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Total Shareholder Return che può contare su una politica dei dividendi rafforzata

Investor News

21/01/2026

Piano Industriale 2025-2029

Il messaggio del presidente esecutivo

Total Shareholder Return che può contare su una politica dei dividendi rafforzata

Il Piano Industriale 2025-2029 offre un solido Total Shareholder Return, passando attraverso una crescita strutturale degli utili per azione del 6% e un dividend yield medio superiore al 4% – un livello non trascurabile, considerato il significativo aumento di prezzo messo a segno dall’azione Hera nel 2025. Dal 2027 in poi, i dividendi per azione sono previsti crescere al ritmo di un centesimo di euro all'anno, rispetto all'incremento annuo di 0,5 centesimi del periodo precedente, per arrivare quindi a 19 centesimi nel 2029.
Questo impegno nei confronti degli azionisti riflette la fiducia del management in una strategia che ha dimostrato di produrre importanti risultati, ancora più apprezzabili negli ultimi esercizi, nei quali è venuto progressivamente meno il contributo da attività legate a opportunità temporanee, come il SuperEcobonus.
Forte di un esercizio 2025 che si conclude con un utile netto in crescita del 4%, Hera guarda con chiarezza alla strada da percorrere nei prossimi anni. Nonostante lo scenario presenti diversi elementi di sfida, il Gruppo punta a generare ritorni che nel complesso superino di almeno 400 punti base il costo del capitale – creando quindi valore – attraverso un consolidato modello multi-business e un approccio gestionale orientato a obiettivi di sostenibilità e di basso profilo di rischio.

Cristian Fabbri

Gentili Azionisti,

Il nuovo Piano Industriale, che guiderà il percorso di Hera verso l'orizzonte del 2029, poggia su un primo anno, il 2025, che conferma con risultati convincenti la validità della strategia che stiamo realizzando.

Nei numeri del nuovo Piano, la spinta alla crescita è frutto di componenti strutturali
I dati preliminari dell'esercizio appena concluso indicano un utile netto in crescita del 4%, che supera quindi i 460 milioni di euro, a fronte di un rapporto di leverage che si attesta a un livello molto contenuto, inferiore a 2,6 volte: testimonianza di come Hera sia riuscita a compensare con fattori di crescita strutturale la progressiva riduzione del contributo proveniente dalle opportunità temporanee. Avere saputo cogliere al meglio gli spazi offerti dal SuperEcobonus e dalle gare per la fornitura di energia in segmenti redditizi negli anni passati ci ha permesso di sviluppare cumulativamente circa 900 milioni di euro di EBITDA: mezzi che oggi ci consentono di iniziare il 2026 con un contenuto livello di leverage.

Il nuovo Piano non solo prescinde dalle opportunità temporanee nel proprio anno di partenza ma neppure le include per gli anni successivi, se non per minimi contributi da sempre registrati, puntando dunque su fattori trainanti con elevato grado di certezza e di visibilità. .

Dalle peculiarità del modello multibusiness cogliamo le opportunità di una crescita a basso rischio
La strategia di crescita fa leva su una diversificata serie di fattori trainanti, che ci permettono di creare valore mantenendo un basso profilo di rischio.

I 400 punti base di ritorno in
eccesso rispetto al costo medio
ponderato del capitale sono un
obiettivo che reputiamo
raggiungibile proprio sulla base
della natura delle leve che
abbiamo previsto di utilizzare
per alimentare la nostra crescita.


Come consolidata realtà multiutility, possiamo contare su economie di scala e sinergie, beneficiare di una fertilizzazione incrociata tra le varie aree di business e cogliere opportunità diversificate, dato l’ampio ventaglio di attività in cui operiamo – tutte peraltro caratterizzate da strutture competitive ancora molto frammentate. Non ultimo, possiamo presentarci come operatore integrato di servizi primari mirati, catturando i benefici di una base di clienti più fidelizzata.

