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Progetti e servizi responsabili

Case study
 

La soddisfazione dei nostri stakeholder è un elemento fondamentale per la crescita del Gruppo Hera.
Vogliamo fornire soluzioni in grado di incontrare i bisogni delle persone e offrire servizi di alta qualità. Sempre nel rispetto dell’ambiente e delle comunità che serviamo.
 


La nostra missione? Essere più vicini ai cittadini e sempre più efficaci e sostenibili nel realizzare gli impegni assunti. Unendo le nostre energie con quelle dei cittadini possiamo costruire insieme il futuro.

Scopri di seguito tutti i nostri Case study.

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Progetti e servizi responsabili accordion 1

Energia - Perseguire la neutralità di carbonio


Il Gruppo Hera sta realizzando nuove opportunità nell’ambito dello sviluppo dell’idrogeno per il suo utilizzo nel settore civile, nel trasporto pubblico e nei settori hard-to-abate.

A Modena e a Trieste sono in corso attività di riconversione delle aree industriali dismesse in hydrogen valley, con l’obiettivo di raggiungere una produzione complessiva di 622 tonnellate di idrogeno verde all’anno. L’avvio è previsto nel 2026. 

A Castelfranco Emilia (Mo) proseguono le attività relative all’immissione di idrogeno nelle reti di distribuzione gas urbane dove sono avvenute diverse sperimentazioni nazionali dell’idrogeno per uso civile con quattro immissioni temporanee avvenute nel 2022, nel 2023 e nel 2025, per studiare tutti gli aspetti connessi all’utilizzo di miscele di idrogeno e gas naturale nelle reti esistenti.


Hera Comm supporta pubblica amministrazione, condomini e aziende nello sviluppo di progetti di condivisione dell’energia.

Nel 2025 è stato fornito supporto a tre Comuni del riminese per l’ottenimento dei contributi Pnrr per la realizzazione di una comunità energetica rinnovabile servita da un impianto fotovoltaico da 15 kW, ed è in fase di installazione un impianto da circa 1 MW sulla discarica di Tavullia (Pu) sempre a servizio di una comunità energetica rinnovabile.

Nell’ambito dell’autoconsumo collettivo condominiale, al 2025 risultano costituiti sei Gruppi, di cui quattro operativi con altrettanti impianti dalla potenza complessiva di circa 100 kW (circa 60 famiglie coinvolte).

Infine, nell’ambito dell’autoconsumo individuale a distanza, è stato realizzato un impianto da 1 MW presso un’impresa alimentare nel cesenate.


Nel comune di Faenza è previsto un Energy Park che ricoprirà una superficie complessiva di circa 70 ettari e che prevede la realizzazione di un impianto agrivoltaico avanzato per la produzione di energia da fonte rinnovabile e la realizzazione di dotazioni ecologiche per la biodiversità denominate Urban Forest. 

La potenza complessiva dell’impianto agrivoltaico sarà pari a circa 14 MW e si stima una produzione annua di energia elettrica di circa 21 GWh. L’impianto occuperà un’area di circa 27 ettari suddivisa in quattro sottocampi e sarà costituito da strutture di sostegno dei pannelli fotovoltaici posizionate a un'altezza di tre metri da terra che permetteranno il passaggio dei mezzi agricoli utilizzati per la coltivazione. L’impianto agrivoltaico consentirà di evitare l’emissione di circa 9,7 mila tonnellate all’anno di CO2.

L'Urban forest, che occuperà una superficie complessiva di circa 15 ettari, contribuirà ad aumentare il tasso di biodiversità vegetale e animale e potrà offrire servizi ecosistemici ai cittadini. Per questo motivo sarà collocata più vicino alla città e sarà formata da un’alternanza di macchie arboree compatte, fasce di arbusti, radure e filari. In particolare, l’Urban forest sarà composta da:

  • piantumazione forestale tradizionale su circa 5,3 ettari, con la messa a dimora di un totale di 1.500 piante;
  • piantumazioni con il metodo Miyawaki su circa 1,5 ettari: si tratta di una specifica tecnica di rimboschimento, progettata per accelerare la crescita di foreste autoctone in ambienti urbani e peri-urbani. Le principali caratteristiche di questa metodologia sono: diversità delle specie vegetali autoctone per ricreare la complessità e la resilienza degli ecosistemi naturali e l’alta densità di specie arboree e arbustive con 26 mila piante per favorire la competizione, la crescita rapida e lo sviluppo di un ecosistema autosufficiente;
  • area per la cittadinanza: quattro ettari di Urban forest saranno accessibili alle persone. In queste aree gli spazi saranno più aperti e saranno presenti percorsi bianchi e in terra battuta che favoriranno la mobilità dolce, a piedi o in bicicletta;
  • filari e alberi isolati: il paesaggio rurale della prima collina è punteggiato con alberi isolati che fungono da punti di riferimento, fasce vegetali che seguono i fossi e filari che ombreggiano i percorsi. Il progetto salvaguarderà gli esemplari esistenti e rafforzerà questi tratti della campagna con 2.500 piante in un'area di oltre tre ettari.

Al fine di garantire la crescita e la tutela della biodiversità nell’area, è stato predisposto dall’Università di Bologna (Dipartimento di Scienze biologiche, geologiche e ambientali) un piano di monitoraggio che permetterà di misurare e quantificare tale accrescimento negli anni a venire rispetto al contesto agrario odierno.

