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A fuoco gli obiettivi del Piano 2022-2026
INVESTITORI
8/02/2023
Il Piano Industriale 2022-2026
Uno sguardo ai numeri
Nel quinquennio Hera concentrerà oltre la metà del piano di investimenti da 4,1 miliardi di euro nelle Reti, con l’obiettivo di valorizzare l’infrastruttura esistente, vero e proprio asset strategico che si rafforza e trasforma per rispondere alle nuove sfide del Cambiamento Climatico, garantendo al Gruppo ritorni visibili con un basso profilo di rischio.
Anche all’Ambiente Hera riserva un’importante allocazione di capitale (29% degli investimenti totali) a fronte della quale sono attesi attraenti ritorni, che traineranno la crescita dell’EBITDA di Gruppo. Hera andrà a intercettare una domanda di sempre maggiore circolarità, anche in nuovi segmenti specialistici, offrendo servizi che rispondano in modo completo alle esigenze dei clienti business.
Nell’area Energy, che sembra entrare proprio in queste settimane in fase di normalizzazione dopo l’elevata volatilità delle commodity del 2022, Hera farà leva su un ricco portafoglio di servizi di efficienza energetica e a valore aggiunto, che potrà essere proposto anche a un ampio target di nuovi clienti nell’ambito del processo di liberalizzazione del segmento delle utenze elettriche a maggior tutela.
I ritorni degli investimenti, le nuove efficienze e un’attenta gestione finanziaria consentiranno nei prossimi anni la prosecuzione di un percorso di crescita profittevole, con il ROI 2026 stabile al 9,1% e un ROE 2026 superiore al 10%, mentre sarà preservato un solido profilo finanziario, con una leva in discesa sotto la soglia delle 3 volte.

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PIANO INDUSTRIALE |
EBITDA 2026 m€ 1.470 |
INVESTIMENTI CUMULATI 2022-2026 mld€ 4,1 |
DIVIDENDO PER AZIONE 2026 c€ 15,0 |
PFN/EBITDA 2026 2,8X |
ROI 2026 9,1% |
4,1 mld€ di investimenti per rispondere alle nuove sfide di mercato
Gli investimenti di 4,1 miliardi di euro che Hera intende realizzare nel periodo 2022-2026 sono concentrati prevalentemente sulle Reti, per circa 2,2 miliardi di euro, seguiti da quelli dedicati all’Ambiente, che assorbono circa 1,2 miliardi di euro, e all’area Energy, cui sono destinati circa 600 milioni di euro.
L’allocazione degli investimenti si riflette nell’evoluzione dell’EBITDA
Nel 2026 Hera stima di potere raggiungere un EBITDA di 1.470 milioni di euro, mettendo a segno un incremento di 246 milioni rispetto al livello del 2021. La conquista di tale crescita è prevista attraverso un contributo di 150 m€ dell’Ambiente (61%), di 16 m€ dell’Energy (6%) e di 74 m€ delle Reti (30%).
L’EBITDA del 2026 deriverà quindi per circa il 50% dalle attività regolate e il rimanente 50% dalle attività liberalizzate. Il contributo con la maggiore incidenza sarà quello delle Reti (37%), mentre l’Ambiente e l’Energy peseranno ciascuno per il 30%.
I progetti del periodo 2022-2026 sono essenziali per raggiungere gli obiettivi di sostenibilità al 2030
Hera creerà nuovo Valore Condiviso con circa il 70% degli investimenti complessivamente pianificati per il quinquennio 2022-2026. Il 60% degli investimenti sono allineati con la tassonomia, mentre percentuali significative dei vari progetti avranno impatto sull’innovazione e digitalizzazione, oltre che sulla resilienza dell’infrastruttura.
L’orizzonte del 2026 è semplicemente un punto lungo il percorso decennale al 2030 già definito nel 2021, che vede precisi obiettivi in termini di neutralità carbonica e di economia circolare.
