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Scenario e Megatrend

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Scenario e Megatrend

La congiuntura macroeconomica italiana nel 2019 ha fatto segnare un rallentamento, con una crescita del PIL del +0,2% rispetto all’anno precedente, mentre le previsioni per il 2020 indicano una recessione del -9,5% per gli effetti dell’emergenza sanitaria da Covid-19 (fonte Commissione Europea). Il Prodotto Interno Lordo italiano dovrebbe poi tornare su una traiettoria di crescita nel 2021 con un rimbalzo del +6,5%

Scenario settore utilities   

Nel 2014 il Governo ha rappresentato chiaramente (con il Piano Cottarelli) l’esistenza di un significativo sovradimensionamento del numero di operatori attivi nei Servizi Pubblici Locali, che si traduce in uno spazio di efficientamento / razionalizzazione molto importante e che rappresenta un’opportunità di crescita per gli operatori più grandi ed efficienti del settore.
Un recente studio di Utilitatis conferma (pur con alcune differenze di perimetro) l’ordine di grandezza del settore (circa 1.100 operatori) e degli spazi di razionalizzazione esistenti. Le aziende esaminate generano un fatturato complessivo di circa 50 mld € e occupano oltre 200.000 risorse tra dirette e indirette.

In considerazione degli attesi effetti di consolidamento legati all’esito delle Gare Gas e alla convergenza verso bacini d’ambito di natura provinciale per il Ciclo Idrico, e per l’Igiene Urbana, si stima in circa 800 operatori lo spazio di razionalizzazione indirizzabile.
Ipotizzando un conseguente allineamento degli operatori attualmente sottoperformanti alle best practice, si stima un beneficio complessivo per il settore di 1,5 mld €.

Questa eccessiva frammentazione apre un significativo spazio per dinamiche ci concentrazione tra aziende in tutti i settori dei servizi di pubblica utilità con il beneficio di guadagnare economie di scala, efficienza e migliore qualità dei servizi.

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Lo scenario delineato da Snam nelle sue proiezioni di domanda e offerta di gas nel periodo 2018-2035 si fonda su una crescita attesa del PIL pari allo 0,9% sul periodo 2018-2035. In tale contesto, la domanda di gas in Italia è prevista scendere nel periodo 2018-2035 di circa lo 0,3% medio annuo per gli investimenti in efficienza energetica nel settore residenziale e per lo sviluppo delle energie rinnovabili che ridurranno l’utilizzo delle centrali termoelettriche.

Nel settore della distribuzione di gas, le concessioni sono scadute in tutto il territorio italiano e sono attualmente in corso le gare, indette dall’Authority ARERA, per la riassegnazione delle concessioni di monopolio locale. Le aree concessorie nuove poste a gara sono state aumentate di dimensione rispetto a quelle precedenti con lo scopo di aumentare le dimensioni medie degli operatori. Il processo di gara è atteso, pertanto, portare alla riduzione del numero degli operatori poiché è previsto che quello più efficiente che vincerà la gara dovrà acquisire le attività dalle società perdenti. Il processo potrà quindi offrire opportunità di crescita per gli operatori più efficienti e di maggiori dimensioni.   


Dalla proiezione lineare dei trend storici dell’intensità elettrica, che scontano l’impatto sul passato degli effetti delle misure di efficienza energetica in essere, Terna sviluppa due scenari di evoluzione della domanda:

• “Scenario base” che si basa su una stima di crescita media annua del PIL dello 0,5% e tiene conto dell’effetto della piena implementazione delle politiche di efficienza energetica per cui l’intensità elettrica si incrementa dello 0,5% nel periodo 2017-2040

• “Scenario di sviluppo” corrisponde ad una stima di alta crescita del PIL (+1.3%) e tiene in considerazione sia un diverso grado di recepimento delle politiche di efficienza energetica sia la graduale penetrazione della mobilità elettrica, per cui l’intensità elettrica si riduce del 2,5% nel periodo 2017-2040.

Nel periodo 2017-2040 nello scenario di sviluppo si stima una evoluzione della domanda di energia elettrica ad un tasso medio annuo del +1,1%, corrispondente a 412,7 miliardi di kWh (TWh) nel 2040.

Nello scenario base, ottenuto nella ipotesi di contenimento della domanda elettrica, si ipotizza invece un tasso medio del +0,5% per anno, col quale la domanda elettrica toccherà i 361 miliardi di kWh nel 2040.

