Progetti e servizi responsabili

Le persone al centro. Assieme al rispetto dell'ambiente: case study
 

La soddisfazione delle persone è un elemento fondamentale per la crescita del Gruppo Hera.
Vogliamo fornire soluzioni ecocompatibili in grado di incontrare i bisogni delle persone e offrire servizi di alta qualità. Sempre nel rispetto dell’ambiente e delle comunità che serviamo. 
 


La nostra missione? Essere più vicini ai cittadini e sempre più efficaci nel realizzare gli impegni assunti. Unendo le nostre energie con quelle dei cittadini possiamo costruire insieme il futuro.

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Uso intelligente dell'energia


   
 

Più luce e meno consumi in 14 comuni
 

Nel 2019 si sono conclusi i lavori nel Comune di Tortoreto (Te), dove sono stati riqualificati la quasi totalità dei punti luce esistenti con circa 3.600 apparecchi dotati di tecnologia led. Le opere di messa a norma e messa in sicurezza degli impianti prevedono, fra l’altro, la sostituzione di tratti di linea elettrica, per un totale di oltre 11 km. Particolare attenzione è stata rivolta all’illuminazione architettonica e scenografica per la valorizzazione degli elementi storici e preminenti del comune, tramite la riqualificazione delle mura lungo la strada provinciale nei pressi della porta al paese fortificato. Si prevede un risparmio energetico di oltre il 70% rispetto allo stato di partenza degli impianti, equivalente a circa 350 Tep e una riduzione delle emissioni di CO2 pari a circa 325 tonnellate/anno.

Si sono conclusi i lavori anche a Caprino Bergamasco (Bg), Madone (Bg), Suisio (Bs), Marcheno (Bs), Sarezzo (Bs), Attimis (Ud), Mariano del Friuli (Go), Martignacco (Ud), Pasian di Prato (Ud), Piacenza d’Adige (Pd), San Canzian d’Isonzo (Go), Vighizzolo d’Este (Pd) e Vivaro (Pn), mentre sono iniziati i lavori a Longiano (Fc), Bernate Ticino (Mi), Curno (Bg), Carbognano (Vt), Paliano (Fr), Cervia (Ra), Misano Adriatico (Rn), Boltiere (Bg), Pedrengo (Bg), Roncofreddo (Fc), Lugo (Ra), Romans d’Isonzo (Go) e Padova nel quartiere Arcella.

I lavori eseguiti nel 2019 consentiranno un risparmio di 5.124.000 kWh di energia elettrica ogni anno corrispondenti a 958 tonnellate equivalenti di petrolio. Considerando un consumo di energia elettrica medio di una famiglia di quattro persone pari 2.700 kWh annui, il quantitativo di energia che si andrà a risparmiare ogni anno con gli interventi realizzati da Hera Luce nel 2019 rappresenta il consumo annuale di 1.898 famiglie.

Hera Luce nel 2019 si è aggiudicata l’appalto per l’affidamento e la gestione dei lavori di l’efficientamento degli impianti di illuminazione pubblica dei comuni di Paliano (Fr), Cervia (Ra), Boltiere (Bg), Pedrengo (Bg), Roncofreddo (Fc), Lugo (Ra), Tavullia (Ps), Endine Gaiano (Bg), Roncadelle (Bs), Torre de Busi (Bg), Ferrara (Fe), Orgosolo (Nu), Valtopina (Pg) e Ovindoli (Aq).

Le attività di efficientamento dell’illuminazione pubblica, effettuati da Hera Luce, contribuiscono al raggiungimento del target 7.3 dell’Agenda ONU 2030.


Consumi energetici: -18% a Modena
 

Il contratto stipulato dal Gruppo Hera e comune di Modena è un importante esempio di contratto di prestazione energetica, acquisito dal Gruppo a seguito di una gara pubblica europea, che ha visto la partecipazione delle più importanti società operanti nel settore.

Il Gruppo Hera, che ha partecipato alla gara con AcegasApsAmga Servizi Energetici si è impegnato a garantire al comune importanti risultati di efficientamento energetico, da conseguire sia attraverso migliorie gestionali che attraverso interventi di riqualificazione energetica.

In particolare, il Gruppo Hera ha proposto in sede di offerta una riduzione del 18% dei consumi di energia termica rispetto ai consumi storici (media degli ultimi cinque anni) degli immobili inseriti nel perimetro contrattuale, prevedendo peraltro di migliorare di un ulteriore 10% tale performance per effetto degli interventi di efficientamento, che comporteranno, nei primi anni di contratto, investimenti per sette milioni di euro.

Tra questi i più significativi sono, dal punto di vista impiantistico, gli interventi di riqualificazione energetica delle centrali termiche, l’installazione di valvole termostatiche sui radiatori, la sostituzione dei bruciatori, la realizzazione di impianti a solare termico e fotovoltaici, la riqualificazione di sistemi di illuminazione con l’installazione di lampade a led. Un ruolo importante hanno poi gli interventi “passivi”, volti a limitare la dispersione termica degli immobili, tra i quali segnaliamo la realizzazione di isolamenti verticali a cappotto su 12 edifici e l’isolamento delle coperture in altri 10.

Nella fase di avvio del contratto, non essendo ancora stati eseguiti gli interventi di riqualificazione impiantistica, gli obiettivi di efficienza sono stati perseguiti attraverso una particolare attenzione agli aspetti di gestione del servizio. Questo ha consentito fin dal primo anno di raggiungere e superare l’obiettivo contrattuale del 18% di saving rispetto alla baseline di gara. Le efficienze gestionali hanno consentito di avvicinarsi al 25%.

Nel 2019, è stata eseguita una prima significativa parte di interventi (circa 5,8 milioni di euro sui 7 previsti), sia per la parte di riqualificazione impiantistica che per gli interventi “passivi”, mentre la conclusione degli stessi è prevista per il 2020. 

Gli interventi di efficienza energetica, previsti dal contratto di gestione calore di Modena, contribuiscono al raggiungimento del target 7.3 dell’Agenda ONU 2030.


Un report annuale sul risparmio energetico
 

Con la quinta edizione del report “Valore all’energia”, pubblicata a luglio 2019 (dati 2018), il Gruppo Hera ha comunicato ai propri stakeholder i risultati ottenuti negli ultimi undici anni sul fronte dell’efficienza energetica. Verificato da un ente di certificazione indipendente, il report analizza tutti gli aspetti in cui si articola l’impegno della multiutility nel risparmio e nell’utilizzo efficiente dell’energia, all’insegna della sostenibilità ambientale ed economica, nell’interesse dei territori e di oltre quattro milioni di clienti.

Sono 635 i progetti realizzati e previsti che tra il 2007 e il 2020 hanno permesso e permetteranno al Gruppo di risparmiare energia (di cui 108 conclusi al 2018), con circa 891 mila tep (tonnellate equivalenti di petrolio) risparmiate, corrispondenti al consumo annuo di 625 mila famiglie, e 1,7 milioni di tonnellate di CO2 evitate, equivalenti a circa 1,3 milioni di auto in meno in circolazione in un anno (con percorrenza di 10 mila km).

La decarbonizzazione è cruciale per contrastare il cambiamento climatico. Vanno in questa direzione sia gli interventi di efficienza energetica e sia gli altri progetti per la promozione della produzione di energia da fonti rinnovabili che “Valore all’energia” racconta.

L’efficienza energetica è da sempre un obiettivo fondamentale nell’attività del Gruppo Hera, impegnato nella ricerca e sviluppo costanti di soluzioni innovative sia sui sistemi di regolazione dei processi sia sugli impianti. L’efficienza energetica è anche considerata il “quinto combustibile”: il più economico, a maggiore beneficio ambientale e generabile da chiunque ogni giorno. L’impegno di Hera in questo senso è stato riconosciuto dai risultati e anche dal CESEF, che ha premiato il Gruppo con l’Energy Efficiency Award 2018.

La diffusione del report “Valore all’energia” contribuisce al raggiungimento del target 12.8 dell’Agenda ONU 2030.


          
 

Dalla raccolta differenziata dell’organico al biometano 100% rinnovabile
 

Da anni Hera produce biogas, attraverso i biodigestori e le discariche, per produrre energia elettrica. Nell’ultimo biennio Hera ha intrapreso un ulteriore passo: quello di raffinarlo per farne biometano come quello che scorre nei tubi di casa.

La prima realizzazione portata a termine è quella sita in Sant’Agata Bolognese, che impiega la parte organica del rifiuto urbano differenziato come materia prima per ottenere biometano; il biometano prodotto viene immesso nella rete di trasporto di Snam e veicolato ai distributori stradali per l’utilizzo come carburante negli automezzi a metano, anche a servizio del trasporto pubblico locale.

Il processo ha inizio in un biodigestore anaerobico semi-dry (costituito da 4 reattori in parallelo) a flusso continuo ove si sottopone il rifiuto organico pretrattato (ridotto di pezzatura ed eliminate plastiche, metalli e indesiderati) alla digestione anaerobica con produzione di biogas e digestato. Quest’ultimo è inviato alla successiva fase di compostaggio, che comprende ossidazione e vagliatura finale per ottenere compost di qualità. Il biogas invece è inviato a una sezione di upgrading per separare il metano dall’anidride carbonica ed eliminare componenti indesiderate fino ad ottenere Biometano rispondente alle specifiche idonee per l’immissione in rete del gas naturale. In questo modo si realizza una perfetta economia circolare per cui dallo scarto dei cibi si ottiene gas metano utilizzabile per cuocerne di nuovi o eventualmente per riscaldamento o autotrazione.

Il biodigestore è in grado di trattare 100 mila tonnellate l’anno di rifiuto organico e 35 mila tonnellate di potature da raccolta differenziata e potrà produrre annualmente circa 7,5 milioni metri cubi di biometano e circa 20.000 tonnellate di compost.

A dicembre 2018, dopo una prima fase di avviamento, è iniziata l’immissione in rete Snam del biometano prodotto. Nel 2019 l’impianto ha completato la messa in marcia industriale, superato i test prestazionali, ed ha operato a regime nominale a partire dal mese di marzo. Nel 2019 sono stati immessi in rete circa 6,5 milioni di metri cubi di biometano, trattando circa 94 mila tonnellate di rifiuto organico (un risultato allineato con le previsioni di progetto tenuto conto che nei primi due mesi dell’anno l’impianto non era in marcia industriale a regime). Il biometano immesso in rete viene destinato alla vendita per autotrazione; in questo modo Herambiente ottiene l’incentivazione mediante i Cic (Certificati di immissione in consumo di combustibili rinnovabili). L’importo complessivo di questo intervento è stato di 37,5 milioni di euro.

Ad aprile 2019 è partita la collaborazione con Tper (servizio di trasporto pubblico locale di Bologna) e Cotabo (gestore taxi di Bologna), per utilizzare il biometano prodotto nell’impianto di Sant’Agata Bolognese a partire dalla raccolta differenziata del territorio, per l’alimentazione di quattro autobus cittadini e una ventina di taxi di Bologna. Lo stesso biometano alimenta anche quattro stazioni di rifornimento per privati.

Il progetto biometano dai rifiuti contribuisce al raggiungimento dei target 7.2, 8.2, 9,1, 9.2, 9.4, 11.2, 11.6, 12.2, 12.4 e 12.5 dell’Agenda ONU 2030.


Recupero energia da decompressione del metano con General Electric
 

Il progetto prevede lo sviluppo, la realizzazione e l’installazione in regime di esclusiva di un sistema sperimentale, a partire da una tecnologia coperta da brevetto industriale, per il recupero energetico da salto di pressione in cabine RE.MI. Si tratta di un turbo espansore di taglia medio-piccola (330 kW elettrici) installabile presso le cabine RE.MI. di media dimensione, in abbinamento con un sistema di pompe di calore utilizzante CO2 come fluido vettore termico, funzionale ad utilizzare parte dell’energia elettrica prodotta per il preriscaldo del gas utilizzato nel processo.

Nel 2017 è stato sottoscritto un contratto con BHGE per la sperimentazione prototipale del sistema ed è stata completata la progettazione del prototipo e delle opere complementari necessarie alla sua installazione presso la cabina RE.MI. “Ducati” a Bologna.

Nel 2018 sono state completate tutte le attività autorizzative, la costruzione dei macchinari da parte del fornitore, sono state realizzate tutte le opere complementari necessarie ed è stata completata l’installazione del prototipo stesso nel sito.

Nel 2019 sono state effettuate tutte le attività di messa in produzione e avviata la fase di marcia provvisoria atta a effettuare tutti i test di performance ed endurance la cui conclusione è attesa nel secondo semestre 2020 nel quale la macchina dovrà iniziare il funzionamento di regime.

Il progetto recupero energia da decompressione del metano contribuisce al raggiungimento del target 7.3 dell’Agenda ONU 2030.
 

Hera Impronta Zero
 

A giugno 2019 è stata la nuova offerta luce e gas rivolta alle famiglie e alle piccole partite iva 100% “verde”: “Hera Impronta Zero”. È un’offerta che include energia elettrica da fonti rinnovabili certificata “GO” e la compensazione del gas consumato dai nostri clienti mediante l’acquisto di crediti di carbonio che sostengono progetti che annullano le emissioni di CO2 equivalenti ai consumi del singolo cliente.

“Hera Impronta Zero” garantisce ai clienti gas naturale le cui emissioni di CO2 sono compensate tramite l’acquisto di crediti di carbonio certificati, con i quali vengono sovvenzionati progetti internazionali di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra in atmosfera.

progetti finanziati sono certificati dai più alti standard internazionali in materia di riduzione delle emissioni di carbonio:

  • “Hydroelectric Project in Kinnaur District in Himachal Pradesh”, certificato con lo standard VCS e localizzato in India, è un progetto di una centrale idroelettrica ad acqua fluente. L’obiettivo del progetto è generare energia elettrica in modo sostenibile nella regione settentrionale dell’India, evitando la costruzione di una centrale termica a combustibile fossile. La centrale idroelettrica fornirà circa 4.500 GWh all’anno di energia rinnovabile e una potenza di picco di 1000 MW durante l’anno.
  • “Süleoğlu Wind Power Plant”, certificato con lo standard Gold, prevede la realizzazione di un impianto di produzione di energia elettrica da fonti eoliche in Turchia, con l’obiettivo di ottenere contemporaneamente benefici ambientali, sociali ed economici. L’impianto ha una capacità installata di 66 MW e consente di generare oltre 200 GWh annui di energia pulita, con una riduzione di oltre 110.000 tonnellate di anidride carbonica ogni anno.

L’offerta Hera Impronta Zero contribuisce al raggiungimento dei target 7.2, 13.1 e 13.2 dell’Agenda ONU 2030.


  
 

Aliplast misura la carbon footprint dei propri prodotti
 

Al fine di rendere disponibili le informazioni relative all’impronta di carbonio (Carbon footprint) di alcuni prodotti, Aliplast ha realizzato un tool informatico per il calcolo speditivo della Carbon footprint su cinque tipologie di prodotto: granulo PE, film PE, granulo PET, lastra PET, scaglia PET. 

Le motivazioni che hanno spinto Aliplast a commissionare questo studio sono la ricerca delle prestazioni ambientali dei prodotti sopra menzionati, con riferimento al fenomeno del riscaldamento globale, perciò la quantificazione delle emissioni di gas serra relative all’unità funzionale di prodotto (stabilita pari a un kg), permettendo di individuare le fasi del ciclo di vita affette da maggiori criticità ambientali e potendo intervenire, al fine di ridurne l’impatto ambientale. La metodologia utilizzata è l’Ipcc 2013 Gwp 100°, versione 1.03.

Il progetto ha comportato l’analisi delle emissioni di gas serra dei prodotti Aliplast e il confronto con quelle dei corrispondenti prodotti vergini. Il risultato è espresso in kg di CO2 equivalente associata alla produzione. La CO2 equivalente è infatti l’unità di misura utilizzata per ricondurre ad un unico indice le emissioni di gas serra con diversi effetti climalteranti (il cosiddetto Gwp, Global warming potential). La CO2 è stata presa come riferimento dalla Ipcc (Intergovernmental panel on climate change) e il suo Gwp stabilito a 1. Gli altri gas sono trasformati quindi in CO2 equivalente in funzione del loro Gwp: ad esempio un gas che abbia potenziale climalterante 21 volte superiore rispetto alla CO2, viene contabilizzato come 21 tonnellate di CO2 equivalente. 

Dall’analisi condotta si può affermare che nel 2019 a fronte di una produzione di oltre 90 mila tonnellate fra Granulo PE, Film PE, Granulo PET, Lastra PET rigenerati, si è evitata la produzione di oltre 170 mila tonnellate di CO2, corrispondenti ad oltre 430 mila barili di petrolio. Il risparmio di CO2 ottenuto grazie al contributo dei fornitori e dei clienti che credono nei prodotti riciclati Aliplast equivale a una riduzione di oltre 115.000 automobili in un anno, pari a quelle di una media città italiana. 

È intenzione di Aliplast estendere l’analisi a tutti gli impianti produttivi del Gruppo e partire da questi per ottenere con i prossimi sviluppi industriali performance ancora migliori. 

L’attività di Aliplast contribuisce al raggiungimento dei target 12.2, 12.4, 12.5 e 13.2 dell’Agenda ONU 2030.

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Uso efficiente delle risorse


    
 

Pacchetto europeo sull’economia circolare: Hera anticipa le tappe

 

Mentre in Italia il Consiglio dei Ministri approva, in esame preliminare, quattro decreti legislativi di attuazione delle direttive europee su rifiuti, discariche e veicoli fuori uso (CdM del 5 marzo 2020) comprese nel “pacchetto economia circolare”, Hera conferma i traguardi sul fronte del riciclo degli imballaggi e della riduzione della discarica, mostrando di essere in anticipo su entrambi gli obiettivi europei relativi ai rifiuti urbani.

Nel territorio servito dal Gruppo, infatti, è stato già raggiunto l’obiettivo relativo alla discarica (3,4% al 2019 rispetto a un obiettivo di un massimo del 10% al 2035) ed è già stato superato l’obiettivo fissato per gli imballaggi (72% al 2018 rispetto a un obiettivo del 65% al 2025 e del 70% al 2030). Il territorio servito, inoltre, è vicino al raggiungimento dell’obiettivo sul tasso di riciclo complessivo (53% al 2018 rispetto a un obiettivo del 55% al 2025, 60% al 2030 e 65% al 2035). I dati relativi a questi due ultimi obiettivi saranno aggiornati al 2019 nei prossimi mesi e come di consueto pubblicati nel report “Sulle tracce dei rifiuti”.

