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Le fonti rinnovabili spianano la strada alle smart grid elettriche

Una produzione elettrica sempre più diffusa e irregolare impone lo sviluppo di reti flessibili e intelligenti, capaci di gestire i picchi e distribuire al meglio l’energia prodotta

 
Tralicci
Tralicci

Nel settore del servizio elettrico, sempre più spesso viene alla ribalta il concetto di smart grid: le cosiddette “reti intelligenti”. Un tema su cui Hera, proprietario e gestore delle reti elettriche nel modenese e nell’area di Imola (9.800 km in tutto), è in prima linea.

Una produzione di energia elettrica sempre più diffusa (e irregolare) grazie alle rinnovabili
Fino a qualche tempo fa la rete elettrica era unidirezionale, cioè distribuiva energia da pochi produttori a molti consumatori. Oggi invece, e sempre più nel futuro, la possibilità che ogni cliente ha di diventare anche produttore, attraverso, ad esempio, l’installazione di pannelli solari nella propria abitazione o d’impianti di produzione da altre fonti rinnovabili, comporta la necessità di avere una rete bidirezionale. Cioè, che possa trasportare, oltre all’energia proveniente dai grandi impianti (ad esempio, una centrale termoelettrica), anche quella immessa in rete dai tanti piccoli produttori domestici e che eccede l’autoconsumo. Questa produzione distribuita, però, essendo per gran parte legata a fonti rinnovabili, è per definizione intermittente: in assenza di vento, una pala eolica non può certo funzionare, così come un pannello fotovoltaico riduce sensibilmente la propria produzione in mancanza di sole. 

La necessità di una rete flessibile e intelligente
In questo scenario, in cui i punti d’immissione nella rete si moltiplicano, la distribuzione deve quindi essere in grado di sopportare in modo flessibile e sicuro le forti variazioni alla quantità di corrente elettrica immessa e trasportata. Per farlo dovrà gestire una notevolissima mole d’informazioni provenienti dalle singole utenze produttrici/consumatrici, necessariamente in comunicazione fra loro.
Da qui le smart grid, reti d’informazioni che, una volta pienamente sviluppate, gestiranno in maniera efficiente le reti elettriche vere e proprie, evitando sprechi (tutta l’energia prodotta in quel dato momento verrà utilizzata), impiegando il più possibile quella prodotta da fonti rinnovabili, ridistribuendo in tempo reale eventuali surplus di alcune zone in altre aree, attingendo in ogni momento dalla fonte più economica, correggendo in pochi secondi ogni problema. Una rete controllata e utilizzata nella maniera ottimale, senza essere più sottoposta allo stress dei picchi di consumo, ma con un flusso costante, porta ad una migliore gestione e ad una maggiore sicurezza dal rischio black out.
Uno dei punti nodali di questo sistema è rappresentato dal contatore elettronico, che permette uno scambio d’informazioni continuo sui consumi, attraverso la telelettura a distanza, e, tracciando un profilo del consumo di ogni utente allacciato, rende possibile una programmazione più esatta della produzione. L’Italia è al primo posto nel mondo per la diffusione dei contatori digitali. Hera ne ha già installati circa 350 mila, coprendo oltre il 90% dei propri clienti.

L’attività di Hera: 5 milioni di investimenti nel 2011
Nel 2011 Hera ha investito 5 milioni di euro in tecnologie smart, per potere arrivare in futuro a sfruttarne appieno le potenzialità. L’automazione della rete e la sua modulazione sono tra gli obiettivi principali: il progressivo telecontrollo delle cabine secondarie, quelle da cui partono le linee di bassa tensione che alimentano le case, farà venire meno la necessità, in caso di problemi, che un operatore si rechi direttamente sul posto. Le manovre si svolgeranno più rapidamente, portando a risparmi di tempo e a minori durate dell’interruzione. La modulazione della rete invece, per gestire tutti i punti d’immissione e compensare le eventuali variazioni di tensione, necessita di una comunicazione efficace tra produttore di energia e gestore della rete, quindi la trasmissione rapida dei dati attraverso lo sviluppo di software e del sistema di controllo.
Hera sta inoltre lavorando anche a un progetto pilota di teledistacco (anti islanding): in caso di guasto sulla rete tutti i produttori automaticamente dovranno ricevere l’input di disconnettersi dalla rete immediatamente per evitare che si formi “un’isola” che continua ad alimentare una porzione della rete dopo la disconnessione dal resto del sistema, creando problemi di vario genere anche nella ricerca del guasto.