A partire dal 1 gennaio 2022 è prevista la partenza della completa liberalizzazione del settore della vendita elettrica. Il mercato è attualmente rappresentato da 36 milioni di clienti di cui circa 20 milioni sono ancora con un contratto a Maggior Tutela, un contratto regolato da ARERA. Il superamento della Maggior Tutela comporterà l’obbligo di una maggiore competizione (oggi bloccata) e nessun operatore potrà partire con una posizione di mercato dominante (superiore al 50%) per le regole dell’Antitrust. Questo scenario si prospetta come un’opportunità di crescita per gli operatori minori che potranno competere per acquisire i clienti “ex-maggior tutela” che dovranno essere rilasciati dall’attuale player incumbent.


Nel settore Ambiente l’Italia è ancora in forte deficit infrastrutturale rispetto ai benchmark europei e il percorso di recupero appare ancora molto incerto. A livello europeo infatti continua il trend di riduzione del ricorso alla discarica come forma di smaltimento dei rifiuti urbani: nell’Europa dei 28 il valore è pari al 23,7%. La discarica è invece la principale modalità di smaltimento in Italia: il 25,7% dei rifiuti urbani smaltiti nel 2017 è stato conferito in discarica a fronte di un 20,9% avviato alla termovalorizzazione.

 

Per ridurre il gap impiantistico dedicato al trattamento dei rifiuti che separa l’Italia dal resto d’Europa, il Governo ha assunto alcuni importanti provvedimenti per l’utilizzo ottimale delle infrastrutture esistenti. L'art. 35 del D.Lgs. 133/2014 convertito con modificazioni nella legge 164/2014 nel cosiddetto "Sblocca Italia", è finalizzato a realizzare su scala nazionale un sistema adeguato ed integrato di gestione dei rifiuti urbani nonché a conseguire gli obiettivi di raccolta differenziata e di riciclaggio.
Tale finalità è volta, altresì, a raggiungere l'obiettivo di garantire la sicurezza nazionale nell'autosufficienza nei trattamenti dei rifiuti e, conseguentemente, di consentire il superamento e la prevenzione di ulteriori procedure di infrazione per la mancata attuazione delle norme europee del settore. Obiettivo non marginale dello stesso è quello di limitare il conferimento di rifiuti in discarica. In questo scenario il ricorso alla termovalorizzazione dei rifiuti, alternativa allo smaltimento in discarica, si coniuga, in termini risolutivi, con le diverse sanzioni comminate allo Stato italiano dalla Corte di Giustizia europea, l'ultima delle quali, di importo pari a 42,8 milioni di euro ogni 6 mesi di inadempienza, a dicembre 2014 per il procrastinarsi del mancato adeguamento alla direttiva europea delle autorizzazioni relative a 198 discariche in territorio nazionale.

La situazione critica descritta ha sostenuto un forte rialzo dei prezzi per il trattamento di rifiuti in tutta Europa e in Italia i prezzi sono saliti del 47% negli ultimi 5 anni con una progressione ininterrotta.

Riguardo ai servizi di raccolta dei rifiuti urbani e di Spazzamento, l’Authority ARERA ha recentemente approvato il primo sistema tariffario “nazionale” riconoscendo un ritorno sui capitali investiti più allineato a quelli di altri servizi regolati da ARERA e appianando le diversità tra le diverse località nazionali e aumentando la visibilità della regolazione nel medio termine.


Il settore idrico in Italia ha ereditato dal passato un contesto industriale molto frammentato dove convivono realtà industriali di grandi dimensioni e piccole e medie gestioni, spesso in dissesto economico e quindi inadeguate rispetto alla necessità di realizzazione degli investimenti necessari.
Inoltre la mancata copertura dei costi sostenuti perseguita negli anni ha generato uno scarso livello di investimenti. Per questo motivo le tariffe di alcune aree del Paese, con valori tra i più bassi d’Europa, riflettono bassi livelli di qualità e continuità del servizio (es. ampie perdite di rete e scarso grado di depurazione).

Da un confronto con la spesa di investimento degli altri paesi europei più virtuosi, per migliorare la qualità del servizio e rilanciare lo sviluppo del settore si stima un fabbisogno complessivo di investimento medio nazionale di almeno 5 mld di euro l’anno, pari a circa 80 € / abitante.

Il passaggio della responsabilità tariffaria all’AEEGSI, dal 2013, ha rappresentato una svolta fondamentale per ridare credibilità e prospettiva industriale al settore. I risultati raggiunti nei primi sei anni sono in tal senso positivi.

