Logo stampa
 

Dossier 3 - RifiutiDossierDossier 1 - AcquaDossier 2 - Smart CitiesDossier 3 - RifiutiDossier 4 - GasDossier 5 - TLRDossier 6 - Efficienza EnergeticaDossier 7 - Fognature e depurazioneDossier 8 - Filiere del recuperoDossier 9 - Energie RinnovabiliDossier 10 - AcquedottoDossier 11 - EnergiaDossier 12 - Acqua

Illegalità e rifiuti: la piaga delle ecomafie

Secondo l'ultima indagine di Legambiente, solo nel 2010 sono stati gestiti in maniera illegale più di due milioni di tonnellate di rifiuti. La punta di un iceberg che in Italia ha alla base quasi 93 eco-reati al giorno.

 
Una discarica abusiva
Una discarica abusiva

L’eco-criminalità in Italia: una torta da 16,6 miliardi di euro all’anno
Nel 2011 in Italia sono stati accertati quasi 34mila reati ambientali, circa 93 al giorno. Una cifra altissima, in aumento del 9,7% rispetto al 2010, che ha portato anche a più di 8700 sequestri, 28mila persone denunciate e 18 amministrazioni comunali sciolte per infiltrazione mafiosa, solo nell'anno appena trascorso. Sono i dati del Rapporto Ecomafia 2012 di Legambiente presentato lo scorso luglio, che ogni anno aggiorna un elenco di reati che vanno dalle infiltrazione mafiose nella gestione dei rifiuti agli incendi boschivi e agli illeciti contro la fauna, insieme a furti di opere d'arte e beni archeologici e abusivismo edilizio. Per il 2011 la stima del fatturato totale dell’eco-criminalità si aggira intorno ai 16 miliardi e mezzo di euro.

Legambiente e l’indagine sul ciclo dei rifiuti
Secondo un altro importante dossier dell’associazione pubblicato all’inizio del 2012, “Rifiuti Spa” solo nel 2010, sono state sequestrate oltre 2 milioni di tonnellate di rifiuti speciali e pericolosi. Discariche abusive di amianto o di scarti di raffineria, traffici transnazionali di plastiche e copertoni, fanghi industriali smaltiti dentro cave, rifiuti elettronici e rottami di auto spediti in paesi remoti dell’Africa o dell’Asia: negli ultimi dieci anni, invece, le inchieste giudiziarie aperte contro reati come questi sono state 191, con più di un migliaio di ordinanze di custodia cautelare. Dal 2002, le tonnellate di “monnezza” gestita dalla criminalità sono arrivate oltre quota 13 milioni, con un volume d’affari stimato di 43 miliardi di euro.

Non più da nord a sud: i traffici circolari
Le rotte dei traffici coinvolgono tutte le regioni (a eccezione della Valle d'Aosta) e si proiettano su scala mondiale, in 22 stati esteri. Delle 85 procure coinvolte nelle inchieste nell’ultimo decennio, infatti, 29 sono del nord, 26 del centro, 30 del sud. I flussi non riguardano più rifiuti del meridione che vanno verso settentrione, ma traffici circolari. La crisi economica degli ultimi anni, inoltre, ha irrobustito le fila dell’illegalità nella gestione dei rifiuti. Secondo Legambiente e le sue rielaborazioni di documenti giudiziari, grosse piattaforme logistiche italiane racimolano rifiuti plastici, cartacei, ferrosi, elettronici e li immettono nei circuiti illegali internazionali, dove dopo diversi passaggi di mano, e di confine, finiscono in Cina o in India. Qui vengono trattati senza precauzioni e senza regole, con enormi costi ambientali e sanitari, per andare a dissetare la fame di materie prime a basso costo.

Ecomafie nemiche della green economy
Il traffico illecito di scarti e rifiuti va ovviamente in contro senso rispetto a quella fetta di economia che oggi sta diventando il salvagente anti-crisi per molti paesi del mondo, cioè la green economy e la filiera del riciclo. Ma come si combatte questa piaga? Di certo, secondo Legambiente, rafforzando e semplificando le sanzioni e introducendo specifici reati. Come quello di inquinamento o di disastro ambientale, su cui pende già da qualche anno una direttiva dell’Unione Europea.