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A fuoco gli obiettivi del Piano 2025-2029
INVESTITORI
21/01/2026
Piano Industriale 2025-2019
Uno sguardo ai numeri
Il Piano che segna il percorso di crescita di Hera fino al 2029 fa perno su una significativa pipeline di investimenti che prospettano visibili ritorni.
Su un totale di 5,5 miliardi di euro che saranno investiti nel quinquennio di Piano, 2,1 miliardi sono investimenti di sviluppo e 0,4 miliardi saranno dedicati all’M&A.
Circa il 60% degli investimenti di sviluppo sarà dedicato alle Reti e alla Raccolta rifiuti: una premessa che garantisce visibilità all’obiettivo di raggiungere un ROI di Gruppo del 9,3% nel 2029.
Grazie agli investimenti mirati, tutti i business contribuiranno all’incremento complessivo di 348 milioni di euro dell’EBITDA di Gruppo tra il 2024 e il 2029. A fine Piano, Hera si aspetta di potere avere una diversificazione ben bilanciata in termini di incidenza dei singoli business sull’EBITDA: un elemento imprescindibile per proteggere la crescita dai rischi di scenario.
Resta intatta la capacità di Hera di potere utilizzare il releveraging come strumento per cogliere ulteriori opportunità di investimento non incluse nel Piano, dal momento che la forte generazione di cassa netta consentirà di coprire gli esborsi per gli investimenti programmati e per la remunerazione degli azionisti, mantenendo a conservativi livelli il rapporto Debito/EBITDA – atteso pari a 2,6x al 2029.

| PIANO INDUSTRIALE 2025-2029 |
INVESTIMENTI LORDI CUMULATI 2025-2029 mld€ 5,5 |
EBITDA 2029 mn€ 1.760 |
ROI 2029 9,3% |
LEVERAGE (Debito/EBITDA) 2029 2,6x |
Hera investirà 5,5 miliardi di euro nel periodo 2025-2029. Una quota rilevante, pari a 2,1 miliardi di euro, sarà dedicata a capex di sviluppo, vero e proprio motore della crescita insieme alle operazioni di M&A, alle quali saranno destinati circa 0,4 miliardi di euro.
I progetti di sviluppo sono stati selezionati, per tipologia e ammontare, in modo da massimizzare le opportunità di ritorno nell’ambito delle tre aree di operatività di Hera, direzionando le risorse indipendentemente dall’area in cui è stato generato il Free Cash Flow utile a finanziarle. Attraverso questo meccanismo, Hera può operare in una logica complessiva di gestione del proprio portafoglio, catturando i ritorni più attraenti in un determinato momento nei diversi segmenti di mercato e minimizzando i possibili impatti negativi del contesto esterno.
Nel periodo 2025-2029, circa il 60% degli investimenti di sviluppo sarà concentrato su business regolati.
L’incremento dell’EBITDA di Gruppo è trainato equamente dai diversi business
Nel 2029 Hera punta a raggiungere un EBITDA di 1.760 milioni di euro, con un aumento di 348 milioni rispetto al 2024 che ha natura puramente strutturale. Alla concretizzazione di questa crescita parteciperanno tutti i business, offrendo contributi equilibrati per peso: il 34% dell’incremento dell’EBITDA è riferibile alle Reti, il 33% all’Ambiente e il 32% all’Energia.
Nelle Reti, Hera ha pianificato di realizzare un importante piano di capex di sviluppo e di M&A, per un totale di 1,5 miliardi, che contribuirà a sostenere i ritorni, avendo già raggiunto standard molto elevati di efficienze premiate dalla Regolazione. Guardando alle metriche operative di maggior rilievo, nel periodo di Piano è prevista una riduzione delle perdite di rete (dal 31% al 28%) e un incremento (dall’11,9% al 14,5%) dell’acqua riutilizzata. Le pratiche di manutenzione predittiva arriveranno ad avere un’incidenza del 99% a fine Piano (vs 85% nel 2024). Gli investimenti in decarbonizzazione sin qui realizzati hanno già reso pronte le reti di Hera a ospitare miscele di idrogeno.
Come risultato degli investimenti previsti a Piano, la RAB delle attività di distribuzione di gas ed elettricità e del ciclo idrico è prevista aumentare da 3,5 miliardi di euro del 2024 a 4,7 miliardi nel 2029. L’incremento di 1,2 miliardi supera perciò significativamente il FCF di 0,9 miliardi di euro generato dalle attività di Rete.
Grazie agli investimenti di sviluppo e a un’accorta gestione degli asset, che permette di beneficiare in modo ottimale dei ritorni previsti dalla Regolazione, l’EBITDA delle Reti è atteso in crescita a un tasso medio annuo ponderato strutturale del 4%.
Il business che vedrà la maggior concentrazione degli investimenti, quello dell’Acqua, sarà anche quello dal quale è atteso il contributo più significativo in termini di EBITDA (+64 m€ nel periodo di Piano).