Il raggiungimento e il superamento degli obiettivi europei sui rifiuti urbani contribuiscono al raggiungimento dei target 12.2, 12.4, 12.5 dell’Agenda ONU 2030. La diffusione del report “Sulle tracce dei rifiuti” contribuisce al raggiungimento del target 12.8 dell’Agenda ONU 2030.

I progetti e le collaborazioni con i network nazionali e internazionali per l’economia circolare
 

A ottobre 2017 il Gruppo Hera è stata la seconda società italiana a entrare a far parte del prestigioso programma internazionale CE100 della Fondazione Ellen MacArthur e avviato da subito uno stretto rapporto di collaborazione, con l’obiettivo di implementare i progetti portati avanti per generare valore condiviso attraverso attività ispirate ai principi dell’economia circolare. Il programma comprende, oltre a grandi gruppi concentrati perlopiù in Europa, Stati Uniti e Sudamerica, anche istituzioni, università, piccole e medie imprese, con l’intento di favorire la conoscenza di questi temi, lo scambio di esperienze, l’avvio di progetti in partnership e collaborazioni nel campo della ricerca e sviluppo. Attraverso la Fondazione MacArthur il Gruppo ha l’opportunità di incrementare lo scambio di idee con altri membri del programma CE100, per aumentare la creazione di valore condiviso e contribuire a uno sviluppo sostenibile di lungo termine.

Il 2019 è stato il primo anno di rendicontazione relativa al New Plastics Economy Global Commitment, iniziativa della Fondazione per rendere la filiera della plastica maggiormente circolare a cui il Gruppo aveva aderito nel 2018 con obiettivi sfidanti e a cui è dedicato un approfondimento in questo bilancio di sostenibilità.

Nel corso del 2019, inoltre, il Gruppo Hera ha preso parte allo sviluppo di Circulytics”, il tool digitale per favorire l’economia circolare. Lanciato a gennaio 2020 dalla Fondazione, il tool messo a punto con il supporto di oltre 30 partner internazionali, sostiene il processo decisionale e l’inserimento della circolarità nelle strategie di business, evidenzia i punti di forza e le aree di miglioramento, fornisce trasparenza a investitori e clienti in merito ai progetti di circolarità, per una creazione di valore in ottica multistakeholder. Il Gruppo ha partecipato al beta-test di Circulitycs con Hera Luce, società del Gruppo Hera che già da tempo supporta la circolarità nell’illuminazione pubblica, inserendo parametri afferenti all’economia circolare anche nelle proprie offerte di gara. Nel 2017 Hera Luce ha partecipato al Tavolo di definizione dei CAM (Criteri Ambientali Minimi) e oggi rappresenta una best practice nel settore, in linea con i criteri dello strumento sviluppato dalla Fondazione Mac Arthur.

A livello nazionale Hera è tra i membri promotori del Circular Economy Network, un progetto voluto dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile e da un gruppo di imprese e associazioni di imprese impegnati nella transizione verso un’economia circolare. Tra gli eventi significativi del 2019 si segnala la prima Conferenza Nazionale sull’Economia Circolare, tenutasi il 1° marzo a Roma, in occasione della quale è stato presentato il Rapporto sull’economia circolare in Italia, realizzato in collaborazione con ENEA.

Hera inoltre, fin dalla sua fondazione, Hera aderisce all’Italian Circular Economy Stakeholder Platform (ICESP), nata nel 2018 come mirror dell’iniziativa European Circular Economy Stakeholder Platform – ECESP, che promuove il modo italiano per fare economia circolare (Italian way for circular economy) attraverso il coinvolgimento degli stakeholder italiani impegnati sul tema. In occasione della seconda Conferenza Annuale ICESP, organizzata dall’ENEA a Roma il 27 e 28 novembre 2019 presso la sede ENEA e la Camera dei deputati, sono state individuate le priorità per la definizione di un’agenda strategica dell’economia circolare, sul territorio nazionale, al pari di altri Stati europei.

I progetti e le collaborazioni con i network nazionali ed internazionali contribuiscono al raggiungimento dei target 17.16 e 17.17 dell’Agenda ONU 2030.
 

L’impegno del Gruppo Hera nella nuova economia della plastica
 

In occasione del lancio dell’iniziativa, nel 2018, Hera è stata tra le 250 aziende mondiali, unica multiutility italiana, che ha sottoscritto il “New Plastics Economy Global Commitment” della Fondazione Ellen MacArthur, in collaborazione con UN Environment, il Programma delle Nazioni unite per l’ambiente. L’iniziativa della Fondazione ha il fine ultimo di affrontare il problema dell’inquinamento plastico all’origine e rendere più circolare tutta la filiera: eliminando il più possibile i prodotti usa e getta, producendo e impiegando solo imballaggi riciclabili, riutilizzabili o compostabili e promuovendo l’utilizzo della plastica riciclata. Per questo la Fondazione ha creato un movimento globale, che coinvolge tutti gli attori della filiera, come i produttori di imballaggi plastici e le aziende che le utilizzano per confezionare i propri prodotti, la grande distribuzione organizzata, le aziende che si occupano di riciclo, ma anche i governi e gli investitori.

Il Gruppo Hera si è impegnato a:

  • aumentare entro il 2025 del 30% la plastica raccolta nei comuni serviti;
  • aumentare del 50% la plastica selezionata e avviata a riciclo dagli impianti del Gruppo;
  • aumentare del 70% la plastica riciclata venduta da Aliplast.

Ad oggi il Global Commitment è stato firmato da più di 400 organizzazioni nel mondo, in particolare:

  • 5 grandi investitori, che si sono impegnati con un piano da più di 200 milioni di dollari;
  • 19 governi e amministrazioni pubbliche in 5 continenti;
  • più di 200 aziende attive nelle diverse fasi della catena del valore degli imballaggi plastici, che rappresentano insieme più del 20% dei volumi di imballaggi plastici utilizzati globalmente;
  • più di 200 istituzioni, tra cui il National Geographic, il WWF, il World Economic Forum, il Consumer Goods Forum, l’International Union for Conservation of Nature (IUCN), 50 università e enti di ricerca, 27 istituzioni finanziarie.

A ottobre 2019 è stato pubblicato il primo report Progress report, contenente i dati di 176 aziende (93% di quelle elegibili per il reporting in funzione della data di adesione) e 14 governi/amministrazioni (dei 16 elegibili per il reporting). Lo slancio che si è creato intorno al tema dell’economia circolare della plastica non ha precedenti e i primi progressi fatti dai firmatari sono significativi. Nonostante questo, gli sforzi per eliminare alla fonte il problema dell’inquinamento da rifiuti plastici devono progredire verso un più alto livello di ambizione. I dati rendicontati in tale occasione dal Gruppo Hera facevano riferimento al 2018.

I dati del Gruppo Hera a fine 2019 mostrano un progressivo e positivo avanzamento rispetto agli obiettivi, indicando che la traiettoria è quella giusta. Il conseguimento dei target è possibile solo proseguendo gli sforzi sul fronte dell’innovazione e facendo leva sulla capacità industriale del Gruppo, ma esige anche il fondamentale concorso dei cittadini, nell’ambito di una logica orientata – anche su questo fronte – a incentivare riuso e riciclo, allungando così quanto più possibile la vita media dei prodotti e dei materiali plastici.

Gli stessi obiettivi sono stati presentati da Hera nel contesto della “EU-wide pledging campaign for the uptake of recycled plastics”, la campagna promossa dalla Commissione Europea per accelerare la diffusione della plastica riciclata e raggiungere l’obiettivo europeo di dieci milioni di tonnellate di plastica riciclata e utilizzata per nuovi prodotti entro il 2025.

Il raggiungimento degli obiettivi sulla filiera della plastica contribuisce al raggiungimento dei target 12.2, 12.4, 12.5 dell’Agenda ONU 2030.

 

Una nuova tariffa rifiuti per il 13% dei cittadini serviti da Hera in Emilia Romagna

 

Nel corso del 2019 Hera ha gestito il terzo anno di applicazione della Tariffa Corrispettiva Puntuale su vasta scala, ormai “a regime”, grazie ad una gestione integrata di sistemi e processi che ha permesso di applicare in maniera efficace e uniforme il modello di Gruppo in tutti i suoi aspetti e le sue fasi: dalla gestione del cliente alla misurazione del rifiuto indifferenziato conferito, fino alla fatturazione finale. Il nuovo sistema rappresenta un sistema di finanziamento dei servizi ambientali più equo e trasparente e permette di incentivare i comportamenti virtuosi e la partecipazione alle raccolte differenziate.

In particolare, è stato gestito il primo anno di applicazione della Tariffa Corrispettiva Puntuale in 8 comuni del territorio, che sono andati ad aggiungersi agli 8 Comuni già a tariffa puntuale nel 2018, per un totale di 16 comuni a tariffa puntuale in Emilia-Romagna.

COMUNE PROVINCIA RESIDENTI
AL 1-1-2019
ANNO AVVIO TARIFFA PUNTUALE FASCIA RD (%)
Budrio Bologna 18.460 2016 Oltre l’85%
San Giovanni in Marignano Rimini 9.452 2017 Oltre l’85%
Bastiglia  Modena 4.263 2018 Oltre il 90%
Bomporto Modena 10.189 2018 Oltre il 90%
Castelfranco Emilia  Modena 33.059 2018 Oltre il 85%
Ferrara Ferrara 132.052 2018 Oltre il 85%
Monte San Pietro Bologna 10.875 2018 Oltre il 85% 
San Cesario sul Panaro Modena 6.513 2018 Oltre il 85%
Cattolica Rimini 17.143 2019 Oltre il 75%
Coriano  Rimini 10.595 2019 Oltre il 75%
Dozza Bologna 6.587 2019 Oltre il 90%
Marano sul Panaro  Modena 5.264 2019 Oltre il 85% 
Misano Adriatico  Rimini 13.400 2019 Oltre il 85% 
 Mordano Bologna 4.683 2019 Oltre il 90%
Spilamberto  Modena 12.859 2019 Oltre il 90%
Vignola  Modena 25.493 2019  Oltre il 85%


Il nuovo sistema tariffario ha così raggiunto circa 321.000 abitanti nel 2019, pari al 13% dei cittadini dell’Emilia-Romagna serviti dal Gruppo Hera attraverso la gestione integrata dei rifiuti urbani.

Per questi comuni sono stati attivati i nuovi servizi di raccolta con sistema di misurazione del rifiuto e sono state distribuite le dotazioni personali per il conferimento a tutti i cittadini e a tutte le aziende. Per una introduzione efficace e coerente del nuovo modello tariffario e dei nuovi servizi sono state attivate apposite cabine di regia condivise tra Hera e le amministrazioni comunali.

Sono state inoltre intraprese le iniziative di comunicazione necessarie ad informare e coinvolgere gli utenti sulle modalità di introduzione del nuovo sistema. Tra le iniziative comunicative attuate si segnalano:

  • articoli e comunicati stampa per comunicazione primi risultati;
  • assemblee informative aperte a cittadini e incontri dedicati per le associazioni di categoria;
  • allestimento punti informativi integrativi a supporto ai cittadini e distribuzione di materiali informativi;
  • invio lettere a domicilio per spiegare l’introduzione della tariffa puntuale alle utenze domestiche e non domestiche;
  • aggiornamento sistematico sito/web clienti con informazioni dedicate per ogni comune.

Il miglioramento della percentuale di raccolta differenziata, grazie al cambiamento di comportamenti indotto dalla tariffa puntuale, contribuisce al raggiungimento dei target 11.3, 11.6, 12.2, 12.4, 12.5 e 12.8 dell’Agenda ONU 2030.
 

Economia circolare e raccolta differenziata: il 92% è stato recuperato
 

Hera, per il decimo anno consecutivo, ha pubblicato il report “Sulle tracce dei rifiuti”, che certifica in modo trasparente e completo che la percentuale di raccolta differenziata effettivamente recuperata dall’azienda ha raggiunto nel 2018 il 92%, suddivisa nel 91% di riciclo di materia e 9% di recupero energetico che si ottiene esclusivamente nelle filiere della plastica e del verde. Il progetto ha riguardato i principali materiali raccolti in modo differenziato: verde, carta, organico, vetro, plastica, legno, ferro e metalli (imballaggi in alluminio, acciaio e banda stagnata).

Il report, che comprende tutto il perimetro servito dal Gruppo, rivela un recupero pari al 97% del verde, 92% della carta, 92% dell’organico, 96% del vetro, 72% della plastica, 98% del legno, 98% del ferro e il 93% del metallo e con oltre 302 kg di rifiuti differenziati raccolti per abitante.
 


Per l’elaborazione del report di quest’anno sono state coinvolte 46 imprese che gestiscono 60 impianti di prima destinazione dei rifiuti. Grazie a loro abbiamo risalito l’intera filiera del recupero, fino a rintracciare i 179 impianti di recupero finale gestiti da 165 aziende che hanno rigeneratorinnovato e circolarizzato i rifiuti provenienti da raccolta differenziata reinserendoli nel ciclo produttivo in un’ottica di economia circolare. Di questi impianti 45 sono nel territorio servito dal Gruppo.

Nel report, inoltre, due sezioni relative alle iniziative di Hera per l’economia circolare presentano in sintesi le principali iniziative per il riciclo e il riuso e per l’economia circolare e gli impegni e i risultati del Gruppo rispetto agli obiettivi della Commissione europei in termini di riciclo e utilizzo delle discariche. Per il secondo anno, infine, è presente una sezione che permette di visualizzare per ogni materiale la percentuale raccolta in maniera differenziata e riciclata, ma anche la porzione ancora presente nei rifiuti indifferenziati, evidenziando l’importante sforzo ancora da compiere da parte di tutti.

Il report presentato in occasione della manifestazione internazionale Ecomondo 2019 mette anche in evidenza come quella del recupero sia una filiera chiave della green economy. Attraverso l’economia circolare del recupero, infatti, si occupano complessivamente circa 20 mila persone in 165 aziende del recupero con un fatturato totale di oltre 12 miliardi di euro. Per garantire la massima trasparenza e affidabilità dei dati riportati, il report è stato esaminato e verificato in tutta la sua completezza da DNV GL.

I contenuti ampliati del progetto e ulteriori dati di approfondimento sono visibili sul sito www.gruppohera.it\report.

Il miglioramento del tasso della raccolta differenziata contribuisce al raggiungimento dei target 12.2, 12.4, 12.5, 12.8 dell’Agenda ONU 2030.
 

McDonalds e Coprob: due importanti collaborazioni sottoscritte nel 2019 per “chiudere il cerchio”
 

McDonald’s e il Gruppo Hera hanno firmato a novembre 2019, a Ecomondo – evento di riferimento in Europa sull’innovazione tecnologica e industriale nell’ambito dell’economia circolare – un accordo per ridurre la quantità e migliorare la qualità della raccolta differenziata nei 30 ristoranti dell’insegna serviti dalla multiutility in Emilia-Romagna. L’accordo, al via il 1° gennaio 2020, ha l’obiettivo di potenziare la raccolta differenziata dei rifiuti riciclabili come carta e organico, attuando un monitoraggio che valuti costantemente la quantità ma soprattutto la qualità dei rifiuti prodotti. Il progetto avrà una durata di due anni e coinvolgerà 30 ristoranti in 14 comuni diversi, per una media di 45.000 clienti McDonald’s al giorno.

Il progetto nasce dopo una sperimentazione che ha misurato quantità e qualità dei rifiuti prodotti nei ristoranti McDonald’s di Ferrara mettendo in campo specifiche azioni di sensibilizzazione sul corretto conferimento delle frazioni differenziate. In base alle rilevazioni effettuate da Hera nel corso dello studio, questi ristoranti hanno raggiunto mediamente circa il 90% di raccolta differenziata. Dati importanti, che hanno portato le due realtà a darsi come obiettivo il raggiungimento di analoghe performance negli altri ristoranti attraverso il progetto di collaborazione siglato. Per questo obiettivo, sarà introdotto un nuovo modello di contenitore per i rifiuti, studiato insieme a Hera, per aiutare i clienti a separare sempre meglio quanto rimane sul vassoio alla fine del pasto così da limitare al massimo errori di conferimento dei prodotti. Fondamentale nel progetto saranno anche la sensibilizzazione e il coinvolgimento dei clienti, che saranno i destinatari di una campagna dedicata che troverà spazio sempre all’interno dei ristoranti.

Sempre nel 2019, la società Herambiente e Coprob, la cooperativa produttori bieticoli, unico produttore di zucchero in Italia con sede a Minerbio (Bologna), hanno avviato una collaborazione di durata quinquennale per l’utilizzo del compost nei terreni coltivati a barbabietola. Herambiente fornirà alla Cooperativa la sostanza organica, ovvero il compost prodotto nei sei impianti di Herambiente in Emilia-Romagna con certificazione di qualità, che sarà utilizzato nei piani di fertilizzazione delle aziende agricole associate, per ripristinare nel suolo quella dotazione organica indispensabile alla fertilità integrale. L’obiettivo è nutrire la terra con un prodotto organico e allo stesso tempo sperimentare il suo utilizzo, per testarne l’efficacia, con una valutazione qualitativa e quantitativa delle colture coinvolte: un valido esempio di accordo fra comparti produttivi diversi che punta a dare risposte a tematiche sia ambientali che produttive. Dai rifiuti organici dei cittadini, provenienti dalla raccolta differenziata locale, la materia torna alla terra, chiudendo il ciclo biologico. Dalle 370.000 tonnellate di rifiuti trattati ogni anno, infatti, si ricavano 50.000 tonnellate di compost, attraverso un processo naturale di decomposizione. Il recupero della sostanza organica negli impianti della società permette di ricavare anche biogas o biometano.

I due importanti progetti qui descritti contribuiscono al raggiungimento dei target 12.2, 12.4, 12.5 dell’Agenda ONU 2030, oltre che – grazie alle partenership sviluppate – inserirsi nel contesto del raggiungimento del target 17.7.
 

La valutazione della circolarità con il tool di Hera Luce
 

Hera Luce ha sviluppato nel 2017 un sistema di valutazione per misurare la circolarità degli impianti di illuminazione pubblica, in ottica di ciclo di vita, che si basa su una analisi dei flussi di materia (materiali impiegati in relazione alla loro origine e destinazione del fine vita) ed economici (costi/ricavi all’inizio e alla fine del ciclo di vita). Tale approccio alla misurazione della circolarità era già all’epoca allineato con le indicazioni del Ministero dell’Ambiente (MATTM), e si è confermato poi essere coerente con i più recenti approcci metodologici internazionali, come quello del tool Circulytics sviluppato dalla Fondazione Ellen MacArthur nel corso del 2019. Come indicato in un altro case study di questo Bilancio, Hera Luce ha peraltro partecipato al beta testing di Circulytics.

