Gruppo Hera: a Modena oltre 30 milioni di euro dal PNRR per la “rivoluzione verde”
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I finanziamenti del PNRR – ottenuti direttamente, in partnership o attraverso gli enti d’ambito - consentiranno alla multiutility di accelerare gli investimenti previsti nel suo Piano industriale al 2026 a favore dell’economia circolare, della transizione ecologica e dell’efficienza energetica
Superano i 30 milioni di euro i finanziamenti complessivamente aggiudicati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) – nelle sue numerose declinazioni – a progetti del Gruppo Hera che troveranno applicazione nel comune di Modena.
Di questi, quasi 20 milioni sono destinati alla decarbonizzazione di alcuni settori chiave dell’economia cittadina e regionale, come il trasporto pubblico locale e l’industria. 9 milioni di euro consentiranno la realizzazione di interventi volti a promuovere l’economia circolare. Infine, circa 2,5 milioni di euro saranno investiti per interventi di potenziamento e digitalizzazione delle infrastrutture di distribuzione elettrica, che a loro volta abiliteranno lo sviluppo di asset essenziali per il completamento della transizione energetica, come la produzione di energia da fonti rinnovabili, lo sviluppo delle comunità energetiche e una sempre più diffusa mobilità sostenibile.
“Le progettualità del Gruppo Hera sui territori serviti si sono aggiudicate significativi finanziamenti dal PNRR, circa 190 milioni di euro complessivi, fondi che abbiamo il dovere e l’onore di mettere a servizio delle comunità che serviamo – afferma Orazio Iacono, Amministratore Delegato del Gruppo Hera – Il caso di Modena è esemplare, in questo senso: gli oltre 30 milioni di euro ottenuti finora dal PNRR, a vario titolo, serviranno a finanziare progetti che aiuteranno a cambiare il volto della città, a renderla più pronta per le sfide che il futuro già ci sta prospettando. Inoltre, si inseriscono in un quadro più ampio di investimenti che abbiamo previsto nel nostro Piano industriale quinquennale, sempre con lo stesso fine: promuovere l’economia circolare e l’efficienza energetica e accelerare la transizione ecologica, garantendo qualità e continuità dei servizi, anche in situazioni complesse determinate dai sempre più frequenti mutamenti climatici”.
"Questi investimenti, che si aggiungono a quelli attivati direttamente dal Comune con circa 75 milioni di contributi del Pnrr, rientrano nella strategia di rendere la città ambientalmente più sostenibile – sottolinea il sindaco del Comune di Modena Gian Carlo Muzzarelli – come delineato con il programma Next Generation Modena e con i tanti interventi sviluppati sulla rigenerazione urbana. Il potenziamento dei centri di raccolta è stato sollecitato recentemente anche dal Consiglio comunale e il progetto sull'idrogeno è parte di una strategia più complessiva condivisa anche con la Regione, con Unimore e Aess, l'Agenzia per l'energia e lo sviluppo sostenibile. Gli investimenti di Hera, inoltre, saranno in grado di contribuire allo sviluppo dell'occupazione nel nostro territorio".
Decarbonizzazione: obiettivo sempre più vicino grazie all’idrogeno verde
Entro il 2026 presso la discarica esaurita di via Caruso, quindi senza consumo di suolo utile, sorgerà un polo per la produzione di idrogeno verde grazie al progetto congiunto di Hera e Snam, IdrogeMO, che ha ottenuto 19,5 milioni di euro di finanziamento dalla Giunta regionale dell’Emilia-Romagna, nell’ambito del PNRR. Nello specifico, l’area ospiterà un parco fotovoltaico di 6 MW di potenza collegato ad un elettrolizzatore che, utilizzando l’energia elettrica fornita dal campo fotovoltaico, arriverà a produrre fino a 400 tonnellate di idrogeno l’anno. Per poter alimentare anche nelle ore notturne l’elettrolizzatore, il polo sarà completato da una batteria per lo stoccaggio dell’energia elettrica. Complessivamente, l’investimento previsto per queste attività ammonta a 20,8 milioni di euro.
Il progetto IdrogeMO fornirà un contributo concreto alla neutralità carbonica della Regione in quanto una parte dell’idrogeno prodotto potrà rifornire le aziende del trasporto pubblico locale in possesso di mezzi alimentati con molecole verdi così come parte della produzione potrà essere destinata al comparto industriale locale per la decarbonizzazione dei propri processi.
