Il Gruppo Hera presenta il Piano industriale al 2027
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Sviluppo, resilienza e creazione di valore condiviso con gli stakeholder al centro del nuovo documento strategico, che stanzia 4,4 miliardi di investimenti per accelerare il raggiungimento degli obiettivi di transizione ecologica ed aumentare ulteriormente la resilienza di reti e impianti. I risultati preconsuntivi del 2023 delineano il raggiungimento - con tre anni di anticipo - dei target del precedente Piano, grazie alle numerose azioni di sviluppo messe in campo e alla capacità di cogliere le opportunità di mercato.
Highlight economico-finanziari del Piano industriale al 2027
- Margine operativo lordo al 2027: 1,650 miliardi di euro (+27% rispetto al 2022)
- Investimenti quinquennali per 4,4 miliardi di euro
- Incremento del ritorno sul capitale investito netto da 7,9% al 9,5% al 2027
- Debito netto/MOL stabilmente al di sotto del 3x in arco Piano: 2,7x nel 2027
- Crescita media annua dell’utile per azione al 7%
- Crescita del dividendo del 28% (fino a 16 centesimi per azione nel 2027)
- Ritorno totale medio annuo per gli azionisti (TSR) del 12%
Highlight industriali: crescita sostenibile
- 2,5 miliardi di euro gli investimenti allineati alla Tassonomia europea per gli investimenti sostenibili (il 98% di quelli ammissibili)
- Investimenti a valore condiviso per un ammontare pari a oltre il 70% dell’intero piano quinquennale
- Incremento del MOL a valore condiviso superiore al 55% nel 2027, per arrivare al 64% del MOL complessivo
- Confermato l’impegno alla riduzione delle emissioni CO2 totali del 29% al 2027 e del 37% al 2030
- Il 30% piano investimenti contribuirà alla digitalizzazione e all’innovazione delle infrastrutture
- Il 40% piano investimenti contribuirà all’incremento della resilienza ai cambiamenti climatici delle infrastrutture del Gruppo
- 10 miliardi di euro il valore economico distribuito nel quinquennio 2023-2027 agli stakeholder dei territori nei quali opera il Gruppo
Highlight risultati preconsuntivi 2023
- Margine operativo lordo previsto superiore a 1.480 milioni di euro (+14%)
- Rapporto debito netto/MOL previsto inferiore a 2,6x (da 3,3x del 2022)
- Dividendo previsto a 14 centesimi di euro (+12% rispetto al 2022), superiore alle attese di piano
Il Consiglio di Amministrazione del Gruppo Hera, presieduto dal Presidente Esecutivo Cristian Fabbri, ha visionato oggi i risultati preconsuntivi 2023 e approvato il Piano industriale al 2027.
La crescita di tutti i principali indicatori economico-finanziari – dal margine operativo lordo al ROI fino agli utili per azione e ai dividendi – si accompagna all’attenzione all’equilibrio finanziario, con un rapporto debito netto/MOL stabilmente al di sotto del 3x.
L’importante piano investimenti stanziato per il quinquennio 2023-2027 alimenterà numerose progettualità e permetterà un’accelerazione delle attività in grado di rafforzare la resilienza e generare valore condiviso e sviluppo sostenibile; la multiutility si conferma così un solido partner di riferimento nei confronti dei territori serviti per rispondere alle sfide del contesto esogeno e abilitare la transizione ecologica, energetica e digitale, l’economia circolare e la salvaguardia delle risorse.
Risultati preconsuntivi 2023
Dalle prime elaborazioni, per l’anno appena concluso si attende una performance positiva dei margini industriali del Gruppo, con un margine operativo lordo (MOL) previsto oltre i 1.480 milioni di euro, 185 milioni in più rispetto ai 1.295 milioni di euro del 2022. Questo risultato traguarda con tre anni di anticipo il target che era stato fissato dal precedente Piano industriale per il 2026 (1.470 milioni di euro), a conferma della strategia intrapresa dal Gruppo e del tempismo nell’aver colto alcune opportunità di mercato che si sono presentate nel 2023. Dopo le condizioni straordinarie che hanno caratterizzato i mercati energetici nel 2022, l’attenzione riservata alla generazione di cassa, alla gestione efficiente del capitale circolante e della gestione finanziaria ha permesso una riduzione del rapporto debito netto/MOL, previsto al di sotto di 2,6x, in netto miglioramento rispetto al 3,3x del 2022.
