Strumenti di prevenzione e controllo all'avanguardia per un'acqua di qualità
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Strumenti di prevenzione e controllo all'avanguardia per un'acqua di qualità
Sistema di allerta precoce con l’innovativa tecnologia FingerPrint, per garantire un'acqua sicura
Circa 10.000 nuove sostanze vengono costantemente immesse nell’ambiente. Per garantire la qualità dell'acqua distribuita, occorre intercettare quelle potenzialmente inquinanti contenute nelle acque grezze che preleviamo alla fonte e impedire il loro ingresso nei nostri sistemi di potabilizzazione.
Come? Attraverso un sistema di allerta precoce (Early Warning) che, grazie all'impiego di strumenti innovativi, permette di evolvere verso un controllo preventivo della qualità dell’acqua immessa nella rete, e anticipare criticità e problemi gestionali.
Allerta precoce: come funziona?
L’acqua può essere identificata creando una impronta digitale tipica, la FingerPrint, costruita su un modello specifico.
Sostanzialmente, si utilizza la tecnologia dell’analisi spettrofotometrica UV-visibile per realizzare una "scansione" dell’acqua, ovvero una sorta di immagine digitale caratteristica, creando uno spettro associato a varie sostanze organiche.
Il modello acquisisce l'impronta digitale dell'acqua monitorata e la identifica in modo univoco. Quando l’acqua prelevata dalla fonte ha un’impronta che non viene riconosciuta, il sistema fa scattare l'allarme e verranno eseguite ulteriori verifiche.
Questa tecnologia è particolarmente rapida, consente infatti di fare una scansione dell'acqua in meno di due minuti.
Inoltre, il sistema risulta molto utile perché ci permette di interrompere il prelievo della risorsa idrica fino a quando l’inquinamento non è "transitato", o è stata verificata l'attendibilità dell'allerta segnalata, garantendo così elevati livelli di sicurezza dell’acqua immessa nella rete.
Questo innovativo sistema di monitoraggio ha trovato prima applicazione nei bacini di Bubano nell’Imolese e successivamente presso il potabilizzatore della Val di Setta a Bologna, che preleva acqua da fonti superficiali Reno e Setta.
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Nell’Area del Riuso di Ferrara, Ravenna, Modena, Cesena e Rimini offriamo ai cittadini la possibilità di prolungare il ciclo di vita di oggetti in buono stato, donandoli a chi ne ha più bisogno, e ridurre i rifiuti, facendo del bene all’ambiente

Da quando in salotto era arrivato il nuovo divano, la nostra poltrona preferita era finita in un angolo.
Ogni volta che le passavamo accanto, la spingevamo un pochino più in là, sempre più vicina al muro.
Da quel momento, il suo prezioso velluto blu si era fatto sempre più cupo.
Forse, l’idea di finire in cantina a riempirsi di polvere la stava tormentando. E forse tormentava anche noi.
Era troppo bella per quella fine.
Così abbiamo deciso di regalarle una nuova vita. E una nuova casa.
Lei ne fu molto felice. Noi ancora di più.
Questa è una delle tante storie a cui l’Area del Riuso ha regalato un lieto fine. Dal 2018, infatti, offriamo ai cittadini la possibilità di prolungare il ciclo di vita di oggetti in buono stato - come tavoli, sedie, letti, stoviglie, libri, apparecchi elettrici ed elettronici – donandoli a chi ne ha più bisogno, e ridurre i rifiuti, facendo del bene all’ambiente.
La prima Area del Riuso ha preso vita all’interno di una Stazione Ecologica di Ferrara, a cui sono seguite altre cinque, rispettivamente a Ravenna (Romea Nord e San Pietro in Vincoli), Modena, Cesena e Rimini.
Tutto quanto portato dai cittadini è una vera e propria donazione e, al momento della consegna, viene rilasciata la relativa documentazione. Gli oggetti raccolti sono, poi, consegnati a una delle Associazioni aderenti al progetto “Cambia il finale”, che li avvia al riuso, regalando loro una nuova casa. Dall'avvio del progetto, sono stati donati oltre 5.000 oggetti, equivalenti ad a 12.300 chilogrammi di rifiuti evitati.
L'Area del Riuso - grazie alla cooperazione con gli ENTI DEL TERZO SETTORE - crea anche opportunità di lavoro per persone disoccupate o diversamente abili.
Risparmiamo energia, insieme.
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