Il Gruppo Hera presenta il Piano industriale al 2029
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Sviluppo, rigenerazione delle risorse, neutralità carbonica, resilienza e creazione di valore condiviso per tutti gli stakeholder si riconfermano gli assi strategici alla base del nuovo Piano che stanzia oltre 5,5 miliardi di euro di investimenti nel quinquennio, facendo leva su innovazione e digitalizzazione. I positivi risultati preconsuntivi del 2025 ed i nuovi target del Piano consentono di rivedere al rialzo la politica dei dividendi.
HIGHLIGHTS ECONOMICO FINANZIARI DEL PIANO INDUSTRIALE AL 2029
- Investimenti quinquennali lordi per 5,5 miliardi di euro
- Ritorno sul capitale investito netto al 9,3%
- Crescita del MOL a 1,76 miliardi di euro
- Utile netto per gli Azionisti a 519 milioni di euro, in crescita strutturale* di circa il 6% medio annuo
- Dividendo in crescita del 27% (fino a 19 centesimi per azione)
- Debito netto/MOL stabilmente al di sotto del 3x in arco piano, previsto a 2,6x nel 2029
HIGHLIGHTS INDUSTRIALI E DI SOSTENIBILITÀ
- Mantenimento di un portafoglio bilanciato tra attività regolate e a libero mercato, in grado di generare risultati resilienti, e capacità di cogliere le opportunità emergenti
- 2,9 miliardi di euro gli investimenti allineati alla Tassonomia europea per gli investimenti sostenibili (il 95% di quelli ammissibili)
- Investimenti operativi a valore condiviso per un ammontare pari al 77% dell’intero piano quinquennale
- Incremento del 30% in arco piano del MOL a valore condiviso (CSV), che raggiunge il 68% del MOL nel 2029
- Riduzione del 35% delle emissioni CO2 totali al 2029 (rispetto al 2019) per arrivare al Net Zero entro il 2050
- Con riferimento agli investimenti complessivi, il 48% contribuirà all’incremento della resilienza delle infrastrutture, il 35% sarà destinato alle progettualità di rigenerazione delle risorse e il 24% a perseguire gli obiettivi per la neutralità carbonica, mentre il 26% sarà indirizzato alla digitalizzazione e all’innovazione, per raggiungere gli obiettivi ambientali, sociali ed economici del Gruppo
- Oltre 11,5 miliardi di euro il valore economico distribuito nel quinquennio 2025-2029 agli stakeholder dei territori nei quali opera il Gruppo
HIGHLIGHTS RISULTATI PRECONSUNTIVI 2025
- MOL superiore a 1,53 miliardi di euro
- Utile netto per gli Azionisti superiore a 460 milioni di euro, in crescita del 4%
- Rapporto debito netto/MOL inferiore a 2,6x
- Previsto dividendo a 16 centesimi di euro (+6,7% rispetto al 2024), superiore alle attese del precedente Piano
Il Consiglio di Amministrazione del Gruppo Hera, presieduto dal Presidente Esecutivo Cristian Fabbri, ha visionato i risultati preconsuntivi 2025 e approvato il Piano industriale al 2029.
Cristian Fabbri, Presidente Esecutivo del Gruppo Hera, ha dichiarato:
“Il nuovo Piano industriale conferma il nostro impegno nel creare valore per tutti gli stakeholder. Il piano di investimenti di 5,5 miliardi, in aumento di circa il 40% rispetto all’ultimo quinquennio, supporta, anche attraverso l’innovazione, uno sviluppo industriale sostenibile e l’incremento di resilienza delle nostre infrastrutture e ci consentirà di traguardare al 2029 un margine operativo lordo di 1,76 miliardi di euro. Il miglioramento degli obiettivi del nuovo Piano industriale e le positive previsioni, economiche e finanziarie, dei risultati 2025, ci permettono di rivedere al rialzo la politica dei dividendi proponendo un incremento, di circa il 7% già a partire dalla prossima cedola, fino ad arrivare al 27% al 2029 con un dividendo di 19 centesimi per azione. In crescita, a 11,5 miliardi di euro, anche il valore economico distribuito nei 5 anni agli stakeholder dei territori nei quali operiamo ed il contributo delle attività sostenibili al margine operativo lordo di Gruppo che raggiungerà il 68%”.