L’iniziativa è stata ammessa alle misure di sostegno agli investimenti previste dal Pnrr per gli impianti agrivoltaici. I lavori hanno avuto inizio a fine agosto 2025 ed è prevista la conclusione della parte impiantistica entro giugno 2026 mentre le sistemazioni esterne e gli ultimi interventi inerenti alla Urban forest si prevede di completarli entro il 2026.

 

L’Energy Park previsto nel comune di Bologna, nel quadrante nord della città, ricoprirà una superficie complessiva di circa 89 ettari. Di questi, 68 ettari saranno coltivabili con circa 28 ettari dedicati all’installazione di un impianto agrivoltaico di tipo avanzato per la produzione di energia elettrica rinnovabile. L’altezza da terra dei pannelli fotovoltaici e il loro posizionamento consentiranno di produrre energia e di mantenere il normale proseguimento delle attività agricole.

L’impianto agrivoltaico è previsto con una potenza di picco pari a 14 MW e una produzione energetica annuale di 20 GWh con un modello di connessione diretta con un utilizzatore finale di energia; tale modello è denominato sistema semplice di produzione e consumo. L’impianto consentirà di evitare l'emissione di gas serra di circa 9,2 mila tonnellate all’anno di CO2.

Si prevede di realizzare l’area destinata alla salvaguardia della biodiversità, l’Urban forest, su una superficie periurbana pari a circa 21,5 ettari in una zona a sud del lotto interessato dall’impianto agrivoltaico che sarà così suddivisa:

  • parco urbano con boschetti e radure: area accessibile alle persone per una superficie di circa due ettari con oltre 150 piante;
  • biodiversità a densità ridotta: area accessibile alle persone per una superficie di nove ettari con circa mille arbusti e prato;
  • biodiversità compatta: comprenderà tre superfici per un totale di 9,5 ettari. Poiché non prevede la fruibilità delle persone, sarà un bosco fitto costituito da specie messe a dimora senza un modulo o schema d’impianto, per un totale di circa 2.500 piante;
  • bosco della biodiversità Miyawaki, che comprenderà una superficie di circa un ettaro, non accessibile alle persone.

Al fine di garantire la crescita e la tutela della biodiversità nell’area della Urban forest sarà previsto un piano di monitoraggio che permetterà di misurare e quantificare tale accrescimento rispetto al contesto odierno.

Si prevede di completare l’iter autorizzativo dell’intervento entro il primo semestre del 2027, conseguentemente si potrà avviare la realizzazione dell’iniziativa e completarla entro il primo semestre 2028.


Va avanti con successo la collaborazione con GranTerre, tra i principali player del food made in Italy e leader nella produzione di salumi e formaggi stagionati, e CPL Concordia, società specializzata nella progettazione, realizzazione e gestione di sistemi energetici. L’accordo, avviato nel 2023 con l’obiettivo di introdurre misure di efficienza energetica e di decarbonizzare i consumi del Gruppo GranTerre, è tra i più rilevanti in Italia nel settore alimentare anche per numero di stabilimenti coinvolti.

Il piano punta a consentire all’azienda di autoprodurre quote sempre più significative di energia attraverso impianti alimentati da fonti rinnovabili o ad alto rendimento di conversione, ha visto di recente l’avvio di tre nuovi impianti, due fotovoltaici e uno di cogenerazione, che vanno ad aggiungersi ai quattro di cogenerazione, sette fotovoltaici e un geotermico già operativi, permettendo così a GranTerre di raggiungere un livello di autoproduzione del 40% del fabbisogno energetico complessivo degli stabilimenti. 

Si tratta di un importante traguardo intermedio che coniuga benefici ambientali, sostenibilità ed efficienza energetica all’interno di un percorso più ampio, possibile grazie alla collaborazione con Hera Servizi Energia (HSE) e CPL Concordia. HSE, riferimento per i servizi di efficienza energetica di clienti industriali, pubbliche amministrazioni e condomini, infatti, dispone del know how e delle strutture necessarie non solo a individuare le opportunità di efficientamento possibili, ma anche ad eseguire la progettazione e la realizzazione delle soluzioni tecnologiche più adeguate. Queste competenze, unite a quelle di CPL Concordia, altro importante player del settore energetico industriale, hanno quindi dato vita a una innovativa alleanza per la sostenibilità del territorio.


Nel 2024 il Gruppo Hera ha definito un percorso per arrivare ad avere emissioni nette zero al 2050, in linea con le indicazioni della scienza per limitare il riscaldamento globale entro 1,5° C a fine secolo. Questo traguardo sarà perseguito con una riduzione complessiva delle emissioni intorno al 90% (rispetto al 2019) e la rimozione di tutte quelle residue al termine del percorso di decarbonizzazione.

Tra le leve individuate per ridurre le proprie emissioni e quelle dei clienti ci sono: l’efficienza energetica; il mantenimento della totale copertura dei consumi elettrici interni con energia rinnovabile certificata; la produzione di energia rinnovabile; la cattura e lo stoccaggio di anidride carbonica su diversi impianti di termovalorizzazione dei rifiuti; la progressiva elettrificazione della base clienti con conseguente fornitura di energia da fonti rinnovabili; la proposta di soluzioni per il risparmio energetico e per l’autoproduzione di energia fotovoltaica.

Il raggiungimento dell’obiettivo comporterà una riduzione delle emissioni di gas serra Scopo 3 per ogni cliente energy da 3,3 tonnellate del 2019 a meno di 0,2 tonnellate al 2050.