Cristian Fabbri, Presidente Esecutivo del Gruppo Hera, ha dichiarato:
“4,4 miliardi di investimenti per lo sviluppo industriale, per la crescita sostenibile e per la resilienza ci permetteranno di traguardare al 2027 un margine operativo lordo di 1,65 miliardi di euro, con un incremento del 28% rispetto al 2022 e un aumento dei dividendi di pari dimensione. Il 40% degli investimenti contribuirà a rendere ancora più resilienti le nostre infrastrutture per garantire qualità e continuità dei nostri servizi, anche in condizioni climatiche avverse come quelle sperimentate negli ultimi anni. La riduzione delle emissioni climalteranti del 29% e l’impegno nella rigenerazione delle risorse sono esempi concreti del nostro contributo alla transizione ecologica, così come salirà al 64% il margine operativo lordo generato da attività che contemporaneamente soddisfano i target definiti dall’Agenda ONU per lo sviluppo sostenibile. Inoltre, nei cinque anni di Piano contribuiremo allo sviluppo delle comunità locali distribuendo 10 miliardi di valore economico agli stakeholder dei territori nei quali operiamo. Si tratta, quindi, di un Piano che soddisfa pienamente il purpose del Gruppo: generare valore sostenibile, favorendo una transizione “giusta”. La crescita record del MOL nel 2023, che prevediamo possa superare 1,48 miliardi di euro, e la consistente diminuzione dell’indebitamento, con il rapporto debito netto/MOL atteso al di sotto di 2,6x, sono il promettente primo tassello di questo Piano industriale, al quale si aggiunge l’aggiudicazione provvisoria di oltre un milione di clienti provenienti dalla tutela elettrica, che accelera il raggiungimento dei 4,3 milioni di clienti energy consolidando ulteriormente la nostra posizione di terzo operatore italiano nel settore”.
Orazio Iacono, Amministratore Delegato del Gruppo Hera, ha dichiarato:
“Con un margine operativo lordo previsto per il 2023 a quasi 1,5 miliardi di euro e una leva finanziaria in forte miglioramento al di sotto del 2,6x, raggiungeremo con 3 anni di anticipo, superandoli, gli obiettivi fissati dal precedente Piano per il 2026. Risultati che attestano la validità della visione strategica del nostro Gruppo nel cogliere le opportunità di mercato e il nostro impegno per favorire la crescita sostenibile sui territori serviti. Un impegno che trova conferme anche nel nuovo Piano industriale, con il margine operativo lordo a valore condiviso che supererà nel 2027 il miliardo di euro, registrando un aumento del 55% in valore assoluto nel periodo 2022-2027, superiore al tasso di crescita del MOL complessivo, a testimonianza del peso crescente delle iniziative che, oltre a generare margini per l’azienda, sono in linea con gli obiettivi dell’Agenda ONU. Oltre il 70% degli investimenti in arco piano sarà destinato, infatti, a progetti di sostenibilità a beneficio di tutti i nostri stakeholder. A livello di business, nel prossimo quinquennio si evidenzia l’importante contributo alla crescita dei risultati di Gruppo di tutte le attività e in particolare della filiera ambiente, grazie a una strategia che fa leva su un portafoglio di servizi global waste che rafforzeranno ulteriormente la nostra leadership nel mercato, e della filiera reti, che vedrà un importante piano di investimenti per accompagnare i territori verso la transizione green”.
Il Piano Industriale al 2027
Il nuovo Piano Industriale pone come obiettivo strategico del Gruppo Hera la creazione di valore a beneficio di tutti gli stakeholder con obiettivi di sostenibilità finanziaria, ambientale e sociale, grazie a un modello di business e a un assetto industriale resilienti agli effetti negativi del cambiamento climatico e delle crisi esterne dei mercati.
Creazione di valore: MOL al 2027 in crescita a 1,650 miliardi e dividendo fino a 16 centesimi (+28%)
Per quanto riguarda il MOL complessivo, le progettualità previste consentiranno di raggiungere quota 1.650 milioni di euro al 2027, in miglioramento di 355 milioni di euro rispetto al consuntivo 2022. Considerando anche una serie di opportunità di business che verranno meno in arco piano e che hanno contribuito al risultato 2022 per circa 120 milioni di euro, la crescita raggiunge i 475 milioni di euro, per un tasso medio annuo del 7%.
In particolare, lo sviluppo organico è il principale motore di crescita con 375 milioni di euro, ed è alimentato dal piano investimenti, dall’espansione sui mercati liberalizzati, dalla capacità di calmierare le crescite inflattive, attraverso efficienze e innovazione, e dagli adeguamenti tariffari recentemente fissati dall’Autorità su tutte le attività regolate. È previsto altresì un importante contributo dalle operazioni di M&A per 100 milioni di euro, in linea con il track record del Gruppo, che proseguirà così l’attività di allargamento del proprio perimetro, quale conseguenza dell’elevata frammentazione dei mercati di riferimento e della strategia di integrazione (orizzontale o verticale) nelle filiere presidiate.