Orazio Iacono, Amministratore Delegato del Gruppo Hera, ha dichiarato:
“Per il 2025 prevediamo di chiudere con un margine operativo lordo superiore a 1,53 miliardi di euro e con un utile di competenza degli Azionisti superiore a 0,46 miliardi. Risultati sostenuti dalla crescita di tutti i business in portafoglio nonostante il venir meno di opportunità straordinarie colte nel 2024. Questa performance ha permesso di finanziare un aumento degli investimenti mantenendo un rapporto debito netto/MOL inferiore a 2,6x. Una flessibilità finanziaria che ci permette di supportare gli investimenti a favore della transizione green e dello sviluppo industriale. Gli investimenti, destinati sia ai business regolati sia a mercato, alimenteranno la crescita organica e saranno finanziati da una forte generazione di cassa, che consentirà di mantenere anche al 2029 una leva finanziaria in linea con quella della chiusura attesa per il 2025, riconfermando la solidità finanziaria e creando ulteriore flessibilità per poter cogliere future nuove opportunità”.
RISULTATI PRECONSUNTIVI 2025
L’anno appena concluso evidenzia una performance positiva dei business a portafoglio, con un margine operativo lordo previsto superiore a 1,53 miliardi di euro e un utile netto per gli Azionisti in crescita di circa il 4% a oltre 460 milioni di euro, più che compensando fin da subito la riduzione del contributo delle temporary opportunities. Il rapporto tra debito netto/MOL è stimato al di sotto del 2,6x.
Alla luce dei positivi risultati raggiunti, è stata rivista al rialzo la politica del dividendo: si prevede di proporre al Consiglio di Amministrazione la distribuzione di un dividendo di 16 centesimi di euro per azione, in aumento del 6,7% rispetto alla cedola di competenza 2024 pagata nel 2025 e rispetto alle previsioni del precedente Piano industriale (15,5 centesimi).
PIANO INDUSTRIALE AL 2029
Sviluppo, rigenerazione delle risorse, neutralità carbonica, resilienza e creazione di valore tangibile e sostenibile a beneficio di tutti gli stakeholder si riconfermano gli assi strategici del nuovo Piano, che fa leva anche su innovazione e digitalizzazione, per supportare il raggiungimento degli obiettivi ambientali, sociali ed economici del Gruppo. I crescenti investimenti previsti nel quinquennio, destinati prevalentemente allo sviluppo, consentiranno inoltre di rafforzare ulteriormente gli asset gestiti anche per far fronte alla sempre maggiore frequenza di eventi metereologici estremi connessi al cambiamento climatico.
Creazione di valore con l’obiettivo di arrivare al 2029 a 1,76 miliardi di euro di MOL con un utile netto di competenza degli Azionisti in crescita fino a circa 520 milioni di euro
Le progettualità di Piano promuovono una crescita strutturale di circa 350 milioni di euro con un tasso di crescita medio annuo di circa il 5%. Tale crescita permette di più che compensare il venir meno di circa 180 milioni di euro di opportunità di business non ricorrenti (rispetto al 2024) e di raggiungere un MOL complessivo di 1.760 milioni di euro al 2029, in aumento di 60 milioni rispetto al precedente target di Piano al 2028.
Lo sviluppo organico, che contribuisce per circa 250 milioni di euro, rappresenta la leva principale ed è alimentato dal piano degli investimenti di sviluppo, sia sui business regolati sia sui business a mercato, dallo sviluppo commerciale e dalla ricerca continua di efficienze. La crescita organica è altresì sostenuta dalle tecnologie e soluzioni impiantistiche innovative e dall’utilizzo dell’intelligenza artificiale.
Il contributo da operazioni di M&A nel quinquennio è previsto pari a 100 milioni di euro, in linea con il track record quinquennale del Gruppo, proseguendo così l’allargamento del perimetro aziendale: si conferma pertanto l’attenzione a cogliere le opportunità di crescita esterna per sviluppare sinergie industriali o per ampliare segmenti di business e il portafoglio clienti. Va in questa direzione la recente sottoscrizione dell’accordo vincolante con il Gruppo Sostelia, importante player italiano privato per le tecnologie e il trattamento delle acque industriali e civili. Questa acquisizione consentirà forti sinergie commerciali, puntando su ricerca e sviluppo, innovazione, know how tecnico come leve distintive per la crescita, e apporterà a regime un contributo alla crescita del MOL di Gruppo superiore ai 20 milioni di euro, oltre alle sinergie.
La strategia di gestione diversificata delle attività in portafoglio conferma il focus sul potenziamento di tutti i business principali, mantenendo il bilanciamento e le politiche di gestione che hanno sempre garantito una crescita ininterrotta dei risultati anche in scenari complessi e particolarmente volatili come quelli degli ultimi anni.
L’obiettivo di utile netto di pertinenza degli Azionisti a fine Piano è di circa 520 milioni di euro e, eliminando il contributo delle opportunità di business non ricorrenti colte nel 2024, si evidenzia una crescita media annua della componente strutturale pari al 6%.