Il sistema di valutazione della circolarità degli impianti di Hera Luce ha inoltre anticipato i requisiti previsti dai criteri ambientali minimi (CAM) per il servizio di illuminazione pubblica, che dal 2018 richiedono in tutti i bandi di gara di effettuare tale valutazione. I CAM sono stati approvati con DM 28 marzo 2018 e riportano al paragrafo 4.5.4 l’obbligo per l’Offerente di realizzare il bilancio materico. Si precisa, inoltra che anche il D. LGS 50/16 riporta all’art. 34 l’obbligatorietà nelle gare del rispetto dei CAM attraverso l’inserimento nella documentazione progettuale e di gara delle specifiche tecniche e delle clausole contrattuali contenute nei criteri ambientali minimi adottati con decreto del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare. Da allora Hera Luce si è aggiudicata le gare nei comuni di Ferrara, Lugo, Tavullia, Cervia.

La redazione del bilancio materico in fase di gara è risultato un criterio di valutazione premiante in fase di gara e ha permesso ad Hera Luce di aggiudicarsi i bandi. Ad esempio, il bando di gara emesso dal comune di Ferrara prevedeva l’assegnazione di 10 punti sulla base delle caratteristiche di qualità, durabilità, robustezza dei materiali proposti nonché delle caratteristiche di impatto ambientale e sociale del progetto e dei materiali. Il bando di gara emesso dal comune di Lugo prevedeva l’assegnazione di 5 punti per la redazione del bilancio materico e di 6 punti per il tipo di materiali proposti, valutati sulla base di qualità, durabilità, robustezza dei materiali e aspetti di impatto ambientale.

Il sistema di valutazione predisposto in precedenza da Hera Luce ed il percorso di sensibilizzazione iniziato con i fornitori, ha permesso alla Società di aggiudicarsi le gare poiché si era garantita una situazione di vantaggio rispetto ai competitors che non si sono mostrati, almeno fino all’entrata in vigore dei CAM, sensibili ai temi di circolarità e di sostenibilità ambientale. Gli sforzi profusi da Hera Luce nella direzione della circolarità e della sostenibilità hanno permesso alla stessa di qualificarsi presso le Amministrazione come un partner in grado di veicolare i temi dello sviluppo sostenibile, intelligente e solidale e perciò di favorire il raggiungimento degli obiettivi dall’Agenda ONU 2030.

Il Gruppo Hera estenderà inoltre nei prossimi anni l’utilizzo dello strumento di valutazione della circolarità di Hera Luce ai cantieri di allacciamento dell’acqua, in coerenza con i progetti di circolarità interna che l’azienda sta mettendo in atto in questi anni e di cui si tratta in questo Bilancio, come ad esempio le tubazioni in plastica riciclata prodotte e utilizzate nei cantieri e la valutazione della circolarità delle forniture.

L’utilizzo del tool di Hera Luce contribuisce al raggiungimento dei target 12.2, 12.4, 12.5 dell’Agenda ONU 2030.
 

Con Riciclandino aiutiamo l’ambiente e la scuola
 

Riciclandino è un’iniziativa ambientale dedicata a ragazzi e famiglie, coinvolge cioè quella parte di cittadinanza che sta in relazione alla Scuola, intesa come istituzione e comunità di persone. Nel progetto, più raccolta differenziata si fa, portando i rifiuti alle stazioni ecologiche, più si ottengono punti, dando la possibilità alla propria scuola di ricevere incentivi economici.

La famiglia dello studente può utilizzare la Tessera Riciclandino per il conferimento dei rifiuti in stazione ecologica, ottenendo lo sconto sulla propria bolletta, come previsto dal regolamento comunale, e procurando un incentivo di pari importo per la scuola. Il valore aggiunto dell’iniziativa è l’intensificazione dell’interesse sull’ambiente e dell’azione condivisa che crea e rafforza il senso civico e sociale della collettività.

Il progetto è stato avviato nel 2010 a Ravenna. Nel 2019 vi hanno aderito i 18 comuni del ravennate e 22 comuni del modenese per un totale di 40 comuni. Nell’anno scolastico 2019-2020, Riciclandino ha coinvolto 246 scuole nella provincia di Ravenna e 172 nella provincia di Modena, per un totale di 74.580 studenti coinvolti. Alle scuole che hanno partecipato è stato riconosciuto un premio per l’attività svolta pari a oltre 114.300 euro. Nell’ambito del progetto sono state conferite in stazione ecologia oltre 787 tonnellate nella provincia di Ravenna e 821 tonnellate nella provincia di Modena per un totale di 1.608 tonnellate di rifiuti portati dai ragazzi e dalle loro famiglie, 171 tonnellate in più rispetto a quelle raccolte nell’anno 2018.

Il conferimento di rifiuti differenziati alle stazioni ecologiche da parte di studenti e famiglie contribuisce al raggiungimento dei target 11.3, 11.6, 12.2, 12.4, 12.5 e 12.8 dell’Agenda ONU 2030, oltre che – grazie al coinvolgimento delle scuole – inserisi nel contesto del raggiungimento del target 17.7.
 

CiboAmico: oltre 100.000 pasti completi recuperati nelle mense Hera da inizio progetto
 

Avviato nel 2009 con il supporto di Last Minute Market, società dell’Università di Bologna che promuove la lotta allo spreco e la sostenibilità ambientale, Cibo amico rappresenta un’azione concreta sviluppata dalla nostra azienda per favorire lo sviluppo dell’economia circolare, mettendo in relazione tra loro diverse realtà del territorio nel segno di una responsabilità sociale condivisa, rivolgendo un aiuto concreto ai più bisognosi. Attualmente sono cinque le mense aziendali coinvolte: Bologna, Granarolo dell’Emilia, Imola, Rimini e Ferrara. I pasti recuperati vengono donati a enti no profit del territorio che danno ospitalità e assistono quotidianamente persone in difficoltà.

Solo nel 2019 sono stati oltre 9.700 i pasti completi recuperati a favore di quattro Enti del terzo settore del territorio che assistono quotidianamente circa 115 persone, corrispondenti a oltre 4 tonnellate di cibo per un valore economico di oltre 42.000 euro. In questo modo, inoltre, è stata evitata la produzione di 4,3 tonnellate di rifiuti, corrispondenti alla capienza di più di circa 10 cassonetti e l’emissione di quasi 19 tonnellate di CO2 nell’ambiente. Inoltre, si è scongiurato lo spreco di acqua, energia e consumo di terreno che sono stati necessari a confezionare quei pasti.
 


 

Dopo dieci anni dall’inizio del progetto sono stati donati complessivamente oltre 100.000 pasti, per un valore economico di circa 417.000 euro. Ciò ha evitato la produzione di 44 tonnellate di rifiuti (corrispondenti a circa 95 cassonetti) e l’emissione di oltre 186 tonnellate di CO2.

Sono tanti i partner di enti no-profit del territorio coinvolti per garantire risultati sempre più importanti come: Fraternità Cristiana Opera di Padre Marella – Pronto Soccorso Sociale di Bologna, Fraternità Cristiana Opera Padre Marella Città Dei Ragazzi di San Lazzaro di Savena, Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII a Rimini e Associazione Viale K di Ferrara. Numerose, inoltre, le strutture partner dell’iniziativa presso le quali avviene la consumazione dei pasti recuperati: Pronto Soccorso Sociale a Bologna, Comunità terapeutica “Gemma Nanni Costa” a San Lazzaro di Savena, Capanna di Betlemme di Rimini, Casa della Donne, Casa Mambro e Mensa di via Gaetano Pesci a Ferrara.

A fine 2017, inoltre, Cibo amico è uscito dai confini delle mense aziendali per coinvolgere un mercato cittadino. L’iniziativa, nata su proposta di HeraLab Modena, è realizzata con il Consorzio del Mercato Albinelli e la collaborazione del comune di Modena e delle onlus Porta Aperta e Gruppo CEIS. Se nelle mense l’obiettivo era il recupero dei pasti non consumati, la collaborazione tra Hera e i commercianti dell’Albinelli mira invece a evitare lo spreco di quei prodotti freschi che, al termine della giornata, possono avanzare sui banchi del mercato: alimenti ancora perfettamente commestibili ma che, per diverse ragioni, il giorno successivo non potrebbero più essere venduti. I recuperi di alimentari presso i singoli esercenti avvengono tutti i mercoledì e i venerdì di apertura del Mercato Albinelli, si tratta principalmente di pane e prodotti da forno, e ortofrutta fresca. Per questi prodotti, che andrebbero buttati, da oggi grazie alla collaborazione tra il comune di Modena, il Gruppo Hera e lo stesso Mercato esiste un’alternativa virtuosa. I commercianti, infatti, possono scegliere di donare alla Fondazione CEIS il loro invenduto, che viene recuperato ed utilizzato a beneficio di persone in condizione di disagio. Nel 2019 sono stati raccolti e riutilizzati più di 3.700 kg di alimenti grazie a 28 esercenti che hanno collaborato al progetto. Tra i partner coinvolti dal progetto anche l’associazione Italian Bike Messenger (IBM) che ha una sede all’interno dello stesso Mercato Albinelli e fornisce supporto per la consegna delle eccedenze in caso di necessità.

Le iniziative di prevenzione rifiuti, come Cibo amico, contribuiscono al raggiungimento dei target 12.2, 12.4, 12.5 dell’Agenda ONU 2030, oltre che – grazie alle partenership con le Onlus – inserirsi nel contesto del raggiungimento del target 17.7.
 

FarmacoAmico: oltre 312 mila confezioni di farmaci non scaduti recuperate
 

FarmacoAmico è il progetto promosso da Hera per raccogliere medicinali non scaduti e creare una rete di riutilizzo solidale sul territorio. I farmaci integri, con ancora almeno sei mesi di validità e in uno stato di conservazione adeguato, vengono così riutilizzati da Enti non profit che operano in progetti locali o di cooperazione decentrata. L’obiettivo è prevenire la produzione di rifiuti diffondendo buone pratiche di riduzione dello spreco e sostenendo gli Enti che assistono le fasce deboli della comunità.

Avviato nel 2013, a Bologna, Farmaco amico è realizzato in collaborazione con Last Minute Market e oggi coinvolge 25 Comuni della Regione Emilia-Romagna dove risiedono circa 1,5 milioni di abitanti (pari al 61% della popolazione servita).
 


 

Nel 2019 sono state avviate al riuso oltre 55.000 confezioni di farmaci (+21% sui valori 2018) per un valore complessivo di oltre 668 mila euro (+21,7% sui valori 2018). Le nuove attivazioni avvenute nel corso del 2019 (Dozza, Ozzano nell’Emilia, Cintura Modenese, Cervia e Cesena) e le prossime attivazioni del 2020, confermano sicuramente la crescita del progetto nel suo complesso.

Il progetto ha visto coinvolte in totale 142 farmacie e 28 Enti del terzo settore, di cui alcuni operanti in Italia e altri all’estero, oltre a diversi partner, istituzioni, associazioni di categoria e del panorama aziendale, per un totale di 45 soggetti coinvolti.

Da inizio progetto sono state raccolte e avviate al riuso circa 312 mila confezioni di farmaci per un valore economico complessivo di 3,5 milioni di euro, che corrispondono a un equivalente risparmio per il Sistema Sanitario Nazionale. Per il terzo anno consecutivo si è inoltre rinnovata la collaborazione con l’Associazione ANT per la promozione di una iniziativa di sensibilizzazione della cittadinanza in relazione al progetto Farmaco amico per il territorio di Bologna, che vede coinvolti studenti degli istituti superiori di Bologna, all’interno dell’Alternanza Scuola-Lavoro prevista dalla didattica nazionale.

Le iniziative di prevenzione rifiuti, come FarmacoAmico, contribuiscono al raggiungimento dei target 12.2, 12.4, 12.5 dell’Agenda ONU 2030, oltre che – grazie alle partenership con le Onlus – inserirsi nel contesto del raggiungimento del target 17.7.
 

Continua il successo di Cambia il finale: 850 tonnellate d’ingombranti raccolte nel 2019
 

Il progetto, giunto al sesto anno di attività, permette di intercettare tutti gli oggetti in buono stato altrimenti destinati alla raccolta di rifiuti ingombranti per consentirne il riuso, grazie ad una rete di enti del terzo settore diffusa capillarmente sul territorio, in grado di dare nuova vita ai beni donati dai cittadini. Il progetto è legato allo specifico protocollo d’intesa tra Atersir e Hera sulla gestione dei rifiuti ingombranti, ed è sviluppato in collaborazione con Last Minute Market. I beni possono essere donati dai cittadini ad un circuito di Enti no profit dell’Emilia-Romagna che ritirano beni più o meno ingombranti presso la propria sede o a domicilio, destinandoli a mercatini dell’usato, utilizzandoli nelle proprie sedi o donandoli a persone bisognose. La raccolta di beni svolta dagli Enti partner viene promossa attraverso tutti gli strumenti comunicativi del Gruppo Hera, in particolare tramite gli operatori di call center, che propongono agli utenti la possibilità di donare gli oggetti ingombranti in buono stato di cui intendono disfarsi.
 


L’iniziativa promuove buone abitudini relative al riuso e genera ricadute sociali positive grazie alle attività svolte dagli Enti del terzo settore coinvolti, in linea con i principi di responsabilità sociale e di tutela dell’ambiente del Gruppo Hera. Inoltre, risponde alle attuali evoluzioni della normativa ambientale, che punta ad un modello di gestione basato sui concetti di prevenzione e riutilizzo.

Gli Enti partner del progetto a fine 2019 sono 18, distribuiti su tutto il territorio dell’Emilia-Romagna servito da Hera, garantendo la copertura di tutte le città principali. Nel corso del 2019, gli Enti hanno ricevuto più di 8.600 telefonate da parte dei cittadini disposti a donare i beni ingombranti e hanno effettuato più di 6.700 ritiri, per un totale di circa 218.000 pezzi e circa 854 tonnellate raccolte, confermando i risultati in linea con l’anno precedente. La maggior parte dei beni donati sono stati destinati a riutilizzo, con una percentuale media intorno al 75%: da gennaio a dicembre 2019, complessivamente il progetto ha quindi permesso di evitare un totale di circa 634 tonnellate di rifiuti ingombranti, ottenendo un risultato in crescita rispetto all’anno precedente, con grande risparmio a vantaggio dell’ambiente e minori oneri legati alle raccolte rifiuti.

Inoltre, all’interno del progetto “Cambia il finale”, nel corso dell’anno 2019 sono stati attivati due “box del riuso” nei Comuni di Modena e Ravenna, che si aggiungono al “box del riuso” attivato nel 2018 nel comune di Ferrara. Si tratta di un vero e proprio box all’interno dei Centri di Raccolta Hera, dove i cittadini possono portare mobili e piccoli oggetti in buono stato, che vengono ritirati e avviati al riuso dagli Enti del terzo settore accreditati. Nel 2019 sono state effettuate 214 donazioni da parte dei cittadini, per un totale di 1.595 pezzi, corrispondenti a 4.400 kg di beni.

Le iniziative di prevenzione rifiuti, come Cambia il finale, contribuiscono al raggiungimento dei target 12.2, 12.4, 12.5 dell’Agenda ONU 2030, oltre che – grazie alle partenership con le Onlus – inserirsi nel contesto del raggiungimento del target 17.7.
 

Dalla plastica riciclata le tubazioni per i servizi a rete del futuro
 

Il Gruppo Hera, grazie anche alle competenze della controllata Aliplast, leader italiano nel trattamento e riciclo della plastica, è la prima realtà in Italia ad avviare un’importante sperimentazione per utilizzare plastica riciclata e di provenienza tracciata nella realizzazione delle condotte in polietilene. Il primo cantiere, in cui la posa delle tubazioni si è appena conclusa, riguarda complessivamente un chilometro di rete elettrica, in parte nel territorio di Modena e in parte in quello di Imola. Il secondo cantiere ha interessato invece due chilometri di rete fognaria nel comune di Bellaria-Igea Marina (RN), portando così ulteriore valore aggiunto al piano per la salvaguardia della balneazione di Rimini, la più grande opera di risanamento fognario mai realizzata in Italia. Per lo sviluppo della preproduzione e per i collaudi in laboratorio, Hera si è avvalsa delle competenze di Idrotherm 2000, eccellenza italiana nella realizzazione di tubazioni per servizi a rete: ciò ha consentito a Hera di ottenere un tubo di polietilene multistrato a basso impatto ambientale, derivante per almeno il 70% da materiale di recupero senza alcun aggravio di costo e a fronte di prestazioni tecniche identiche.
 


A valle di questa prima fase, la nuova modalità di realizzazione delle tubazioni potrebbe essere estesa ad altri cantieri e, in prospettiva, ad altri impieghi, consentendo così di raggiungere importanti obiettivi di sostenibilità. Sulla base dei metri di nuove tubazioni che vengono mediamente posati da Hera nell’arco di un anno, l’utilizzo della plastica riciclata potrebbe infatti garantire un risparmio di CO2 stimato, per la sola rete elettrica, in 126,6 tonnellate, pari alle emissioni annue di 95 vetture di media cilindrata (immaginando che ognuna di esse percorra 10.000 km). Terminate positivamente la prime esperienze di posa di tubazioni in materiale plastico riciclato, a piano Industriale è pianificato un ulteriore affinamento della sperimentazione che prevederà l’adozione di tali materiali in ulteriori 4 cantieri-pilota per test di posa e durabilità.

Inoltre, in applicazione dei principi di circolarità, sia materica che economica, si prevede di implementare tra il 2020 e il 2023 l’applicazione di un modello di valutazione di circolarità ad alcuni asset più semplici e ripetitivi, per ottimizzarli sotto il profilo della sostenibilità ridefinendo standard e procedure.

Il percorso prevede i seguenti step:

  • Sistema di valutazione circolarità progetti

Implementazione di strumenti di calcolo per la valutazione della circolarità materica di reti e impianti lungo tutto il loro ciclo di vita, come già previsto per l’illuminazione pubblica con l’introduzione dei Criteri Ambientali Minimi (CAM).

  • Ottimizzazione dei processi

Applicazione del sistema di analisi precedentemente codificato ad alcune tipologie di Asset, con l’obiettivo di ottimizzare i processi sotto il profilo della scelta dei materiali, delle tecnologie di costruzione e metodologie manutentive, con l’obiettivo di minimizzare l’impatto sul consumo di materie e massimizzare l’utilizzo di materie prime seconde

  • Elaborazione nuovi standard e procedure

I risultati delle analisi sviluppate verranno tradotti in nuovi standard e procedure di progettazione, costruzione, conduzione e manutenzione delle infrastrutture valutate.