Grazie a questi target di crescita degli indicatori economici, il Piano proietta un aumento del rendimento del capitale investito (ROI) fino al 9,5% al 2027, rispetto al 7,9% del 2022.
Alla luce dei positivi risultati preconsuntivi attesi per il 2023, è stata poi rivista al rialzo l’intera politica dei dividendi, ipotizzando già a giugno 2024 la distribuzione di una cedola di 14 centesimi di euro per azione, in crescita del 12% rispetto all’ultimo pagato e superiore alla previsione elaborata nel precedente Piano industriale (12,5 centesimi).
In particolare, si prevede un costante incremento annuale dei dividendi fino a raggiungere una cedola di 16 centesimi di euro al 2027 (+28% rispetto all’ultimo dividendo pagato), con un utile netto per azione altresì atteso in crescita del 7% medio annuo. Ai prezzi correnti del titolo Hera, la nuova politica garantisce un rendimento medio del 5% e offre una piena visibilità sui dividendi prospettici in ciascun anno di Piano.
Ne consegue che il ritorno complessivo per l’azionista (TSR), che considera sia l’andamento atteso degli utili che il rendimento dei dividendi, si attesta a oltre il 12% medio annuo.
Crescita sostenibile per favorire la transizione ecologica: MOL a valore condiviso al 64% nel 2027 e ricadute economiche sui territori per 10 miliardi di euro
Il Gruppo Hera conferma il focus su economia circolare e decarbonizzazione, per favorire e supportare la transizione ecologica dei territori serviti con iniziative rivolte a cittadini, pubbliche amministrazioni e clienti industriali, mettendo a disposizione l’ampia dotazione impiantistica e il know how maturato nei diversi settori di attività.
Le iniziative previste nel Piano industriale al 2027 permettono di proiettare una traiettoria perfettamente coerente con il raggiungimento degli obiettivi industriali al 2030 in termini di economia circolare e di decarbonizzazione.
Con riferimento all’economia circolare, ad esempio, il percorso tracciato conferma gli obiettivi al 2030 come l’incremento delle plastiche riciclate (+150% rispetto al 2017) o il riutilizzo delle acque reflue (fino al 18% del totale al 2030).
Relativamente all’impegno a ridurre le emissioni di anidride carbonica del Gruppo, si conferma l’ambizioso obiettivo di riduzione del 37% al 2030, già validato dal prestigioso network internazionale Science Based Target initiative (SBTi) sia per le emissioni del Gruppo che per quelle dei propri clienti, proiettando una riduzione del 29% già al 2027. Inoltre, la multiutility raggiungerà con 3 anni di anticipo l’obiettivo al 2030 di incrementare a oltre il 50% la quota di energia elettrica rinnovabile sul totale venduto.
Nell’ottica di una “transizione giusta”, il Gruppo Hera ha mantenuto negli anni una crescente attenzione alla generazione di valore economico distribuito a tutti i propri stakeholder (lavoratori, azionisti, fornitori e P.A.) e si prevede di distribuire nei 5 anni del Piano un valore economico di circa 10 miliardi di euro sui territori nei quali il Gruppo svolge le proprie attività.
Parallelamente si continuerà a registrare un’importante evoluzione del margine operativo lordo a valore condiviso: rendicontato e certificato da auditor esterni a partire dal 2016, si prevede che nel 2027 salirà fino al 64% del totale del MOL di Gruppo, per un valore superiore al miliardo di euro (circa 1.049 milioni rispetto ai 670 milioni nel 2022), in linea con il target del 70% al 2030. L’aumento del 55% in valore assoluto del MOL a valore condiviso nel quinquennio testimonia poi la forte attenzione allo sviluppo di progetti in grado di coniugare crescita dell’azienda e sviluppo sostenibile nel territorio.
Crescita equilibrata del portafoglio multibusiness e incremento della resilienza
Il Piano industriale prevede una crescita equilibrata delle tre principali filiere di attività (reti, energia ed ambiente), mantenendo il bilanciamento tra le stesse e un modello di sviluppo che ha garantito la forte resilienza dei risultati del Gruppo in tutte le situazioni di scenario sperimentate negli ultimi vent’anni, consentendo una crescita ininterrotta sia dei target di sostenibilità che delle performances economico-finanziarie e di servizio.