Le concessioni del servizio nella regione Emilia-Romagna sono tutte in scadenza. Nella regione sono partite le Gare di Ravenna e Cesena (vinte da Hera) e quella di Modena. Le altre sono previste partire entro i prossimi 4 anni.

L’Authority ARERA ha varato la revisione delle tariffe sul servizio Idrico confermando una stabilità del sistema, introducendo alcune variazioni attese positive conferendo una maggiore visibilità sui ritorni nel medio termine. 

Scenario e Megatrend accordion 2

Megatrend
 

Le direttrici del cambiamento “macro” sono molteplici:


capaci di rendere necessaria una revisione dei modelli attuali in senso lato (modelli di business, di consumo…) 



dal cambiamento di modello e le nuove necessità 

 

Clienti/consumatori

  • Maggiore attenzione ad efficienza energetica e al carbon footprint dei prodotti
  • Necessità di soluzioni smart, innovative, digitali per le proprie esigenze quotidiane
  • Abitudine a livelli di servizio dagli standard qualitativi sempre più elevati

 

 

Istituzioni locali/nazionali/sovranazionali

  • Promozione degli investimenti di natura innovativa per la gestione del servizio
  • Regolazione e normative a sostegno di un cambiamento di paradigma in termini di sostenibilità dei servizi e dell'uso delle risorse

 

 

Aziende (Utility)

  • Individuazione di nuovi modelli di business capaci di contemperare le esigenze del clienti con le richieste delle istituzioni di riferimento e con le necessità industriali
  • Predisposizione per una maggiore competizione in ogni business

è una direttrice universale 

La trasformazione tecnologica e digitale, in chiave “Industria 4.0”, è per Hera un’opportunità per rafforzare il proprio modello economico sostenibile, la cui strategia comprende anche lo sviluppo delle tecnologie cloud, mobile, analytics e big data.

L’obiettivo è quello di progettare nuove soluzioni intelligenti e “trasformative”, sia per il settore delle reti energetiche e delle infrastrutture, sia per affrontare le sfide future, come l’introduzione di nuovi strumenti a supporto della vendita, la velocità di esecuzione delle procedure e la possibilità di mutare agevolmente le logiche di business, grazie a processi perfettamente integrati fra loro.

Il piano di innovazione e sviluppo in atto consentirà di generare impatti positivi per i territori e le comunità servite, abilitando nuovi possibili servizi legati all’economia circolare, alla sostenibilità ambientale e alla sicurezza.

Essendo la digital transformation un processo di continua innovazione tecnologica e di miglioramento delle performance dei sistemi informativi, Hera è impegnata a perseguire questo megatrend, per completare il rinnovo tecnologico dell’intera infrastruttura e continuare a facilitare l’adozione di tecnologie, in grado di trasformare il modello energetico in un sistema più efficiente, sicuro, sostenibile e flessibile.


Un processo partito già da alcuni anni 
 

  
L’innovazione rappresenta una delle cinque leve strategiche di Gruppo (agilità, efficienza, crescita, innovazione, eccellenza) pertanto il modello adottato è di innovazione diffusa: ciascuna struttura è responsabile delle singole iniziative di innovazione al proprio interno, dalla revisione di processi all’identificazione di nuovi servizi, dagli strumenti di efficientamento all’avvio di nuovi modelli operativi.


I principali ambiti di innovazione nel Gruppo Hera, declinati anche in coerenza con il piano industriale, sono: 

  • economia circolare per una maggiore sostenibilità ambientale, valorizzazione delle materie e massimizzazione del recupero di rifiuti o scarti; 
  • customer experience indirizzata a comprendere i fabbisogni e i desideri, espressi e non, dei consumatori per consentire di indirizzare le azioni e conseguentemente incrementare il loro livello di soddisfazione; 
  • digitalizzazione e data analytics (utility 4.0) con attività legate all’implementazione di nuove tecnologie, soprattutto informatiche, per la digitalizzazione, l’automazione e la flessibilità dei processi, la valorizzazione e l’utilizzo dei dati; 
  • smart city per l’introduzione nelle città di tecnologie finalizzate a migliorare la vivibilità delle stesse e i servizi erogati alla collettività.

In ambito innovazione, solo nel 2019, gli investimenti sono stati pari a circa 78 milioni di euro, dedicati a progetti volti alla diffusione di tecnologie innovative legate allo sviluppo delle smart city, economia circolare, Utility 4.0 e customer experience. 

Scenario e Megatrend data aggiornamento

Pagina aggiornata al 17 febbraio 2021

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