Il progetto di circolarità nei cantieri contribuisce al raggiungimento dei target 12.2, 12.4, 12.5 dell’Agenda ONU 2030.
 

SCART®: il lato bello e utile del rifiuto
 

Nel 1998 Waste Recycling (società oggi incorporata in Hasi) ha dato vita a SCART® un progetto ecologico e originale fondato sul desiderio di ridare vita ai materiali che quotidianamente diventano rifiuto. Oggi SCART® è un marchio registrato in tutta la comunità europea con cui vengono realizzate opere e installazioni esclusive fatte al 100% di rifiuti. L’obiettivo è quello di incentivare comportamenti responsabili in materia ambientale, offrendo stimoli sempre nuovi per creare oggetti d’uso e artistici partendo come materia prima solo ed esclusivamente dai rifiuti. Sono stati così realizzati divani, poltrone, tavoli, sedie, lampade, cassettiere, giochi, strumenti musicali, abiti, installazioni, ma anche scenografie per spettacoli e costumi di scena. SCART® è un invito a pensare a nuovi stili di vita intelligenti, creativi e soprattutto sostenibili.
 


Numerose le iniziative a livello nazionale e internazionale come, ad esempio, le importanti convenzioni aperte con le Accademie di Belle Arti di Firenze, Bologna e Ravenna che, ogni anno, coinvolgono numerosi studenti in seminari e workshop che si svolgono presso i laboratori SCART® situati all’interno degli impianti del Gruppo Hera di Santa Croce sull’Arno e Pisa. Si tratta di iniziative artistico-formative rivolte agli studenti iscritti che hanno come tema la sperimentazione sull’uso artistico di scarti industriali. Negli anni SCART® ha partecipato anche a numerose mostre nazionali – Ravenna, Imola, Modena, Pisa, Udine, Bologna e Padova, per citarne alcune – e internazionali (Berlino 2016). Dal 2012 il progetto SCART® è partener esclusivo per la realizzazione di costumi e componenti di scena per il concerto di Andrea Bocelli al Teatro del Silenzio di Lajatico, il piccolo comune toscano che ha dato i natali al grande tenore. Per ogni edizione vengono realizzati circa 250 costumi di scena utilizzando esclusivamente scarti di lavorazione industriale raccolti, scelti e selezionati all’interno dei Laboratori SCART® del Gruppo Hera. In occasione dell’edizione 2019 della Barcolana, la storica regata velica internazionale che si tiene ogni anno nel Golfo di Trieste, è stata realizzata Alice, grande installazione protagonista di Piazza dell’Unità: un sardone gigante di oltre 10 metri, realizzato riutilizzando circa 5 mila bottiglie e flaconi di plastica. Grazie alla potenza dell’arte e allo straordinario traino mediatico che è in grado di suscitare la Barcolana, è stato possibile promuovere la consapevolezza dell’importanza dell’economia circolare, su cui il Gruppo Hera è quotidianamente impegnato, strumento indispensabile per la tutela del mare e delle biodiversità.

Il progetto Scart contribuisce al raggiungimento dei target 12.2, 12.4, 12.5 e 12.8 dell’Agenda ONU 2030.
 

“Più alberi in città” grazie alle Stazioni ecologiche di Hera
 

Anche nel 2019 è proseguita l’iniziativa “Più alberi in città”, nata in collaborazione con il comune di Modena e studiata per incrementare un progetto di forestazione urbana, promuovendo un maggiore ricorso dei cittadini alle stazioni ecologiche. Grazie a questa iniziativa, infatti, anche per il 2019, Hera ha donato alla città un albero ogni 50 nuovi utenti domestici che hanno conferito i propri rifiuti alle stazioni ecologiche. La collaborazione e l’impegno dei modenesi hanno portato, per il secondo anno consecutivo al raggiungimento degli obiettivi di progetto, poiché, a fine 2019, sono state oltre 200 le piante donate al Parco Chinnici della città, 170 delle quali già messe a dimora: ben 20 in più rispetto allo scorso anno!

Sull’esempio della positiva esperienza modenese, sempre in collaborazione con le amministrazioni comunali, “Più Alberi in città” è stato avviato anche a Ferrara – dove già tra marzo e dicembre 2019 sono stati donati 70 alberi e (verso la fine dell’anno) anche a Rimini prefissandosi, per il 2020, gli stessi obiettivi di Modena.
 


Il progetto è stato sviluppato per incentivare un maggior utilizzo delle stazioni ecologiche di Hera: tale comportamento, infatti, è vantaggioso per l’ambiente e il decoro urbano poiché aiuta a ridurre il fenomeno dell’abbandono di rifiuti e a incrementare la quantità e la qualità della raccolta differenziata, inoltre, si traduce in un vantaggio economico per i cittadini: il Comune garantisce infatti alle utenze uno sconto sulla TARI per ogni kg di rifiuto conferito.

Nel 2019 “Più alberi in città”, è diventato operativo anche a Nord-Est: AcegasApsAmga, infatti, ha avviato il progetto nella città di Padova piantando un albero ogni 3 accessi alla stazione ecologica. Anche qui si è registrato un grande successo dell’iniziativa, infatti, sono stati donati 1000 alberi, piantumati agli inizi 2020 presso pubblici Parchi in due diversi quartieri di Padova.

Grazie a “Più alberi in città”, è possibile migliorare la qualità dell’aria e mitigare gli effetti negativi dei cambiamenti climatici: ogni albero infatti è in grado di catturare annualmente circa 100 kg di CO2.

È stato calcolato che a regime, le piante donate da Hera saranno in grado di sottrare all’aria 15 tonnellate di anidride carbonica all’anno, che equivalgono a quelle emesse da un’auto che percorra 112.000 km.

Alcuni dettagli delle iniziative sono disponibili ai link: www.ilrifiutologo.it/alberimodena, www.ilrifiutologo.it/alberiferrara, www.ilrifiutologo.it/alberirimini.

Il progetto “Più alberi in città” contribuisce al raggiungimento dei target 11.3, 11.6, 12.2, 12.4, 12.5 e 12.8 dell’Agenda ONU 2030.


       
 

Il Piano Salvaguardia della Balneazione a Rimini prosegue
 

Il Piano di Salvaguardia della Balneazione Ottimizzato si pone l’obiettivo di eliminare i divieti alla balneazione e di ridurre del 90% l’impatto inquinante misurato in termini di COD entro il 2020, attraverso la realizzazione di interventi strutturali sul sistema fognario-depurativo della Città di Rimini.

Le attività di modellazione numerica del sistema fognario-depurativo già avviate nel 2014, hanno portato alla ulteriore ottimizzazione degli interventi già previsti per il sistema di vasche a servizio della zona Sud di Rimini e all’individuazione di tre interventi supplementari. L’ottimizzazione delle vasche, introducendo una diversa modalità di gestione delle acque di pioggia, insieme agli interventi supplementari che prevedono la realizzazione delle opere denominate collettore fognario dorsale Ausa, scolmatore Mavone e sollevamento fognario di via Santa Chiara sono in grado di determinare delle sinergie tali da ridurre in modo significativo il rischio di allagamenti in gran parte delle zone dell’abitato in cui questo problema risulta ricorrente e ampliare cosi gli obiettivi del piano al fine di ricomprendere una mitigazione del rischio idraulico. Si segnala al riguardo che per la Dorsale Ausa nel dicembre 2019 è stato riconosciuto un contributo di circa 8,5mln di € nell’ambito dei finanziamenti pubblici relativi al dissesto idrogeologico nel filone noto come “Italia Sicura”.

Il Piano risulta attualmente essenzialmente composto dai dieci interventi originariamente previsti, ai quali si sono aggiunti quello per il tombamento del Canale Ausa, nel 2015, e quelli supplementari prima citati, per un totale di 14 interventi.

L’ulteriore ottimizzazione del Piano, con le migliorie progettuali che è stato necessario elaborare e gli indispensabili passaggi autorizzativi richiesti, ha fatto sì che il raggiungimento degli obiettivi ambientali, inizialmente previsto per il 2020, sia stato posticipato al 2024. Si precisa che entro tale anno saranno completate anche le opere necessarie alla riduzione del rischio idraulico della città: la dilazione delle tempistiche di attuazione del piano inizialmente previste è strettamente legata al sostanziale miglioramento dell’impatto del Piano sulla città, che, per quanto sopra indicato, beneficerà infatti di un significativo miglioramento sia idraulico che ambientale.

Lo stato di avanzamento degli interventi non fa ravvisare criticità rilevanti e consente di traguardare gli obiettivi di qualità prefissati. Tutti i restanti interventi sono avviati e nel pieno della fase di progettazione.

Di seguito la situazione di 14 interventi:

NTERVENTO

STATO

DI AVANZAMENTO AL 31 DICEMBRE 2019

  MOTIVAZIONI/BENEFICI
1. Raddoppio del depuratore di Santa Giustina Concluso 2016 Miglioramento del processo depurativo
2. Riconversione del depuratore di Rimini Marecchiese in vasca di accumulo Concluso 2018 Miglioramento del processo depurativo
3. Realizzazione dorsale nord per il collettamento del depuratore di Bellaria al depuratore di S. Giustina Concluso 2016 Miglioramento del processo depurativo
4. Completamento della separazione delle reti fognarie della zona Nord di Rimini

In corso di progettazione 2° stralcio

(concluso 1°stralcio nel 2018)

2022 Conversione a scarico acque bianche di 5 scarichi a mare (di cui 3 già attuati con il 1° stralcio)
5. Realizzazione Dorsale Sud

In corso di realizzazione 3° stralcio lotto permanente e 3° stralcio lotto sollevamenti
(concluso 2°stralcio nel 2018)

2021 Riduzione del numero di aperture degli scarichi a mare Ausa e Colonnella I
6. Completamento della separazione nei bacini Roncasso e Pradella In corso di progettazione 2022 Conversione a scarico acque bianche di 2 scarichi a mare
7. Realizzazione condotta sottomarina e impianto idrovoro bacino Ausa e vasche In corso di realizzazione 2020 Riduzione del numero di aperture degli scarichi a mare Ausa
8. Realizzazione vasca laminazione ospedale Concluso 2016 Riduzione numero di aperture degli scarichi a mare Colonnella I
9. Realizzazione condotta di collegamento tra Fossa Colonnella I e Fossa Colonnella II; vasca Colonnella II e Vasca Rodella e condotte di scarico sottomarina In corso di progettazione 2024 Riduzione numero di aperture degli scarichi a mare Colonnella I, Colonnella II e Rodella
10. Risanamento fognario Isola Concluso 2014 Ottimizzazione del sistema fognario
11. Tombamento Ausa tratto spiaggia Concluso 2016 Miglioramento della fruibilità dell’area e delle condizioni ambientali
12. Collettore fognario dorsale Ausa In corso di progettazione 2022 Riduzione del rischio idraulico
13. Scolmatore  Mavone Concluso 2018 Riduzione del rischio idraulico
14. Sollevamento fognario di via Santa Chiara In corso di progettazione 2020 Riduzione del rischio idraulico


La conclusione di sette interventi ha consentito di ottenere significativi benefici ambientali, con la riduzione dei quantitativi di sostanze organiche (COD/BOD) scaricati a mare in occasione di eventi meteorici intensi.

Per i due interventi previsti in completamento nel 2019 (Realizzazione condotta sottomarina e impianto idrovoro bacino Ausa e vasche e Sollevamento fognario di via Santa Chiara) è stato necessario ripianificare il completamento al 2020. Tale ripianificazione è riconducibile sia alle avverse condizioni meteomarine registrate mediamente nel 2019, che hanno provocato stop prolungati alle lavorazioni di posa delle condotte sottomarine, sia alle importanti difficoltà finanziarie delle imprese esecutrici che hanno indotto importanti ritardi alle lavorazioni. Gli interventi, previsti per il 2020, porteranno a una considerevole riduzione del carico inquinante scaricato in prossimità della riva, con benefici sulla qualità delle acque del litorale. Questo comporterà la non applicabilità dei divieti di balneazione previsti in caso di apertura degli scarichi su un’ampia fascia del litorale cittadino, comprendente sia quelle zone in cui è stata completata la separazione delle reti fognarie, sia il tratto di mare limitrofo alla Fossa Ausa. Da questo punto di vista dal 2017 si sono “liberati” dai divieti di balneazione 3.084 metri di spiaggia e nel 2020 si prevede di incrementarli a 5.584 metri.

Inoltre, a ulteriore dimostrazione del forte legame del Piano con la Città di Rimini, si evidenza come una parte degli interventi previsti a Piano si andranno a integrare al più ampio progetto di riqualificazione del litorale denominato Parco del Mare, consentendo di perseguire sinergie in grado di permettere un miglioramento complessivo dell’assetto urbano della Città.

Il Piano di salvaguardia della balneazione di Rimini è stato inserito tra le best practice nel report SDG Industry Matrix pubblicato dal Global Compact e da KPMG nel 2017 che riporta le opportunità di business collegate agli obiettivi dell’Agenda ONU 2030.

Il PSBO, attraverso gli interventi per il miglioramento del sistema idrico-fognario, la riduzione dell’inquinamento marino, l’adeguamento delle infrastrutture, il coinvolgimento di comuni e cittadini al progetto, contribuisce al raggiungimento dei target 6.2, 6.3, 6.b, 9.1, 9.4, 11.5 e 14.1 dell’Agenda ONU 2030

Progetti e servizi responsabili accordion 3

Innovazione e contributo allo sviluppo


    
 

Visite agli impianti per oltre sei mila persone
 

Il Gruppo Hera, attraverso la controllata Herambiente Spa, dimostra la propria attenzione verso le tematiche ambientali e la diffusione di una mentalità ecologicamente responsabile, offrendo la possibilità di effettuare visite guidate presso gli impianti di trattamento dei rifiuti e di depurazione.

Tali visite permettono ai soggetti interessati di acquisire conoscenze in merito alle modalità di funzionamento e di gestione degli impianti. Il parco impianti di trattamento dei rifiuti è uno tra i più avanzati in Europa per standard operativi e qualitativi e le visite permettono di far comprendere come essi consentano di garantire una corretta gestione dei rifiuti nel massimo rispetto del territorio, attraverso soluzioni a minor impatto complessivo per l’ambiente.

Oltre ad offrire visite guidate “tradizionali” (in loco) e nell’ottica di stimolare un maggiore interesse nelle “nuove generazioni” sono state attivate le visite “virtuali” con le scuole. In questo modo gli studenti, direttamente dai loro banchi di scuola, hanno potuto seguire un educatore ambientale che ha illustrato le diverse fasi di funzionamento dell’impianto.

Complessivamente nel 2019, hanno visitato gli impianti del Gruppo Herambiente 6.288 visitatori (+38% rispetto al 2018) distribuiti su 291 giornate. A questi vanno aggiunti 443 studenti in 10 giornate di visita che hanno visitato i nostri impianti tramite le visite “virtuali” che, attraverso videochiamata, hanno seguito dai “banchi di scuola” un educatore ambientale che ha illustrato le diverse fasi di funzionamento dell’impianto. Questa modalità promuove l’utilizzo di tecnologie multimediali per l’apprendimento con l’intento di stimolare negli alunni la curiosità e il coinvolgimento riducendo contestualmente gli impatti ambientali e organizzativi dovuti al trasferimento dalla scuola all’impianto da visitare.

Inoltre, la possibilità di prenotare le visite on-line dal sito di Herambiente, nata al fine di facilitare ai portatori d’interesse la prenotazione delle visite presso i nostri impianti ha dato una risposta positiva, in modo particolare verso i termovalorizzatori senza però trascurare i buoni risultati ottenuti negli altri impianti.

Analizzando i dati del 2019 le visite hanno coinvolto complessivamente: i termovalorizzatori con 3.190 visitatori a cui si aggiungono 1.305 visitatori agli impianti di compostaggio e digestione anaerobica, 102 visitatori che hanno seguito un percorso di conoscenza sulle discariche, 147 visitatori presso gli impianti di trattamento rifiuti industriali, 1.499 i partecipanti alle visite negli impianti di selezione e recupero e 45 i visitatori presso gli impianti rifiuti industriali toscani del Gruppo Herambiente.

Degno di nota è l’interesse riscontrato per il nuovo impianto di biometano di Sant’Agata Bolognese. Nel 2019 l’impianto è stato visitato complessivamente da 506 visitatori su 40 giornate di visita. Questo dato evidenzia quanto gli investimenti per rilanciare su scala industriale la sfida dell’economia circolare, con conseguente minimizzazione degli impatti ambientali, attirino una favorevole attenzione da parte dei portatori d’interesse.

Infine, in riferimento alle visite presso gli impianti di depurazione, nel 2019 sono stati ospitati 2.071 visitatori, di cui circa il 91% studenti.

Le visite agli impianti contribuiscono al raggiungimento dei target 4.7, 6.b e 12.8 dell’Agenda ONU 2030


          
  

Social innovation: Il progetto Heureka +
 

Heureka+ è la piattaforma di social innovation del gruppo Hera nata a fine 2016 con l’obiettivo di mettere a disposizione di tutti i colleghi uno spazio dove raccogliere suggestioni e idee che possano migliorare e valorizzare i processi aziendali relativi a prodotti e servizi. Ogni dipendente può quindi presentare una propria proposta innovativa, sviluppare in modo congiunto un’idea insieme a colleghi, dare un contributo alle idee o votare le proposte di altri. 

Nel 2019 è stata rilasciata la terza edizione di Heureka+ che presenta numerose novità mantenendo il suo scopo originario: creare un grande contenitore di idee generate dai colleghi in modo sempre più collaborativo. 

La prima novità della terza edizione è la veste grafica rinnovata, studiata per rendere ancora più intuitiva e immediata l’user experience. La navigazione, infatti, è stata resa più semplice e disponibile sia da pc che da dispositivi mobili, come tablet o smartphone. Inviare le proprie proposte e condividerle con i colleghi è possibile da qualsiasi luogo, in qualsiasi momento e con qualsiasi dispositivo. 