Inoltre, il 40% degli investimenti operativi contribuirà a migliorare ulteriormente la resilienza agli effetti esogeni, tra cui il cambiamento climatico, degli impianti e delle reti del Gruppo, attraverso il potenziamento infrastrutturale, l’implementazione di processi predittivi, di monitoraggio e gestione da remoto al fine di proteggere la continuità dei servizi erogati. Gli eventi alluvionali che nel 2023 hanno colpito parte dei territori nei quali il Gruppo eroga i servizi hanno dimostrato la robustezza del livello già raggiunto.
Investimenti complessivi per 4,4 miliardi di euro, a cui si aggiungono ulteriori progettualità finanziate da 400 milioni di contributi, tra PNRR e altri istituti
Il piano degli investimenti è pari a 4,4 miliardi di euro, di cui il 48% riservati a iniziative di sviluppo e M&A.
Il 55% degli investimenti sarà destinato ai business regolati mentre il restante 45% sarà riservato ad alimentare la crescita dei business a mercato.
Gli oltre 870 milioni di euro investiti in media ogni anno accelereranno l’impegno nella transizione ecologica (circa il 60% dell’intero piano investimenti sarà dedicato a decarbonizzazione ed economia circolare) e genereranno sviluppo sostenibile sui territori presidiati: in tal senso oltre il 70% del piano investimenti sarà destinato ad iniziative in grado di creare MOL a valore condiviso.
Alla luce dell’introduzione delle nuove dimensioni della Tassonomia europea, il Gruppo stima che investimenti operativi per 2,5 miliardi di euro (pari al 98% degli investimenti ammissibili) saranno allineati ai dettami della disciplina europea, e potranno quindi accedere a pieno titolo agli strumenti agevolati di finanza sostenibile, con un beneficio anche in termini di costi finanziari.
In un quadro in continua evoluzione e fortemente dinamico il Gruppo Hera svolge un ruolo attivo anche nella trasformazione digitale delle comunità servite. Oltre il 30% degli investimenti di Piano contribuirà alla digitalizzazione ed alla innovazione delle infrastrutture, delle attività e delle soluzioni per i clienti.
Il piano investimenti sarà integralmente finanziato dalla positiva generazione di cassa, che consentirà anche di mantenere la leva finanziaria al di sotto della soglia prudenziale del 3x, per un obiettivo di circa 2,7x al 2027.
Agli investimenti finanziati dal Gruppo Hera in arco piano si deve poi aggiungere il valore sociale ed economico delle ulteriori opere che verranno realizzate nei territori serviti, grazie ai quasi 400 milioni di contributi ricevuti, equamente ripartiti tra risorse del PNRR e altri istituti.
Reti: digitalizzazione, efficienza e sostenibilità per rafforzare la resilienza delle infrastrutture
Il MOL della filiera reti è previsto in crescita di 112 milioni di euro, passando dai 469 milioni di consuntivo 2022 ai 582 milioni al 2027.
Il business regolato delle reti, che rappresenta il principale asset in termini di capitale investito del Gruppo Hera (circa il 60% al 2027), sarà interessato da un corposo piano di investimenti per circa 2,1 miliardi al fine di potenziare ulteriormente la resilienza delle infrastrutture, la loro digitalizzazione e mantenere le leadership sui livelli di qualità del servizio erogati. Di queste risorse, circa 1,2 miliardi saranno destinati al ciclo idrico integrato, mentre 0,9 miliardi saranno investiti nella distribuzione gas ed energia elettrica.
Grazie ad un quadro regolatorio che è stato recentemente aggiornato con la definizione dei nuovi rendimenti economici, riconoscendo gli incrementi inflativi e dei tassi di interesse, la multiutility ha sviluppato una pipeline di progetti a lungo termine con ricadute positive sui territori anche per gli anni successivi al 2027. Questi progetti permetteranno di accompagnare i territori serviti lungo il percorso della transizione ecologica, per raggiungere gli obiettivi fissati a livello nazionale ed europeo.
Secondo operatore nazionale nel ciclo idrico, il Gruppo ha sviluppato una strategia che include interventi su tutti i territori per affrontare le criticità legate all’approvvigionamento in un contesto sempre più siccitoso e preservare quindi la preziosa risorsa idrica. Un impegno che ha portato il Gruppo a raggiungere sempre maggiori livelli di efficienza, sicurezza e qualità: risultati attestati anche dalle premialità riconosciute dall’Autorità di Regolazione per Energia, Reti e Ambiente (Arera). Sono previste, quindi, varie iniziative di economia circolare per il risparmio, recupero e riuso dell’acqua a fini agricoli e industriali, sia presso gli stabilimenti dei nostri clienti, sia con riferimento alle attività e alle sedi del Gruppo, anche mediante un’efficace ottimizzazione della gestione dei fanghi da depurazione e al riciclo di materia dai rifiuti del ciclo idrico con un’impiantistica dedicata e strumenti innovativi.
