CiboAmico
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CiboAmico
CiboAmico è un’azione concreta sviluppata per favorire lo sviluppo dell’economia circolare, mettendo in relazione tra loro diverse realtà del territorio nel segno di una responsabilità sociale condivisa per un aiuto concreto ai più bisognosi.

Che cos'è il progetto?
CiboAmico è il progetto che il Gruppo Hera ha avviato a dicembre 2009, con il supporto di Last Minute Market, per il recupero dei pasti preparati, ma non consumati, nelle 8 mense dell’azienda, e la loro donazione a favore di 6 enti no profit che danno ospitalità e assistono quotidianamente persone fragili e in condizioni di difficolta. I benefici di questa azione sono sociali, economici e ambientali, a partire dalla prevenzione della produzione di rifiuti fino al riutilizzo delle eccedenze e all’avere evitato lo spreco di acqua, energia e consumo di terreno che sarebbero stati necessari alla loro produzione.
CiboAmico rappresenta un’azione concreta sviluppata per favorire lo sviluppo dell’economia circolare, mettendo in relazione tra loro diverse realtà del territorio nel segno di una responsabilità sociale condivisa, rivolgendo un aiuto concreto ai più bisognosi. Dall’inizio del progetto, sono stati donati complessivamente oltre 154 mila pasti, per un valore economico di più di quasi 634 mila euro. Ciò ha evitato la produzione di circa 61 tonnellate di rifiuti (corrispondenti a circa 150 cassonetti) e l’emissione di oltre 280 tonnellate di gas serra.
Le mense e gli enti beneficiari

Mensa Hera Bologna: Inizio recuperi: novembre 2009
Ente beneficiario: Fraternità Cristiana Opera di Padre Marella - Città dei Ragazzi:
- Struttura in cui si utilizzano gli alimenti: Pronto Soccorso Sociale Onlus - via del Lavoro 13, Bologna
- Pasto serale per i circa 70 ospiti della struttura
- Distanza dalla mensa Hera: 1,6 km
Mensa Hera Granarolo Inizio recuperi: maggio 2010
Ente beneficiario: Associazione L'Arca della Misericordia:
- Struttura in cui si utilizzano gli alimenti: Casa Ospitalità Caselle - Via Caselle, 104, 40068 San Lazzaro di Savena (BO)
- Pasto per circa 30 ospiti
- Distanza dalla mensa Hera: 5,9 km
Mensa Hera Rimini. Inizio recuperi: maggio 2010
Ente beneficiario: Associazione Comunità Papa Giovanni 23°:
- Struttura in cui si utilizzano gli alimenti: “Capanna di Betlemme” – via Covignano 302, Rimini
- Pasto serale per i circa 15 ospiti della struttura
- Distanza dalla mensa Hera: 10 km
Mensa Hera Ferrara. Inizio recuperi: ottobre 2011
Ente beneficiario: Associazione Viale K:
- L'ente assiste, attraverso 8 strutture proprie, circa 200 persone al giorno.
- Struttura in cui si utilizzano gli alimenti: Casa delle donne, Casa Mambro, Mensa di Via Gaetano Pesci
- Pasto serale per circa 22 ospiti delle strutture
- Distanza dalla mensa Hera: 7 km
Mensa Hera Ravenna Inizio recuperi: settembre 2021
Ente beneficiario: San Vitale Società Cooperativa Sociale
- Struttura in cui si utilizzano gli alimenti: sede operativa di via Grandi
-
Servizio pasti per circa 10 ospiti della struttura
- Distanza dalla mensa Hera: 7 km
Mensa Hera Modena. Inizio recuperi: gennaio 2023
Ente beneficiario: CEIS A.R.T.E. Cooperativa Sociale
- Struttura in cui si utilizzano gli alimenti: Faber Centro Socio-Occupazionale in via Stradello Poli a Modena
- Pasto per circa 10 ospiti
- Distanza dalla mensa Hera: 11 km
Mensa Hera Forlì. Inizio recuperi: maggio 2023
Ente beneficiario: Associazione Papa Giovanni Paolo XXIII di Forlì
- Strutture in cui si utilizzano gli alimenti: Comunità terapeutica di Forno in via del Santuario a Forlì, Il Villaggio della Gioia in via Lughese a Forlì
- Pasto per circa 70 ospiti
- Distanza dalla mensa Hera: 5,7 km dalla Comunità terapeutica di Forno, 11, 5 km da Il Villaggio della Gioia
Mensa Hera Cesena. Inizio recuperi: dicembre 2023
Ente beneficiario: Il Cigno Cooperativa Sociale
- Strutture in cui si utilizzano gli alimenti: Gruppo Appartamento il Faro
- Pasto per circa 15 ospiti
- Distanza dalla mensa Hera: 1,6 km
I risultati del progetto dal 2009 al 2024
Benefici economici:
Dall'inizio del progetto a tutto il 2024 sono stati complessivamente donati circa 154.000 pasti, per un valore economico di circa 634.000 euro.