Il nostro portafoglio di business intercetta una serie di macrotrend che si stanno affermando in modo sempre più chiaro

Gli spazi di crescita sono
evidenti, per un operatore,
come Hera, in grado di fornire
risposte adeguate alle nuove
esigenze.


A livello di strategia di business, abbiamo ben chiari i principali trend che possono avere impatto sulle tre aree in cui Hera opera; abbiamo quindi formulato le azioni più adatte a conquistare nuove quote di mercato e maggiore efficienza, allo scopo di creare valore.
Nell'Acqua, urgono importanti investimenti, a fronte di fenomeni atmosferici estremi dovuti al Cambiamento Climatico, e in linea con i nuovi standard – più stringenti – richiesti dalla Regolazione allo scopo di migliorare significativamente l’attuale stato dell'infrastruttura in Italia. I nostri investimenti si baseranno dunque su maggiore innovazione e digitalizzazione per favorire il riutilizzo di questa risorsa fondamentale attraverso il miglioramento dei processi di depurazione e di trattamento degli scarichi e per garantirne la continua disponibilità, attraverso una riduzione delle perdite.

Nell’area Energia, secondo gli scenari aggiornati dal Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (PNIEC) e in linea con le previsioni dei principali operatori di rete, Snam e Terna, il gas continuerà a coprire circa un terzo della domanda energetica nazionale al 2040, nonostante la crescente diffusione dell’energia veicolata dal vettore elettrico. Questi scenari riconoscono che quindi le infrastrutture gas resteranno un elemento chiave del sistema energetico italiano. In questo contesto, concentreremo i nostri investimenti sul miglioramento dell’affidabilità e dell’efficienza delle Reti, rendendole al tempo stesso idonee a ospitare i nuovi gas. Favoriremo inoltre, ove possibile, lo sviluppo di sistemi di teleriscaldamento e della distribuzione elettrica per rispondere alle esigenze di una elettrificazione dei consumi e di una generazione sempre più diffusa. Sul fronte del trading di energia, ci concentreremo nel dare risposte rispetto alle esigenze di decarbonizzazione, aumentando i servizi VAS, in linea con l’elettrificazione dei consumi, e sviluppando progetti nell’ambito delle energie rinnovabili, dedicati ai nostri clienti.

Nell'Ambiente, infine, dove le Direttive UE richiedono una maggiore circolarità, e in un contesto italiano con una rilevante sotto-capacità impiantistica, faremo leva sul nostro solido know how e sull'ampia base di 6.500 clienti per espanderci in termini di asset e per aumentare l'intermediazione, andando a intercettare la crescente domanda di servizi a maggiore valore aggiunto. Grazie a Aliplast, che si distingue per la produzione di plastiche riciclate di alta qualità, vengono rafforzate anche le attività di recupero e rigenerazione delle risorse. È previsto inoltre il completamento dell’impianto FiB3R di Imola, dedicato al recupero della fibra di carbonio e alla riduzione dell’uso di materiale vergine. Nel segmento dei rifiuti speciali, il Gruppo punta ad ampliare la base clienti e i servizi di Global Waste Management, anche attraverso operazioni straordinarie e nuove partnership industriali. Infine, quali leader nel settore delle bonifiche e nel decommissioning, coglieremo le crescenti opportunità legate ai progetti di ripristino ambientale.


Cresciamo andando a investire laddove, con i nostri servizi, forniamo una risposta valida alla domanda di maggiore sostenibilità e circolarità
In cima alla nostra agenda, perciò, ci saranno le iniziative di una strategia capace di creare valore per gli azionisti attraverso un rafforzamento della resilienza degli asset; una strategia capace di mantenere un basso profilo di rischio nel portafoglio multi-business, conquistando una sempre maggiore sostenibilità nelle attività operative.

Grazie a questo valido
impianto strategico, possiamo
confermare un TSR a due cifre.