Economia circolare: riuso, riciclo e recupero, le tre “R” della sostenibilità
Ammontano a 9 milioni di euro i contributi PNRR ottenuti dal Gruppo Hera per interventi all’insegna dell’economia circolare, per favorire la differenziazione dei rifiuti, il loro riuso e la rigenerazione della materia. Nel dettaglio, quasi 1,4 milioni di euro saranno impiegati per il potenziamento delle stazioni ecologiche modenesi: due di esse saranno riqualificate e rese ancora più agevolmente fruibili; è inoltre prevista la realizzazione di un quinto centro di raccolta in città, per aumentare qualità e quantità della raccolta differenziata e supportare sempre più gli utenti nella corretta gestione dei propri rifiuti, soprattutto quelli che non hanno, con il porta a porta o tramite i cassonetti, una linea di raccolta dedicata. Ne sono esempio rifiuti particolari o persino pericolosi come pneumatici, batterie, RAEE; ma anche semplicemente voluminosi, come mobili e materassi. Presso la rete delle stazioni ecologiche, infatti, i cittadini – e in alcuni casi le imprese – possono conferire sempre, con orario continuato tutti i giorni della settimana, tutte le tipologie di rifiuto differenziato.
Nonostante l’importanza di questo capitolo di finanziamenti, la parte del leone spetta a un progetto differente: nel polo industriale dove si trova anche il termovalorizzatore di Modena, vedrà la luce un nuovo impianto assolutamente all’avanguardia a livello europeo, sia dal punto di vista tecnologico sia per la rilevanza strategica dei materiali coinvolti, tanto da avere ricevuto un finanziamento che sfiora gli 8 milioni di euro, su un progetto che complessivamente richiederà investimenti per quasi 50 milioni di euro, per le sue caratteristiche di innovazione. La piattaforma consentirà, infatti, di recuperare le plastiche rigide, ovvero una vasta classe di polimeri che, nei normali impianti di riciclo delle plastiche non possono essere trattate e, anche quando questo viene fatto, il processo comporta la perdita di alcune delle proprietà chimiche o fisiche della materia, che può essere utilizzata solo per scopi meno nobili. Presso il nuovo impianto di Modena, invece, i materiali subiranno un processo di upcycling: un processo, cioè, che non si limita a riciclare il prodotto ma, attraverso tecniche particolari, migliora le sue caratteristiche rendendolo nuovamente utilizzabile per lo scopo originario o per usi in settori in cui siano richieste caratteristiche anche superiori a quelle di partenza. Si tratta di un’evoluzione tecnologica di fondamentale importanza, perché la quasi totalità dei processi produttivi che necessitano di plastiche rigide di alta qualità oggi può approvvigionarsi solo di materiali vergini – ottenuti da fonte fossile. Domani, invece, lo stesso bene potrà essere prodotto a partire da materiale riciclato, potenzialmente con una catena distributiva più corta, e dunque con un importante beneficio per l’ambiente e un vantaggio per la sostenibilità dei processi.
Reti elettriche sempre più efficienti e moderne che aprono la strada all’energia del futuro
Fenomeni come l’autoproduzione di elettricità da fonti rinnovabili e le comunità energetiche sono non solo in crescita, ma rappresentano anche un importante tassello dell’approvvigionamento elettrico del futuro. Per rendere queste tendenze possibili ed efficienti, è però richiesta un’infrastruttura di distribuzione della corrente elettrica moderna e, a suo modo, intelligente: capace cioè di gestire in tempo reale variazioni nell’immissione in rete di potenze diverse e da una molteplicità di fonti. Serve, cioè, far evolvere la rete elettrica in una “smart grid”. Proprio per raggiungere questi obiettivi il Gruppo Hera, tramite la controllata Inrete Distribuzione Energia, sta investendo da tempo e i circa 2,5 milioni di euro di fondi ottenuti dal PNRR per questo progetto consentiranno di accelerare il potenziamento e la digitalizzazione delle infrastrutture di distribuzione elettrica di Modena.
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Nel 2025 il 99% dei rifiuti prodotti nello stabilimento di Borgo Panigale è stato avviato al recupero. L’impianto di trigenerazione ad oggi copre l’84% del fabbisogno elettrico e termico della fabbrica. La collaborazione, già avviata da tempo, prosegue con ottimi risultati e si rafforza con la gestione dell’impianto di depurazione aziendale
L’impegno per la tutela dell'ambiente e la riduzione dell'impronta ambientale si confermano obiettivi fondamentali delle attività di Gruppo Hera e Ducati, e sono anche gli assi portanti della collaborazione che prosegue negli anni con ottimi risultati: la multiutility e la casa motociclistica insistono sullo stesso territorio e si impegnano insieme da tempo nell’impiego di processi e tecnologie sostenibili per ridurre gli impatti delle attività dello stabilimento di Borgo Panigale sull’ambiente, con particolare attenzione alla gestione dei rifiuti e al trattamento reflui, oltre che all’ottimizzazione dell’efficienza energetica.
