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Grande visibilità alla base dell’ambizioso piano di investimenti
investitori
8/02/2023
Il Piano Industriale 2022-2026
Il messaggio del presidente esecutivo
Il Piano Industriale che guiderà Hera verso l’orizzonte del 2026 prevede investimenti per 4,12 miliardi di euro: un ammontare che supera del 7% quello cumulato del quinquennio 2021-2025.
Gli investimenti organici saranno soprattutto focalizzati là dove già oggi Hera vanta una solida posizione competitiva: nelle Reti, dove il Gruppo ha dimostrato di sapere cogliere le premialità del sistema regolatorio, e nell’Ambiente, dove il rafforzamento della base impiantistica consentirà di intercettare le interessanti dinamiche della domanda. Essendo inoltre pronta a cogliere le nuove opportunità offerte dal PNRR e da una crescente richiesta di servizi a valore aggiunto, Hera ha dunque molte leve che presidia saldamente per tradurre i maggiori investimenti confermando i buoni ritorni. L’EBITDA è infatti atteso in aumento di quasi 250 milioni di euro nel quinquennio coperto dal Piano.
La visibilità dei fattori che sono alla base dei ritorni attesi dall’allocazione di capitale conferisce credibilità anche alla politica di remunerazione degli azionisti, con un dividendo che è previsto raggiungere i 15 centesimi di euro nel 2026, mentre la leva finanziaria è destinata a rientrare sotto la soglia delle 3 volte, confermando il mantenimento di un equilibrato profilo finanziario.

I risultati preliminari 2022 superano le attese
L’EBITDA di 1.287 milioni di euro raggiunto nel 2022 – in crescita di 63 milioni di euro, ovvero di circa il 5% rispetto all’esercizio precedente – consente di leggere con soddisfazione la performance conseguita da Hera in un anno profondamente minacciato dalla crisi energetica, a seguito dell’insorgere del conflitto russo-ucraino, con un risultato che supera le previsioni del Piano Industriale e le stime di consensus degli analisti.
Il progresso dell’EBITDA di Gruppo rispecchia il contributo positivo di tutti i business in portafoglio, con l’area Energy che nel quarto trimestre ha mostrato un sensibile recupero, in concomitanza con l’avvio della nuova stagione termica. Con il rilascio di riserve di gas dagli stoccaggi, anche il rapporto Debt-to-EBITDA ha iniziato a scendere rispetto al picco di 3,62x toccato a fine settembre 2022, portandosi in chiusura d’anno al livello di 3,3x. Il recupero dell’Energy si affianca alla performance particolarmente brillante dell’area Ambiente, che ha potuto fare leva sulla ricca dotazione impiantistica del Gruppo in un contesto favorevole, oltre che ai solidi risultati operativi delle Reti, conseguiti in un quadro regolatorio sfidante.
Se guardiamo alla dinamica dell’EBITDA nella prospettiva dell’ultimo decennio, possiamo perciò rilevare una crescita a ritmi elevati e senza interruzioni, con il progresso dell’ultimo anno che risulta molto apprezzabile anche in considerazione del taglio del WACC operato dal Regolatore, che nel 2022 ha avuto un impatto sull’EBITDA per circa 22 milioni di euro.
Il mercato pone certo nuove sfide, ma anche opportunità, per un operatore come Hera che dispone di una solida base di asset e di un ampio portafoglio di servizi a valore aggiunto.
Nel corso dell’ultimo anno, lo scenario esterno è molto mutato. Questo ci ha posto di fronte a serie sfide, oltre che sul fronte dell’inflazione e delle politiche monetarie divenute improvvisamente restrittive, anche per la forte volatilità dei prezzi delle commodity energetiche. I nuovi elementi si sono inseriti in un contesto globale che rimane comunque caratterizzato dall’esigenza di contrastare il Cambiamento Climatico, con politiche volte a facilitare la diffusione di un’economia circolare e la transizione energetica verso fonti che minimizzino le emissioni carboniche.
Per una realtà ben strutturata come Hera questo nuovo scenario presenta una serie di opportunità. In primo luogo, potremo capitalizzare su un’infrastruttura di rete e su una base impiantistica di trattamento dei rifiuti costruite con grande lungimiranza negli ultimi vent’anni, offrendo una risposta concreta alle esigenze di gestire in modo sostenibile le risorse.
In secondo luogo, avremo la possibilità di realizzare operazioni di M&A, soprattutto nei business liberalizzati, dato il processo di rapida concentrazione in atto nei settori capital-intensive, in cui i piccoli operatori stanno risentendo delle penalizzanti condizioni del credito. Hera è inoltre nella posizione di intercettare importanti fondi del PNRR, avendo le caratteristiche richieste per risultare aggiudicataria dei bandi di gara. In aggiunta, il nostro Gruppo ha le competenze per potere fare leva su diversi incentivi offerti oggi in Italia, tanto in ambito regolato quanto nel settore delle rinnovabili e dell’efficienza energetica.
Un altro importante filone che è emerso a fronte della crisi energetica riguarda la domanda sempre più diffusa di servizi a valore aggiunto, anche da parte dei cittadini oltre che dei clienti business, con l’intento di ottimizzare i propri consumi energetici e renderli sempre più sostenibili: una richiesta che Hera è in grado di soddisfare appieno, potendo contare su un articolato portafoglio di servizi offerti messo a punto negli ultimi anni.
Percorreremo dunque tutte queste nuove rotte conservando l’impostazione strategica che ci ha permesso di entrare nel terzo decennio di storia del nostro Gruppo con una serie di risultati in continua crescita e con un profilo credibile di operatore autenticamente orientato alla sostenibilità.
Per intercettare una domanda in crescita, Hera rafforza il piano di investimenti per quasi 300 milioni
Nel quinquennio coperto dal Piano abbiamo pianificato progetti di investimento per complessivi 4,12 miliardi di euro.