Al sistema delle sfide, già presente nelle edizioni precedenti, si è affiancato il meccanismo degli ide@labs, 5 stanze caratterizzate da una macro-categoria a cui fare riferimento per inserire la propria idea innovativa:

  • circolarità e valore condiviso;
  • servizi al dipendente;
  • servizi al cliente; 
  • asset e infrastrutture; 
  • digitalizzazione e data analytics. L’altro aspetto a cui viene data importanza è quello della condivisione e co-creazione. All’interno della piattaforma è stata infatti predisposta una nuova sezione: il Marketplace delle Idee, dove ognuno potrà segnalare un’esigenza, cercare nuovi spunti e offrire contributi all’azienda. La nuova edizione è stata lanciata il 21 ottobre 2019 e nei primi mesi di attività ha riscosso un grande successo: circa 750 utenti hanno visitato il sito heureka.gruppohera.it per un totale di quasi 20 mila pagine visualizzate. Tra le 10 idee già adottate dagli Innovation Coach troviamo, ad esempio, “Hera Free Spot – lavorare ovunque”, che propone di sviluppare un meccanismo che renda disponibili le proprie postazioni di lavoro ad altri colleghi quando non si è in ufficio, ottimizzando spazi e lavoro. 
  • 3 idee sono già alla fase di concept e sono quasi pronte per essere trasformate in realtà, come: 
  • Sono state inserite ben 56 idee nei diversi Ide@labs, In tanti (quasi 250 i commenti fino a oggi) hanno discusso e votato le proposte: quelle giudicate migliori sono state prese in carico dal team di Innovation Coach. Inoltre, il team sta lavorando per creare una vera e propria community dell’innovazione, fuori dal contesto della piattaforma, per condividere esperienze, proposte, idee e contatti. 
  • Ultimo elemento di novità è il meccanismo di gamification implementato che prevede contest e giochi a premi per ottenere punti, badge e altri riconoscimenti per rendere l’utilizzo del sito divertente senza, però, dimenticare la sua principale funzione: innovare. 
  • Tutte le proposte sono visionate e valutate da un team di esperti, gli Innovation coach, che hanno l’obiettivo di favorire lo sviluppo dei progetti più promettenti fino alla creazione di un vero concept, cioè la fase dedicata alla progettazione e realizzazione degli elementi fondamentali che trasformano il sogno in realtà. 
  • Drink and Fly, progetto pilota per la creazione di un raccoglitore innovativo, destinato alle grandi realtà pubbliche e private (es. aeroporti), per il conferimento differenziato di contenitori per liquidi di diverso tipo modulabile e interattivo;
  • Amazon Alexa Skill: Rifiutologo, il progetto per lo sviluppo una skill di Alexa che risponda real time con i dati dell’app “Il Rifiutologo” per supportare i cittadini nella raccolta differenziata in un nuovo modo diretto, innovativo, pratico ed efficace;
  • Formazione mediante simulatore, il progetto per introdurre in azienda l’utilizzo sistematico di strumenti di realtà aumentata e virtuale nella formazione relativa a tematiche di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro. 
  • Nel corso del 2020 verranno lanciate delle nuove sfide, verrà ampliato il team di innovation Coach e verranno migliorate alcune funzionalità della piattaforma Heureka+. 
     

Hera, Iren, Smat e A2A insieme per migliorare il servizio idrico integrato
 

In data 8 aprile 2014 è stato sottoscritto fra Hera, Iren e Smat un accordo di partnership di durata quinquennale per la ricerca applicata finalizzato allo sviluppo di progetti condivisi di ricerca, innovazione e formazione nei settori e nelle attività connesse al servizio idrico integrato.

Nel corso del 2019 sono proseguite le attività di studio da parte di Hera, Iren, Smat e A2A in merito alla messa a punto di una metodologia di controllo della Legionella pneumophila nei sistemi idrici in gestione. Il gruppo di lavoro coordinato da A2A ha redatto alcuni capitoli di una linea guida ad uso del gestore e ha effettuato alcuni monitoraggi verificando l’eventuale presenza di Legionella lungo tutta la filiera a partire dalle fonti di approvvigionamento fino ad alcuni punti di rete interna. Gli esiti di tali campagne di controllo evidenziano l’assenza di Legionella nell’acqua potabilizzata. Seguiranno altre due campagne di controllo, una nella stagione primaverile e una nella stagione estiva. Proseguono al contempo le attività di confronto dei metodi di ricerca colturali e speditivi al fine di individuare la modalità di analisi più affidabile nel rispetto dei tempi di risposta più brevi.

Nel corso del 2020 proseguiranno le attività avviate nel corso del 2019 relativamente al progetto cloriti e clorati. Tra i principali argomenti di approfondimento:

  • criteri attualmente adottati per l’acquisto di ipoclorito di sodio e clorito di sodio;
  • raccolta dati sulla concentrazione di clorati (nella fornitura, in seguito a stoccaggio e a neoformazioni durante il processo di trattamento);
  • identificazione delle cause di degradazione del prodotto durante lo stoccaggio;
  • definizione dei requisiti tecnici di fornitura;
  • identificazione di processi e tecnologie innovative per la riduzione della formazione dei sottoprodotti.

Altro progetto di interesse condiviso riguarda la sensoristica con finalità early warning. I principali argomenti che verranno sviluppati nel corso del 2020 riguardano:

  • la condivisione delle esperienze di monitoraggio già acquisite;
  • la disamina dei fabbisogni di monitoraggio on-line con funzionalità di early warning;
  • la descrizione per gli strumenti utilizzati, degli ambiti di impiego, dei parametri monitorati, dei limiti di rilevabilità e dei requisiti per l’installazione.

Un ulteriore progetto che verrà sviluppato nel corso del 2020 è lo studio per la produzione di bioplastiche come recupero di poliidrossialcanoati (PHA) dai fanghi di depurazione. Il progetto prevede una fase di analisi e studio quantitativo dell’applicazione della tecnologia a scala reale (benchmark delle tecnologie disponibili a più avanzato stadio di sviluppo) e verifica dell’implementazione del processo di recupero di biopolimeri e gestione di nutrienti (azoto e fosforo) per alcuni impianti target (fattibilità tecnico economica).

La partnership tra Hera, Iren, A2A e Smat contribuisce al raggiungimento del target 17.17 dell’Agenda ONU 2030.
 

Accordo Acantho-Open Fiber per estensione banda larga
 

Nel 2019 Acantho ha siglato un accordo con Open Fiber per estendere la banda larga, ampliando i propri confini geografici e assicurandosi una maggiore capillarità in relazione agli utenti raggiungibili in fibra ottica.

Open Fiber rappresenta per Acantho non soltanto un fornitore strategico, ma anche un importante cliente.

Grazie a questo accordo, Acantho potrà fornire ai propri clienti offerte per il mondo retail, con collegamenti fino ad un Gb e soluzioni per il mondo business fino a 10 Gb. L’estensione per Acantho sarà principalmente di perimetro geografico, servendo anche clienti in zone in cui non era presente la propria fibra ottica.

Acantho ha supportato la roadmap di sviluppo della rete di Open Fiber concedendo i diritti di utilizzo della propria fibra ottica per un totale di circa 500 km nelle province di Modena, Bologna, Ravenna, Rimini e Forlì-Cesena.

Per la città di Imola, Acantho ha fornito ad Open Fiber un anello in fibra ottica di 18 km che costituisce la rete primaria per la città.

L’accordo Acantho-Open Fiber per estensione banda larga contribuisce al raggiungimento dei target 9.1, 9.2, 9.4 e 17.17 dell’Agenda ONU 2030.
 

Il Rifiutologo, una app per fare la raccolta differenziata e non solo: oltre 300 mila cittadini la usano!
 

Il Rifiutologo è un’app gratuita con diverse funzionalità, disponibile sia online sul sito di Hera che su App per smartphone e tablet. Al 31 dicembre 2019 ha totalizzato quasi 390.000 download e oltre 215.000 utenti attivi che hanno utilizzato l’applicazione, a dimostrazione dell’utilità dello strumento.

Tramite la “Ricerca del rifiuto”, le utenze possono verificare in tempo reale l’organizzazione delle singole raccolte territoriali o i calendari delle raccolte porta a porta previsti per quell’indirizzo, con possibilità di utilizzare un alert di promemoria su giorno e ora di ciascuna raccolta.

Le informazioni di servizio sono rese disponibili alle utenze tramite il sito clienti e l’App.

Inoltre, è ancora più fruibile la funzionalità “Segnalazioni ambientali”, che rende possibile per il cittadino evidenziare un problema relativo ai servizi ambientali (es. contenitori danneggiati) inviando una foto in tempo reale ai tecnici Hera, interventi per i quali l’app comunica all’utente la data di avvenuta soluzione, oltre a notifiche push personalizzate. Nel 2019 le segnalazioni riguardanti lo svuotamento dei cassonetti, la pulizia delle strade e i rifiuti abbandonati sono state 59.655 (+53% rispetto al 2018); sono stati 201 i suggerimenti su nuove tipologie di rifiuti da inserire nel database.

Grazie alla geolocalizzazione, l’App del Rifiutologo mostra anche la stazione ecologica più vicina all’utente, con informazioni complete sui rifiuti da portare, gli orari e gli eventuali sconti previsti dal Comune. Offre inoltre informazioni sui “Punti di interesse” per il cittadino, quali: raccolte differenziate particolari, punti di raccolta itineranti, punti di distribuzione dei materiali e isole interrate.

Altra apprezzata funzionalità del Rifiutologo è la “Scansione barcode” che permette di riconoscere i materiali tramite il codice a barre dei prodotti e indica come differenziare correttamente ciascun imballaggio, presenta al 31 dicembre 2019 un archivio di 1.586.000 barcode dei prodotti più diffusi. Nel caso di imballaggi composti da più materiali l’App è in grado di dare indicazioni sulla destinazione delle singole componenti. Se un codice non dovesse essere riconosciuto, oppure se mancasse un tipo di rifiuto, il cittadino può comunicarlo tramite l’apposita funzione affinché possa essere inserito nel sistema: nel 2019 le segnalazioni di codici a barre inviate dai cittadini per aggiornare il database sono state 19.970 contro le 12.233 del 2018, mentre le ricerche effettuate con la scansione del codice a barre registrano una crescita passando alle 654.108 del 2019 contro le 430.266 del 2018.

Grazie alle informazioni contenute nel Rifiutologo e alle segnalazioni da parte dei clienti il suo utilizzo contribuisce al raggiungimento dei target 11.3, 11.6, 12.2, 12.4, 12.5 e 12.8 dell’Agenda ONU 2030.
 

Con l’Acquologo tutto il servizio idrico a portata di smartphone
 

L’Acquologo è un’applicazione gratuita dedicata al servizio idrico integrato nata per creare un canale di comunicazione tra Hera e i cittadini che vivono nei territori serviti. Testimonianza della sua utilità sono il numero di download, pari a 8.497, e il numero di accessi, pari a 32.038, nel solo 2019.

Le funzionalità disponibili sull’App sono numerose e spaziano dall’autolettura del contatore alla possibilità di consultare i dati sulla qualità dell’acqua nel proprio comune, passando per il sistema di avviso di interruzioni idriche per lavori di manutenzione ordinaria e quello di segnalazione di rotture o fughe d’acqua sul suolo pubblico.

Le sezioni più visualizzate sono quelle relative a “Qualità dell’acqua” e “Lettura contatore”. Nella prima l’Acquologo permette di consultare i principali dati (valori medi) sulla qualità dell’acqua erogata per ciascuno dei comuni serviti dalla multiutility confrontandoli con i limiti di legge; nella seconda i cittadini con bolletta Hera possono eseguire velocemente l’autolettura del contatore comunicando il consumo effettivo di acqua. Nel 2019 le letture trasmesse sono state 3.581.

Alle citate funzionalità più utilizzate si aggiungono anche la valutazione del risparmio economico generato dal consumo di acqua del rubinetto al posto di quella in bottiglia, sezione “Quanto risparmi”, e la possibilità di contattare gli esperti con domande e richieste sul servizio idrico locale o leggere le risposte alle domande più frequenti, sezione “L’esperto risponde“.

In via sperimentale, solo in alcuni territori, l’App può essere utilizzata anche per indicare perdite d’acqua importanti dovute a una rottura delle tubazioni sotto il manto stradale. Dopo aver scattato una foto e allegato un breve testo, è possibile trasmettere il guasto direttamente al Pronto Intervento Hera. Attraverso la geolocalizzazione, il sistema è capace di rilevare rapidamente il punto in cui è stata effettuata la segnalazione per indicarlo ai tecnici che dovranno arrivare sul posto. Nel corso del 2019 sono state registrate 72 segnalazioni attraverso l’App (fotosegnalazioni e chiamate al numero verde).

Grazie alle informazioni contenute nel Acquologo il suo utilizzo contribuisce al raggiungimento dei target 6.b e 12.8 dell’Agenda ONU 2030.
 

My Hera: i servizi di Hera a portata di app
 

My Hera è l’applicazione, completamente gratuita, dedicata ai clienti residenziali, liberi professionisti ed esercizi commerciali, che permette ai nostri clienti di gestire quando vogliono, in completa autonomia, il proprio rapporto con il Gruppo Hera e i servizi da esso offerti.

Dalla homepage di My Hera è possibile accedere a tutte le funzionalità:

  • pagare online le bollette e consultarne l’archivio;
  • effettuare l’autolettura;
  • controllare l’andamento e il dettaglio dei consumi;
  • visualizzare sulla mappa le stazioni ecologiche e i punti Hera più vicini;
  • accedere alle app “Rifiutologo” ed “Acquologo”;
  • scoprire le offerte commerciali e le nuove iniziative;
  • richiedere l’invio elettronico delle bollette;
  • attivare la domiciliazione.

My Hera rappresenta anche un ulteriore canale di contatto con l’azienda in quanto i clienti possono:

  • ricevere l’assistenza su contratti, bollette e pagamenti;
  • attivare il servizio per il ritiro di rifiuti ingombranti;
  • effettuare segnalazioni di tipo ambientale;
  • avvisare il pronto intervento in caso di rotture della rete.

Nel corso del 2019 My Hera ha superato i 230.000 download, raddoppiando la sua diffusione rispetto al 2018. Ha inoltre raggiunto alti livelli di soddisfazione, attestandosi ad un ranking di 4,3/5.

Anche nel 2019 sono stati fatti alcuni interventi per migliorare l’esperienza di fruizione delle funzionalità più utilizzate e sono state implementate alcune novità. I principali temi sono stati:

  • miglioramento di accesso e fruizione del ricontatto telefonico e della live chat;
  • ampliamento della gamma dei metodi di pagamenti a disposizione, con l’introduzione di Apple Pay;
  • particolare cura alla sezione specifica dedicata ai clienti del servizio Ambiente con Tariffa Corrispettivo Puntuale, con l’introduzione di grafici e tabelle che permettono al cliente di visualizzare in maniera chiara e immediata l’andamento dei propri conferimenti di rifiuti indifferenziati, mettendoli in relazione con la soglia minima di conferimenti annuali previsti;
  • miglioramento della presentazione delle fatture emesse e del relativo stato di pagamento;
  • miglioramento della funzionalità di autolettura;
  • modifiche nella presentazione delle opportunità commerciali e delle promozioni e iniziative riservate ai nostri clienti.
     

Digi e Lode per servizi e scuole più digitali
 

Digi e Lode, giunto alla sua terza edizione, è il progetto che vede i clienti e l’azienda insieme per digitalizzare le scuole del territorio attraverso la promozione dei servizi digitali di Hera con il patrocinio di 101 Comuni del territorio.

Dall’inizio del progetto nel 2017, il Gruppo ha già elargito 200.000€ a favore di 80 scuole.

Il progetto coinvolge tutte le scuole primarie e secondarie di 1°grado, pubbliche e paritarie, dei territori coinvolti in Emilia-Romagna e, dall’edizione 2019/2020, anche in Marche e Abruzzo. Per l’anno scolastico 2019/2020 Digi e Lode ha messo in palio un totale di 125.000€ per il finanziamento di progetti a favore della digitalizzazione delle scuole con beneficiari gli studenti.

Il meccanismo è lo stesso: ogni volta che un cliente attiva uno dei servizi digitali offerti dal Gruppo Hera dona un punto che può essere assegnato a una specifica scuola (in questo modo viene moltiplicato per cinque) o ripartito tra le scuole del proprio comune. Il Gruppo Hera premia le scuole del territorio che raggiungono il punteggio più alto.

servizi digitali del Gruppo Hera che contribuiscono al progetto sono:

  • servizi on-line, per gestire le forniture dal web;
  • app informative e a sostegno di comportamenti virtuosi (Acquologo e Rifiutologo);
  • app di servizio (My Hera) per una gestione facile e immediata delle proprie forniture;
  • invio elettronico della bolletta, per riceverla in modo veloce ed ecologico;
  • domiciliazione bancaria, per pagare le bollette in modo semplice e puntuale;
  • autolettura digitale (dai servizi on-line, da app, con SMS o al telefono con risponditore automatico);
  • Hera Fast Check Up, per essere supportati nella riduzione degli sprechi di luce e gas.

Digi e Lode consolida il contributo che il Gruppo vuole portare al territorio, in continuità con le strategie aziendali che individuano proprio nell’innovazione, nello sviluppo sostenibile del territorio e nell’attivazione di partnership tra azienda, clienti, amministrazioni comunali e scuole, driver centrali per lo sviluppo di valore condiviso, in coerenza con gli obiettivi dettati dall’Agenda dell’Onu al 2030.

Il progetto Digi e Lode contribuisce al raggiungimento dei target 4.a, 12.8 e 17.17 dell’Agenda ONU 2030.


      
 

Il fondo fughe per le perdite occulte di acqua
 

A luglio 2014 Hera Spa ha definito un regolamento unico su tutto il territorio servito che istituisce un “fondo fughe” per tutelare i clienti nei casi di perdita di acqua occulta sull’impianto di proprietà, ovvero a valle del contatore. Lo strumento di tipo volontario consente una parziale copertura di bollette di importo anche molto elevato in conseguenza di perdite accidentali e non note lungo la rete privata del cliente. Con un contributo annuo di 15 euro addebitati in bolletta il cliente aderente può ottenere, in caso di perdita occulta all’interno del proprio impianto, il rimborso dell’importo riferito ai volumi che eccedono dell’80% la media dei consumi abituali, fino ad un massimo di 10.000 euro.

L’adesione al fondo da parte del cliente non è obbligatoria ed è possibile recedere in ogni momento mediante una semplice comunicazione.

Tutto l’importo accantonato nel “fondo fughe” è a totale ed esclusiva disposizione per la copertura dei maggiori oneri dei clienti che hanno una subito una perdita.