Nel Piano 2025-2029 ci aspettiamo una crescita basata esclusivamente su un ampio set di driver ricorrenti, incluso quello fisiologico di M&A, senza il contributo delle temporary opportunities che avevano sostenuto l’utile nel 2024 per 63 milioni di euro. La crescita strutturale media ponderata degli utili per azione sarà del 6%. Questo elemento, in combinazione con un rendimento medio del dividendo che continua a essere superiore al 4% nonostante il forte apprezzamento del titolo nell'ultimo anno, ci permette di prospettare agli azionisti un ritorno medio annuo del 10% circa.

Rafforziamo la remunerazione degli azionisti in termini di qualità, visibilità e peso del dividendo
La qualità del TSR riflette la natura strutturale della crescita del 6% attesa a livello di utili. Altro elemento che dà forza al TSR è la revisione della politica di distribuzione degli utili, avendo previsto una continua crescita del dividendo per azione per arrivare a 19 centesimi di euro al 2029.

Questo livello di distribuzione continua a rappresentare il floor, ovvero la base minima, della nostra politica. A fronte di utili che beneficino di opportunità di business oggi non prefigurabili, Hera offrirà sempre ai propri azionisti l’opportunità di condividere i frutti dei positivi risultati del singolo esercizio con una remunerazione più elevata.

Desideriamo rimanere fedeli a quel profilo che è stato la premessa fondamentale per essere riusciti a realizzare una continua crescita nel tempo
Il Piano 2025-2029 di Hera ha tutte le caratteristiche per assicurare di potere continuare a sterilizzare i potenziali impatti delle variabili esterne, come inflazione e tassi di interesse, affinché il business possa beneficiare appieno dei driver industriali di crescita. Soprattutto nei periodi delle diverse crisi che nella nostra storia abbiamo attraversato – fossero esse di natura economica, finanziaria, sanitaria o energetica – siamo sempre riusciti a dare continuità alla crescita proprio perché abbiamo seguito con coerenza stringenti politiche di gestione del rischio.
In futuro continueremo dunque a fare leva su un portafoglio multiutility ben diversificato e capace di recuperare integralmente l'inflazione, facendo leva sugli investimenti già realizzati negli ultimi dieci anni per rendere i nostri asset ancora più resilienti al Cambiamento Climatico. Continueremo a coprire completamente il rischio di tasso di interesse mentre sterilizzeremo le variazioni di prezzi delle commodities con attente misure di hedging.
La sostenibilità, perciò, continuerà a improntare il modo in cui creiamo valore: ne sono prova gli investimenti di 2,6 miliardi in resilienza e quelli di 2,0 miliardi nell'economia circolare, oltre 1,4 miliardi di innovazione e 1,3 miliardi per l'impegno alla decarbonizzazione, che ci porterà al Net Zero entro il 2050.

I 5,5 miliardi di euro del piano
di investimenti ci offrono perciò
benefici, oltre che in termini di
nuovi ritorni, anche in termini di
maggiore sostenibilità e circolarità.


Abbiamo un'agenda chiara anche rispetto al modo in cui allocheremo il capitale
La nostra priorità rimarrà quella di investire per sviluppare ulteriormente il portafoglio di business e per incrementarne efficienza e ritorni.
Allo stesso tempo faremo fluire l'excess cash da un'area di attività all'altra per cogliere le più promettenti opportunità di crescita e mantenere un corretto equilibrio tra le varie componenti del portafoglio.
Nonostante il nuovo Piano implichi investimenti che superano complessivamente del 39% quelli realizzati nel quinquennio precedente, avremo cura di lasciare spazio al finanziamento di ulteriori opportunità di sviluppo, preservando un’adeguata flessibilità finanziaria.
I 5,0 miliardi di euro di investimenti – al netto di 0,5 miliardi di contributi a fondo perduto – andranno per metà a coprire gli interventi di manutenzione, per 2,1 miliardi a sostenere la crescita organica, mentre i residui 0,4 miliardi saranno dedicati alle operazioni di M&A. Il 2026 si apre peraltro con un’interessante operazione appena siglata – quella di Sostelia, importante player italiano privato che opera nel trattamento delle acque industriali e civili – che collima appieno con la nostra strategia di espansione nell’Ambiente, in particolare nel trattamento del wastewater e che si conferma essere una forma di crescita per noi “strutturale” come modello di business, in questo caso, prevalentemente sinergico nelle aree di attività sia idriche che ambientali.
La quota maggiore degli investimenti, per circa il 60%, si concentrerà sui business regolati, che si caratterizzano per un elevato assorbimento di capitale e un basso profilo di rischio.