Benefici sociali:
Le persone coinvolte attivamente nel progetto sono 318, di cui 288 gli assistiti giornalieri dei 6 enti beneficiarie e 30 gli operatori degli enti beneficiari coinvolti nelle attività di recupero.
Benefici ambientali dei prodotti recuperati:
Evitare lo spreco di cibo, significa anche evitare di sprecare le risorse naturali utilizzate nell’intero ciclo di vita delle materie prime impiegate nella produzione dei pasti. Oltre 154.000 pasti recuperati dall’inizio del progetto hanno permesso di evitare la produzione di oltre 68 tonnellate di rifiuti, pari a circa 150 cassonetti.
Dicono di noi
- Radio bruno Forlì - Cesena "Contrasto allo spreco alimentare" -
Intervento di: Filippo Bocchi (Direttore Valore Condiviso e Sostenibilità, Gruppo Hera)
- TRC Bologna – Bologna a colori – “Cibo amico”
Intervento di: Filippo Bocchi (Direttore Valore Condiviso e Sostenibilità, Gruppo Hera), Matteo Guidi (AD Last Minute Market), Fabio Mele (Responsabile del pronto soccorso sociale Padre Gabriele Digani dell’Opera di Padre Marella)
- SKY TG 24 - Il recupero del cibo per scopi sociali
Condotto da: Sara Varetto
Servizio di: Paola Baruffi
Intervento di: Filippo Bocchi (Direttore Valore Condiviso e Sostenibilità, Gruppo Hera), Giuseppe Zeppa, Lisa Barco, Nicoletta Gallo, Roberto Mussolin (Resp. Sicurezza Alimentare Despar Aspiag Service) - RAI Radiodue - Caterpillar - "cibo amico"
Condotto da: Massimo Cirri, Sara Zambotti
Intervento di: Filippo Bocchi (Direttore Valore Condiviso e Sostenibilità, Gruppo Hera) - La rivoluzione agricola - Presa diretta
Condotto da: Riccardo Iacona
Intervento di: Alessandro Luppi, Andrea Segrè (Universita di Bologna), Arcadio Alfieri, Filippo Bocchi (Direttore Valore Condiviso e Sostenibilità, Gruppo Hera), Stefania Ceretti (Direttrice locale Camst), Stefano Ghetti (Responsabile compostaggi e digestori Herambiente), Valentina Crudo
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Grazie al Piano di Salvaguardia della Balneazione Ottimizzato, le spiagge di Rimini saranno balneabili al 100%. Scopri le tappe e i cantieri più importanti del progetto che protegge il mare
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Tenere pulito il mare e garantire la sua balneabilità è un’impresa complessa, ma non impossibile. A dimostrarlo è il Piano di Salvaguardia della Balneazione Ottimizzato (PSBO) di Rimini, la più grande opera di risanamento idrico attualmente in corso in Italia, a cui abbiamo lavorato insieme al Comune di Rimini, Romagna Acque e Amir. Un grande cantiere, e 14 siti, che sta cambiando letteralmente il volto di una città che, da oltre 60 anni, fa da sfondo alle vacanze di milioni di turisti, italiani e stranieri.
Con un investimento pari a 270 milioni di euro, il progetto intende garantire la completa balneabilità del litorale riminese, eliminando le “acque nere” di tutti gli 11 scarichi a mare. Ridare a Rimini e a tutto il territorio un mare pulito, sano e trasparente è un passo essenziale per valorizzare e dare nuove prospettive all’intera comunità. Perché il mare non è solo un prezioso strumento per il traino dell’economia: è il luogo della nostra identità.
Piazzale Kennedy, dove tutto ha inizio

È sotto Piazzale Kennedy che ha inizio il grande lavoro del PSBO, il gigante buono che protegge il mare. In caso di temporale, infatti, il depuratore non è in grado di sostenere un volume così elevato di acque chiare e scure. Per non danneggiare l’impianto e per scongiurare allagamenti, queste acque vengono scaricate in mare, senza trattamento. Un’operazione che si traduce con il divieto di balneazione, con un impatto sull’ambiente, sulla salute e sull’economia del territorio.
Il PSBO evita questa eventualità grazie a un sistema di vasche grandi quanto 20 piscine olimpioniche, situate a 40 metri di profondità. Una prima vasca, dalla capacità di 14 mila metri cubi, raccoglie le acque di prima pioggia, mentre la seconda, da 25 mila metri cubi, è dedicata alla “laminazione”, cioè alla limitazione delle acque bianche convogliate a mare. Grazie a un meccanismo di ventilazione forzata, che conduce l’aria aspirata dalle vasche a un sistema di trattamento con tecnologia con carboni attivi, è inoltre possibile risolvere, in modo definitivo, il problema del cattivo odore. A “nascondere” questa complessa struttura è il belvedere di Piazzale Kennedy, con la sua architettura moderna e integrata al contesto cittadino.