La generazione di cassa e le migliori performance realizzate e prospettiche consentono di migliorare la politica di distribuzione dei dividendi, per arrivare a un dividendo di 19 centesimi di euro al 2029 (+27% rispetto all’ultima cedola pagata nel 2025 e +12% rispetto al target del precedente Piano).
Ai prezzi correnti del titolo Hera, tale politica dei dividendi garantisce un rendimento medio di circa il 4% e offre una piena visibilità sui dividendi prospettici in ciascun anno di Piano. Il ritorno strutturale complessivo per l’Azionista, che considera sia l’andamento atteso degli utili strutturali che il rendimento dei dividendi, si conferma pertanto a un tasso medio annuo a doppia cifra, pari a circa il 10%.
Focus sullo sviluppo sostenibile con una costante crescita del MOL a valore condiviso, pari al 68% del MOL complessivo
Il Gruppo Hera ha previsto a Piano iniziative con adeguate profittabilità, coerenti con l’equilibrio economico finanziario e che garantiscono in parallelo di amplificare la creazione di valore sostenibile.
Mantenendo il focus su decarbonizzazione, economia circolare, resilienza e innovazione, si prevede un’importante evoluzione del margine operativo lordo a valore condiviso, che nel 2029 raggiungerà il 68% del MOL di Gruppo. Nel quinquennio il MOL a valore condiviso incrementerà del 30%, a testimonianza del peso crescente delle iniziative che, oltre a contribuire allo sviluppo dell’azienda sono in linea con gli obiettivi dell’Agenda ONU e con lo sviluppo del territorio e delle comunità.
In tal senso, nel percorso verso una “transizione giusta”, caratterizzato da iniziative volte alla prosperità delle comunità di riferimento e con una forte attenzione all’equità sociale, la multiutility continuerà a generare ricadute positive per tutti i propri stakeholder di riferimento con un valore economico distribuito nei cinque anni di Piano stimato in oltre 11,5 miliardi di euro.
Continuano gli interventi finalizzati, da un lato, a incrementare la resilienza degli asset e dei processi (anche per contrastare fenomeni esogeni come quelli meteoclimatici sempre più frequenti e intensi) e, dall’altro lato, a contribuire all’economia circolare e alla transizione energetica. Relativamente all’impegno per favorire la decarbonizzazione, in linea con gli obiettivi di riduzione del 37% delle emissioni al 2030 (rispetto al 2019) validati dal prestigioso network internazionale Science Based Targets initiative (SBTi), il Gruppo Hera punta a ridurre le emissioni del 35% nel 2029 (sempre rispetto al 2019) per poi raggiungere emissioni Net Zero al 2050, come indicato nel Piano di Transizione Climatica.
Investimenti lordi per 5,5 miliardi di euro con una leva finanziaria prevista a 2,6x nel 2029
Nel periodo 2025-2029 il Piano industriale prevede investimenti lordi per 5,5 miliardi di euro, un impegno finanziario superiore del 6% al precedente documento strategico e del 39% rispetto alle risorse investite complessivamente negli ultimi 5 anni. Ai 5 miliardi di investimenti direttamente finanziati dal Gruppo Hera, si aggiungono quasi 500 milioni di contributi tra risorse del PNRR e altri istituti (PNIISSI, FONI, ecc.).
I business regolati assorbiranno il 63% del piano investimenti (con 3,1 miliardi destinati alle reti che si confermano la filiera maggiormente capital-intensive), mentre il restante 37% alimenterà la crescita dei business a mercato. La maggior parte degli investimenti (55% pari a 3 miliardi) saranno destinati allo sviluppo, mentre i restanti 2,5 miliardi saranno di mantenimento.
In linea con i dettami della disciplina europea, il Gruppo stima che investimenti operativi per 2,9 miliardi di euro (pari al 95% degli investimenti ammissibili) saranno allineati alla Tassonomia europea per progettualità sostenibili, mentre il 77% del piano investimenti operativi complessivo (pari a 3,9 miliardi) sarà rivolto a iniziative in grado di generare MOL a valore condiviso.
Analizzando più nel dettaglio le macrocategorie di investimento previste a Piano:
- 2,6 miliardi, pari al 48% degli investimenti complessivi, saranno destinati all’incremento della resilienza degli asset e delle attività del Gruppo - garantendo continuità, sicurezza e qualità del servizio - per fronteggiare i sempre più frequenti e intensi fenomeni esogeni
- 2 miliardi, ovvero il 35% degli investimenti previsti, consentiranno di limitare il consumo di risorse naturali e “chiudere il cerchio” mediante lo sviluppo di soluzioni e modelli di economia circolare e interventi a protezione degli ecosistemi
- 1,3 miliardi di euro, pari al 24% delle risorse stanziate nel Piano, permetteranno di ridurre o contenere le emissioni climalteranti, grazie allo sviluppo delle fonti rinnovabili, iniziative di efficienza energetica e progettualità in partnership con i nostri stakeholder
- 1,4 miliardi, ovvero il 26% degli investimenti, sarà indirizzato all’applicazione e allo sviluppo di tecnologie all’avanguardia e all’introduzione di soluzioni innovative per aumentare l’efficienza e raggiungere un vantaggio competitivo in tutti i settori industriali presidiati.