Progetti e servizi responsabili accordion 2

Ambiente - Rigenerare le risorse e chiudere il cerchio


Hera ha confermato l’ottimo posizionamento sul fronte del riciclo degli imballaggi e sul minor ricorso alla discarica, raggiungendo in anticipo, nel territorio servito dal Gruppo, tutti e tre gli obiettivi europei relativi ai rifiuti urbani: 

  • discarica all’1,6% nel 2025, rispetto all’obiettivo europeo del 10% al 2035;
  • riciclo imballaggi al 71% nel 2024, rispetto agli obiettivi europei del 65% al 2025 e del 70% al 2030;
  • riciclo complessivo al 61% nel 2024, rispetto agli obiettivi europei del 55% al 2025, 60% al 2030 e 65% al 2035.

 
I dati 2025 relativi a questi ultimi due obiettivi saranno aggiornati nei prossimi mesi e pubblicati nel report tematico Sulle tracce dei rifiuti.


Aliplast gestisce il ciclo integrato della plastica, trasformando il rifiuto in prodotto finito di plastica riciclata, che ha le medesime caratteristiche della plastica vergine. Con riferimento ai prodotti venduti nel 2025, si riscontrano principalmente manufatti e polimeri in PE (38%), manufatti e polimeri in PET (54%) e granuli/scaglie di altri polimeri (8%). Il suo principale impegno è rendere sostenibile il ciclo di vita della plastica, raccogliendola e riciclandola per produrre nuovi materiali, con il minimo impatto ambientale possibile. Attraverso una costante ricerca e sviluppo e una continua innovazione tecnologica (di prodotto, servizio, processo), Aliplast presidia una filiera tracciabile della plastica, in grado di trasformare una catena frazionata in un circuito virtuoso e assicurare una produzione finale di qualità, efficiente ed economicamente più conveniente dei materiali tradizionali. Gli impianti gestiti trattano rifiuti provenienti sia dagli scarti industriali che dalla raccolta differenziata urbana. Questi rifiuti vengono trasformati in nuovi prodotti o, in minima parte, conferiti a società terze specializzate nel riciclo. Aliplast ricicla direttamente la maggior parte dei rifiuti in ingresso, mentre solo una piccola percentuale viene scartata perché composta da polimeri non riciclabili o per cali di peso dovuti alla presenza di liquidi o impurità. La percentuale di rifiuti avviati a recupero di materia è di circa l’84%. La materia prima seconda ottenuta dai rifiuti viene poi venduta o impiegata nella produzione di prodotti di plastica riciclata. 

Nel 2025 Aliplast ha venduto 119,1 migliaia di tonnellate di prodotti in plastica in crescita del 19% rispetto allo scorso anno. Cresce di molto rispetto al 2024 anche la quota di plastica riciclata contenuta nei prodotti venduti: 97,1 mila tonnellate nel 2025 (+63%) rispetto alle 60 mila tonnellate del 2017 (base di riferimento per il New Plastics Economy Global Commitment). Nonostante il contesto di mercato continui a non essere semplice, aggredito da flussi di materiali riciclati extra UE e caratterizzato dal rallentamento della domanda di materie plastiche per il raffreddamento della produzione industriale mondiale, Aliplast è riuscita ad incrementare la propria quota di mercato.


Nel 2020 Maire Tecnimont e il Gruppo Hera hanno firmato un accordo fra Aliplast e NextChem per lo sviluppo di un impianto per la produzione di polimeri riciclati di elevata purezza, qualità e con prestazioni chimico-fisiche e meccaniche di alto livello, con l’obiettivo di trattare rifiuti plastici post-consumo per ricavarne prodotti riciclati su misura, con caratteristiche analoghe a quelle dei polimeri vergini di origine fossile. L’impianto avrà alti standard di sicurezza e caratteristiche innovative, consentendo anche di massimizzare l’efficienza energetica.

L’area individuata si trova a Modena nei pressi del termovalorizzatore e dell’impianto di depurazione delle acque, entrambi gestiti dal Gruppo Hera, dando vita a un distretto dell’economia circolare. 

Nel corso del 2025 sono state realizzate gran parte delle opere civili e dell’installazione degli impianti che si concluderanno nel 2026 con l’avvio dell’impianto nel primo semestre.


Aliplast e Sacme hanno avviato un progetto di closed loop per la grande distribuzione organizzata, promuovendo la sostenibilità attraverso un accordo che sfrutta le competenze delle due società. L'intesa consente alle catene della grande distribuzione di trasformare i film da imballaggio LDPE in sacchi per rifiuti venduti come private label nello stesso punto vendita. Il modello si basa su Aliplast che raccoglie i film LDPE scartati nei centri logistici, li rigenera e li consegna a Sacme, che produce sacchi contenenti almeno l’80% di materiale riciclato. Questi prodotti sono tracciabili, garantendo che provengano dagli scarti della catena della grande distribuzione organizzata partner. Il ciclo chiuso permette ai clienti di effettuare scelte di consumo responsabili, favorendo una riduzione dell’impatto ambientale: ogni tonnellata di sacchetti realizzati con film riciclato consente un risparmio di 2.500 tonnellate di gas serra in atmosfera rispetto al prodotto vergine.


FIB3R, inaugurato dal Gruppo Hera a Imola nel marzo 2025, è il primo impianto europeo su scala industriale per la rigenerazione della fibra di carbonio con processo di pirogassificazione, con un investimento parzialmente finanziato dal Pnrr. 

L’impianto è composto da due linee produttive parallele, ciascuna con una capacità nominale di 160 tonnellate all'anno, per un totale di 320 tonnellate all'anno, e funziona a ciclo continuo. Nel 2025 sono stati trattati 37,3 tonnellate di rifiuti compositi e prodotti 17,9 tonnellate di fibra di carbonio riciclata, qualificata come materia prima seconda e pronta per la commercializzazione. Il processo garantisce la massima tracciabilità e promuove un modello di economia circolare, consentendo alle aziende di reintegrare la fibra riciclata nei propri cicli produttivi. 

