Qualità, Sicurezza e Ambiente: il Gruppo Hera conferma un solido presidio in conformità alle norme internazionali
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Rinnovate le certificazioni da parte di Bureau Veritas, con un occhio di riguardo all’innovazione per la sostenibilità
Perseveranza e miglioramento continuo, anche per mezzo dell’innovazione; sono queste le caratteristiche salienti dell’impegno del Gruppo Hera nell’applicazione delle best practice ISO 9001 (sistema di gestione della qualità), ISO 14001 (sistema di gestione ambientale) e ISO 45001 (sistema di gestione della salute e la sicurezza sul lavoro), applicate, a tutela di tutte le parti interessate, rispettivamente dal 2000, 2007 e 2009.
A confermarlo è Bureau Veritas Italia, dopo 131 giornate di audit in cui il sistema di gestione integrato del Gruppo Hera e delle sue società Heratech (che gestisce il servizi tecnico commerciali e operativi connessi alle utenze finali, i servizi di ingegneria impiantistica e i laboratori di analisi), Inrete Distribuzione Energia (che gestisce l’attività di distribuzione del gas naturale e dell’energia elettrica) e Uniflotte (dedicata alla gestione della flotta aziendale) è stato passato al vaglio da un team composto da 15 Auditor indipendenti, che ha lavorato da febbraio a maggio di quest’anno campionando e analizzando siti e processi aziendali nelle province, servite dalla multiutility, di Modena, Ferrara, Bologna, Imola, Forlì Cesena, Ravenna e Rimini.
Un importante impegno in termini di verifica, che è direttamente proporzionale all’articolato presidio sui temi della Qualità, Sicurezza e Ambiente applicato dalle società del Gruppo.
In aggiunta agli schemi di certificazione per la qualità, sicurezza e ambiente, Bureau Veritas ha verificato anche la conformità del sistema di gestione di Hera allo standard sull’economia circolare (AFNOR XP X30-901), la conformità del sistema di gestione di Heratech, rispetto alla UNI/PdR 74:2019 (progettazione BIM).
Gli auditor Bureau Veritas hanno particolarmente apprezzato l’impegno di Hera per la sostenibilità attraverso progetti innovativi, ad esempio in materia di fotovoltaico e agrivoltaico, Green Gas o riguardo alla ricerca fughe gas tramite algoritmi predittivi, con l’aiuto dell’intelligenza artificiale.
Per Marcello Guerrini, Direttore Centrale Servizi Corporate: “Si tratta di un’ulteriore conferma del fatto che, con l’impegno e l’atteggiamento propositivo delle nostre persone, a tutti i livelli e grazie agli stimoli di Bureau Veritas, possiamo innescare un ciclo virtuoso verso la sostenibilità per il territorio, per i clienti, per i fornitori e per tutte le parti interessate”.
Per Roberta Prati, Certification & Industry Director di Bureau Veritas Italia, “è un orgoglio poter contribuire – con i nostri audit – alla verifica e al miglioramento continuo dei processi che il Gruppo Hera eroga a vantaggio della collettività. È proprio rivolgendoci alle persone e all’ambiente che traiamo una giusta, profonda motivazione che ci guida nelle attività di ogni giorno”.
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Inaugurato questa mattina il nuovo assetto dell’impianto del Consorzio Industriale gestito da Herambiente. Fra gli obiettivi: maggiore resilienza di fronte ai mutamenti climatici, rispetto di parametri di scarico ancora più restrittivi e una risposta più efficace alle esigenze delle filiere produttive
Quasi 2 anni di lavori
Da piccolo depuratore di provincia a modello nazionale di protezione delle acque. È questa la metamorfosi del depuratore di Pozzilli, in via dell’Industria, che questa mattina ha inaugurato la conclusione dei lavori di potenziamento (revamping) iniziati a giugno 2024, senza che ne venisse mai interrotta l’operatività. Di proprietà del Consorzio per lo Sviluppo Industriale Isernia-Venafro e gestito da Herambiente (Gruppo Hera) in RTI con la società Co.Ge.M. (Costruzioni Generali Molisane), l’impianto tratta le acque reflue civili di Pozzilli e Montaquila, quelle del nucleo produttivo di Pozzilli, oltre ai rifiuti liquidi conferiti con automezzi da diverse realtà industriali. Nella piattaforma di via dell’Industria, lavorano complessivamente 10 persone, fra addetti diretti e indiretti.