FONDO FUGHE E CLIENTI BENEFICIARI

  2017 2018 2019
Fondi erogati (migliaia di euro) 17.636 17.406 19.790
Numero clienti beneficiari 12.539 12.146 13.576
Rimborso medio (euro) 1.407 1.433 1.458

Il fondo presenta un saldo disponibile al 31 dicembre 2019 negativo di circa -2,840 milioni di euro (compreso quota interessi attivi relativi ad esercizi precedenti). Il saldo, relativo al solo anno 2019, è negativo per -1,500 milioni di euro. L’effetto della crescita del numero di fughe a valle del contatore, evidenziatosi in maniera significativa a partire dall’estate 2017, e proseguito nel corso del 2018, ha avuto impatto anche sull’anno 2019. Infatti nonostante le modifiche introdotte nel 01/01/2019 (nuova modalità di addebito della quota di adesione che è composta da una quota fissa, pari a 10 euro/anno per contratto e una quota variabile pari a 5 euro/anno per unità immobiliare servita) abbiano permesso di incrementare la quota annua di fondo a disposizione degli utenti, la numerosità degli eventi denunciati dagli utenti negli scorsi anni, la cui gestione ha impattato anche l’anno 2019, è stata così elevata da non permettere l’auspicato recupero.

Ciononostante, nel corso del 2019 il numero delle richieste di rimborso per fughe è diminuito di circa il 7% rispetto all’anno 2018. Questo farebbe presupporre, qualora il trend in discesa fosse confermato, che nel corso del 2020 si potrebbe assistere al rientro dai valori negativi del saldo del fondo fughe.

Dal momento che il fondo è esclusivamente a favore dei clienti aderenti, considerato che nel corso del 2019 i saldi mensili sono stati pressoché negativi, non sono stati calcolati interessi. Il fondo, dalla sua istituzione, ha rimborsato oltre 65 mila utenti con oltre 90 milioni di euro rimborsati. Nel corso del 2019 gli utenti che hanno beneficiato del fondo sono stati 13.576 con un rimborso medio di 1.458 euro. Meno del 4% dei clienti non è coperto dal “fondo fughe”. Nel corso del 2019 sono pervenute poco più di 2 mila disdette al fondo.

Il fondo fughe contribuisce al raggiungimento del target 6.b dell’Agenda ONU 2030.
 

La tariffa pro capite premia il risparmio idrico e agevola le famiglie numerose
 

Con la deliberazione Arera 665/2017 del 28 settembre 2017 è stata introdotta la tariffa pro capite per tutti gli utenti domestici residenti, da applicarsi in tutti i comuni con criterio graduale a partire dal 2018 e da concludersi entro il 2022.

È stato infatti previsto un periodo transitorio nel quale il Gestore del servizio idrico, in assenza di informazioni sul numero componenti effettivo, può procedere a fatturare secondo un criterio di tipo standard (ossia considerando un’utenza domestica residente tipo di tre componenti), fatta salva la possibilità per l’utenza di fornire un’autodichiarazione.

Al 2019 Hera Spa applica un’articolazione tariffaria di tipo pro capite alle utenze domestiche residenti basandosi sull’effettiva numerosità dei componenti per 96 comuni. Per gli altri 67 comuni a tariffa pro-capite Hera applica l’articolazione tariffaria sulla base del numero componenti standard (pari a 3).

Al 2019 sono 16 i comuni del Triveneto (Abano Terme, Arzergrande, Brugine, Codevigo, Correzzola, Legnaro, Padova, Piove di Sacco, Polverara, Pontelongo, Sant’Angelo di Piove di Sacco, Cona, Trieste, Muggia, San Dorligo e Duino Aurisina) passati alla tariffa di tipo pro capite; mentre sono 48 i comuni nelle Marche con tariffa pro-capite.

La tariffa pro-capite al raggiungimento del target 6.4 dell’Agenda ONU 2030.
 

Quando la sostenibilità ambientale e sociale vanno a braccetto
 

Prosegue l’impegno di Hera nelle iniziative dedicate al sostegno e all’inclusione sociale di persone che si trovano in difficoltà e in condizioni svantaggiate, attraverso le seguenti iniziative di collaudata efficacia.

Il progetto RAEEbilitando, nato nel 2010 dalla collaborazione con il Consorzio Remedia, l’Opera dell’Immacolata Onlus (OPIMM) e la ditta Tred Carpi Srl, ha continuato l’attività fino al 30/06/2018, data di scadenza del protocollo sottoscritto. I partner hanno poi condiviso la sospensione dell’attività, svolta nel Laboratorio di Bologna, per consentire all’OPIMM di programmare e realizzare una serie di interventi di ristrutturazione dei locali e di riorganizzare la gestione logistica degli spazi adibiti alle diverse attività svolte all’interno del Laboratorio.

In questo periodo nel laboratorio si sono alternati ragazzi e adulti in condizioni svantaggiate che hanno messo a disposizione tutte le loro energie e il loro impegno per disassemblare ben 132.000 chilogrammi di piccole apparecchiature elettriche ed elettroniche in circa 20 frazioni minori, garantendo così per ognuna di queste il corretto invio a recupero e/o riciclo.

In chiusura d’anno l’Associazione OPIMM ha confermato l’intenzione di riprendere l’operatività del Progetto a far tempo dal luglio del 2020 e di aver avviato, in tal senso, le procedure per l’ottenimento della nuova autorizzazione.

Il progetto Manolibera, attivo dal 2011 dalla collaborazione tra la Casa Circondariale di Forlì, Hera e l’istituto di formazione Techne, utilizza un laboratorio interno alla Casa Circondariale di Forlì, nella forma di un’originale cartiera artigianale che produce manufatti in carta di alto pregio artistico.

L’esclusività dei metodi di produzione e la raffinata decorazione, rendono questi manufatti unici nel loro genere, raffinati e impregnati di un importante valore artistico, sociale ed ecologico che li rendono particolarmente apprezzati nel settore del “wedding planning”.

Grazie alla collaborazione con la Cooperativa Cils di Cesena, cui sono affidati i compiti di monitoraggio e di verifica delle attività esercitate nel laboratorio e con la legatoria Berti di Forlì, il laboratorio è in grado di sostenenere la propria operatività e di avviare ad inserimento lavorativo 4 detenuti opportunamente supportati da un idoneo percorso formativo.

Anche nel 2019 è continuata l’attività di partecipazione a fiere ed eventi del “settore cerimonie” in cui è stata presentata l’ampia proposta di prodotti per matrimoni ed eventi importanti: eleganti partecipazioni e raffinati biglietti di ringraziamento, album fotografici completi di scatole, preziose bomboniere, cornici e quadri.

La collaborazione con la rete nazionale di economia carceraria “Freedhome”, il concept store dedicato alle eccellenze dell’economia carceraria italiana, contribuisce a dare ampia visibilità al progetto.

Il laboratorio anche nel 2019 ha impiegato 4 detenuti e complessivamente dall’inizio dell’attività sono state coinvolte oltre 40 persone.

Il progetto RAEEincarcere è stato rinnovato nel 2018 per un ulteriore triennio. Questo progetto, attivato da oltre un decennio presso le case circondariali di Forlì, Ferrara e Bologna, si è sviluppato partendo da uno studio e dalla collaborazione congiunta di Hera con l’istituto di formazione Techne. A questi partner si sono aggregati la regione Emilia-Romagna e numerosi altri enti, come il consorzio di recupero Ecolight, e organizzazioni territoriali. Si è potuto così garantire per tutti questi anni l’obiettivo del progetto ovvero l’inclusione sociale e lavorativa di uomini e donne che si trovano in esecuzione penale o provenienti da uno stato di detenzione, consentendo loro il rientro nella legalità e nella vita civile della comunità.

Nei 4 laboratori che si sono sviluppati all’interno e all’esterno delle Case Circondariali, i detenuti si alternano in attività di formazione e di perfezionamento, apprendendo le capacità e la conoscenza necessarie per provvedere al disassemblaggio dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche di piccole e grandi dimensioni provenienti dai flussi di Raccolta gestiti o organizzati da Hera.

Da tale attività si ottengono i diversi componenti che sono separatamente avviati al recupero di materia presso idonei impianti. Sempre in crescita i risultati ottenuti dalle attività dei laboratori sia sotto il profilo sociale, sono infatti ben 35 gli ex detenuti assunti o accompagnati all’inserimento lavorativo in imprese del territorio e oltre 105 quelli che sono stati interessati e coinvolti in percorsi di formazione attraverso la collaborazione e l’impegno delle cooperative sociali che coordinano e gestiscono i laboratori, sia sotto il profilo ambientale, poiché in oltre un decennio di attività sono stati trattati nei Laboratori circa 5.169.244 kg di rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche.

Nel corso del 2019, con la sottoscrizione di apposito accordo tra Hera e l’istituto di formazione Techne, è stato confermato il progetto Informatica Solidale che si propone finalità di alfabetizzazione informatica e di reinserimento lavorativo e sociale, cogliendo l’ulteriore obiettivo di promuovere il riuso di beni con residua potenzialità di utilizzo.

Il progetto prevede che Hera ceda gratuitamente proprie apparecchiature informatiche (non più adeguate alle proprie attività e pertanto destinate alla dismissione ma perfettamente in grado di soddisfare le esigenze elementari di un’utenza come quella individuata e tutelata dal progetto) e che Techne ne curi l’aggiornamento funzionale e il collaudo, l’individuazione dei destinatari e la gestione delle consegne. I destinatari delle attrezzature informatiche così “rigenerate” sono stati individuati principalmente nell’ambito degli attori territoriali istituzionali, pubblici e privati, la cui vocazione sia diretta a sostenere l’inclusione e l’integrazione delle persone svantaggiate tramite servizi e iniziative (educative, formative, di empowerment) che possono trovare effettivo beneficio e potenziamento grazie alla disponibilità di adeguati strumenti tecnologici. In questo contesto, le attrezzature donate hanno consentito l’allestimento di laboratori informatici presso istituti scolastici, cooperative/imprese sociali e associazioni di promozione sociale, case circondariali e centri di istruzione per adulti a rischio di “esclusione sociale”.

Come già nel 2018, anche nel corso dell’esercizio 2019 Hera ha ceduto gratuitamente 100 computer non più utilizzati nelle proprie attività lavorative parte dei quali, dopo il necessario ricondizionamento, sono stati destinati da Techne alle Organizzazioni (istituti scolastici, cooperative e associazioni di promozione sociale, case circondariali) che ne hanno fatto richiesta sulla base di idoneo progetto formativo.

Al termine del 2019 risultavano assegnati circa 50 dei 100 computer ceduti da HERA, distribuiti fra laboratori in Techne, Associazioni di volontariato, Istituti Scolastici, Carcere e Centro per l’apprendimento degli Adulti.

I rimanenti computer saranno oggetto di assegnazione nel corso del secondo anno di validità dell’accordo.

Il progetto Informatica Solidale ha così dato ancora una volta il proprio contributo per il sostegno sociale e la salvaguardia dell’ambiente.

I progetti descritti in questo case study contribuiscono al raggiungimento dei target 8.5, 12.2, 12.4, 12.5 e 17.17 dell’Agenda ONU 2030.


    
 

Gli studi sugli impatti ambientali dei termovalorizzatori
 

L’attività legata alla termovalorizzazione dei rifiuti è, da molti anni, oggetto di numerosi studi e monitoraggi nonché di importanti miglioramenti tecnologici legati anche alla definizione di criteri impiantistici e gestionali sempre più stringenti da parte della normativa comunitaria e nazionale. La tecnologia ha raggiunto elevatissime performance in tema di contenimento delle emissioni e degli impatti sull’ambiente.

Se si considerano le emissioni in atmosfera di diossine totali annue come somma di tutti gli impianti di incenerimento di rifiuti presenti sul territorio nazionale dal 1990 al 2017, si nota come a seguito dell’evoluzione normativa e tecnologica si sia verificata una riduzione del 99% delle emissioni (Fonte: Sinanet-Ispra-Banca dati SNAP).

Contestualizzando l’analisi ai diversi comparti produttivi si evince come dal 2001 l’incenerimento dei rifiuti costituisce la sorgente meno rappresentativa in termini di emissioni di diossine e furani, al contrario dell’industria del ferro, dell’acciaio e di tutto il comparto residenziale (es. riscaldamento domestico).

Relativamente alle emissioni di PM10 dagli impianti di incenerimento rifiuti su tutto il territorio nazionale, queste si attestano su valori di circa tre ordini di grandezza inferiori rispetto al comparto residenziale. Le principali fonti di PM10 a livello nazionale sono rappresentate dal settore residenziale, dal traffico veicolare, dai processi di combustione con contatto (es. fonderie) e dall’agricoltura.


I Progetti di sorveglianza e di monitoraggio della qualità dell’aria
 

Le autorizzazioni dei termovalorizzatori di Ferrara, Modena, Forlì, Rimini, Bologna, Padova e Isernia prevedono che il Gruppo Hera effettui studi sul potenziale impatto che gli impianti esercitano verso l’ambiente circostante.

Nel 2008, conformemente alle prescrizioni dell’autorizzazione integrata ambientale dell’impianto di incenerimento di Rimini, è stato condotto da Arpae un monitoraggio della qualità dell’aria (monitoraggio ante-operam). Tale studio era finalizzato alla caratterizzazione della qualità dell’aria nelle aree intorno all’inceneritore, potenzialmente interessate dai fenomeni di ricaduta delle emissioni dell’impianto. Nel 2013, con la nuova linea 4 in funzione a regime, il monitoraggio è stato ripetuto con le stesse modalità, allo scopo di valutare le eventuali differenze o impatti sulla qualità dell’aria eventualmente riconducibili alla presenza del nuovo impianto (monitoraggio post-operam). I risultati del monitoraggio sono stati elaborati da agenzia regionale per la prevenzione e l’ambiente Rimini nel corso del 2014 e sono stati resi disponibili nel 2015. Dallo studio è emerso come non vi siano evidenze significative sulla qualità dell’aria nella condizione post-operam rispetto alla condizione ante-operam.

Nell’area industriale in cui insiste l’impianto di Forlì, Hera ha installato una stazione di monitoraggio della qualità dell’aria che viene gestita da Arpae Forlì. La stazione, attiva dal 2009, fornisce dati in continuo validati da Arpae e pubblicati sul sito web dell’ente. Presso la centralina, inoltre, sono svolte campagne periodiche per la ricerca di microinquinanti e metalli nel particolato. Dalle risultanze emerse non si osserva nessuna differenza sostanziale tra un sito cittadino e l’area circostante l’impianto, a indicare la presenza di un fondo omogeneo, influenzato in maniera significativa dalla realità urbana più che dalla presenza/contributo dell’impianto. Tali risultati sono stati confermati anche nel 2019, quando Arpae Forlì ha reso disponibili i dati delle campagne di monitoraggio della qualità dell’aria e dei terreni eseguite nell’anno precedente.

Sull’impianto di Modena da un decennio sono condotti monitoraggi ambientali relativi a diverse matrici: qualità dell’aria, suoli, biomonitoraggio, deposizioni totali. Dal 2013 la rete di monitoraggio è gestita da Arpa territoriale (oggi Arpae) alla quale sono quindi affidate tutte le indagini previste dalle prescrizioni dell’Aia del termovalorizzatore. A Modena, inoltre, in base alle prescrizioni della Via, è stato condotto uno studio di sorveglianza sanitaria dal 2003 volto a valutare il rischio sanitario per la popolazione residente in prossimità dell’inceneritore e per quella lavoratrice presso insediamenti industriali in prossimità dell’inceneritore. Sono analizzati due indicatori di tipo riproduttivo, il rischio teratogeno ovvero le malformazioni congenite e l’abortività spontanea. Il programma di studio si è concluso nel 2014 con l’elaborazione dei dati raccolti nel 2013 e non ha evidenziato l’esistenza di relazioni dose – risposta tra esposizione e rischio relativo di aborto spontaneo e malformazioni.

Sul termovalorizzatore di Ferrara, nel biennio 2010-2012, è stato condotto un vero e proprio protocollo di sorveglianza ambientale e sanitaria il cui dettaglio delle attività è stato definito da Arpa (oggi Arpae), Ausl e provincia e che ha riguardato diverse matrici ambientali. Il coordinamento scientifico di questi studi è stato affidato a istituzioni di comprovata esperienza nel settore (Cnr e Università). Gli esiti del primo biennio di studio, terminato nell’ottobre 2012, hanno confermato quanto valutato preliminarmente in sede di rilascio dell’autorizzazione integrata ambientale ovvero che il contributo dell’impianto, in termini di qualità dell’aria, non è discriminabile dal fondo ambientale. Alla luce dei risultati ottenuti il monitoraggio è stato prolungato per un secondo biennio (2013-2015) in modalità semplificata approfondendo solo gli aspetti considerati più significativi: qualità dell’aria e studio degli inquinanti nei suoli. Le attività di monitoraggio della qualità dell’aria si sono concluse nei primi mesi del 2015, confermando i risultati del biennio precedente. In particolare, lo studio sui suoli, ripetuto nell’autunno 2013, non ha evidenziato fenomeni di accumulo di metalli e microinquinanti nei terreni delle aree circostanti l’impianto, confermando così che il contributo emissivo dell’inceneritore non è discriminabile dal fondo ambientale. Nel 2015 sono state inoltre concordate con gli enti di controllo le modalità di prosecuzione del monitoraggio negli anni successivi. A tal fine è stata mantenuta la collaborazione con il CNR-IIA e con l’Università La Sapienza per garantire la continuità dello studio della qualità dell’aria, che si svolge prevedendo annualmente quattro campagne di monitoraggio della durata di 30gg (invernale, primaverile, estiva e autunnale). Inoltre, nel 2016 è stata sottoscritta con ARPAE la convenzione per la prosecuzione del monitoraggio triennale dei suoli. Analogamente ai precedenti studi non sono state evidenziate correlazioni con la presenza dell’impianto. Lo studio è stato ripetuto nell’autunno 2019, i risultati saranno disponibili nel primo semestre 2020.