L’analisi del ciclo di vita, condotta dall’Università di Bologna, ha evidenziato che la produzione di 1 chilogrammo di fibra riciclata richiede il 95% in meno di energia e riduce del 92% le emissioni di CO₂ rispetto alla fibra vergine; il sistema di integrazione termica migliora notevolmente l’efficienza energetica. 

FIB3R ha ricevuto numerosi riconoscimenti per transizione ecologica e innovazione tecnologica, affermandosi come riferimento internazionale per la sostenibilità industriale e la riduzione dell’impatto ambientale.


Dal 2018 è attivo un servizio finalizzato alla raccolta stradale degli oli alimentari esausti da utenze domestiche: avviato in Emilia-Romagna, ma ora esteso a tutto il Gruppo, nel 2025 ha portato alla raccolta di 1.075 tonnellate di olio che vengono avviate a bioraffineria, per la produzione di biocarburante.

In aggiunta al flusso di raccolte da utenze domestiche, a partire dal 2021 Hera ha implementato un’attività di raccolta di oli vegetali esausti da utenze commerciali sul territorio nazionale. Il progetto ha consentito, nel 2025, di avviare a bioraffinerie, per la produzione di biocarburante, ulteriori 1.534 tonnellate di oli vegetali. 

L’iniziativa genera importanti benefici ambientali nella fase di produzione del biocarburante, rispetto alla produzione di carburante di origine fossile: un risparmio di energia di circa 2.310 Tep e 7.400 tonnellate di emissioni di gas serra evitate.

A chiusura del cerchio, nel 2025, Hera ha alimentato parte della propria flotta aziendale con biocarburante, impiegandone oltre 1,2 mln di litri, in sostituzione del carburante di origine fossile.


L’offerta commerciale di Hasi continua ad evolversi. Dal classico rapporto fornitore–cliente per la raccolta, trasporto e il trattamento degli scarti industriali, passando per l’offerta Global Waste Management, pensata per la gestione della totalità dei rifiuti su tutti gli stabilimenti produttivi del cliente e correlata da servizi accessori ad alto valore (amministrativi, consulenziali, ecc), fino all’evoluzione nella formula “da fornitore a partner”. Si tratta di una gestione innovativa, pensata per i grandi gruppi industriali del Paese, che può traguardare nella costituzione di una newco co-partecipata con il cliente, capace di garantire ad Hasi ampliamento del perimetro, fidelizzazione, cross-selling e reputation. 

In quest’ottica, nel mese di gennaio 2025 è nata CircularYard, la newco frutto della partnership tra Fincantieri (40%), Hasi (55%) e ACR (5%) per la gestione dei rifiuti. La nuova società ha l’obiettivo di presidiare e migliorare l’intero processo di gestione dei rifiuti in tutti i cantieri di Fincantieri. Sono previsti quasi 13 milioni di investimenti in progettazione e costruzione di nuovi impianti, riqualificazione e ottimizzazione di infrastrutture e attrezzature, in ottica di economia circolare, che porteranno a una riduzione del 15% degli scarti indifferenziati e permetteranno di gestire, a regime, circa 100.000 tonnellate all’anno di rifiuti prodotti dai siti di produzione nazionali ed esteri di Fincantieri. Le attività operative di CircularYard sono state avviate, in prima battuta, presso il cantiere navale di Monfalcone (Go), nel mese di agosto hanno coinvolto il sito di Fincantieri di Marghera (Ve) e dal mese di novembre il servizio è proseguito presso il plant di Ancona con l’obiettivo di ampliare il perimetro di azione anche su altri siti di cantieristica navale nel 2026.


Il Gruppo Hera ha attivato da molti anni progetti di riduzione dei rifiuti in collaborazione con gli enti no-profit del territorio e grazie al supporto di Last Minute Market, impresa sociale e spin-off accreditato dell’Università di Bologna che promuove la lotta allo spreco e la sostenibilità ambientale. CiboAmico, FarmacoAmico e Cambia il finale rappresentano iniziative strutturate e consolidate che promuovono buone abitudini relative al riuso e generano ricadute sociali positive grazie alle attività svolte dagli enti no-profit coinvolti, in linea con i principi di responsabilità sociale e di tutela dell’ambiente del Gruppo Hera. 

Avviato nel 2009, CiboAmico rappresenta un’azione concreta sviluppata dall’azienda per favorire lo sviluppo dell’economia circolare, mettendo in relazione tra loro diverse realtà del territorio nel segno di una responsabilità sociale condivisa, rivolgendo un aiuto concreto ai più bisognosi. I pasti recuperati vengono donati a enti no-profit che danno ospitalità e assistono quotidianamente persone in difficoltà. Sono otto le mense aziendali in cui è attivo il progetto: Bologna, Granarolo dell’Emilia, Rimini, Ferrara, Ravenna, Modena, Forlì e Cesena. Da inizio progetto sono stati donati complessivamente quasi 168 mila pasti (di cui circa 13 mila nel solo 2025), per un valore economico di circa 684 mila euro. Ciò ha evitato la produzione di quasi 74 tonnellate di rifiuti (corrispondenti a oltre 162 cassonetti) e l’emissione di oltre 304 tonnellate di CO2. Dal 2022 CiboAmico è uscito dai confini delle mense aziendali per coinvolgere imprese e realtà produttive nella lotta allo spreco, con il progetto Non si butta via niente.