Per migliorare l’efficienza operativa delle reti, incrementare la resilienza delle infrastrutture agli effetti esogeni – in particolare ai cambiamenti climatici – e favorire al contempo una gestione sempre più efficiente delle risorse e la decarbonizzazione dei consumi, il Gruppo ha previsto numerosi progetti di digitalizzazione e automazione, anche mediante l’impiego di modelli di manutenzione predittiva, distrettualizzazione, modellazione funzionale, che renderanno più tempestivi ed efficienti gli interventi sui sistemi gestiti, a beneficio della qualità e continuità del servizio. La spinta all’innovazione nel settore verrà anche dall’installazione entro il 2025 di circa 450 mila contatori elettrici di seconda generazione (2G), che consentiranno una misurazione più puntuale dei consumi, di circa 310 mila smart meter gas NexMeter – brevettati dalla multiutility nel 2019, con funzioni di sicurezza avanzate in caso di fughe o terremoti e utilizzabili anche per miscele con “green gas” – e di circa 310 mila contatori intelligenti per il ciclo idrico.
L’evoluzione del business della distribuzione di energia elettrica sarà guidata anche dalle nuove esigenze di elettrificazione dei consumi e di resilienza delle infrastrutture: grazie al supporto delle tecnologie digitali, il Gruppo prevede di incrementare l’hosting capacity della rete, l’estensione e la robotizzazione delle cabine primarie e secondarie, l’utilizzo di modelli predittivi e un maggiore supporto ai clienti per migliorare la consapevolezza sui loro consumi. Inoltre, per contribuire agli obiettivi di decarbonizzazione degli usi finali nel settore del gas, la multiutility procederà ad adattare e ottimizzare i propri asset per favorire l’immissione in rete di vettori rinnovabili, come biometano e idrogeno: un esempio delle attività in questo ambito è rappresentato dai test già avviati con successo a Castelfranco Emilia (MO). Inoltre, l’impianto power to gas di Bologna, collegato a uno dei principali depuratori del ciclo idrico, consentirà di utilizzare le acque depurate per produrre dapprima idrogeno rinnovabile e poi biometano, impiegando l’ossigeno di scarto per i processi depurativi.
Tra gli asset abilitanti la trasformazione ecologica dei territori serviti, il Gruppo ha incluso nella propria strategia l’ulteriore sviluppo del teleriscaldamento. Hera investirà circa 150 milioni di euro per massimizzare l’impiego di fonti rinnovabili e ottimizzare i sistemi già esistenti, anche grazie a soluzioni digitali in grado di rendere la gestione automatizzata ed efficiente, con l’obiettivo al 2027 di aumentare del 30% il calore prodotto dai termovalorizzatori e da fonte geotermica. Le progettualità su Bologna, Ferrara e Forlì sono un esempio concreto della direzione intrapresa e, da sole, porteranno a una riduzione delle emissioni annue di 35 mila tonnellate di anidride carbonica.
Agli investimenti finanziati direttamente dal Gruppo si aggiungono ulteriori progettualità in ambito reti, finanziate da PNRR e altri istituti per oltre 300 milioni.
Energia: partner per la transizione energetica delle comunità servite, con servizi integrati, soluzioni innovative e un target di 4,3 milioni di clienti al 2027
Il MOL della filiera energia è previsto in aumento di 109 milioni di euro, passando da 463 milioni di consuntivo 2022 a 571 milioni al 2027, grazie allo sviluppo della base clienti, alimentato anche da un ricco portafoglio di servizi per la decarbonizzazione per confermare il Gruppo Hera come abilitatore alla transizione energetica dei propri clienti.
Infatti, lo scenario di mercato più recente, caratterizzato da una maggiore volatilità dei prezzi delle commodity, unito a una crescente sensibilità verso l’impronta ambientale dei propri consumi, ha determinato un rilevante incremento nella domanda di servizi per la decarbonizzazione.
Dopo vent’anni di crescita ininterrotta della base clienti, il Gruppo intende continuare a sviluppare il business, con il focus sul servizio e sull’innovazione, gestendo un portafoglio clienti tra i più completi per aumentare la propria penetrazione sul mercato nel prossimo quinquennio.
Gli obiettivi di Piano traguardano il raggiungimento di 4,3 milioni di clienti energia al 2027, con una crescita consistente dei clienti energia elettrica (2,3 milioni) che supereranno i clienti gas (2 milioni), consolidando il Gruppo al terzo posto in Italia.