In linea con il precedente documento strategico, anche nel periodo 2025-2029 l’importante impegno finanziario volto a sostenere gli investimenti a beneficio dello sviluppo industriale e per ampliare il perimetro con operazioni di crescita esterna, sarà integralmente finanziato da una significativa generazione di cassa, che consentirà anche di mantenere la leva finanziaria al di sotto della soglia prudenziale del 3x, per un obiettivo di 2,6x al 2029, riconfermando la solidità finanziaria del Gruppo e lasciando ulteriore flessibilità che potrà essere utilizzata per cogliere opportunità aggiuntive.
I principali indicatori di redditività confermano la generazione di valore del Gruppo: al 2029 il rendimento del capitale proprio (ROE) è previsto al 10,5%, mentre il rendimento del capitale investito (ROI) si attesta al 9,3%, ampiamente superiore al WACC di riferimento del settore.
Energia: partner per la transizione energetica dei nostri clienti; target di 4,5 milioni di clienti al 2029
Il MOL della filiera energia è previsto a 607 milioni di euro al 2029, rispetto ai 672 milioni di consuntivo 2024 che comprendeva significative partite non ricorrenti (per circa 180 milioni) principalmente legate al super ecobonus e ai mercati di ultima istanza. Con riferimento al MOL strutturale, in arco piano si conferma una crescita di oltre 110 milioni di euro (+4%).
Per supportare la strategia nella filiera energia sono stati stanziati complessivamente 1,1 miliardi di euro di investimenti per il quinquennio 2025-2029, pari al 19% degli investimenti complessivi previsti nel Piano.
Terzo operatore a livello nazionale nel settore energy per numero di clienti, il Gruppo Hera punta a consolidare la propria base clienti e a capitalizzare l’importante salto dimensionale avvenuto nel 2024 con l’aggiudicazione dei 7 lotti della gara del Servizio a Tutele Graduali, attestandosi nel 2029 a quota 4,5 milioni di clienti energy.
Il potenziamento delle attività commerciali e delle relazioni con i clienti, con la crescita degli sportelli fisici e il potenziamento delle piattaforme digitali, innovando i processi e i servizi, anche attraverso l’ulteriore sviluppo di soluzioni legate all’intelligenza artificiale, costituiranno gli assi per migliorarne ulteriormente la qualità. A riconferma del proprio ruolo di partner della transizione energetica delle comunità servite, tra i principali obiettivi del Gruppo rientra quello di aumentare la penetrazione delle soluzioni per favorire la decarbonizzazione e l’efficienza dei consumi, dalla produzione di energia rinnovabile come il fotovoltaico al sempre più ampio portafoglio di servizi a valore aggiunto.
In uno scenario di mercato caratterizzato da clienti sempre più attenti alla sostenibilità ambientale ed al contenimento dei costi, la domanda di soluzioni per la decarbonizzazione cresce sia per i clienti retail che per le aziende e le amministrazioni pubbliche, incrementando le opportunità di sviluppo per le ESCO del Gruppo operanti nell’ambito dei servizi energetici e della pubblica illuminazione.
Numerose sono gli investimenti anche a favore dei grandi clienti sia industriali che pubblici. Tra i progetti più rilevanti della controllata Hera Servizi Energia rientra, ad esempio, il contratto della durata di 13 anni con Elettra Sincrotrone Trieste per la riqualificazione integrale delle due centrali di trigenerazione, il completo rifacimento degli impianti elettrici e fluidistici, oltre alla conduzione e manutenzione degli impianti e alla produzione continua di energia elettrica, termica e frigorifera.
Sul fronte della generazione di energia elettrica fotovoltaica, il Gruppo Hera conferma l’obiettivo di installare oltre 370 MW entro il 2029, prediligendo soluzioni impiantistiche presso i centri di consumo e che non prevedono ulteriore consumo di suolo, come gli impianti agrivoltaici e i numerosi progetti in via di realizzazione su discariche o impianti del ciclo idrico del Gruppo, e le installazioni presso i clienti anche di Comunità Energetiche Rinnovabili.