FarmacoAmico è il progetto promosso da Hera per raccogliere medicinali non scaduti e creare una rete di riutilizzo solidale sul territorio, con l’obiettivo di prevenire la produzione di rifiuti diffondendo buone pratiche e sostenendo gli enti che assistono le fasce deboli della comunità. I farmaci integri, con ancora almeno sei mesi di validità e in uno stato di conservazione adeguato, vengono così riutilizzati da enti no-profit che operano in progetti locali o di cooperazione decentrata. Avviato nel 2013, FarmacoAmico oggi coinvolge 63 comuni della regione Emilia-Romagna, 267 farmacie e 36 enti no-profit, di cui alcuni operanti in Italia e altri all'estero, oltre a diversi partner, istituzioni, associazioni di categoria e del panorama aziendale. Da inizio progetto sono state raccolte e avviate al riuso circa 700 mila confezioni di farmaci (di cui più di 90 mila nel solo 2025) per un valore economico complessivo di oltre 8,6 milioni di euro, che in parte corrispondono potenzialmente a un mancato costo per il Sistema sanitario nazionale. Nel corso del 2025 si è registrato un incremento in termini di peso e valore economico dei farmaci avviati al riuso (+20%). L'aumento è dovuto all'aumento sia delle farmacie aderenti al progetto (da 214 a 267 con un +24,8%) sia dei Comuni aderenti (da 38 a 63).

Cambia il finale è un progetto giunto al dodicesimo anno di attività che permette di intercettare tutti gli oggetti in buono stato, altrimenti destinati allo smaltimento, per consentirne il riuso, grazie a una rete di enti no-profit diffusa capillarmente sul territorio e in grado di dare nuova vita ai beni donati dai cittadini e ritirati a domicilio sostituendosi al servizio offerto da Hera e finalizzato al riciclo o allo smaltimento. Gli enti no-profit partner del progetto a fine 2025 sono 16, distribuiti su tutto il territorio dell’Emilia-Romagna servito da Hera, garantendo la copertura di tutte le città principali. Da inizio progetto sono state evitate oltre 7,8 mila tonnellate di rifiuti (di cui oltre mille nel solo 2025) portando così un grande risparmio a vantaggio dell’ambiente e minori oneri legati alla raccolta rifiuti.


Dal 2020 CAMST Group e Gruppo Hera, rinnovano il loro impegno comune nell’economia circolare attraverso un accordo che, trasforma gli scarti della ristorazione in risorse energetiche.

La collaborazione tra le due imprese valorizza rifiuti organici e oli esausti, indirizzandoli verso processi di produzione di biometano e biocarburanti e garantendo un significativo beneficio ambientale ed economico.

Nel 2024, l’intesa si è inoltre ampliata con un servizio dedicato al recupero delle pellicole plastiche presso il centro distributivo Camst all’Interporto di Bologna, grazie al supporto di Aliplast, migliorando la qualità del flusso di materiale riciclabile e riducendo l’impatto delle attività di ristorazione collettiva. Il progetto non solo garantisce quindi un sistema virtuoso di economia circolare, ma aiuta la diffusione di una cultura delle sostenibilità all'interno delle organizzazioni e tra i clienti, dando ulteriore valore alla partnership in un'ottica di creazione di valore condiviso.


SCART è il progetto artistico e di comunicazione del Gruppo Hera che da quasi trent’anni interpreta e racconta il valore dell’economia circolare attraverso il linguaggio universale dell’arte. Nato come progetto di waste art aziendale all’interno di uno degli impianti di trattamento dei rifiuti industriali di Herambiente, SCART ha trasformato nel tempo materiali destinati allo smaltimento in opere capaci di generare bellezza, consapevolezza e nuove relazioni con i territori. Oggi SCART® è un marchio registrato a livello europeo e un laboratorio creativo permanente che mette in dialogo know‑how industriale, ricerca artistica e responsabilità sociale. Le opere SCART non sono semplici installazioni artistiche: sono strumenti culturali che invitano a fermarsi, a guardare con occhi diversi ciò che consideriamo scarto, a interrogarci sul nostro modo di consumare, sul valore delle cose e sul fragile rapporto con l’ambiente che abitiamo. Perché la transizione ecologica non è soltanto una questione tecnica o industriale, ma prima di tutto una sfida culturale, che richiede un nuovo immaginario e un diverso modo di interpretare la materia. In questo senso SCART rappresenta un ponte tra la missione industriale del Gruppo Hera e la capacità dell’arte di parlare alle comunità, rendendo accessibili e condivisibili temi complessi come la circolarità e l’uso responsabile delle risorse. 

Numerose e continuative sono le collaborazioni attivate nel tempo con aziende, amministrazioni pubbliche, enti formativi e culturali, scuole, oltre alla consolidata partnership di forte valore sociale con la comunità di recupero di San Patrignano.

