra cui metalli preziosi, che sono riutilizzabili nei cicli produttivi.

UE: una normativa che porta novità alla raccolta dei RAEE
Da pochi giorni è entrata in vigore una direttiva europea che prevede nuove regole per la raccolta dei RAEE. Il testo del documento è una rifusione di quelli precedenti e dovrà essere recepito dagli Stati Membri entro la metà del febbraio prossimo. La direttiva prevede nuove norme per la raccolta, il riutilizzo e il riciclaggio dei RAEE. Il tasso di raccolta, ad esempio, e il relativo obiettivo di legge non sono più da considerare in base al peso in kg per abitante ma in base alla quantità di rifiuti raccolti rapportata alla media delle apparecchiature nuove immesse sul mercato nei tre anni precedenti. Inoltre ora gli esercizi commerciali hanno l’obbligo di ritiro gratuito dei piccoli elettrodomestici, anche senza l’acquisto di un prodotto equivalente (uno contro zero).

La situazione italiana
In Italia nel 2011 si sono raccolte oltre 260.000 tonnellate di RAEE. il Gruppo Hera rappresenta un’eccellenza sul territorio nazionale. Lo scorso anno, infatti, la multiutility ha raccolto in modo differenziato e avviato al recupero oltre 14.800 tonnellate di RAEE, principalmente attraverso le 135 stazioni ecologiche gestite e il servizio di ritiro a domicilio dei rifiuti. La media raggiunta è stata di 5,8 Kg/abitante.

Hera è capofila di un esclusivo progetto europeo per la raccolta dei RAEE
Hera, che ha posto fra gli obiettivi di Piano Industriale l’aumento della raccolta dei RAEE ad almeno 10-11 Kg per abitante all’anno, è attualmente capofila del progetto europeo IDENTIS WEEE (Identification DEterminatioN Traceability Integrated System for WEEE), che ha diversi obiettivi: raddoppiare la raccolta dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE), assicurare la loro tracciabilità attraverso strumenti tecnologicamente innovativi e favorire il recupero di importanti materie prime seconde. Ad oggi sono partner in questo progetto il consorzio Ecolight (Italia) e la Fundación Ecolum (Spagna), sistemi collettivi che si occupano della  gestione dei rifiuti elettronici. Il progetto, co-finanziato dall’Unione Europea nell’ambito del programma “LIFE+ politica e governance ambientali”, prevede un investimento di 3,5 milioni di euro ed è patrocinato anche da ANCI, Federambiente, Regione Emilia Romagna e dai Comuni di Bologna, Ravenna, Lugo e Castenaso.

IDENTIS WEEE: un progetto innovativo
IDENTIS WEEE è un progetto unico in Europa. Ha lo scopo di intercettare i rifiuti elettronici, soprattutto i piccoli elettrodomestici e le lampadine a risparmio energetico attraverso l’uso di cassonetti e altri contenitori “intelligenti”. I RAEE devono, infatti, seguire un preciso percorso di raccolta per evitare la dispersione nell’ambiente di sostanze inquinanti e assicurare il recupero di materie importanti, come plastica, vetro, ferro, alluminio e di metalli preziosi, come tungsteno e palladio. Il sistema individuato dal progetto permette di tracciare i rifiuti dal loro conferimento fino al recupero e trattamento finale, creando un sistema innovativo che permette di testare le abitudini dei cittadini, per offrire loro servizi adeguati e di qualità. Con questo sistema è anche possibile prevenire l’esportazione illegale dei RAEE.