Sul primo versante, quello della neutralità carbonica, l’obiettivo al 2030 certificato SBTi è quello di ridurre del 37% le emissioni Scope 1+2+3. Al 2026 Hera si aspetta di avere ridotto tali emissioni del 23%.
Anche sul fronte dell’economia circolare, Hera si è posta obiettivi sfidanti. Nel riciclo della plastica punta a realizzare un significativo passo in avanti nel periodo di Piano, aumentando del 102% i quantitativi rigenerati entro il 2026, in modo da portarsi sempre più vicina al raggiungimento dell’obiettivo di un incremento del 150% entro il 2030, con le variazioni di entrambe i target calcolati rispetto al 2017.
In conseguenza di queste azioni, Hera si propone di raggiungere il 62% di incidenza dell’EBITDA a Valore Condiviso sull’EBITDA totale previsto al 2026, elevando di ben 15 punti percentuali il peso rispetto al 47% del 2021. Vista la chiarezza delle leve che saranno utilizzate per centrare il target intermedio del 2026, anche il raggiungimento del target del 70% di incidenza previsto per il 2030 diventa ancora più visibile.
Un’accorta strategia di business guida gli investimenti nelle diverse aree di attività
Assicurare una sempre maggiore resilienza alle Reti
Nelle Reti, le azioni saranno volte nel breve periodo a massimizzare i ritorni consentiti, superando gli standard di efficienza richiesti dal Regolatore, e a realizzare investimenti che adeguino la sicurezza dell’infrastruttura in modo che possa essere resiliente rispetto a eventi atmosferici di forte intensità, indotti dal Cambiamento Climatico.
Una priorità sarà la riduzione delle interruzioni del servizio dovute a rotture e la minimizzazione delle perdite delle reti, in particolare quelle idriche, attraverso la manutenzione predittiva e il monitoraggio da remoto, resi possibili dalla digitalizzazione.
Per essere artefice della transizione energetica, Hera preparerà inoltre le proprie reti a ospitare i gas verdi e l’idrogeno.
Un potenziamento della rete elettrica è poi fondamentale per assecondare la crescente elettrificazione dei consumi, mentre l’accelerazione sul business del Teleriscaldamento è fondamentale per favorire la decarbonizzazione.
La crescita in quest’area sarà alimentata dagli importanti investimenti, pari a 2,2 miliardi di euro, oltre che dalla ricerca di nuove efficienze, con la RAB che è attesa in aumento di quasi 1 miliardo di euro, da 3,3 miliardi del 2021 a 4,2 miliardi nel 2026.
Rafforzare la leadership nell’Ambiente
Nell’area Ambiente lo sviluppo farà perno, in primo luogo, su una significativa espansione della base impiantistica di Hera, a fronte di un contesto che vede i prezzi di mercato in continua ascesa come conseguenza della strutturale carenza di capacità di trattamento. Un secondo fronte sarà quello dell’offerta di soluzioni di Global Waste Management, in risposta alle nuove esigenze dei clienti business di avere un servizio a 360 gradi. Hera risponderà inoltre alla spinta offerta dalla normativa per realizzare una maggiore circolarità ampliando la propria area di intervento al trattamento e riciclo di ulteriori segmenti verticali, come la fibra di carbonio e le plastiche rigide. Non da ultimo, proseguirà lo sforzo per costituire una piattaforma aggregante di piccoli operatori di nicchia, favorendo una maggiore concentrazione nel mercato attraverso operazioni di M&A, mentre saranno siglate nuove partnership per assicurare adeguata risposta all’esigenza di ampliare l’intermediazione, ove occorra, oltre i confini nazionali.
Mettere al centro le esigenze del cliente nell’Energy
L’area Energy trarrà grande giovamento della riduzione della volatilità delle commodity, con il trend di rapida discesa dei prezzi del gas sperimentato in queste ultime settimane che lascia prevedere una progressiva normalizzazione.