Gli investimenti saranno concentrati per circa il 52% sulla manutenzione, con l’obiettivo di mantenere elevata la qualità dei nostri asset. Oltre il 36% degli investimenti totali – ovvero quasi 1,5 miliardi – sarà dedicato allo sviluppo organico, in particolare nelle Reti e nel trattamento dei rifiuti, dove i ritorni sono più interessanti e visibili. Abbiamo infine previsto di dedicare circa il 9% degli investimenti alle operazioni di M&A e un 3% ai progetti finanziati dal PNRR da qui fino al 2026. Qui, oltre ai 132 milioni di euro che abbiamo inserito nel Piano avendo già ottenuto l’aggiudicazione dei bandi di gara, potremo intercettare risorse per ulteriori 131 milioni di euro attraverso i prossimi bandi di gara, che avranno aggiudicazione entro fine anno e che si concentreranno nella circolarità e nella salvaguardia dell’ambiente e delle risorse idriche.
La crescita organica traina l’EBITDA
In ragione dei nuovi investimenti inclusi nel Piano, abbiamo proiettato l’EBITDA a 1,47 miliardi di euro nel 2026, rispetto a 1,22 miliardi del 2021, con un tasso medio annuo di crescita del 3,7% nel quinquennio. Questo profilo di crescita incorpora alcune discontinuità connesse alla fine di alcuni incentivi sulla produzione di energie rinnovabili, per 23 milioni di euro, e al taglio del WACC, per 22 milioni di euro. Sterilizzando questi fattori, la crescita si attesterebbe al 4,5%.
Ancora più dinamica la crescita prevista a livello di EBIT, che riteniamo possa raggiungere i 750 milioni di euro al 2026 rispetto ai 612 milioni del 2021, incrementandosi a un tasso medio annuo del 5,7% senza considerare il minore WACC e l’esaurirsi di alcuni incentivi.
A trainare l’EBITDA contribuirà in misura sostanziale – per circa il 60% – la crescita organica, grazie all’espansione delle quote di mercato nel trattamento dei rifiuti e nella vendita di energia, oltre che per effetto della più ampia base impiantistica e dei maggiori ricavi da servizi di efficienza energetica e a elevato valore aggiunto.
L’M&A continuerà a giocare un ruolo fondamentale, in linea con quanto è avvenuto nell’ultimo quinquennio, con circa 100 milioni di contributo incrementale in termini di EBITDA, di cui 24 milioni che fanno riferimento ad operazioni di acquisizione già concluse.
I progressi dell’area Ambiente trainano l’EBITDA di Gruppo
Nonostante le Reti vedano allocati ben 2,2 miliardi su 4,1 miliardi complessivi di investimenti cumulati nel quinquennio del Piano, a fronte di 1,2 miliardi dedicati all’Ambiente e 600 milioni destinati all’Energy, il maggior contributo in termini di aumento dell’EBITDA di Gruppo è atteso provenire dall’Ambiente, che coprirà 150 milioni dei 246 milioni di crescita cumulata attesa nel periodo.
Stimiamo che i ritorni di questo piano di investimenti possano generare un ammontare cumulativo di 4,5 miliardi di euro di Cash Flow Operativo nel periodo. Potremo pertanto finanziare gli investimenti e distribuire i dividendi proseguendo in modo lineare nella politica attuale, con il risultato di dovere attingere per soli 900 milioni di euro a maggiore indebitamento.
Manterremo perciò anche quei margini di flessibilità finanziaria che permetterebbero a Hera di cogliere eventuali ulteriori opportunità di M&A che si dovessero presentare nel tempo.
La politica dei dividendi continua a essere strutturata su un “floor” previsto di dividendo annuale
L’analisi di quanto è accaduto nell’ultimo decennio dimostra che i risultati generati sono stati superiori rispetto alle previsioni di Piano e si sono sempre tradotti in un maggiore beneficio per gli azionisti, attraverso una remunerazione più generosa rispetto alle originarie previsioni della politica dei dividendi. In particolare, il dividendo di 12,5 centesimi di euro – che chiederemo al Consiglio di Amministrazione di proporre all’Assemblea nella seduta del 21 marzo 2023 – si colloca del 19% al di sopra del livello originariamente prefigurato nel Piano al 2022.
Per il periodo 2022-2026 Hera continua a prevedere una lineare crescita del dividendo per azione fino a raggiungere un “floor” di 15 centesimi di euro per l’esercizio 2026, prefigurando così un tasso di crescita medio annuo del 4,6%.
Possiamo perciò concludere che, nonostante il nuovo scenario sotteso all’aggiornamento del Piano sia molto diverso rispetto a quello di un anno fa, restano comunque più che mai validi i megatrend che Hera aveva intuito con grande anticipo, allocando il capitale in infrastrutture che oggi la vedono posizionata come attore di primo piano nella realizzazione delle politiche di contrasto al Cambiamento Climatico.
Investiremo perciò con ancora maggiore impegno proprio là dove già abbiamo un solido vantaggio competitivo. Aumenteremo la resilienza e la sicurezza dell’infrastruttura di rete, che beneficia di ritorni regolati, protetti quindi dall’evoluzione dell’inflazione e dei tassi di interesse, oltre che dalla variazione dei volumi di consumo, puntando con le efficienze a massimizzare le premialità del sistema tariffario. D’altra parte, espanderemo la nostra base impiantistica nell’Ambiente, con ritorni che ci attendiamo possano essere trainanti per l’EBITDA del Gruppo, potendo fare leva su una domanda in grande espansione.
Questa impostazione conferisce ulteriore credibilità anche alla politica con cui intendiamo continuare a remunerare i nostri azionisti.

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