Il termovalorizzatore di Padova, coerentemente con le previsioni del “Protocollo di intesa per la valutazione dell’impatto sanitario nella città di Padova e nell’area metropolitana” sottoscritto dai comuni di Padova e Noventa Padovana, con Arpav, Ulss 16 di Padova e l’Università di Padova è stato oggetto di una indagine che ha visto la sua conclusione a dicembre 2015, con la presentazione della “Relazione sulla fase pilota del progetto di sorveglianza sanitaria della popolazione assistita dall’Ulss 16 di Padova con un particolare interesse nei potenziali effetti sulla salute da inquinamento atmosferico – uno studio longitudinale in Padova (SLPD)”. Le conclusioni hanno evidenziato da un lato una potenza statistica non sufficiente a rilevare effetti statistici sulla salute delle persone correlabili alle emissioni dell’impianto, dall’altro il differenziale delle stime di concentrazione (stimate a valori della terza cifra decimale) non è compatibile con misurabili effetti sulla salute, ovvero il contributo delle emissioni di polveri PM10 dal termovalorizzatore ai livelli di inquinamento di fondo appare irrilevante. Lo stesso impianto è oggetto dell’Accordo volontario per il monitoraggio delle ricadute dell’impianto di termovalorizzazione di San Lazzaro (Padova), di durata triennale. Hestambiente e Arpav hanno effettuato alcune indagini ambientali supplementari rispetto a quelle previste dalla normativa vigente e dagli atti autorizzativi. Più dettagliatamente è stata garantita l’operatività di due centraline fisse di monitoraggio della qualità dell’aria di HestAmbiente (monitorando SO2, CO, O3, NOx, PM10 e PM2,5, con apparecchiature automatiche e pubblicando sul sito internet Arpav in una pagina dedicata al Termovalorizzatore i relativi dati validati dalla stessa Arpav). È stata effettuata una campagna annuale di monitoraggio della qualità dell’aria con un mezzo mobile messo a disposizione di Arpav da Hestambiente. È stato effettuato il campionamento del suolo in cinque siti in prossimità del Termovalorizzatore, ed effettuate in laboratorio le analisi dei metalli: Pb, As, Cd, Ni, Hg; degli idrocarburi policiclici aromatici; delle diossine, furani e Pcb ed è stata una campagna di verifica dei livelli di pressione sonora dell’impianto. Tutte le indagini sopra riassunte hanno evidenziato impatti ambientali dell’impianto trascurabili. Tra vari Enti è stato stipulato un nuovo accordo per il monitoraggio delle ricadute dell’impianto di termovalorizzazione di Padova di durata triennale alle cui attività Hestambiente ha già manifestato la propria disponibilità a proseguire.

Nell’area circostante il termovalorizzatore di Pozzilli (Isernia) sono stati individuati, in accordo con Arpa Molise, una serie di punti di monitoraggio rappresentativi nei quali sono stati eseguiti studi sulle deposizioni atmosferiche e prelievi di particolato atmosferico PM2,5 nel biennio 2017-2018. In tutti i punti di monitoraggio la media annua del PM2,5 è risultata inferiore al limite normativo, e lo studio delle deposizioni ha fatto registrare per i microinquinanti organici (diossine, Ipa) valori sempre inferiore ai limiti di rilevabilità strumentali.

Il territorio circostante il sito impiantistico dell’impianto di termovalorizzazione rifiuti di Granarolo dell’Emilia (BO) è stato oggetto di numerose campagne di monitoraggio ambientale. Alla fine del 2004 fra Amministrazione Provinciale, Arpa Bologna, i comuni di Castenaso e Granarolo dell’Emilia, Ausl di Bologna, Università degli Studi di Bologna e Fea Srl venne stipulato un protocollo di intesa per l’effettuazione del monitoraggio ambientale dell’area circostante l’impianto. Il monitoraggio, continuato fino al 2007, ha analizzato la matrice aria monitorando i cinque siti. Sui campioni di particolato solido sono stati condotti innovativi test bio-tossicologici per la valutazione e stima del rischio cancerogeno. Il dipartimento di sanità pubblica dell’azienda sanitaria locale, proseguendo il lavoro già svolto nella precedente campagna, ha inoltre effettuato un’indagine epidemiologica sulle cause di mortalità, estendendo la ricerca anche ai dati sulla riproduzione. Infine, il centro sperimentale per lo studio e l’analisi del suolo dell’Università di Bologna ha analizzato la presenza di metalli pesanti e di microelementi nel sistema acqua-suolo-pianta e anche nelle acque superficiali e di prima falda. Ha completato lo studio il controllo e la verifica delle emissioni in atmosfera e degli scarichi idrici del termovalorizzatore. È inoltre stato effettuato uno studio per la valutazione e stima del rischio cancerogeno. La campagna del 2004 – 2007 ha attestato che relativamente a qualità dell’aria, immissioni in atmosfera e sistema acqua-suolo-piante, l’impianto non ha generato impatti significativi sul territorio. Il termovalorizzatore di Granarolo dell’Emilia è stato inoltre inserito nel progetto Moniter (Monitoraggio dei termovalorizzatori dell’Emilia-Romagna), promosso da Regione Emilia-Romagna e Arpa, con l’obiettivo di organizzare un sistema di sorveglianza ambientale e di valutazione epidemiologica nelle aree circostanti gli impianti. Il progetto, realizzato tra il 2007 e il 2011, ha approfondito le conoscenze scientifiche sulla qualità e quantità delle sostanze emesse dagli impianti di termovalorizzazione dei rifiuti e sul loro impatto sulla qualità dell’aria circostante; ha studiato altresì gli effetti sulla salute con indagini tossicologiche e ne ha stimato in termini epidemiologici la correlazione con l’esposizione ai termovalorizzatori. I risultati del progetto Moniter sono stati presentati al pubblico nel 2011, e la relativa documentazione (Quaderni Moniter) è liberamente scaricabile dal sito internet di Arpa Emilia-Romagna. La vigente Autorizzazione Integrata Ambientale riconferma le attività di monitoraggio della qualità dell’aria, che vengono effettuate attraverso due centraline fisse di monitoraggio permanente che effettuano la determinazione di particolato PM10 e PM2,5, Ipa e metalli.

I progetti di sorveglianza e di monitoraggio contribuiscono al raggiungimento dei target 11.6 e 12.4 dell’Agenda ONU 2030.
 

La trasparenza sulle emissioni dei termovalorizzatori
 

Dal 2008, sul sito internet del Gruppo sono consultabili i valori medi del giorno precedente e le “medie semiorarie” delle emissioni dei termovalorizzatori del Gruppo (ogni mezz’ora i dati on-line si aggiornano con i valori medi registrati nell’arco degli ultimi 30 minuti). I dati sono trasmessi automaticamente dai sistemi di rilevazione in funzione 24 ore su 24 su tutti gli impianti, ubicati nelle province di Bologna, Ferrara, Forlì-Cesena, Modena, Ravenna, Rimini e Isernia.

Inoltre, a ulteriore garanzia di trasparenza, Hera assicura:

  • la trasmissione quotidiana o settimanale dei report contenenti le medie semiorarie e giornaliere all’ente di controllo (Arpa);
  • la trasmissione annuale del report sull’esercizio dell’impianto, entro il 30 aprile di ogni anno, all’Autorità Competente;
  • nel caso di impianti registrati Emas, la pubblicazione degli esiti dei controlli nella “Dichiarazione Ambientale”;
  • la pubblicazione, nel bilancio di sostenibilità del Gruppo, dei dati annuali confrontati con i limiti di legge e i limiti previsti dalle autorizzazioni.

Dal 2015 sul sito internet di Gruppo sono disponibili anche i dati degli impianti di Padova e Trieste, secondo le modalità previste (media semioraria aggiornata in tempo reale).

Infine, dal 2018 sono disponibili per tutti gli impianti anche i dati medi annuali degli autocontrolli periodici relativi ai metalli e ai microinquinanti organici.

L’attenzione del Gruppo nella rendicontazione delle emissioni dei termovalorizzatori in modo trasparente contribuisce al raggiungimento dei target 11.6 e 12.4 dell’Agenda ONU 2030.
 

Sempre più utilizzata la telepresenza
 

I servizi di telepresenza si dimostrano sempre più un facilitatore nella gestione delle riunioni, con risparmio di tempi di spostamento, rischio e affaticamento, permettendo anche un notevole risparmio energetico e garantendo una diminuzione dell’impronta ecologica del Gruppo.  

Nel 2019 sono state 100 le sale collegate in telepresenza (+5% rispetto all’anno precedente), per un totale di 24.579 riunioni (+3%) e circa 32.152 ore di utilizzo (+5%).  

L’ulteriore incremento sia in termini di sessioni che di ore di utilizzo delle sale di telepresenza del Gruppo Hera è dovuto ad un aumento di perimetro delle sale, oltre che ad un utilizzo più marcato dei client installati sui Pc aziendali. 

I servizi di telepresenza del Gruppo Hera contribuiscono al raggiungimento dei target 8.2 e 11.6 dell’Agenda ONU 2030.

La riqualificazione urbana e ambientale nelle sedi del Gruppo Hera
 

Sono proseguite per tutto il 2019, per quanto attiene alla sede della direzione del Gruppo sita in Bologna Viale Berti Pichat, le attività di monitoraggio ambientale della matrice aria e di verifica dello stato dei terreni e delle acque post-completamento delle operazioni di bonifica in campo previste dal piano operativo di bonifica approvato dagli enti preposti nell’anno 2016.

Nel corso del 2019 è proseguito il programma di rimozione di tutti i serbatoi interrati collegati effettuando l’estrazione e la verifica dei suoli di ulteriori 8 serbatoi. Il completamento di questa attività e il totale abbandono dello stoccaggio di idrocaburi nel sottosuolo è previsto per l’anno 2021. Ad oggi rimangono da estrarre 7 serbatoi da 3 diversi siti, mentre per i serbatoi dei laboratori di Forlì Via Balzella che non contengono idrocarburi ma acque di processo è stata decisa loro inertizzazione.

Per quanto attiene ai progetti di contenimento energetico sono stati completati gli interventi di sostituzione degli impianti di illuminazione esterna delle sedi di Bologna Via del Frullo, Bologna Via C. Campo, Cesena via Spinelli, Rimini via Terrapieno e Consolare, Imola Molino Rosso. La chiusura degli interventi di rifacimento degli impianti è prevista per il 2020 con le sedi di Imola Via Casalegno, Forlì via Balzella, Ferrara via Diana.

risparmi energetici conseguiti, in aggiunta a quelli dovuti a ulteriori interventi messi in atto dal fornitore integrato di manutenzione nell’ambito del contratto di Global service, hanno consuntivato una previsione di risparmi stimata in 47 Tep, consentendo di centrare gli obiettivi prefissi e contribuendo all’ ottenimento del prestigioso premio Fire (Federazione italiana per l’uso razionale delle energie) 2019.

Nell’ambito delle dotazioni interne degli uffici è stato dato avvio al nuovo contratto di fornitura e degli arredi per l’intero gruppo Hera seguendo puntualmente i criteri Cam (Criteri ambientali minimi) definiti dal Ministero dell’Ambiente. Sono inoltre stati realizzati vari “smart point” nelle sedi aziendali con un design coordinato, al fine di consentire l’utilizzo degli spazi comuni per attività di comunicazione e di scambio di idee da parte dei dipendenti. Sempre nell’ambito del miglioramento degli spazi aziendali sono state affrontate le progettazioni e avviate le realizzazioni del ripristino degli spogliatoi degli addetti operativi e del miglioramento delle dotazioni impiantistiche delle sale riunioni e videoconferenze dell’area Emilia-Romagna del Gruppo.

Progetti e servizi responsabili accordion 4

Qualità, costo e sicurezza del servizio per i clienti


  
 

Tutta la qualità dell’acqua in un report: In buone acque
 

Nel 2019 Hera ha pubblicato per l’undicesimo anno consecutivo il report In buone acque dedicato a raccontare la qualità e la trasparenza del processo che quotidianamente porta l’acqua di rubinetto nelle nostre case. Il report rappresenta ancora il primo e unico esempio di report italiano pubblicato sul tema dell’acqua di rubinetto e sui benefici associati al suo consumo sia in termini ambientali che economici rispetto alle acque in bottiglia.

Sulla base dei nuovi dati del 2018, si è ancora una volta dimostrato che l’acqua di rete gestita da Hera nei territori serviti è una risorsa buona, comoda, diffusa, sicura ed economica oltreché essere oligominerale a basso tenore di sodio, confrontabile per qualità con le principali acque in bottiglia presenti in commercio. Risultati confortanti garantiti da circa 2.800 analisi al giorno (comprese quelle delle ASL) sull’acqua di rubinetto (effettuate da Hera, dalle Asl e da Romagna Acque) dimostrato dal fatto che il 99,9% dei controlli svolti sono conformi alla qualità dell’acqua stabiliti dalla legge.

La stessa acqua, si può bere nelle 95 sorgenti urbane disponibili nel territorio servito che, nel 2019, hanno erogato in totale oltre 17,2 milioni di litri di acqua, di cui circa il 30% di acqua frizzante. Questo ha consentito un notevole risparmio di plastica, pari a oltre 11,4 milioni di bottiglie, evitando così l’emissione di oltre 2.100 tonnellate di CO₂. Il risparmio economico per le famiglie, corrispondente alla spesa media per l’acquisto di acqua minerale, è stato di 3,1 milioni di euro.

Il report inoltre contiene, territorio per territorio, i dati delle analisi relative a tutti i 29 parametri. Le analisi riguardano anche gli antiparassitari e parametri non normati quali i contaminanti emergenti e le fibre di amianto: anche in questi casi i risultati hanno confermato la qualità e la sicurezza dell’acqua di rete distribuita da Hera.

Il report, con contenuti ampliati nella versione online, dimostra che bere l’acqua di rubinetto oltre a essere una scelta sicura per la salute, sostenibile per l’ambiente fa anche bene al portafoglio. Infatti, l’acqua del rubinetto nel territorio servito da Hera permette di evitare la produzione, il trasporto e lo smaltimento di quasi 250 milioni di bottiglie di plastica che riempirebbero oltre tre milioni di cassonetti e di risparmiare mediamente quasi 440 euro l’anno per una famiglia composta da tre persone.

Per garantire la massima trasparenza e affidabilità dei dati riportati, il report è stato esaminato e certificato da DNV GL.

I contenuti ampliati del report sono visibili all’indirizzo www.gruppohera.it\report.

La diffusione del report “In buone acque” contribuisce al raggiungimento del target 12.8 dell’Agenda ONU 2030.
 

Reti elettriche più resilienti a Modena
 

Il Piano di lavoro per l’incremento della resilienza del sistema elettrico di Inrete è stato sviluppato secondo quanto previsto dalle linee guida di Arera. Il Piano prende in considerazione il fattore di rischio derivante dalla formazione di manicotti di ghiaccio e neve. Sulla base delle sollecitazioni meccaniche e delle caratteristiche meccaniche dei conduttori, delle caratteristiche geometriche delle linee e della loro collocazione geografica e altimetrica è stato definito il perimetro del piano, che comprende i comuni di Fanano, Fiumalbo, Guiglia, Lama Mocogno, Montecreto, Montese, Pavullo nel Frignano, Pievepelago, Polinago, Riolunato, Sestola e Zocca in provincia di Modena.

Sono state individuate le cabine secondarie comprese nel perimetro del piano che alimentano le utenze maggiormente critiche, per le quali sono necessari interventi per la riduzione del rischio di disservizio a livelli accettabili mediante potenziamento delle linee elettriche di alimentazione.

La tipologia d’intervento adottata per la risoluzione delle criticità individuate consiste nella sostituzione dei tratti di conduttori aerei nudi le cui sezioni risultano non idonee a sopportare le sollecitazioni considerate con cavi aerei elicordati di sezione opportuna, in prima approssimazione sullo stesso tracciato delle linee esistenti.

Per l’individuazione degli interventi è stata effettuata un’analisi della rete di distribuzione di media tensione, considerando il migliore percorso di alimentazione delle cabine maggiormente critiche, lungo il quale sono stati poi identificati tutti i tratti di conduttori aerei di sezione non idonea e che devono quindi essere sostituiti con cavi aerei elicordati.

Il piano è composto da 54 interventi per ottimizzare le attività, dando precedenza alle aree più critiche e nell’ottica di minimizzare gli impatti sul servizio di distribuzione. Ad oggi sono state stati attuati gli interventi previsti sulle cabine primarie/secondarie, aumentando la possibilità di miglioramento della continuità del servizio. Nel 2020 si prevede di concludere altri otto interventi che si aggiungono ai primi due completati nel 2019.

Le attività legate alla resilienza delle reti elettriche contribuiscono al raggiungimento del target 13.1 dell’Agenda ONU 2030.
 

In Hera si beve acqua del rubinetto
 

Il progetto Hera2O, avviato nel 2008, promuove l’uso dell’acqua di rete da parte dei lavoratori di Hera. Bevendo 530 mila litri di acqua di rete nel 2019 grazie ai 122 erogatori installati nelle mense e negli uffici, i lavoratori di Hera hanno evitato la produzione di rifiuti: oltre 13 tonnellate di plastica, corrispondenti a circa 160 cassonetti, oltre 590 mila bottiglie di plastica (ipotizzate bottiglie da 0,5 litri per mense e usi individuali, da 1,5 litri per uffici e sale riunioni). Questo comportamento virtuoso ha consentito un risparmio energetico di circa 54 tonnellate equivalenti di petrolio e conseguenti minori emissioni di gas serra pari a 152 tonnellate.

Progetti e servizi responsabili accordion 5

Sostenibilità nella catena di fornitura


Il piano di monitoraggio dei fornitori con un focus sulla responsabilità sociale
 

Nel corso del 2019 sono stati raccolti oltre 90 questionari di valutazione Responsabilità Sociale d’Impresa da fornitori ritenuti critici per attività e importo contrattuale. I documenti sono stati esaminati e, per le parti incomplete o mancanti, si è proceduto alla richiesta di chiarimenti e integrazioni. Inoltre, sono stati rendicontati 201 interventi informativi sulla normativa, da parte delle imprese, nei confronti delle proprie maestranze.

Nel 2019 inoltre sono stati eseguiti otto audit con focus sulla responsabilità sociale tutti presso le sedi dei fornitori: in diversi casi si sono rese necessarie ulteriori verifiche per controllare l’effettivo avvio del percorso di miglioramento concordato e l’attivazione delle azioni correttive. Sono state compiute 12 ulteriori verifiche direttamente nei cantieri del Gruppo Hera congiuntamente alla Direzione Qualità Sicurezza e Ambiente. Gli audit nelle sedi dei fornitori sono stati svolti da personale esterno certificato e referenziato, selezionato attraverso trattativa privata, a garanzia del percorso di trasparenza e indipendenza adottato dal Gruppo.

Queste attività di monitoraggio integrano le verifiche periodiche dei referenti aziendali di contratto, anche in merito alla corretta gestione di subappalti/subcontratti, qualora presenti.


L’economia circolare nella catena di fornitura
 

Nel 2019 è stato attivato un progetto per inserire nelle linee guida per gli approvvigionamenti del Gruppo criteri coerenti con i principi dell’economia circolare. Il progetto ha tenuto conto del modello Resolve proposto dalla Fondazione Ellen Mac Arthur che definisce 6 aree di azione per la transizione verso l’economia circolare.