In particolare, un importante contributo all’ampliamento della base clienti deriverà dalla partecipazione alla gara del Servizio a Tutele Graduali che ha già visto il Gruppo Hera aggiudicarsi in via provvisoria 7 lotti, il massimo consentito, per oltre 1,1 milioni di clienti elettrici dal 1° luglio 2024.
Lo sviluppo di nuove offerte commerciali e i servizi per la decarbonizzazione saranno poi accompagnati da soluzioni digitali e tecnologie innovative di data strategy e intelligenza artificiale, per ottimizzare ed efficientare i processi, nonché per amplificare e personalizzare l’esperienza dei clienti.
Nella gamma di servizi abilitanti la transizione energetica del proprio ecosistema di riferimento, rientrano anche le proposte tecnologiche e di sostenibilità ambientale delle ESCO del Gruppo: offerte di riqualificazione energetica per le pubbliche amministrazioni, l’industria e i condomini e un’offerta integrata di soluzioni “green”, tra cui servizi energetici, efficienza energetica, mobilità sostenibile, illuminazione pubblica e smart city.
Lungo un percorso che ha visto negli ultimi anni una pluralità di operazioni siglate con società commerciali, la multiutility proseguirà le attività di M&A volte a ottimizzare la presenza territoriale e a integrare il presidio del settore in senso verticale.
Sul fronte della generazione di energia elettrica fotovoltaica, infine, l’obiettivo è di installare circa 300 MW nel periodo di Piano, prediligendo soluzioni impiantistiche che non prevedono ulteriore consumo di suolo, come gli impianti agrivoltaici e i numerosi progetti in via di realizzazione su discariche o impianti del ciclo idrico del Gruppo e le installazioni presso i clienti anche di Comunità Energetiche Rinnovabili.
Le due Hydrogen Valley in costruzione a Modena e Trieste, per la produzione di circa 800 tonnellate l’anno di idrogeno verde, ospiteranno parchi fotovoltaici per alimentare gli elettrolizzatori, contribuendo alla decarbonizzazione delle aziende e, più in generale, dei territori di riferimento e allo stesso tempo alla riqualificazione di aree dismesse.
Per supportare questa strategia, che punta anche a incrementare il valore della relazione con il cliente e la sua fidelizzazione, per il quinquennio 2023-2027 per la filiera energia sono stati stanziati complessivamente investimenti per 1 miliardo di euro.
Ambiente: rafforzamento della leadership nel ciclo dei rifiuti, con lo sviluppo della dotazione impiantistica e soluzioni sostenibili chiavi in mano in ottica di economia circolare
Il MOL della filiera ambiente è previsto in crescita di 126 milioni di euro: il valore totale passa dai 338 milioni di consuntivo 2022 ai 464 milioni al 2027, grazie a uno sviluppo alimentato sia da crescita organica che per linee esterne.
In arco piano, il Gruppo mira a consolidare ulteriormente la propria leadership a livello nazionale nell’area ambiente e, a supporto della crescita, prevede circa 1,2 miliardi di investimenti, oltre la metà dei quali per rafforzare il parco impiantistico.
La sempre maggiore attenzione riservata dalle istituzioni alla tutela dell’ambiente e alla rigenerazione delle risorse sta alimentando la domanda di servizi di trattamento dei rifiuti e di soluzioni circolari, ponendo le basi per una richiesta di capacità impiantistica di nuova generazione particolarmente necessaria in Italia.
In linea con questo approccio, il Piano industriale della multiutility imprime un’importante crescita delle attività della filiera ambiente, per sviluppare ulteriormente la dotazione impiantistica, con l’obiettivo di incrementare la qualità e quantità della raccolta differenziata (dal 67,8% nel 2022 al 77,7% nel 2027), nonché garantire continuità ed eccellenza del servizio. Inoltre, il Gruppo prevede di aumentare la propria quota di mercato sfruttando le sinergie operative e commerciali con le società di recente acquisizione, per ampliare la varietà di rifiuti trattati e offrire nuovi servizi. Grazie ai circa 100 impianti all’avanguardia e alla creazione di nuove partnership, la multiutility prevede di arrivare a un totale di circa 5,9 tonnellate complessive commercializzate nel 2027 (+23% rispetto alle 4,8 milioni di tonnellate del 2022).