Gli investimenti alimenteranno maggiori ritorni, sia in termini di ROI sia in termini di EBITDA
Grazie alla realizzazione di questo piano di investimenti, ci attendiamo di potere aumentare il ROI del portafoglio al 9,3%, nonostante l’inevitabile flessione dei business regolati, per effetto dei tagli al WACC effettuati dall’Autorità.
In tema di EBITDA, ci aspettiamo di potere raggiungere 1.760 miliardi di euro a fine piano, con un traino corale da parte di tutti i business del portafoglio.
Questa allocazione ci consentirà di proiettarci nel 2029 con un business mix molto bilanciato nella suddivisione dell’EBITDA tra Reti, Energia e Ambiente.

Questa stessa calibrata
ripartizione del contributo
all’EBITDA consolidato da parte
dei tre business sarà un fattore
chiave per mantenere sotto
controllo il nostro profilo di
rischio complessivo.


Creiamo valore anche attraverso un attento reinvestimento del free cash flow
Raggiungeremo l’obiettivo di avere un’equilibrata ripartizione dei diversi business in portafoglio attraverso il parziale reinvestimento del Free Cash Flow di 1,7 miliardi generato dall’area Energia nelle Reti, che assorbiranno 1,5 miliardi dei 2,9 miliardi complessivamente destinati a investimenti di sviluppo e M&A. L’area Energia stessa assorbirà come reinvestimento 0,6 miliardi su un totale di 1,7 miliardi di FCF generato, mentre circa 0,7 miliardi saranno dedicati alla remunerazione degli azionisti attraverso il dividendo. Reinvestiremo infine per intero nell’Ambiente gli 800 milioni di FCF che ci attendiamo siano generati in quest’area.

Di fatto, compiremo
un’operazione di “securitisation”
dei flussi di cassa in eccesso
generati, che contribuiranno a
un rafforzamento della RAB nelle Reti.


Un Piano completamente autofinanziato, che ci permette di conservare un basso rapporto di leverage e di tenere aperta la porta a ulteriori opportunità di investimento
Grazie alla forte generazione di cassa, nel periodo di Piano potremo coprire gli investimenti e la distribuzione dei dividendi, preservando una significativa potenza di fuoco, in termini di capacità di finanziamento di ulteriori investimenti. Ci attendiamo che il rapporto Debito/EBITDA si attesti a 2,6x a fine 2029, in linea con il livello previsto a fine 2025, anche a fronte del sostenuto piano di investimenti e dell’incremento della politica del dividendo.
Continueremo dunque ad avere a disposizione ampie risorse alle quali attingere per finanziare operazioni di M&A, che effettueremo comunque solo a multipli non diluitivi. Potremo sfruttare gli spazi di releveraging anche per proseguire l’espansione nei nostri core business e territori di riferimento, oltre che per procedere su nuovi progetti già pienamente autorizzati.
Dato il solido punto di partenza dei buoni risultati conseguiti nel 2025 e contando sulla collaudata struttura dell’impianto strategico, ci sentiamo fiduciosi di potere riconfermare il commitment di continuare a creare valore per i nostri azionisti. Un impegno che inizia con la nostra proposta di distribuzione di un dividendo di 16 centesimi di euro per l’esercizio 2025, superiore rispetto alle attese, per arrivare a un dividendo di 19 centesimi di euro al 2029, con un incremento del 27% rispetto all’ultima cedola pagata nel 2025, relativa ai risultati 2024.

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