Nel 2026 si completerà la realizzazione delle due Hydrogen Valley di Trieste e Modena, quasi completamente finanziate da PNRR e altri fondi, che produrranno a regime oltre 620 tonnellate l’anno di idrogeno verde contribuendo alla decarbonizzazione delle aziende e, più in generale, dei territori di riferimento e, allo stesso tempo, alla riqualificazione di aree dismesse.
Ambiente: rafforzamento della leadership attraverso l’ampliamento della quota di mercato con lo sviluppo commerciale, lo sviluppo infrastrutturale e M&A
Il MOL della filiera ambiente è previsto in crescita dai 366 milioni di euro di consuntivo 2024 ai 481 milioni al 2029, grazie a uno sviluppo alimentato sia da crescita organica che per linee esterne.
La crescita della profittabilità sarà sostenuta da investimenti per circa 1,3 miliardi di euro, pari al 23% del piano investimenti complessivo, che potranno essere in parte destinati a cogliere opportunità sinergiche emergenti.
Tra gli assi di sviluppo della filiera ambiente, ambito in cui il Gruppo Hera è leader nazionale per volumi trattati, spiccano la crescita organica della capacità impiantistica, le partnership con operatori terzi e la crescita per linee esterne che permettono di soddisfare la crescente domanda e conquistare nuove quote di mercato.
Complessivamente i rifiuti trattati dal Gruppo registreranno in arco piano una crescita significativa, da 8,5 milioni di tonnellate nel 2024 a 10,1 milioni di tonnellate nel 2029 (+18%), trainata dai rifiuti da mercato in aumento del 39%. Inoltre, è atteso un incremento del 21% dell’energia prodotta dalla filiera ambiente, sia elettrica che termica, derivante soprattutto dai termovalorizzatori.
Per quanto riguarda le attività di potenziamento e ottimizzazione della propria dotazione impiantistica, lato termovalorizzatori si arriverà alla piena saturazione degli impianti di Modena, Coriano (RN) e Pozzilli (IS), dopo le interruzioni straordinarie del 2024, e sono previsti ulteriori incrementi derivanti dalla quarta linea di Padova, che entrerà a regime nel 2029 andando progressivamente a sostituire le linee 1 e 2, garantendo migliori performance e una riduzione delle emissioni. Anche gli impianti per la produzione di biometano di Sant’Agata Bolognese (BO) e Spilamberto (MO) raggiungeranno il pieno regime, grazie all’ottimizzazione dei processi, determinando un aumento del 22% dei volumi. Sono previste inoltre la realizzazione di un nuovo impianto sul depuratore di Malpasso (PI) per la gestione dei rifiuti liquidi ad alta concentrazione di ammoniaca, come i percolati, con la possibilità di estendere i servizi a nuovi clienti come quelli dei distretti conciari toscani, e un nuovo trituratore a Castiglione delle Stiviere (MN) per aumentare i flussi della controllata Recycla e ottimizzarne i processi, in una zona strategica per l’industria siderurgica che pone sempre maggiore attenzione alla sostenibilità.
Complementari alle attività di trattamento sono quelle di recupero e rigenerazione delle risorse, a partire dalle materie plastiche in cui il Gruppo si distingue attraverso la controllata Aliplast per l’elevata qualità dei propri prodotti di materie prime seconde. In questo ambito proseguirà il percorso verso il riciclo di materiali strategici e ad alta marginalità, come le plastiche rigide, per cui entrerà in funzione entro fine 2026 a Modena un impianto all’avanguardia, parzialmente finanziato da fondi PNRR. La spinta legislativa europea (Direttiva SUP e Regolamento PPWR) determinerà una crescita progressiva della domanda, a fronte della quale a Borgolavezzaro (NO) verrà realizzato un nuovo impianto di riciclo PE-LD. Lo sviluppo commerciale prevede il consolidamento del posizionamento di Aliplast su frazioni di alta qualità e una inversione delle quote di mercato tra Italia ed estero. In questo ambito, peraltro, la multiutility prevede di crescere facendo leva sulla propria filiale in Polonia, operativa da tempo, con nuovi progetti che permetteranno di intercettare la promettente crescita della domanda di plastica riciclata di questo Paese in settori come automotive, beverage e arredo.
In arco piano è previsto, inoltre, il completamento e messa a regime dell’innovativo impianto FiB3R di Imola, che rigenera la fibra di carbonio, riducendo l’utilizzo di fibra vergine e quindi l’impatto ambientale necessario per produrla.