Nel corso del 2025 il progetto ha rafforzato ulteriormente il proprio ruolo di piattaforma culturale e formativa, coinvolgendo attivamente studenti delle Accademie di Belle Arti di Bologna, Ravenna, Firenze e del POLI.design – Politecnico di Milano. Tra le iniziative più significative figura il progetto di Super Robot paladini dell’ambiente sviluppato con Automobili Lamborghini, che ha portato le creazioni SCART a Lucca Comics & Games e a Ecomondo, dimostrando come design, tecnologia e creatività possano dialogare in modo virtuoso per trasformare materiali di scarto in simboli di visione e innovazione. Accanto a questa esperienza, SCART ha firmato numerosi allestimenti culturali di rilievo nazionale: dalla storica partecipazione ad Art Insolite al Teatro del Silenzio di Lajatico - appuntamento legato al concerto di Andrea Bocelli per il quale dal 2012 SCART realizza in esclusiva costumi di scena e scenografie -, fino all’allestimento per la Milano Beauty Week, per ripensare al concetto di bellezza in chiave circolare. Particolare rilevanza ha avuto anche la mostra dedicata ad alcune figure chiave del mondo dello sport ospitata nella Sala Laurana della Prefettura di Pesaro, che ha registrato oltre 17.000 presenze e il coinvolgimento di circa 1.500 studenti, confermando la capacità del progetto di parlare a pubblici diversi e generazioni differenti. Nel 2025 SCART è stato, inoltre, protagonista di una mostra a Lugo, con una selezione di opere di design, costumi di scena e ritratti, e ha reso le festività natalizie ancora più green con l’installazione di alberi di Natale interamente costruiti con materiali di recupero per la sede bolognese della Regione Emilia‑Romagna e per il Cortile della Prefettura di Pesaro, portando il messaggio della circolarità anche in contesti istituzionali e simbolici.

Anche attraverso questi percorsi, SCART si riconferma un “fabbrica di visioni”, capace di unire territori, istituzioni, comunità e generazioni diverse intorno a una visione comune, contribuendo in modo concreto alla creazione di valore condiviso: non solo promuovendo comportamenti ambientali responsabili, ma costruendo cultura, relazioni e consapevolezza. Un progetto che dimostra come dagli scarti non nasca una fine, ma una possibilità di rinascita, se si sceglie di guardare la materia – e il futuro – con uno sguardo nuovo.


Tra le azioni avviate negli anni, dal 2020 Herambiente ha intrapreso un progetto di biomonitoraggio innovativo per proseguire ulteriormente le attività di studio dell’ambiente circostante alcuni propri impianti e degli eventuali impatti su di esso esercitati. A tal fine, il progetto, denominato Capiamo, si propone di utilizzare le api come bioindicatori utili per segnalare precocemente l’insorgenza di alterazioni che possono influire negativamente sulla biodiversità.

Il progetto Capiamo, già attivo presso il termovalorizzatore di Pozzilli (Is), l’impianto di compostaggio di Sant’Agata Bolognese (Bo), la discarica di Serravalle Pistoiese (Pt), nel 2025 ha interessato il termovalorizzatore di Padova, la discarica di Cordenons (Pn) e il termovalorizzatore di Bologna. In ciascun sito, nel corso dell’anno sono state installate tre colonie di api che hanno mostrato uno stato di salute ottimale e una notevole capacità di adattamento, dimostrando come anche il contesto urbano e industriale possa essere favorevole al loro sviluppo.


Il Gruppo Hera si riconferma ai primi posti a livello nazionale per la qualità tecnica del servizio idrico: lo stabilisce la classifica dell’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (Arera), pubblicata nel 2025  con gli esisti del meccanismo incentivante per il biennio 2022-2023 , che premia il raggiungimento di elevati standard di efficienza delle infrastrutture e i livelli di servizio e che conferma la presenza della multiutility in posizioni di eccellenza per il terzo biennio consecutivo, ovvero da quando è stata istituita la classifica, con l’area di Ferrara che si è posizionata al secondo posto a livello nazionale.

Arera, sulla base delle valutazioni svolte, ha riconosciuto al Gruppo Hera 26 premialità complessive per i risultati di qualità tecnica raggiunti: un risultato particolarmente significativo perché riguarda tutti i nove ambiti territoriali gestiti attraverso le società Hera Spa, AcegasApsAmga e Marche Multiservizi.

Molto rilevanti sono i risultati conseguiti riguardo alla riduzione delle perdite idriche a Bologna, Ferrara e Ravenna, mentre il territorio di Modena e il Triveneto sono stati premiati anche per la qualità dell’acqua depurata, con particolare riferimento alla città di Trieste. AcegasApsAmga ha infatti ottenuto una doppia premialità sul parametro che misura le prestazioni nella depurazione delle acque reflue urbane. 

Non solo qualità tecnica: anche riguardo agli obiettivi di qualità contrattuale che monitorano l’avvio, la gestione e la cessazione del rapporto contrattuale e accessibilità al servizio, Arera ha riconosciuto al Gruppo Hera eccellenti risultati di qualità contrattuale, premiando le performance nella gestione del rapporto con gli utenti.


Nel 2025 Hera ha pubblicato la diciassettesima edizione del report In buone acque, che rappresenta il primo e unico esempio in Italia di report tematico sulla qualità dell’acqua di rubinetto. Il documento illustra, territorio per territorio, i dati delle analisi relative a 37 parametri normati e non normati (oltre ad ulteriori contaminanti come le fibre di amianto) e dimostra che bere l’acqua di rubinetto è una scelta sicura, sostenibile per l’ambiente e conveniente: il suo consumo permette di evitare la produzione, il trasporto e lo smaltimento di 460 milioni di bottiglie di plastica e fa risparmiare in media 600 euro l’anno a una famiglia di tre persone. 

Per tutti i contenuti del report: www.gruppohera.it/report


Il piano, nato nel 2013, si pone l’obiettivo di eliminare i divieti alla balneazione e ridurre del 90% l’impatto inquinante (misurato in termini di Domanda chimica di ossigeno (Cod) non scaricato nell’ambiente) attraverso la realizzazione di interventi strutturali sul sistema fognario-depurativo della città di Rimini.

Gli interventi pianificati sono in tutto 14, in grado di determinare sinergie tali da ridurre in modo significativo anche il rischio di allagamenti in gran parte delle zone abitate, intervenendo sulla mitigazione del rischio idraulico.