Rifiuti: massimizzazione del recupero e riutilizzo
Herambiente Servizi Industriali (HASI), la più grande realtà italiana dedicata alla gestione dei rifiuti industriali e controllata della multiutility, si è aggiudicata il rinnovo dell’appalto di Ducati fino al 2028, con una implementazione delle attività che comprende anche la gestione degli scarti metallici e non, e quelli derivanti dalla distruzione controllata delle moto. Il risultato è un piano di trattamento altamente efficiente, che nel 2025 ha portato l’azienda di Borgo Panigale ad avviare al recupero il 99% dei rifiuti prodotti dalle sue attività.
Il processo adottato da Ducati e HASI contempla ogni aspetto della gestione dei rifiuti, a partire dalla separazione di questi nel momento in cui vengono prodotti, all’ottimizzazione logistica, fino alla massimizzazione del riciclo. Inoltre, è stato di recente attivato anche un progetto di economia circolare per il recupero dei bancali in legno, mentre sono in corso di valutazione ulteriori iniziative di rigenerazione di altri materiali preziosi come gli scarti in fibra di carbonio nell’impianto all’avanguardia FIB3R del Gruppo Hera a Imola.
Energia: l’efficienza passa dalla trigenerazione
Un altro intervento concreto è lo sviluppo della centrale di trigenerazione che si trova nella sede di Ducati a Borgo Panigale, gestita dalla ESCo della multiutility, Hera Servizi Energia (HSE). L’impianto è capace di fornire energia elettrica, termica e frigorifera riducendo le emissioni di CO2 immesse in atmosfera.
Nel corso del 2025 l’impianto ha prodotto oltre 12.500 MWh di energia elettrica, che ha contribuito al raggiungimento dell’84% del fabbisogno dell’intero stabilimento. La parte restante dell’energia elettrica necessaria viene invece acquistata da Ducati all’esterno, esclusivamente da fonti energetiche rinnovabili.
Dalla sua messa in funzione nel 2016, l’impianto di trigenerazione ha permesso di evitare l’emissione in atmosfera di oltre 13.300 tonnellate di CO2, di cui quasi 1.400 tonnellate solo nel 2025, un quantitativo pari a quello assorbito annualmente da un bosco di circa 152 ettari.
Acqua: maggiore efficienza nella depurazione
La collaborazione tra Ducati e il Gruppo Hera si è ulteriormente rafforzata nel 2025 includendo, sempre da parte di HASI, anche la parte acque reflue con la gestione dell’impianto di depurazione. Le attività già realizzate e quelle attualmente in corso stanno contribuendo al progressivo miglioramento dell’operatività dell’impianto e del controllo dei processi, come l’ottimizzazione del trattamento di disoleazione, con possibile valutazione di prodotti alternativi. Sono inoltre in fase di valutazione e realizzazione ulteriori iniziative per contribuire al raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità ambientale di Ducati, come per esempio l’incremento dell’acqua di processo recuperata nell’impianto.
Sostenibilità e Net Zero: la strategia del Gruppo Hera
La sostenibilità rappresenta da sempre un asse strategico dello sviluppo del Gruppo Hera, integrata nei modelli di business e nei processi industriali, con l’obiettivo di coniugare crescita, uso efficiente delle risorse e creazione di valore condiviso per i territori serviti. La multiutility ha definito un percorso strutturato verso il raggiungimento del Net Zero al 2050, con obiettivi intermedi di riduzione delle emissioni coerenti con i principali framework internazionali, affiancando alla decarbonizzazione lo sviluppo dell’economia circolare, l’innovazione impiantistica e l’incremento della produzione e dell’utilizzo di energia da fonti rinnovabili. In questo contesto, Hera continua a investire in soluzioni tecnologiche avanzate e in servizi integrati per accompagnare clienti e comunità nella transizione energetica ed ecologica, rafforzando un modello industriale resiliente e sostenibile nel lungo periodo.
Ride to Zero: la strategia di Ducati
La collaborazione con Gruppo Hera si inserisce nel più ampio impegno di Ducati verso la sostenibilità ambientale e verso un business rispettoso non solo della salute del territorio ma anche al benessere delle persone.
In coerenza con la strategia del Gruppo Volkswagen, di cui Ducati fa parte dal 2012, la Casa motociclistica ha stabilito all’interno della propria mission ambientale “Ride to Zero” con l’obiettivo di diventare, entro il 2050, una azienda a neutralità climatica, individuando anche degli obiettivi intermedi di riduzione delle emissioni dei gas serra. Per raggiungere tale traguardo e, più in generale, per ridurre l’impatto ambientale delle proprie attività lungo l’intero ciclo di vita, Ducati ha integrato nella propria strategia e nell’operatività quotidiana azioni concrete volte all’efficienza energetica e all’utilizzo di fonti rinnovabili, alla riduzione del consumo di risorse e della produzione di rifiuti e alla tutela del territorio.
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