Sul fronte della gestione dei rifiuti speciali, l’obiettivo è quello di acquisire nuovi clienti di grande dimensione e sviluppare i servizi di Global Waste Management, ampliare il perimetro di azione sia in termini geografici che di portafoglio servizi, anche tramite operazioni straordinarie mirate, e sviluppare ulteriormente partnership strategiche con grandi soggetti industriali nazionali quali Eni e Fincantieri, valorizzando le competenze storiche del Gruppo e il posizionamento di leadership nel mercato, abilitando le attività di bonifica ambientale, previste in crescita nei prossimi anni.
L’ingresso nel 2023 di ACR Reggiani, leader a livello italiano nella gestione delle bonifiche ambientali e nel decommissioning, consentirà al Gruppo di intercettare le sempre maggiori opportunità derivanti dalla rinnovata attenzione del pubblico e del privato per le tematiche di ripristino ambientale e soil remediation.
Nel settore dell’igiene urbana, il Gruppo Hera punta a migliorare qualità e quantità della raccolta differenziata, con l’obiettivo di arrivare al 78% nel 2029.
Reti: confermato il ruolo primario di operatore infrastrutturale attraverso un robusto piano di investimenti e performance di eccellenza
Il MOL della filiera reti è previsto in aumento dai 519 milioni di euro di consuntivo 2024 ai 637 milioni al 2029, con una crescita organica trainata da una maggiore efficienza nella gestione operativa e dalla crescita della RAB.
Gli assi di sviluppo della filiera reti prevedono l’abilitazione delle reti alla transizione energetica, la focalizzazione su efficienza e resilienza e l’utilizzo intensivo dell’innovazione per raggiungere livelli avanzati di qualità e sicurezza.
Il business regolato delle reti, che rappresenta il principale asset in termini di capitale investito del Gruppo Hera, al 2029 sarà interessato da un corposo piano di investimenti per circa 3,1 miliardi (pari al 57% del totale). Di queste risorse, oltre 1,8 miliardi saranno destinati al ciclo idrico integrato, circa 1,1 miliardi saranno investiti nella distribuzione gas ed energia elettrica e 200 milioni per lo sviluppo del teleriscaldamento.
Nel ciclo idrico la multiutility, secondo operatore nazionale, prevede iniziative strategiche per la resilienza, continuità e qualità del servizio di fornitura dell’acqua potabile attraverso la gestione integrata delle fonti, del trasporto, del trattamento e della distribuzione, per garantire sicurezza dell’approvvigionamento, protezione della risorsa e capacità di risposta alle esigenze dei territori in un contesto di fenomeni meteoclimatici sempre più estremi. Gli interventi per aumentare l’efficienza delle reti fognarie per lo smaltimento delle acque piovane e per il rinnovo dei processi di depurazione consentiranno di massimizzare anche la sostenibilità ambientale ed energetica nella gestione delle acque reflue. La multiutility continuerà a promuovere la rigenerazione e circolarità della risorsa, ad esempio attraverso il crescente riutilizzo delle acque depurate, con sia iniziative all’interno del Gruppo – come le nuove sezioni di ultrafiltrazione nei depuratori di Ferrara e Ravenna - sia sul territorio (con riferimento soprattutto ai settori agricolo e industriale). In arco piano la percentuale di acque reflue recuperabili sul totale dei volumi trattati salirà al 14,5% nel 2029 (dall’11,9% nel 2024), si ridurranno le perdite lineari arrivando a 7,4 mc/km/giorno (da 8,4 mc/km/giorno nel 2024) ed è prevista una ulteriore riduzione dei consumi idrici del Gruppo, per arrivare al -26,5% al 2029 (rispetto al 2017).
Tra gli interventi più significativi relativi alla disponibilità dell’acqua rientrano la realizzazione del nuovo potabilizzatore di Bubano (BO), finalizzato ad aumentare la riserva idrica disponibile, a garantire una maggiore flessibilità operativa e a rispondere alle esigenze di sviluppo del territorio. Sarà avviata la progettazione del terzo acquedotto di Trieste e il risanamento di una delle due reti addutrici attualmente operative, consentendo di garantire la continuità del servizio anche in uno scenario impattato dai cambiamenti climatici. Inoltre, è previsto il re-lining strutturale dell’acquedotto principale di Pesaro, fonte primaria di approvvigionamento per 200.000 abitanti, con il risanamento di circa il 50% dei 27 km di tubazioni esistenti, il potenziamento dei serbatoi di Pesaro-Urbino e la realizzazione di una nuova vasca di accumulo presso il potabilizzatore di San Francesco di Saltara (PU). Altri adeguamenti negli approvvigionamenti e nella distribuzione riguarderanno gli interventi di interconnessione (ad esempio nelle zone appenniniche di Bologna e Modena, nella vallata del Metauro, del Foglia e del Conca nella provincia di Pesaro Urbino), il potenziamento del nodo idrico di Randaccio nel triestino, la nuova rete di adduzione e revamping per collegamento al Sistema Acquedotto Veneto Centrale (SAVEC) in chiave di sicurezza idrica e creazione di una fonte di approvvigionamento alternativa per il territorio di Padova.
