Hera è ancora Top Employer: persone, competenze e innovazione per la crescita della strategia di Gruppo
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La società si conferma, per il diciassettesimo anno consecutivo, tra le migliori aziende nella gestione delle risorse umane, grazie, in particolare, ai programmi distintivi di welfare, formazione e sviluppo delle competenze
Il Gruppo Hera si riconferma tra le migliori aziende italiane nelle politiche di gestione e sviluppo delle persone, ottenendo per il diciassettesimo anno consecutivo la certificazione Top Employer.
Si tratta di uno dei principali riconoscimenti a livello internazionale per le aziende che soddisfano standard elevati nella gestione delle risorse umane. A rilasciarlo è l’olandese Top Employers Institute, ente certificatore globale delle eccellenze aziendali in ambito HR, dopo un’analisi attenta e ogni anno sempre più selettiva, su parametri specifici, come retribuzioni, condizioni di lavoro, opportunità di carriera, cultura aziendale, formazione e sviluppo delle persone.
Il riconoscimento al Gruppo Hera premia l’approccio strategico della multiutility alla formazione continua e al benessere organizzativo, in un contesto in cui longevità lavorativa, attrazione dei talenti e inclusione generazionale sono sempre più determinanti.
Con oltre 10.500 dipendenti, il 96% dei quali assunti con contratto a tempo indeterminato, Hera si distingue per un modello HR fondato su welfare flessibile, benessere a 360°, crescita professionale, valorizzazione delle unicità e forte identità culturale. La natura multibusiness del Gruppo rappresenta, inoltre, un esempio di rilievo nel panorama nazionale, offrendo percorsi professionali diversificati e la possibilità di sviluppare nuove competenze rimanendo all’interno della stessa realtà.
Tra i diversi riconoscimenti ottenuti, a livello nazionale e internazionale, si segnalano: Diversity & Inclusion Index, elaborato da FTSE Russell, società del London Stock Exchange Group, che pone Hera come unica azienda italiana nella Top 10 mondiale; Dow Jones Sustainability Index, il prestigioso e autorevole indice borsistico internazionale che include le aziende quotate con le performance migliori nelle dimensioni Environmental, Social e Governance & Economics (ESG). Da cinque anni Hera ne fa parte ed è inclusa sia nell’indice mondiale, sia in quello europeo. Inoltre, la multiutility ha ottenuto la certificazione per la parità di genere UNI/PdR 125:2022, un riconoscimento importante che ha coinvolto undici società del Gruppo e che conferma l’impegno nel creare una cultura aziendale inclusiva e attenta alle persone.
Per il Gruppo Hera, la formazione continua è uno dei pilastri della ‘strategia delle persone’: grazie a un investimento annuale che ammonta a circa 15 milioni di euro, oltre il 97% dei dipendenti partecipa ad almeno un’azione formativa, per una media di 30 ore pro capite. Un ruolo centrale è svolto da HerAcademy, la corporate university del Gruppo, che, tra i suoi obiettivi, ha quello di supportare la transizione energetica, ambientale, digitale e tecnologica attraverso programmi innovativi e dialogo costante con il mondo accademico.
La longevity è un altro tema su cui la multiutility sta lavorando in modo specifico. A fronte di un’età media di 46,5 anni, Hera è passata ad avere da due a quattro generazioni che convivono in ambito lavorativo. Ciò significa maggiore complessità, ma anche maggiori opportunità. La sfida consiste nel creare un ambiente di lavoro attraente per tutte le generazioni, stimolare il dialogo intergenerazionale e consentire alle persone di ogni età di esprimere il proprio potenziale, contribuendo al meglio al raggiungimento degli obiettivi aziendali.
Sul fronte del welfare, Hera destina ogni anno 23 milioni di euro al sistema Hextra, che coinvolge il 99% della popolazione aziendale e offre, tra le altre opportunità, iniziative di sostegno alla genitorialità, servizi sanitari e previdenziali, percorsi dedicati al benessere psicologico e a quello finanziario.
Tra le leve principali per lo sviluppo organizzativo, Hera ha recentemente introdotto un nuovo modello di leadership orientato al purpose e alla responsabilizzazione diffusa. La soddisfazione delle persone, rilevata nella recente indagine dedicata, e un turnover tra i più bassi del settore, confermano la solidità del percorso intrapreso.
Negli ultimi 3 anni il Gruppo Hera ha assunto oltre 3.900 persone, incluse le internalizzazioni, accompagnate da investimenti crescenti in formazione, digitalizzazione dei processi e sviluppo di competenze orientate alla sostenibilità e alla circolarità. Per i prossimi anni il piano di assunzioni prevede di attestarsi sugli stessi livelli.
«Il nostro purpose aziendale risponde a una più ampia convinzione: quella che la valorizzazione delle persone che lavorano nel Gruppo e la loro soddisfazione sono fondamentali per garantire la crescita e la solidità dell’azienda e, allo stesso tempo, fornire servizi sempre migliori, con positive ricadute ambientali ed economiche per i territori serviti” afferma Cristian Fabbri, Presidente Esecutivo del Gruppo Hera. “Gli stessi pilastri del Patto del Buon Lavoro sono in linea con il nostro purpose: salute e sicurezza; filiere integrate e appalti; equità e inclusione; benessere, sviluppo professionale e produttività; sostenibilità e valore condiviso. All’interno di questi ambiti prendiamo impegni concreti mantenendo al centro, con forza, le persone del Gruppo Hera. Il nostro modello vuole essere un ponte verso il futuro per rispondere efficacemente alle continue evoluzioni sul mercato del lavoro con una transizione giusta, che vede tutti gli stakeholder partecipare alla creazione di sviluppo sostenibile e trarre beneficio da questa crescita».