Al 2025 Hera ha completato 11 dei 14 interventi, liberando dai divieti di balneazione ottomila metri di spiaggia, corrispondenti a quasi il 75% del litorale cittadino.


Anche nel 2025 Hera ha proseguito lo sviluppo della rete infrastrutturale di ricarica elettrica attraverso la posa di 20 nuove infrastrutture pubbliche, per un totale di 680 punti di ricarica pubblici (circa 340 colonnine) oggi installati. L’obiettivo è di raggiungere le 950 unità entro il 2029 grazie all’aggiudicazione di nuovi bandi e alla sottoscrizione di ulteriori protocolli d’intesa.

L’impegno nell’ambito della mobilità elettrica si estende anche alla ricarica privata attraverso offerte rivolte a cittadini e aziende per la fornitura di wallbox e colonnine. Nel corso dell’anno sono stati venduti oltre 230 punti di ricarica privati, per un totale di circa 2.300 unità.

Complessivamente al 2025 risultano attivi 2.971 punti di ricarica tra pubblici e privati.  L’obiettivo al 2029 è di superare quota 5.700.

Progetti e servizi responsabili accordion 3

Territorio (e Impresa) - Abilitare la resilienza e innovare


Digi e Lode, giunto alla nona edizione, vede i clienti ed Hera collaborare per la digitalizzazione delle scuole attraverso la promozione dei servizi digitali del Gruppo (ad esempio, l’iscrizione a #genHERAZIONI, l’attivazione della bolletta elettronica, l’iscrizione ai servizi online). Il progetto in corso comprende tutte le scuole primarie e secondarie di primo grado, sia pubbliche che paritarie, dei territori coinvolti in Emilia-Romagna, Marche, Abruzzo, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte, Liguria, Toscana, Umbria e Puglia.

Per partecipare è sufficiente che i clienti attivino uno o più servizi digitali gratuiti offerti dal Gruppo Hera: in questo modo donano punti che saranno ripartiti equamente tra le scuole del proprio Comune. In alternativa, possono scegliere di assegnarli a una specifica scuola: in questo caso i punti verranno moltiplicati per cinque. Nell’anno scolastico 2025/2026 Digi e Lode mette in palio un totale di 157,5 mila euro destinati a progetti di digitalizzazione per 63 scuole. Dall’inizio del progetto (nel 2017), il Gruppo ha già elargito 1,1 milioni di euro a favore di 456 scuole.

Digi e Lode consolida il contributo che il Gruppo vuole portare al territorio, in continuità con le strategie aziendali che individuano proprio nell’innovazione, nello sviluppo sostenibile del territorio e nell’attivazione di partnership i driver centrali per lo sviluppo di valore condiviso in coerenza con gli obiettivi dettati dall’Agenda Globale 2030 dell’ONU.


Nell’ambito del percorso di certificazione sulla parità di genere secondo la prassi UNI PDR 125 (che coinvolge 11 società del Gruppo) è stato definito un piano strategico che contiene una serie di azioni e obiettivi volti al miglioramento degli indicatori previsti dalla certificazione. 

Nel 2024, anno di ottenimento della certificazione, sono stati identificati 12 obiettivi relativi alle seguenti aree: selezione e assunzione; gestione della carriera; equità salariale; conciliazione dei tempi vita-lavoro; genitorialità e cura; attività di prevenzione di ogni forma di abuso fisico, verbale, digitale (molestia) sui luoghi di lavoro.


Attraverso un approccio strutturato di Corporate venture building (Cvb), HeraVenture opera come piattaforma di incubazione e accelerazione di progetti innovativi con l’obiettivo di trasformare idee e tecnologie in attività imprenditoriali autonome e scalabili. Tale modello fa leva sulle competenze e sugli asset tecnologici strategici sviluppati all’interno dell’Azienda.

Nel 2025 è stata lanciata la prima iniziativa del modello di Gruppo, la NexSuite, composta da NexMeter, NexAction e Sentinel, tre soluzioni tecnologiche pensate per i distributori per garantire la sicurezza della rete e perseguire obiettivi di efficienza operativa.

Progetti e servizi responsabili accordion 8

Governance


Le campagne di advertising hanno l'obiettivo di sensibilizzare i cittadini sul tema della responsabilità individuale rispetto alla qualità della raccolta differenziata e agli errori che talvolta si commettono compromettendone il processo di riciclo. Nel 2025 si è scelto di diffondere tali campagne tramite l'installazione di corner nei centri commerciali di maggiore frequentazione di alcune delle aree territoriali in cui Hera Spa gestisce il servizio di igiene urbana. Il contatto diretto tra cittadino e comunicatore ambientale ha consentito di attivare un confronto faccia a faccia, agevolare la comunicazione e lo scambio di informazioni raggiungendo in questo modo oltre 5.000 contatti in 15 centri commerciali delle aree di Bologna-Imola, Ravenna-Cesena e Modena.

Nelle scuole sono stati attivati progetti impiegando tecniche di gamification ed edutainment. Attività di coinvolgimento dei cittadini presso eventi pubblici e info-point hanno l’obiettivo di interessare ragazzi e adulti tramite ecogames e ironizzando sulla raccolta differenziata. Eventi di questo tipo sono stati Missione Raee (circa 1.500 studenti coinvolti con raccolta di oltre 2.400 kg di piccoli elettrodomestici), Notti Bianche (più di 2.000 cittadini coinvolti, ai quali è stato distribuito materiale informativo), Risate di Quartiere (tour che ha coinvolto oltre 2.500 persone con spettacoli e quiz sull’ambiente), Swap Party (con la partecipazione a Bologna e Rimini di oltre mille persone con raccolta di circa duemila kg di RAEE e rifiuti ingombranti).

