Algae to Value: dalle acque reflue valore per l’agricoltura
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Algae to Value: dalle acque reflue valore per l’agricoltura
Il binomio ciclo idrico-agricoltura conquista vigore negli anni, attraverso un nesso semplice che vede recuperare dal ciclo depurativo materie prime critiche.
Il binomio ciclo idrico-agricoltura conquista vigore negli anni, attraverso un nesso semplice che vede recuperare dal ciclo depurativo materie prime critiche (il fosforo è tra queste e viene importato in prevalenza dalla Cina) che vengono riorientate nel settore agronomico, in cui la formula (Azoto, Fosforo e Potassio) racchiude i 3 macroelementi primari fondamentali per il benessere e la crescita delle piante.
L’ipotesi realizzativa si è sviluppata nel depuratore di San Cesario sul Panaro in provincia di Modena, che presenta una buona disponibilità di spazi e che ha permesso di realizzare i due reattori a cielo aperto e in verticale.
Le prime evidenze dei test in batch evidenziano alte percentuali di rimozione di Azoto e Fosforo (tra 60% e 100%) e una crescita di biomassa variabile a seconda della tecnologia utilizzata ma che apre a possibilità di approfondimento su possibili scale-up in logica di industrializzazione del progetto.
Nei prossimi mesi sarà intensificato il monitoraggio di parametri e variabili di interesse, anche per sostenere la visione circolare in dimensione di prospettiva industriale.
Sono attive interlocuzioni con alcune aziende del comparto agro-industriale emiliano romagnolo per valutare le potenzialità di scale up del progetto.
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Il progetto “Non si butta via niente”, nato grazie alla collaborazione con Last Minute Market, spin-off dell’Università di Bologna, ha l’obiettivo di recuperare in modo strutturato le eccedenze alimentari prodotte da aziende nei Comuni coinvolti e destinarle a enti non profit del territorio che assistono persone in difficoltà.
I donatori aderenti al progetto provengono da tutta la filiera alimentare: grande distribuzione organizzata, mense aziendali e imprese di produzione alimentare. Partecipando all’iniziativa, si impegnano a gestire correttamente i beni donati, garantendo il rispetto delle condizioni di conservazione, trasporto, stoccaggio e utilizzo degli alimenti.
Gli enti beneficiari utilizzano i prodotti recuperati per offrire supporto alimentare a chi vive situazioni di disagio economico.
Il progetto è partito nel 2022 per volontà del Comune di Imola ed è stato poi esteso, grazie all’impegno delle Amministrazioni, al Comune di Bologna nel 2024 e al Comune di Modena nel 2025. “Non si butta via niente” rappresenta un esempio concreto di economia circolare: contribuisce a prevenire lo spreco alimentare, riduce la produzione di rifiuti, le emissioni di CO₂ e il consumo di acqua, generando al contempo un impatto sociale positivo a favore delle fasce più fragili della popolazione.
Dati Imola e Bologna 2024
Imola:
- Rifiuti evitati: 7,8 tonnellate
- Numero di enti beneficiari: 4
- Numero di pasti forniti: 14.000
Bologna:
- Rifiuti evitati: 273 tonnellate
- Numero di enti beneficiari: 10+
- Numero di pasti forniti: 425.000
Per maggiori informazioni
Comune di Imola:
https://www.comune.imola.bo.it/argomenti/ambiente/un-sbota-veja-gnet
Comune di Bologna:
https://www.comune.bologna.it/servizi/ambiente/aderire-progetto-non-si-butta-via-niente
Comune di Modena:
https://www.comune.modena.it/argomenti/transizione-ecologica/piani-e-progetti/economia-circolare/non-si-butta-via-niente
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