Nell’area Ambiente Hera seguirà la strategia di aumentare la propria quota di mercato facendo leva su quei fattori che le hanno già consentito di conquistare una posizione di leadership. L’attuale presenza nei servizi di trattamento dei rifiuti, che si aggira intorno al 10%, può essere infatti significativamente rafforzata, considerata la frammentata struttura della concorrenza. La strada che Hera continuerà principalmente a seguire sarà certamente quella dell’M&A – come ha confermato del resto anche l’ultima operazione firmata per acquisire Sostelia. Le altre due opzioni che Hera continuerà a considerare sono poi quella dell’espansione della capacità impiantistica – un’attività che trova alcuni limiti nei lunghi percorsi autorizzativi – e la chiusura di nuove partnership.
Il Piano prevede che Hera colga al meglio le opportunità di una crescente domanda di circolarità, anche a valle delle direttive UE, facendo leva sui punti di forza già costruiti in alcuni segmenti specialistici, come quello delle plastiche di alta qualità (PE, PET e plastiche rigide) e delle fibre di carbonio: l’obiettivo è quello di espandere la capacità di trattamento a fronte di order backlog già saturi. I volumi di rifiuti speciali trattati da Hera, che rappresentano quelli a maggiore valore aggiunto, passeranno da 3,3 a 4,6 milioni di tonnellate nel periodo di Piano.
Altrettanto promettenti gli sviluppi di volumi e marginalità nelle attività di bonifiche del suolo, business in cui Hera ha mappato la presenza di 13 mila siti che necessitano di interventi in Italia. L’integrato sistema che Hera mette a disposizione a supporto delle attività della controllata ACR, specializzata nel settore, rende ancora più attraente il profilo di ritorni di questo business, per cui sono attese dinamiche in forte espansione (con volumi di bonifiche del suolo che passano da 309 mila a 435 mila tonnellate nel quinquennio del Piano) .
Il FCF dell’Ambiente nel periodo 2025-2029, atteso complessivamente pari a 800 milioni di euro, sarà interamente reinvestito nel business stesso.
In funzione di questi investimenti, è previsto che l’EBITDA dell’area Ambiente cresca a un tasso medio ponderato annuo dell’8% nel quinquennio.
Nell’area Energy, Hera continuerà a mettere al centro il cliente, con una forte evoluzione del proprio CRM e l’introduzione di Salesforce, già ampiamente utilizzato nell’area Ambiente. Le applicazioni di Intelligenza Artificiale avranno inoltre un impiego sempre più esteso nei 200 shop sparsi sul territorio, dove il processo di ascolto del cliente sarà potenziato dalla capacità di definire offerte sempre più mirate, con servizi a valore aggiunto. Attraverso un approccio personalizzato, Hera si aspetta di rafforzare il proprio vantaggio competitivo. Questo sforzo, unito al tradizionale profilo di elevata fidelizzazione della propria base clienti, consentirà di esprimere un’interessante crescita in termini di EBITDA.
Il numero di clienti complessivo atteso a fine Piano è pari a 4,5 milioni: la variazione rispetto ai 4,6 milioni del 2024 riflette la conclusione di circa 200 mila contratti biennali derivanti dalle gare vinte nei segmenti di ultima istanza - abbandonati in quanto non più redditizi nel nuovo contesto - e il churn rate dei clienti STG (Servizio a Tutele Graduali), destinati a passare a un contratto a libero mercato il 1° aprile 2027, con un’uscita stimata in 300 mila unità rispetto alle 500 mila attese nel Piano precedente. Nel periodo è comunque anche attesa la conquista di 100 mila nuovi clienti e l’acquisizione per linee esterne di 300 mila clienti.
Al netto dei 175 milioni di euro di opportunità temporanee colte nel 2024, l’EBITDA dell’area Energy è dunque previsto che realizzi una crescita “strutturale” a un tasso medio annuo ponderato del 4% nei cinque anni di Piano. Un ampio insieme di fattori trainerà questa crescita: l’espansione nel segmento a libero mercato, l’aumento delle attività di efficienza energetica e VAS e la generazione saranno quelli più rilevanti, insieme al contributo delle acquisizioni. Saranno così ampiamente compensati la riduzione attesa nei margini da trading e, più in generale, gli effetti di riduzione dei margini per una normalizzazione progressiva dei mercati energetici.
Il Free Cash Flow di 1,7 miliardi di euro, in eccesso rispetto alle esigenze di reinvestimento nel business stesso, che richiederà un assorbimento di circa 600 milioni nei cinque anni di Piano, sarà utilizzato per finanziare una rilevante parte degli investimenti sulle Reti e la distribuzione dei dividendi.
Ritorni attraenti a fronte di un controllato profilo di rischio
Il Return on Investment di Gruppo è atteso al 9,3% nel 2029: un livello superiore rispetto al 9,2% del 2024, rettificato dal contributo delle Opportunità Temporanee. Il ROI di Gruppo al 2029, calcolato su un capitale investito netto in crescita di 2 miliardi, è il combinato disposto di una leggera riduzione dei ritorni sui business regolati, per effetto degli aggiornamenti tariffari stabiliti dall’Authority, il mantenimento del ritorno nel business Energy e la crescita di 2,6 punti percentuali nel business del trattamento dei rifiuti che beneficerà di una maggiore leva operativa, grazie all’espansione commerciale e alla crescita dei servizi circolari di Global Waste Management.

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