Progetti e servizi responsabili accordion 7

Clienti


L’innovativo contatore gas NexMeter ideato dal Gruppo Hera è dotato di funzioni di sicurezza evolute grazie alle quali è possibile monitorare in tempo reale i parametri di fornitura e di rete, segnalando immediatamente eventuali anomalie (come scosse sismiche e perdite) e interrompendo l’erogazione per mettere subito in sicurezza il sistema. 

È inoltre già predisposto per il biometano e le miscele di metano e idrogeno. A fine 2025 sono stati installati 262 mila NexMeter, il 16% del totale contatori gas.


I contatori elettrici 2G permettono di disporre di dati completi e tempestivi sui consumi, consentendo una gestione della rete più efficiente, affidabile ed economica da parte del distributore, con benefici per tutta la filiera dell’energia: grazie a dati dettagliati e tempestivi il venditore può avanzare proposte e servizi sempre più aderenti alle esigenze e specificità dei clienti, mentre l’utente può avere una maggiore consapevolezza dei consumi, quindi raggiungere risparmi energetici ed economici.

Progetti e servizi responsabili accordion 6

Persone


Nel 2025 è proseguito HeraSolidale, il progetto del Gruppo Hera che si pone l’obiettivo di promuovere la solidarietà e il sostegno a progetti sociali con il coinvolgimento dei lavoratori del Gruppo e dell’azienda stessa. 

A settembre 2023 ha preso avvio la quinta edizione del progetto che si concluderà a marzo 2026. Questa ultima edizione ha visto i dipendenti del Gruppo scegliere, attraverso la votazione, quattro delle dieci organizzazioni selezionate dall’Azienda secondo i seguenti criteri: notorietà e trasparenza delle attività, contributo a uno o più obiettivi dell’Agenda ONU al 2030 e ambiti di intervento afferenti ai servizi Hera (criterio accessorio). Le quattro organizzazioni scelte dai lavoratori sono Fondazione Ant Italia Onlus, Ageop Ricerca, Fondazione Airc e Medici Senza Frontiere. A queste è stata aggiunta Unhcr per proseguire la raccolta a sostegno del popolo ucraino, dato il perdurare del conflitto.

A partire da settembre 2023 fino a dicembre 2025, sono stati devoluti circa 344 mila euro alle cinque organizzazioni partner della quinta edizione del progetto grazie al contributo dei dipendenti, che donano tramite busta paga e Hextra, il piano di welfare aziendale, e delle società Hera Comm, Hera Comm Marche ed EstEnergy.


Nel 2024 il Gruppo Hera e le organizzazioni sindacali hanno sottoscritto il Patto del Buon Lavoro, un accordo concreto, innovativo e programmatico che ridefinisce le relazioni industriali. Il Patto è fondato su cinque pilastri strategici: salute e sicurezza; filiere integrate e appalti; equità e inclusione; benessere; sviluppo professionale e produttività; sostenibilità e valore condiviso. 

Nel 2025 sono stati sottoscritti numerosi accordi e avviati diversi progetti, tra cui: il miglioramento della disciplina del riposo fisiologico per il personale reperibile, l’armonizzazione degli istituti contrattuali di secondo livello per le società di recente acquisizione e la sottoscrizione del nuovo Protocollo Appalti. Quest’ultimo, in continuità con il Patto del Buon Lavoro, è stato firmato nel 2025 con l’obiettivo di promuovere lungo la filiera condizioni di lavoro etiche, tutele rafforzate, controlli più efficaci e una partecipazione strutturata delle rappresentanze sindacali. 

L’integrazione tra Patto del Buon Lavoro e Protocollo Appalti testimonia la strategia del Gruppo Hera di rendere le persone protagoniste del cambiamento e di guidare una transizione giusta, generando valore sostenibile e condiviso per tutti gli stakeholder.

Progetti e servizi responsabili accordion 5

Fornitori


II Gruppo Hera ha implementato un sistema integrato di controllo per garantire che l’intera catena di fornitura operi nel rispetto di rigorosi standard ambientali e sociali. Tale monitoraggio include:

  • all’interno del sistema di vendor management la verifica dei requisiti di qualificazione sia in fase di iscrizione all’albo fornitori sia in fase di selezione/contrattualizzazione;
  • in fase esecutiva dei contratti monitoraggi continui effettuati dai referenti aziendali;
  • ispezioni di terze parti presso le sedi dei fornitori condotte da auditor certificati per assicurare trasparenza e indipendenza.

Da luglio 2024 è stato revisionato il modello di monitoraggio e valutazione performance fornitori, digitalizzando le check list e prevedendone la compilazione da parte dei referenti aziendali con frequenza differenziata in base alla criticità del gruppo merce interessato.

Nel 2025 sono stati svolti 18 audit presso le sedi dei fornitori, effettuati da auditor certificati, 26 verifiche congiunte presso i referenti di contratto e nei cantieri del Gruppo in collaborazione con le Direzioni Qualità, Sicurezza e Ambiente (con anche un focus specifico su aspetti di sostenibilità) e nove controlli ispettivi interfunzionali a fornitori di materiali.

Queste attività di monitoraggio integrano le verifiche periodiche dei referenti aziendali di contratto, anche in merito alla corretta gestione di subappalti/subcontratti, se presenti. 

Inoltre, sono state organizzate sessioni di training on the job per garantire la corretta e coerente compilazione delle check list.

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