In tutti i territori continuano le iniziative di water management con il completamento dell’installazione di smart meter per favorire consumi più efficienti e consapevoli, gli interventi per la riduzione delle perdite idriche, combinando iniziative di ricerca innovativa e manutenzione predittiva, la distrettualizzazione delle reti e le bonifiche di rete acquedotto, per ridurre le dispersioni, garantire la continuità del servizio e prolungare la vita utile delle infrastrutture. Sono previste inoltre iniziative in linea con la nuova direttiva acque reflue, con particolare riferimento al tema neutralità energetica e piani energetici dell’acqua.
Lato depurazione proseguono gli investimenti per rinnovare il parco impianti e si concluderà nel 2027 il Piano di Salvaguardia della Balneazione di Rimini, la più grande opera di risanamento fognario mai realizzata in Italia avviata nel 2013. Prosegue l’ampliamento del depuratore di Cà Nordio che porterà a un incremento della capacità della linea acque di 60.000 abitanti equivalenti sull’agglomerato di Padova.
Per aumentare efficienza e sostenibilità nella gestione delle acque reflue anche nelle aree con presenza di fognatura mista sono stati avviate le rimodellazioni, partendo dalle città più critiche, per adeguare il sistema fognario alle situazioni di piogge sempre più intense e prevenire gli allagamenti. Sui vari territori proseguiranno gli interventi di risanamento, riparazione e ripristino funzionale della rete fognaria.
Nella distribuzione elettrica per abilitare l’elettrificazione del territorio e gestire l’evoluzione della domanda energetica, il Gruppo prevede di potenziare la rete, attraverso la realizzazione di nuove tratte o il rinnovo di quelle esistenti, assicurando così affidabilità e flessibilità degli asset e qualità e continuità del servizio, anche con il supporto delle tecnologie digitali come i nuovi modelli di gestione in ottica predittiva. L’obiettivo è di incrementare del 30% l’hosting capacity della rete, grazie allo sviluppo delle cabine primarie e secondarie e alle iniziative in ambito smart grid, come ad esempio quello a servizio dell’area portuale e metropolitana di Trieste.
La distribuzione gas, ancora cruciale per sostenere i consumi energetici finali, avrà un ruolo di sostegno alla transizione energetica dovendo essere pronta a distribuire miscele di gas con percentuali crescenti di green gas. In questo senso il Gruppo Hera proseguirà la sperimentazione in corso a Castelfranco Emilia (MO), con miscele di metano ed idrogeno in percentuali progressive fino al 10%. Parallelamente svilupperà soluzioni innovative come l’impianto power to gas, collegato a uno dei principali depuratori del ciclo idrico a Bologna, che consentirà di produrre dapprima idrogeno verde e poi gas rinnovabile di sintesi, che potrà essere immesso nelle reti di distribuzione utilizzando l’acqua in uscita dal depuratore e l’ossigeno prodotto a supporto dei processi depurativi. La spinta all’innovazione verrà anche dall’installazione entro il 2029 di circa 480 mila smart meter gas NexMeter, con funzioni di sicurezza avanzate in caso di fughe o terremoti e utilizzabili anche per miscele con green gas; oltre 1.700 elettrovalvole NexAction, il primo sistema totalmente autoalimentato e brevettato per l'automazione da remoto delle valvole di rete, che consente interventi tempestivi in caso di emergenze minimizzando la dispersione di emissioni in atmosfera e l’intervento di squadre operative sul campo, e oltre 250 sensori Sentinel per monitorare da remoto i compensatori di dilatazione in corrispondenza di aree a rischio idrogeologico. Proseguiranno inoltre gli interventi di digitalizzazione, riduzione delle dispersioni e mantenimento della rete.
Infine, sarà ulteriormente sviluppato il teleriscaldamento, con l’obiettivo di arrivare a evitare complessivamente emissioni di anidride carbonica per 65 mila tonnellate all’anno nel 2029. Da un lato è prevista l’espansione capillare degli allacciamenti e la saturazione delle reti esistenti per realizzare economie di scala. Dall’altro si prevede di sviluppare gli asset integrando un mix crescente di fonti rinnovabili e incrementando il recupero termico da processi industriali, sostituendo progressivamente le fonti fossili. I principali progetti in corso riguardano la realizzazione a Bologna (interconnessione dei sistemi di teleriscaldamento, estensione della rete e utilizzo di calore di recupero dal termovalorizzatore), Ferrara (raddoppio della produzione di calore dalla fonte geotermica e l’espansione della rete in zone urbane attualmente non servite) e Forlì (con il collegamento di tre sistemi di teleriscaldamento e la posa di una nuova rete principale per incrementare il calore recuperato dal termovalorizzatore).