Sono state analizzate tutte le tipologie di beni e servizi acquistati dal Gruppo e per ognuna è stato definito l’attuale livello di maturità della “circolarità” nella selezione dei fornitori (misurata in base al potere negoziale, alla maturità della domanda, del mercato e a vincoli normativi e settoriali) e il potenziale futuro (misurata sull’effettivo peso economico dell’ambito di azione sul costo totale della fornitura), tenendo conto anche della complessità di implementazione di eventuali azioni da attivare. L’analisi della spesa attuale in ottica di economia circolare, effettuata anche con il coinvolgimento delle strutture operative, ha portato a evidenziare 43 tipologie merceologiche di acquisto per le quali già esistono acquisti “circolari” o sono potenzialmente attivabili.

Sono state quindi mappate le iniziative già presenti, definiti alcuni progetti pilota per il 2020 che riguarderanno la gestione dei cantieri, gli acquisti di contatori, pneumatici e di prodotti in plastica per la raccolta rifiuti (sacchi e contenitori di piccolo formato).

Parallelamente, è stato sviluppato un modello di rendicontazione per monitorare in maniera puntuale l’impatto delle iniziative attivate. In coerenza con quanto già effettuato per il monitoraggio dell’utilizzo di criteri di sostenibilità negli affidamenti, è stato identificato un primo elenco di 20 criteri utilizzabili nella selezione dei fornitori e riconducibili ai principi dell’economia circolare. Tra questi criteri si possono ad esempio evidenziare l’utilizzo di materiali riciclati o biodegradabili, la riduzione dei rifiuti prodotti dai fornitori e il loro riciclo, l’utilizzo dei mezzi di trasporto a pieno carico, l’aumento della quota di recupero dei rifiuti prodotti. Tra le gare in cui sono stati utilizzati questi criteri si possono evidenziare la fornitura di arredi costruiti con materiale riciclato, l’acquisto di carta 100% riciclata per le sedi, l’acquisto di cassonetti costruiti in parte con plastica riciclata, la realizzazione di cabine primarie con materiale ecocompatibile.

Il valore degli affidamenti effettuati nel 2019 con il metodo dell’offerta economicamente più vantaggiosa che prevedevano criteri premianti di “circolarità” è stato pari al 5,7% del totale del valore degli affidamenti e il punteggio dedicato a questi criteri è stato in media pari a 1,8 punti.

Si prevede di estendere tale rendicontazione anche alle gare con aggiudicazione con massimo ribasso attraverso la valorizzazione dei requisiti tecnici “circolari” (es.: componente materica riciclata o riciclabile di un bene). Inoltre, si prevede di aggiornare periodicamente l’elenco dei criteri di valutazione “circolari” e di estendere la metodologia adottata per le categorie pilota alle altre categorie merceologiche individuate.

Progetti e servizi responsabili accordion 6

Sostenibilità nella gestione delle persone


    
 

Progetto Smart working sempre più esteso
 

Dopo l’attivazione del progetto pilota partito a fine 2017, a gennaio 2019 il progetto Smart Working ha visto l’estensione a oltre 1.500 persone portando a circa il 26% la percentuale dei dipendenti coinvolti nel progetto sul totale dei dipendenti a tempo indeterminato, escluso gli operai (nel 2018 erano l’8%).

Il modello distintivo del Gruppo si pone l’obiettivo di lavorare su quattro aspetti: cultura e processitecnologie e sistemitempo e performance e spazi.

Nel corso del 2019 sono state realizzate diverse iniziative di formazione (prevalentemente on line) volte a diffondere ulteriormente la “cultura agile” all’interno del Gruppo e favorire la diffusione di un linguaggio comune sul tema. Rispetto a “tecnologie e sistemi” si è lavorato per dare consapevolezza e conoscenza delle tecnologie disponibili e dei principali strumenti di collaborazione e pianificazione. Il remote working inteso come possibilità di lavorare per un giorno a settimana da un luogo diverso dalla sede assegnata (incluso da casa), rappresenta la principale iniziativa all’interno dell’ambito tempo e performance e ha visto nel 2019 un ulteriore sviluppo e diffusione che ha visto il conivolgimento di 945 persone che hanno completato l’iter di adesione relativo all’accordo aziendale. Inoltre, rispetto al tema “spazi”, largo utilizzo è stato fatto degli “smart point”: spazi polifunzionali (allestiti in via sperimentale nel corso del 2018), per cercare di dare risposta in modo più efficace al bisogno di trovare luoghi per collaborare e confrontarsi (con colleghi interni o esterni), o alla necessità di avere ambiti più riservati per favorire una migliore concentrazione.

Nel 2019 i risultati ottenuti sono stati di piena soddisfazione sia in termini di miglioramento della produttività (per i colleghi coinvolti e per i responsabili) sia in termini di miglioramento della soddisfazione. Proseguirà l’investimento in comunicazione verso tutti i dipendenti e in formazione specifica sulle competenze determinanti per rendere efficace lo smart working. L’obiettivo sarà quello di dare continuità alla misurazione dei benefici collettivi e individuali, alla valorizzazione di nuove opportunità e alla creazione di condizioni per aumentare congiuntamente produttività e benessere. Un ulteriore obiettivo è quello di estendere la popolazione coinvolta nel progetto smart working incrementando al 50% il personale coinvolto al 2023, come indicato negli obiettivi di Piano industriale di Gruppo.

Nell’ambito di questo percorso avviato, al management aziendale è richiesto di sviluppare ulteriormente le capacità di gestione delle risorse in un contesto in cui la performance assume sempre maggiore importanza rispetto al tempo e al luogo fisico di lavoro. Il modello di leadership di Gruppo recita quindi un ruolo da protagonista ed è determinante nel garantire efficacia di applicazione.

Il progetto smart working, nel suo complesso e con riferimento al remote working, contribuisce al raggiungimento dei target 5.b e 8.2 dell’Agenda ONU 2030.
 

Incentivi e premi di risultato dipendono anche dalla sostenibilità 
 

Aspetti collegati alla sostenibilità sono presenti nel sistema incentivante per quadri e dirigenti e nel sistema di determinazione del premio di risultato utilizzati dal Gruppo. Il premio di risultato è influenzato da indicatori associati alla qualità, alla sicurezza sul lavoro e del servizio, all’ambiente, mentre il sistema incentivante collegato alla balanced scorecard prevede fin dal 2006 che una parte dell’incentivo sia collegata anche al raggiungimento di obiettivi di sostenibilità.

Nel 2019, il 34% della retribuzione variabile dei dirigenti e quadri del Gruppo è associata a progetti-obiettivo di sostenibilità (miglioramento della qualità, dell’impatto ambientale, dell’immagine, coinvolgimento del personale, sviluppo professionale, dialogo con gli stakeholder), con un peso dei progetti-obiettivo orientati alla creazione di valore condiviso pari al 20% (progetti-obiettivo associati ai driver Csv “uso intelligente dell’energia”, “uso efficiente delle risorse”, “innovazione e contributo allo sviluppo”).

BALANCED SCORECARD 2019: COMPOSIZIONE DELLA RETRIBUZIONE VARIABILE NEGLI AMBITI DI SOSTENIBILITÀ E CSV

AMBITO % RETRIBUZIONE VARIABILE N. DI PROGETTI-OBIETTIVO N. DI DIRIGENTI/QUADRI COINVOLTI
Uso intelligente dell’energia 2% 20 46
Uso efficiente delle risorse 10% 40 192
Innovazione e contributo allo sviluppo 10% 44 222
Totale ambiti CSV 20% 104 338
Altri ambiti di sostenibilità 14% 89 340
Totale CSV e sostenibilità 34% 193 505

 

Come si evince dalla tabella, nel 2019 i dirigenti e quadri coinvolti in progetti-obiettivo CSV e di sostenibilità erano 505 pari al 76% del totale. Limitando l’analisi ai soli ambiti CSV, si evidenzia che erano 338 i dirigenti quadri (oltre la metà del totale) coinvolti in progetti-obiettivo finalizzati alla creazione di valore condiviso a dimostrazione della pervasività dell’approccio CSV del Gruppo nella strategia e nel sistema incentivante di breve termine (Balanced scorecard) che nel 2019 coinvolgeva 662 lavoratori, tra dirigenti e quadri. Agli ambiti CSV “uso intelligente dell’energia” e “uso efficiente delle risorse” afferiscono numerosi progetti di mitigazione e adattamento al cambiamento climatico.

Il premio di risultato di quadri, impiegati e operai è collegato a obiettivi congiunti anche alla qualità, all’ambiente e alla sicurezza sul lavoro per una quota che può arrivare al 32%.

Dal 2018 è prevista anche la possibilità di convertire fino al 50% del premio di risultato aziendale in beni e servizi presenti all’interno del piano di welfare aziendale.

La sostenibilità è entrata anche nel piano di incentivazione differito per la retention del management ridefinito dal Consiglio di Amministrazione nella seduta del 19 dicembre 2018, su proposta del Comitato per la remunerazione. Il Piano è riservato ad un numero ridotto di dirigenti selezionati tenendo conto del peso della posizione organizzativa, della valutazione delle performance ottenute nell’ambito del processo di sviluppo e del “rischio di mercato”. L’evoluzione introdotta per il triennio 2019-2011 prevede, tra i tre indicatori che saranno utilizzati per quantificare il premio da erogare nel 2022, il MOL “a valore condiviso”. Il target da raggiungere è quello previsto nel Piano industriale per l’anno 2021.
 

Grazie alla terza edizione di HeraSolidale raccolti circa 370 mila euro a favore di cinque Onlus
 

HeraSolidale si pone l’obiettivo di promuovere la solidarietà e il sostegno a progetti sociali con il coinvolgimento dei lavoratori del Gruppo Hera, dei clienti e dell’azienda stessa.

Nel 2019 si è conclusa la terza edizione del progetto iniziata nel 2018. Nel 2018 i lavoratori del Gruppo avevano scelto attraverso un meccanismo di votazione cinque delle quindici Onlus selezionate dall’azienda secondo i seguenti criteri: notorietà e trasparenza delle attività, contributo a uno o più obiettivi dell’Agenda ONU al 2030 e ambiti di intervento afferenti ai servizi Hera (criterio accessorio).

Di seguito l’elenco delle Onlus, dei progetti e degli obiettivi raggiunti grazie a HeraSolidale:

  • Fondazione ANT Italia ONLUS:
    • Solidarietà fa rima con sostenibilità” ha permesso l’acquisto di un’auto ibrida per l’assistenza a domicilio dei malati oncologici;
    • Bimbi in ANT” progetto che ha consentito di assistere 18 piccoli malati di tumore e le loro famiglie, di sostenere sei mesi di attività di supporto psicologico verso i bambini che hanno un proprio caro ammalato e di garantire circa 160 ore di formazione nelle scuole attraverso incontri dedicati, sviluppati da psicologici e formatori di ANT;
    • Adotta un malato” è un progetto assistenziale sociosanitario sul territorio dell’Emilia-Romagna che ha permesso l’assistenza a 22 pazienti oncologici.
  • Save the Children:
    • Il campo di Za’atari in Giordania” è un progetto che supporta attraverso l’istruzione i bambini sfollati della guerra in Siria grazie alla costruzione di tre asili in edifici prefabbricati. HeraSolidale ha permesso di garantire: la distribuzione di merende a 200 bambini per un anno, il supporto di due insegnanti di asilo per un anno, la distribuzione di 2 mila kit scolastici e libri ai bambini, la fornitura di mobilio (sedie, banchi, lavagne) e giocattoli.
  • Butterfly Onlus:
    • “Dona l’acqua” ha permesso la riabilitazione di nove pozzi in Etiopia che garantiscono l’acqua a 8.100 beneficiari. Il progetto ha inoltre consentito la costituzione di Comitati Water & sanitation per la gestione e manutenzione dei pozzi e l’istruzione delle comunità beneficiarie attraverso corsi igienico-sanitari.
  • AISM – Associazione Italiana Sclerosi Multipla:
    • “La ricerca per le forme gravi di Sclerosi Multipla” ha consentito di finanziare 15 mesi di lavoro per un ricercatore;
    • “I Servizi di riabilitazione di Aism” ha permesso l’acquisto di attrezzature sanitarie nuove per garantire alle persone con Sclerosi Multipla la migliore riabilitazione possibile nei cinque Servizi di riabilitazione di Como, Genova, Aosta, Vicenza e Padova: una pedana stabilometrica, due elettro stimolatori portatili, una macchina a ultrasuoni, un elettro stimolatore per ambulatorio, due bladder scan e un lettino elettrico.
  • Donne in Rete contro la violenza:
    • Le borse di lavoro: insieme contro la violenza” ha permesso per cinque donne sei mesi di tirocinio di inserimento lavorativo e una borsa di lavoro per sei mesi.

Hanno aderito al progetto oltre 880 lavoratori, accettando così di devolvere mensilmente uno, tre, cinque euro o altro attraverso un prelievo trattenuto direttamente dalla propria busta paga.

Importante elemento di novità in questa ultima edizione è stato il coinvolgimento di uno stakeholder esterno all’azienda: i nuovi clienti di Hera hanno potuto, infatti, al momento della sottoscrizione del contratto con Hera, donare un euro a una delle cinque Onlus.

Ma non è finita qui, anche l’azienda come ogni anno, ha voluto fare la sua parte: Hera Comm e Hera Comm Marche durante i due anni del progetto, hanno donato un euro per ciascun nuovo cliente.

Tra il 2018 e il 2019 sono stati raccolti circa 370 mila euro: oltre 126.400 euro devoluti dai dipendenti tramite il prelievo di busta paga e Hextra, il sistema integrato di welfare aziendale, oltre 243.000 euro donati da Hera Comm, Hera Comm Marche e dai nuovi clienti.

Il progetto HeraSolidale, grazie alla partnership con le Onlus interessate, contribuisce al raggiungimento del target 17.17 dell’Agenda ONU 2030.

Nel 2019 stata avviata la quarta edizione del progetto che ha visto, tra fine 2019 e inizio 2020, i lavoratori del Gruppo alle prese con le votazioni di cinque Onlus e Organizzazioni a partire da 15 proposte selezionate secondo i medesimi criteri della passata edizione.

Novità della quarta edizione di HeraSolidale è l’individuazione di due Onlus a tema sostenibilità ambientale, in linea con la proposizione commerciale del Gruppo e di Hera Comm, partner fondamentale per il successo di HeraSolidale, che si aggiungono alle cinque Onlus e Organizzazioni votate dai lavoratori per un totale di sette Onlus e Orgaizzazioni. A differenza delle precedenti edizioni la quarta edizione di HeraSolidale durerà tre anni.
 

Diversity and inclusion index: Hera nella top 100 mondiale
 

Il tema della valorizzazione della diversità e dell’inclusione ha acquistato un ruolo di primo piano anche per gli investitori italiani ed esteri, sempre più attenti ad allocare le risorse in aziende quotate che mostrino di agire nell’implementazione di un approccio orientato ai principi ESG (ambientali, sociali e di governance). In questo scenario di riferimento il Gruppo Hera si conferma tra le aziende più interessanti per gli investitori che guardano con favore il rispetto della diversità e l’inclusione intesa come leva di miglioramento. L’operato di Hera si riflette nel risultato ottenuto nel “Diversity & Inclusion Index”, un indice strutturato di Refinitiv (ex-Thomson Reuters), che ha preso in esame oltre 7.000 aziende quotate a livello globale. La sua analisi si focalizza principalmente su quattro aree: diversità, inclusione, sviluppo delle persone e controversie legate all’esposizione sui media. La classifica 2019 delle aziende incluse nell’indice attribuisce a Hera 75 punti su 100, consentendo al Gruppo di posizionarsi terzo in Italia e 14a al mondo e di confermarsi ancora come prima realtà del settore multiutility a livello globale.

Questi riconoscimenti testimoniano la bontà del percorso che Hera ha intrapreso ormai da diversi anni, centrato su temi e sfide che oggi sono di assoluto riferimento per la comunità degli investitori. A questo proposito vale la pena di ricordare la lettera di indirizzo inviata ai CEO delle maggiori imprese quotate a livello globale da Larry Fink, numero uno del primario fondo di investimento BlackRock, in cui le invita a ripensare il senso del “purpose” legato al proprio business, in modo tale che esso diventi un driver per conseguire obiettivi di interesse comune, compresi quelli relativi all’inclusione e alle diversità.

Il gruppo ha inoltre ottenuto il quarto posto assoluto nella classifica dell’Integrated Governance Index promosso da Etica News (rispetto al quinto posto del 2018) e primo posto assoluto nella classifica per la finanza green.

Sempre nel 2019 Hera è stata invitata per la prima volta a partecipare al questionario per l’inclusione nell’indice Dow Jones Sustainability Index rivolto alle aziende quotate comprese nell’indice FTSE MIB40 e che considera tra i pillars valutati la diversità e l’inclusione esistenti nelle aziende valutate. Al primo tentativo è stata superata la media di settore (pari a 48) con un’importante outperformance nell’aspetto ambientale.
 

Hera water challenge: il quiz per rendere i dipendenti più consapevoli e sostenibili
 

Meglio un’insalata oggi o una cavalletta fritta domani? Ci vuole più acqua per fare un caffè o per fare una doccia? A queste e altre domande sono stati “sottoposti” i lavoratori di Hera che hanno partecipato a Hera Water Challenge, la campagna per la gestione sostenibile delle risorse idriche. La sfida, attraverso un quiz interattivo, disponibile sul Portale aziendale, è strutturato in modo da far diventare più “acqua-consapevoli” tutti i lavoratori di Hera che partecipano. Tutte le risposte date dal quiz, che dura non più di 15 minuti, sono basate su dati ufficiali per approfondire meglio questo importante tema.

Secondo il “Rapporto sullo sviluppo dell’acqua” pubblicato dalle Nazioni Unite, un terzo dei più grandi sistemi di falde acquifere al mondo è a rischio di prosciugamento. Di conseguenza il numero di persone che vivono in gravi condizioni di carenza idrica aumenterà fino a 3,2 miliardi entro il 2050. Queste persone non si troveranno solo nei paesi poveri, ma anche in Australia, Italia, Spagna e persino gli Stati Uniti dovranno affrontare gravi carenze di acqua.

Basta un’occhiata ai water facts sul sito dell’ONU www.unwater.org per vedere quanto l’acqua influenzi tutti i grandi temi dello sviluppo umano: dalla condizione femminile ai conflitti armati, dalla sanità alle migrazioni. Tutti ne devono essere consapevoli. Ecco perché il sesto obiettivo per uno Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite è garantire a tutti la disponibilità e la gestione sostenibile dell’acqua e delle strutture igienico-sanitarie: Hera si sta impegnando per contribuire a raggiungerlo attraverso un piano quadriennale di cui anche questa campagna fa parte. Siamo pronti ad accogliere la sfida?

Progetti e servizi responsabili aggiornamento pagina

Pagina aggiornata al 15 febbraio 2021

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