Il revamping, grazie alle tecnologie impiegate, consente di raggiungere tre importanti obiettivi.
Più protezione ambientale a fronte di limiti estremamente restrittivi
Il primo è l’ulteriore innalzamento del livello di protezione ambientale. La nuova Autorizzazione Integrata Ambientale rilasciata nel novembre 2023 dalla Regione Molise impone, infatti, limiti agli scarichi fra i più bassi a livello nazionale, ben al di sotto di quelli imposti dalla legislazione nazionale (d.lgs. 152/06, Testo Unico Ambientale). Ad esempio, su parametri fondamentali come COD (quantità di ossigeno necessaria per ossidare chimicamente le sostanze inquinanti), BOD5 (carico inquinante organico), nitrati e SST (particelle solide sospese) i limiti AIA sono mediamente più bassi del 40-50% rispetto alla già restrittiva normativa nazionale. Il nuovo assetto del depuratore di Pozzilli consentirà il pieno rispetto di tali severi parametri, in qualsiasi condizione operativa dell’impianto.
Maggiore resilienza verso i mutamenti climatici
Il secondo beneficio del revamping riguarda la maggior resilienza dell’impianto a fronte di grandi eventi meteorici connessi ai mutamenti climatici, come, ad esempio, le bombe d’acqua. Queste, come si sa, determinano repentini incrementi delle acque in ingresso, che possono parzialmente compromettere l’efficacia della depurazione. Gli interventi effettuati consentiranno invece il pieno governo del fenomeno. Dunque, anche a fronte di improvvisi alti volumi di reflui in ingresso, l’impianto manterrà molto più agevolmente la piena funzionalità, riducendo sensibilmente il rischio (tipico di tutti i depuratori) di scolmare direttamente in ambiente le acque in eccesso.
Un’opportunità per le imprese
Il rinnovo ha però anche una rilevante valenza economica. Grazie al potenziamento, infatti, il depuratore potrà allargare la propria disponibilità per il trattamento dei rifiuti liquidi delle attività produttive, dando risposta alle necessità espresse da molte filiere che, soprattutto nel centro-sud Italia, scontano una strutturale carenza di impianti di trattamento e recupero, spesso all’origine di maggiori costi operativi e conseguente perdita di competitività. Fra i settori interessati, solo per citarne alcuni, il lattiero-caseario e la trasformazione alimentare in genere, le lavorazioni a inchiostro e vernice, lo spurgo e la sanificazione di fosse settiche.
Sono 4 gli interventi alla base del profondo rinnovo del depuratore.
Gli interventi effettuati 1: il raddoppio della sedimentazione secondaria
Innanzitutto, il nuovo sedimentatore secondario. Si tratta di una grande vasca circolare con capacità di 300 metri cubi e diametro di 16 metri, dotata anche di un sistema di raccolta schiume, che si affianca a una vasca simile già attiva. Nelle due vasche finiscono i reflui dopo essere stati sottoposti prima a un trattamento chimico-fisico per rendere insolubili le sostanze inquinanti non biodegradabili, come metalli pesanti e composti organici tossici, attraverso reazioni specifiche e poi a un trattamento biologico, dove grazie a coltivazioni di batteri e microorganismi si aggrediscono gli inquinanti organici biodegradabili, come, ad esempio, fosforo azoto, tensioattivi e sostanze organiche carboniose in generale.