Nel 2026, il Top Employers Institute ha certificato quasi 2.500 organizzazioni, compreso il Gruppo Hera, in 131 Paesi/regioni. Queste aziende certificate hanno un impatto positivo sulla vita di oltre 14 milioni di dipendenti in tutto il mondo.
Adrian Seligman, CEO del Top Employers Institute, ha commentato: «Il conseguimento della certificazione Top Employer per il 2026 riflette l'impegno del Gruppo Hera nel creare un ambiente di lavoro eccellente, che consenta performance aziendali durature. Il suo forte allineamento tra strategia del personale e obiettivi organizzativi, unito all'impegno per il miglioramento continuo, dimostra l'impatto delle sue pratiche trasformative. Siamo orgogliosi di premiare il Gruppo Hera per il suo significativo contributo a un mondo del lavoro migliore in Italia».
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L’iniziativa, nata nel 2009 dalla collaborazione della multiutility con Last Minute Market, ha consentito di donarli a persone in difficoltà, attraverso alcuni enti no-profit attivi sui vari territori
Sono quasi 168 mila i pasti recuperati dal 2009 ad oggi grazie a CiboAmico, il progetto del Gruppo Hera che combatte lo spreco alimentare e aiuta le persone in difficoltà. Un risultato che si traduce in 684mila euro di valore complessivo e quai 74 tonnellate di rifiuti in meno, corrispondenti a 162 cassonetti e l’emissione di oltre 300 tonnellate di CO2. Senza contare i consumi di acqua, energia e terreno che sarebbero stati necessari per confezionare quei pasti.
Nella Giornata nazionale di prevenzione dello spreco alimentare, che ricorre ogni anno il 5 febbraio, ecco i dati principali di CiboAmico, il progetto nato dalla collaborazione con Last Minute Market, (impresa sociale e società spin off dell’Università di Bologna che promuove la lotta allo spreco e la sostenibilità ambientale) e Elior, società di ristorazione, che permette di recuperare i pasti non consumati nelle mense aziendali del Gruppo Hera e donarli a enti no-profit che assistono persone. Il progetto, attivo in 8 mense in Emilia-Romagna, solo nel 2025 ha permesso di recuperare circa 13mila pasti, pari a 5,6 tonnellate di cibo e un valore di quasi 50mila euro. Ben 8 le associazioni che beneficiano del progetto, assistendo complessivamente oltre 300 persone.
Come funziona CiboAmico
Grazie a CiboAmico, nel pieno rispetto di tutte le norme igieniche e sanitarie previste, vengono recuperati e donati i pasti non consumati dalle mense aziendali del Gruppo Hera. Nel 2025 CiboAmico è attivo in 8 mense emiliano-romagnole (Bologna, Granarolo dell’Emilia, Rimini, Ferrara, Ravenna, Modena, Forlì e Cesena).
A Cesena e Forlì recuperati 8.5 mila pasti
In particolare, nella mensa Hera di Cesena, grazie a CiboAmico, fino ad oggi è stato possibile recuperare quasi 4.5 mila pasti, per un valore complessivo che supera i 17.000 euro. Un risparmio che ha consentito alla onlus locale coinvolta di investire le risorse così liberate in altri progetti. Si tratta della Cooperativa Sociale il Cigno, di Viale Europa 654, e in particolare il Gruppo Appartamento Il Faro, una struttura residenziale che accoglie adulti in difficoltà in un percorso di reinserimento sociale lavorativo e familiare.
Mentre nella mensa Hera di Forlì, dove il progetto è partito nel 2023, è stato possibile recuperare oltre 4 mila pasti, per un valore complessivo che supera 15 mila euro. Un risparmio che ha consentito alla onlus locale coinvolta, la Comunità Papa Giovanni XXII che provvede al ritiro delle eccedenze alimentari e alla loro redistribuzione quotidiana al Villaggio della Gioia della Comunità terapeutica di Fornò, di investire le risorse in questi progetti sociali.
“L’obiettivo 12.3 dell’Agenda Onu è dimezzare entro il 2030 lo spreco pro capite di rifiuti alimentari nella vendita al dettaglio e dei consumatori e ridurre lo spreco lungo le filiere di produzione e fornitura. Anche l’Unione Europea ha definito nel 2025 un target di riduzione dello spreco alimentare pari al 30% rispetto alla media 2021-23 coinvolgendo non solo i consumatori finali ma anche la ristorazione collettiva. Proprio in questo contesto si colloca il progetto CiboAmico che oltre a contribuire al raggiungimento di questi obiettivi, offre un aiuto concreto a chi è in difficoltà attraverso una partnership con le organizzazioni di volontariato del territorio e la società fornitrice del servizio di ristorazione aziendale.” commenta Filippo Bocchi, Direttore Valore Condiviso e Sostenibilità del Gruppo Hera.
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