Quattro anni per costruire e testare un sistema all’avanguardia
Avviato alla fine del 2011, IDENTIS WEEE si sviluppa nell’arco di un quadriennio e coinvolge altre nazioni europee. Il cronoprogramma prevede tre passaggi. Dal 2013 saranno introdotti contenitori di nuova concezione per la raccolta di RAEE in alcuni comuni dell’Emilia Romagna: Bologna, Castenaso, Ravenna e Lugo. La sperimentazione avverrà anche a Saragozza (Spagna) e Bucarest (Romania). Si utilizzerà una quarantina di contenitori stradali studiati da Hera e dedicati esclusivamente alla raccolta di piccoli elettrodomestici, cellulari e di lampade a basso consumo. Questi cassonetti, di cui sono già stati realizzati i prototipi, saranno posti in punti strategici dei centri abitati e si apriranno grazie a una tessera magnetica, fornita in dotazione ai cittadini. Un nuovo sistema informativo permetterà di risalire all’utente, determinare l’esatto quantitativo di RAEE conferito, tracciare il ciclo di vita del rifiuto riferendo informazioni sul prodotto, sui materiali recuperabili e garantire la trasparenza dell’intero processo di gestione. In questo modo sarà possibile ricostruire l’intero percorso del rifiuto, assicurandone il recupero finale. Nuovi contenitori per la raccolta di grandi elettrodomestici, televisori e computer saranno collocati anche nelle stazioni ecologiche e internamente o all’esterno di negozi e centri commerciali. E’ in fase di realizzazione anche una ‘RAEE mobile’, una stazione itinerante, condotta da un operatore, per la raccolta di prossimità di ogni tipo di RAEE. Il secondo passaggio è previsto nel biennio 2013 – 2014, quando avverranno il monitoraggio del sistema e la catalogazione di dati su raccolta e recupero. Ultima fase nel 2015, anno di chiusura del progetto, quando si avrà il quadro completo degli esiti della sperimentazione.

L’unione fa ‘Raeebilitando’
Dalla collaborazione di Hera con importanti partner quali il Consorzio ReMedia, Tred Carpi e l’ Opera dell’Immacolata Onlus - Centro per la formazione professionale per giovani e adulti disabili - è nato il progetto “RAEEbilitando”, con l’obiettivo di promuovere, organizzare, coordinare e concorrere alla formazione di persone svantaggiate per favorire il loro inserimento socio-lavorativo .“RAEEbilitando”, progetto ideato e sostenuto da Hera, consiste nella realizzazione di un laboratorio che si occupa dell’attività di “disassemblaggio” della frazione dei RAEE non pericolosi, provenienti dalla raccolta differenziata. L’intero ciclo di lavoro si svolge a Bologna: i RAEE arrivano dalle Stazioni ecologiche bolognesi gestite da HERA e sono trattati nei locali di proprietà di Opera dell’Immacolata Onlus. Nell’attività sono impiegati 8 operatori diversamente abili, coadiuvati da un educatore esperto sul piano tecnico-professionale. La lavorazione consiste nello smontaggio manuale, finalizzato al ricavo di frazioni di materiale da avviare a recupero. Nel primo anno di attività la percentuale di recupero è stata del 91% in peso di componenti, materiali e sostanze presenti nei RAEE: metalli, plastiche, alimentatori, trasformatori, schede elettroniche, circuiti stampati, cavi elettrici, batterie, vetro, carta, cartone, legno. Sempre nel primo anno di attività, sono state lavorate circa 23,4 tonnellate di RAEE, pari a oltre 7.800 piccoli elettrodomestici. Progressivamente si dovrebbero raggiungere le 40 tonnellate annue.

Progetto "RAEE in carcere" per il trattamento dei RAEE nelle Case circondariali.
Il progetto, avviato da tempo a Forlì, Bologna e Ferrara, è divenuto un esempio di collaborazione tra le istituzioni e le reti territoriali, in un'alleanza tra economia sociale, formazione e sistema profit, perseguendo il valore dell'impegno e della responsabilità sociale delle imprese. Nei laboratori dedicati a queste attività, i detenuti sono formati e assunti con regolare contratto per realizzare attività di smontaggio e recupero in sicurezza dei RAEE. I laboratori diventano così siti produttivi stabili e operativi che ricevono i RAEE raccolti dalle stazioni ecologiche del Gruppo Hera (centri di raccolta), li sottopongono a trattamento e infine li avviano al recupero per ottenerne le materie prime e seconde di cui sono composti. Il progetto gode della collaborazione di molteplici partner che abbracciano il mondo pubblico, privato e il terzo settore dell'Emilia-Romagna. Nei tre anni di attività sono state lavorate 600 tonn/anno di RAEE (media dei 3 laboratori). Proprio in questi giorni è stata presentata la pagina web  che riguarda il progetto e che è consultabile all’indirizzo www.raeeincarcere.org .Anche la gestione del sito è divenuta un'occasione lavorativa per due persone sottoposte agli arresti domiciliari, che ora svolgono il ruolo di webmaster e aggiornano i contenuti del portale.