* Si intendono per strutturali i risultati 2024 depurati delle componenti derivanti dalle opportunità temporanee (super ecobonus e MUI). Nel caso dell’utile netto il riferimento 2024 è al netto degli special items riportati nel fascicolo di Bilancio 2024 (sezione 1.04).
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Al Tecnopolo di Modena consegnate a due studenti meritevoli le borse di studio finanziate da Hera per il bando intitolato all'Ing. Giacobazzi

Al Tecnopolo di Modena si è tenuta la cerimonia di premiazione del bando intitolato all’Ing. Gabriele Giacobazzi, vicepresidente di Hera dal 2020, Presidente dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Modena dal 2017, assessore del Comune di Modena all’Urbanistica e Pianificazione Territoriale (2012 – 2014) e ai Lavori pubblici e Mobilità (2014 – 2018) e docente presso Unimore alla Laurea e Laurea Magistrale in Ingegneria Civile e Ambientale dal 2015 al 2021, prematuramente scomparso nel marzo 2024.
Il bando ha assegnato due borse di studio del valore di 10mila euro ciascuna a due studenti meritevoli, immatricolati per la prima volta nell’a.a. 2024/2025 al Corso di Laurea Magistrale in Ingegneria Civile e Ambientale dell’Università di Modena e Reggio Emilia. Le borse di studio sono state istituite su proposta dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Modena e del Comune di Modena, grazie al contributo del Gruppo Hera.
I vincitori del bando sono la studentessa Giulia Andreoli (classe 2001) e lo studente Lorenzo Menna (classe 2002).
Alla cerimonia, aperta dal Direttore del Dipartimento di Ingegneria “Enzo Ferrari” Prof. Francesco Leali, hanno partecipato il Sindaco di Modena Massimo Mezzetti, che ha sottolineato la vicinanza dell’amministrazione comunale a un suo ex amministratore di grande valore, il Vicepresidente di Hera Tommaso Rotella, il Direttore Centrale Rapporti con gli Enti Locali del Gruppo Hera Ing. Roberto Gasparetto, la presidente dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Modena Ing. Valeria del Borgo e il Vicerettore di Unimore con delega alla Didattica Prof. Gianantonio Battistuzzi. L’evento è stato coordinato dal Prof. Alessandro Bigi, Presidente del Corso di Laurea Magistrale in Ingegneria Civile e Ambientale di Unimore.
“Siamo certi che contribuire alla formazione di giovani meritevoli con queste borse di studio sia la scelta migliore per tenere viva la memoria di Gabriele Giacobazzi, di cui ricordiamo le doti umane, la competenza e la professionalità; valori che questa iniziativa ha l’obiettivo di trasmettere alle future generazioni di ingegneri” - ha affermato l’Ing. Roberto Gasparetto.
“Come Presidente del Corso di Laurea Magistrale in Ingegneria Civile e Ambientale – ha aggiunto il Prof. Alessandro Bigi - sono sinceramente grato ad HERA SpA per queste generose borse di studio e sono anche molto orgoglioso dei nostri studenti e studentesse, in particolare di chi è riuscito a partecipare a questo bando nonostante i requisiti oltremodo selettivi. Questi premi – ha proseguito il Prof. Bigi - sono uno dei frutti della stretta collaborazione tra il nostro Corso di Laurea Magistrale e le aziende del territorio nella formazione dei nostri futuri ingegneri, che è un tratto distintivo del percorso di studio che abbiamo progettato. Per noi è stato davvero un previlegio poter avere un ingegnere competente ed appassionato come l’Ing. Gabriele Giacobazzi come docente, e il modo più idoneo per ricordarlo qui ad Unimore non poteva che essere un premio verso l’impegno e i risultati di due brillanti giovani futuri ingegneri civili e ambientali”.
"Siamo davvero lieti che Unimore abbia accolto la nostra proposta – ha concluso l’Ing. Valeria Del Borgo - e, grazie al fondamentale e generoso contributo di Hera, sia stato possibile attivare le due Borse di studio intitolate a Gabriele Giacobazzi: questa iniziativa rappresenta un degno riconoscimento ad una persona di eccezionale valore umano e professionale, che ha costituito un esempio ed una guida per la città di Modena e per tutta l'ingegneria italiana. Inoltre, contribuirà a valorizzarne il ricordo presso le giovani generazioni, verso le quali Gabriele ha sempre rivolto grande attenzione sia come professionista sia come insegnante e formatore".
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