Il depuratore di Santa Giustina, il “cuore” del PSBO

Una volta raccolta l’acqua nelle vasche, è dal sottosuolo di Piazzale Kennedy che inizia un vero e proprio viaggio, forse il più importante tra le attività che fanno capo al PSBO. Il sistema di vasche, infatti, è collegato a un impianto di sollevamento a deflusso, con una capacità di pompaggio di 18.000 litri al secondo: il depuratore di Santa Giustina. È questo il cuore del gigante buono di Rimini, che trasforma l’acqua rendendola, come dice una famosa canzone “azzurra e chiara”. Potenziato con una serie di interventi che hanno raddoppiato la sua capacità, il depuratore è oggi in grado di trattare tutte le acque reflue, cioè provenienti da scarichi domestici e industriali, del territorio riminese e dello stato di San Marino, servendo 560 mila abitanti durante la stagione estiva. Dopo aver separato le acque da sabbia e oli, ed eliminato i liquami utilizzando dei batteri denitrificanti (organismi che si cibano delle sostanze che li compongono), il depuratore rende trasparenti e pulite le acque di scarico grazie alle membrane microfiltranti, una tecnologia all’avanguardia che consente di catturare particelle microscopiche come virus e batteri.
I cantieri più importanti del PSBO
Ripercorriamo insieme la storia di questo ambizioso progetto. Il raddoppio del depuratore di Santa Giustina, avviato nel 2013 e terminato nel 2015, ha rappresentato il vero kick-off del PSBO. Alla sua attività, che rappresenta il cuore di tutto l’impianto, è strettamente legata anche l’opera di riconversione dell’impianto di depurazione Marecchiese, con la funzione di laminazione delle portate dirette a Santa Giustina. Il 2014 ha segnato l’inizio di un’altra milestone importante: l’avvio delle attività di rimodellamento del sistema fognario di Rimini, che ha previsto il risanamento di Rimini Isola in un primo momento e, in seguito, la separazione delle reti fognarie di Rimini Nord. Quest’ultima, a completamento nel 2026, è un passaggio fondamentale dell’intero progetto, che coinvolge direttamente i residenti nell'area, chiamati ad allacciare correttamente lo scarico nelle nuove condotte di acque nere.
In parallelo, è stato concluso nel 2015 il lavoro della Dorsale Nord, collegamento tra il depuratore di Santa Giustina e quello di Bellaria, e nel 2018 le attività di scavo (microtunneling) della Dorsale Sud: grazie alla “talpa”, è stato possibile posare condotte sotto rilievi naturali, o strade di notevole importanza in centri urbani, senza la necessità di ampi scavi. Ulteriori interventi, come il collettore fognario Ausa, il canale scolmatore Mavone e il sollevamento fognario di via Santa Chiara, hanno permesso di ridurre in modo significativo il rischio di allagamenti in gran parte delle zone dell'abitato in cui questo problema è ricorrente. Inoltre, con il progetto di tombamento del Canale Ausa, che prevede la sua copertura artificiale, abbiamo messo a punto lo scorrimento delle acque nel tratto finale dal lungomare al mare in caso di apertura degli sfioratori, realizzando un percorso di pregio tra il lungomare e Piazzale Kennedy che rende più belli anche i bagni limitrofi.
Due nuovi belvedere, il PSBO avanza verso sud
A partire dal 2025, il PSBO di Rimini entra in una nuova fase con l'avvio di importanti cantieri e progetti: prendono infatti il via i lavori per la realizzazione di due vasche di laminazione e prima pioggia - al Colonnella 2 (piazzale Arturo Toscanini) e alla fossa Rodella a Rivazzurra (Piazzale Artemisia Gentileschi) - opere fondamentali per la gestione delle acque meteoriche e la prevenzione degli allagamenti. E le novità non finiscono qui. Sopra le vasche, in un'area completamente riqualificata, saranno realizzati due splendidi belvedere integrati nel Parco del Mare. I belvedere offriranno una vista mozzafiato sul mare e si inseriranno armoniosamente nel contesto urbano, seguendo le linee del progetto del Parco del Mare.
I risultati che abbiamo raggiunto
A oggi, il cantiere è completato al 90% e ha già 'liberato' 8.000 metri di costa dal divieto di balneazione, che arriveranno a 12 mila metri a opera conclusa. Grazie a trattamenti di setacciatura e stoccaggio, sono stati inoltre recuperati oltre 20 mila metri cubi di sabbia per il ripascimento del litorale: l’operazione, che potremmo descrivere come una vera e propria “alimentazione” delle spiagge con l’apporto di nuova sabbia, consente di contrastare l’erosione della costa, seguendo i principi dell’economia circolare. Questi traguardi, insieme a tutti gli altri interventi previsti, hanno portato il PSBO a essere citato nel rapporto delle Nazioni Unite “SDG Industry Matrix: Energy, Natural Resources and Chemicals” (2017) come best practice legata agli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda Onu 2030.
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