Il raddoppio delle vasche di sedimentazione consente, anche con grandi quantità di acque in ingresso, di far sedimentare al meglio sul fondo i fanghi e dunque restituire all’ambiente acque ancora più pulite.
Gli interventi effettuati 2: vasca di prima pioggia interrata
Altra opera di grande importanza è la nuova vasca di prima pioggia da 250 metri cubi completamente interrata. In caso di forti piogge è in grado di immagazzinare temporaneamente l’acqua in eccesso per poi rilasciarla gradatamente, in modo che sia interamente sottoposta al processo depurativo senza che questo perda in efficienza ed efficacia.
Gli interventi effettuati 3: la copertura dello stoccaggio fanghi
Un ulteriore livello di protezione dagli eventi atmosferici è dato dalla copertura integrale realizzata per lo stoccaggio dei fanghi. Qui i fanghi prodotti dalle diverse fasi della depurazione vengono asciugati per ridurne il volume e facilitarne così il successivo trattamento (presso impianti esterni). La grande copertura ricavata permette non solo di evitare il contatto con la pioggia, che ne farebbe di nuovo aumentare il volume, ma di accelerare il processo di evaporazione delle acque contenute nei fanghi stessi. E, naturalmente, costituisce una barriera rilevante a eventuali dispersioni odorigene.
Gli interventi effettuati 4: la nuova sezione SBR dedicata ai rifiuti liquidi
L’intervento tecnologicamente più avanzato del revamping è certamente la sezione di trattamento biologico cosiddetto SBR (Sequencing Batch Reactor). La nuova vasca consente un trattamento biologico aggiuntivo dedicato esclusivamente ai rifiuti liquidi industriali. Questi, dunque, da un lato potranno essere trattati con maggiori flessibilità ed efficacia, fornendo alle imprese un’opzione prossima per un trattamento pienamente sostenibile degli scarti. Dall’altro la loro depurazione, anche in caso di quantità rilevanti gestite, non impatterà sulle altre funzionalità dell’impianto.
Il percorso visitatori per aprire l’impianto al territorio
Il revamping del depuratore contempla anche numerosi altri interventi, fra cui la completa ristrutturazione della palazzina uffici, in cui è stata ricavata una sala conferenze e allargati i locali del laboratorio analisi. Fra gli interventi civili assume particolare rilievo il percorso visitatori, un sistema di 9 grandi pannelli installati accanto a ogni struttura che caratterizza un passaggio del percorso depurativo. Grazie anche a chiare infografiche, il percorso illustra, il funzionamento dell’impianto a beneficio di scuole e altri visitatori, confermando la volontà di Herambiente di aprire anche questo impianto, come del resto il vicino termovalorizzatore di Pozzilli, al territorio circostante.
Ramonda: “un investimento che aggiunge valore e attrattività al territorio della Piana”
“Con questo intervento Pozzilli diventa un depuratore di riferimento per l’intero centrosud italiano”, spiega Andrea Ramonda, Amministratore Delegato Herambiente. “Riferimento per gli standard tecnologici impiegati, per la protezione garantita alle acque superficiali della Piana di Venafro e per le capacità di trattamento che può mettere al servizio di numerosi comparti industriali. In questo senso, si può dunque affermare che l’investimento aggiunge valore e attrattività al territorio dal punto di vista sia ambientale che economico”.
Colitti: “un passo importante per la tutela dell’ambiente”
“Il potenziamento del depuratore di Pozzilli rientra pienamente nella visione strategica del Consorzio”, afferma Pasquale Colitti, Presidente del Consorzio per lo Sviluppo Industriale Isernia-Venafro. “L’impianto rinnovato, infatti, risponde all’idea di sviluppo sostenibile e innovativo del territorio per cui siamo impegnati ogni giorno da oltre 4 anni. Il prossimo passo sarà quello di potenziare al massimo le aree verdi per contribuire alla riduzione del CO2 e alla mitigazione climatica”.
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Virtual Hera: le risposte che cerchi a portata di mano
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