In particolare, con riferimento all’impiantistica per il trattamento dei rifiuti urbani, la frazione organica continuerà a essere valorizzata per la produzione di biogas e biometano, in linea con il percorso già avviato, per coniugare decarbonizzazione ed economia circolare. L’ammodernamento di alcuni impianti, come la linea 4 del termovalorizzatore di Padova, garantirà invece una maggiore capacità di recupero energetico dalla frazione residuale di rifiuti non riciclabili, con benefici sulla resilienza del sistema locale, sull’affidabilità, sull’efficienza energetica e sulla maggiore sostenibilità nella gestione dei rifiuti. Nella gestione dei rifiuti speciali, che vede il Gruppo Hera come leader del mercato italiano e tra le prime 10 realtà a livello europeo, la multiutility intende ampliare e diversificare l’offerta di “global waste” per meglio rispondere alle esigenze dei primari clienti serviti nei vari settori, con proposte a 360° che comprendono, ad esempio, gestione delle dichiarazioni ambientali, analisi di laboratorio, servizi di logistica e attrezzature. Inoltre, facendo leva sulla leadership di mercato, sull’esperienza e sulla capacità operativa della nuova acquisita ACR, il Piano prevede di sviluppare il portafoglio dei servizi di “global service” dedicati ai clienti business, che consentirà un significativo incremento del valore della produzione, lo sviluppo di nuove tecnologie per la gestione delle bonifiche e dei suoli in profondità e servizi di decomissioning, attraverso il consolidamento di partnership già avviate con grandi operatori e la partecipazione a nuove gare.
Nel mercato del recupero delle plastiche, la controllata Aliplast, tra i principali operatori nazionali nel segmento delle plastiche flessibili, punta a incrementare la base clienti, anche a livello europeo, e a sviluppare nuove soluzioni tecnologiche e impiantistiche per ampliare le tipologie di prodotti riciclati, sostenere la crescita e diversificare i propri mercati di riferimento. In particolare, con investimenti per oltre 80 milioni di euro, Aliplast potrà aumentare sia la capacità impiantistica nei segmenti già presidiati (PET riciclato ad uso alimentare e polimeri riciclati per cosmetica e food) sia allargare il presidio di nuovi mercati, anche con l’obiettivo di promuovere filiere sempre più circolari e corte. Oltre all’impianto di recupero delle plastiche rigide a Modena, dedicato soprattutto all’industria dell’elettronica di consumo, nell’innovativo impianto in corso di realizzazione a Imola (BO) saranno rigenerati materiali compositi in fibra di carbonio, con positive ricadute in termini di sostenibilità per settori come l’automotive, la nautica e l’aerospaziale.
Infine, la multiutility proseguirà, anche con riferimento alla filiera ambiente, le attività di M&A volte a ottimizzare la propria presenza commerciale e dotazione impiantistica.
Scarica il comunicato stampa
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Attraverso Herambiente Servizi Industriali, leader nazionale nel trattamento rifiuti industriali, la multiutility sale all’83% dell’operatore anconetano. Una buona opportunità per il territorio con il raddoppio previsto dell’occupazione
Il 52% acquisito oggi, si somma al 31% già detenuto da Herambiente Servizi Industriali
Il Gruppo Hera consolida ulteriormente la leadership nel trattamento dei rifiuti industriali grazie all’acquisizione da parte di Herambiente Servizi Industriali (HASI) del controllo dell’anconetana Servizi Ecologici Ambientali (SEA), attiva nella gestione di una piattaforma polifunzionale di stoccaggio e trattamento di rifiuti speciali ubicata a Camerata Picena (AN).
La transazione odierna riguarda il 52% del capitale di SEA detenuto dalla società Fermas (di proprietà della famiglia Massi), che si aggiunge al 31% già acquisito da HASI nel 2021. HASI (controllata di Herambiente, a sua volta parte del Gruppo Hera) sale così complessivamente all’83% di SEA.
L’attuale proprietà, nella persona del Presidente ed Amministratore Delegato Alessandro Massi, rimarrà all’interno della nuova compagine societaria con importanti ruoli operativi, così come rimarrà l’attuale management.
Revamping: investimento tecnologicamente avanzato, a bassissimo impatto ambientale e con effetto positivo sulla occupazione
La compravendita finalizzata oggi rientra nell’accordo quadro sottoscritto fra le parti già nel 2021 ed è avvenuta a seguito dell’ottenimento, da parte di SEA, dell’autorizzazione al revamping dell’intero parco impiantistico di Camerata Picena, con la creazione di un polo di eccellenza ambientale per il centro Italia. Tale polo, una volta operativo, produrrà un importante impatto occupazionale a favore della comunità locale, con gli addetti che passeranno dalle attuali 34 a 66 risorse. Oltre al raddoppio occupazionale è da considerare il volume economico generato dagli investimenti previsti e dal coinvolgimento di consulenti e aziende terze che collaboreranno sia in fase di realizzazione che di funzionamento del nuovo impianto.