La domanda di servizi a valore aggiunto, che nella crisi energetica ha avuto un catalizzatore, continuerà a trovare valide risposte nel ricco portafoglio di offerta di Hera, con un nuovo CRM che peraltro potrà favorire la fidelizzazione dei clienti e migliorare la redditività, nell’ambito di un contesto operativo favorevole anche per gli incentivi esistenti.
La liberalizzazione del mercato retail a maggiore tutela è un’opportunità per Hera, che prevede di potere offrire nuovi contratti a valore aggiunto a una platea di oltre 400 mila clienti.
Sul fronte delle energie rinnovabili, inoltre, Hera prevede l’installazione del 140 MW entro il 2026, di cui 85 MW a titolo proprietario, sfruttando le superfici operative, oltre alla costruzione di impianti di piccola taglia per le comunità energetiche.
L’M&A è una leva che sarà sicuramente azionata, anche viste le difficoltà in cui versano molti piccoli operatori a causa dell’inflazione delle materie prime e delle restrizioni nelle cessioni dei crediti.
La crescita della base clienti complessivamente proseguirà, con l’acquisizione attesa di 600 mila nuovi utenti nell’elettricità – grazie soprattutto al processo di liberalizzazione, ma anche per effetto dell’espansione organica del mercato. A fronte dei nuovi ingressi nel business elettrico, è stimata una riduzione di 100 mila clienti nel business del gas, in linea con l’elettrificazione dei consumi: Hera arriverebbe perciò a servire un totale di 4 milioni di clienti nel 2026.
I servizi legati all’efficienza energetica degli edifici continueranno a rappresentare per Hera un’importante linea di ricavo, facendo leva sull’estensione dei bonus fiscali, se pur con benefici lievemente più limitati.
Ritorni su elevati livelli, con un solido presidio del rischio e un equilibrato profilo finanziario
Il ROI, Return on Investment, è stimato pari al 9,1% nel 2026: dunque, sostanzialmente stabile rispetto al 9,2% del 2021, nonostante il taglio del WACC, a fronte di un profilo di rischio più contenuto alla luce dell’allocazione del capitale investito, concentrata su business regolati o semiregolati.
Il ROE, Return on Equity, dovrebbe attestarsi a un livello superiore al 10% nel 2026, come avvenuto nel 2021, beneficiando di un tax rate che rimarrebbe al di sotto del 28%.
Nonostante lo spostamento verso l’alto della curva dei tassi di interesse, il costo medio del debito di Hera è previsto in aumento in misura moderata, dal 2,9% del 2021 al 3,6% dell’ultimo anno di Piano, grazie all’allungamento della duration media conquistata a valle delle recenti emissioni e con le operazioni di liability management. I bond da rifinanziare nel quinquennio saranno infatti intorno agli 800 milioni, ovvero circa un quarto dello stock complessivo.
La forte generazione di cassa dalle attività operative, stimata cumulativamente in 4,5 miliardi di euro, consentirebbe di finanziare per intero il capex plan di 4,1 miliardi di euro. Considerando che gli investimenti imprescindibili per mantenere elevata la qualità degli asset si attestano a 2,1 miliardi di euro, al netto dell’assorbimento del circolante emerge un Free Cash Flow di 2,2 miliardi di euro disponibile per la remunerazione degli azionisti e gli interessi delle minoranze (pari a circa 1,1 miliardi di euro) oltre che per finanziare gli investimenti di sviluppo.
Prevedendo un aumento dell’indebitamento di circa 900 milioni e considerando la crescita attesa a livello di EBITDA, la leva finanziaria, calcolata come rapporto tra Debito ed EBITDA, potrà scendere intorno a 2,8 volte a fine 2026: sarà così preservata la flessibilità finanziaria utile a realizzare eventuali ulteriori acquisizioni rispetto a quelle inserite nel Piano.

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