I dettagli operativi del revamping. Conclusione entro il 2031
L’intervento, che partirà entro il primo semestre 2026, sarà sviluppato utilizzando le migliori tecnologie disponibili (BAT) e si pone come priorità il recupero di materia dai rifiuti industriali, secondo i paradigmi della Unione Europea in materia di economia circolare. L’obiettivo, dunque, non è smaltire di più, ma smaltire meglio, trasformando il rifiuto in risorsa. Nondimeno, il nuovo progetto prevede un’indipendenza energetica e riduce significativamente gli impatti ambientali utilizzando la migliore tecnologia in tutti i comparti della nuova installazione.
Il valore aggiunto dell’operazione
Tale rafforzamento andrà innanzitutto a vantaggio delle filiere produttive marchigiane e più in generale dell’Italia centrale, caratterizzate da un significativo deficit infrastrutturale nell’area ambiente, soprattutto con riferimento ai rifiuti delle attività produttive.
Per HASI il consolidamento di SEA e il contestuale revamping consentiranno di conseguire importanti sinergie operative sui clienti di Marche, Umbria e Abruzzo, i quali potranno anche beneficiare dell’ampio ventaglio di servizi a valore aggiunto HASI, come, ad esempio, il global waste management e i progetti di miglioramento finalizzati a riduzione e massimizzazione del recupero degli scarti.
Lo sviluppo recente del Gruppo Hera nel settore ambiente
Con SEA continua, dunque, il percorso di crescita del Gruppo Hera nel settore ambiente, caratterizzato da un track record che solo negli ultimi 12 mesi ha visto l’acquisizione di Ambiente Energia (depurazione industriale) e Gerotto EAR (ramo d’azienda specializzato in bonifiche e industrial cleaning integrato in ACR Reggiani). A queste si aggiunge l’accordo vincolante sottoscritto lo scorso 19 gennaio per l’acquisto del Gruppo Sostelia (costruzione di impianti trattamento acque). Tali operazioni seguono gli M&A conclusi negli ultimi anni, che hanno riguardato, fra le altre, la friulana Recycla, la vicentina Vallortigara, la modenese ACR Reggiani e la piacentina TRS, perseguendo una linea di sviluppo che mira a incrementare sia il know-how specialistico che la capillarità territoriale a vantaggio dei clienti. Grazie a tale azione oggi Herambiente è leader italiano nei servizi ambientali sia civili che industriali, con oltre 8 milioni di tonnellate di rifiuti trattati, grazie a una base di circa 100 impianti certificati.
Ramonda: “operazione con rilevanti sinergie operative e commerciali”
“Questa importante operazione, grazie anche alla localizzazione baricentrica di SEA, consentirà, innanzitutto, l’estensione dei nostri servizi a una vasta area del centro Italia, ricca di distretti industriali che spesso soffrono la penuria di soluzioni per il trattamento e il recupero dei loro scarti”, spiega Andrea Ramonda, Amministratore Delegato di Herambiente. “Saremo inoltre in grado di estrarre rilevanti sinergie operative e commerciali con il territorio marchigiano facendo leva su ottimizzazione dei flussi, messa a fattor comune del know-how tecnico HASI e proposizione cross-selling ai clienti SEA delle soluzioni a valore aggiunto sviluppate dal Gruppo Hera”.
Massi: “valore industriale che rende più attrattivo il territorio”
“L’ingresso nel Gruppo Hera, grazie al know-how e alle risorse che la stessa società ha deciso di investire nella Regione Marche, permetterà di creare un polo impiantistico tecnologicamente avanzato e a basso impatto ambientale posto al servizio delle aziende manifatturiere marchigiane aumentandone la competitività sul mercato extraregionale, nazionale ed estero”, spiega Alessandro Massi, Presidente e Amministratore Delegato SEA. “È una questione di orgoglio per le Marche e per me come imprenditore locale, da sempre legato al mio territorio di nascita, il fatto che la più grande multiutility italiana abbia deciso di investire nella nostra Regione, sia per rendere un vantaggio al comparto industriale produttivo marchigiano che per incrementare la situazione occupazionale. Hera, oltre all’investimento in SEA, crede nella mia persona, nel management e nel personale altamente qualificato dell’Azienda, che è da sempre garanzia per il tessuto produttivo marchigiano. Continueremo, dunque, a erogare servizi sempre più competitivi grazie all’apporto delle importanti competenze Hera, che ci permetteranno di colmare il gap con i territori industrialmente più strutturati. L’obiettivo è realizzare nuova impiantistica tecnologicamente evoluta che possa gestire al meglio, e per il futuro, l’intera filiera dei rifiuti speciali, da sempre al centro della mia attività imprenditoriale”.
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