Logo stampa
 

Dossier 5 - TLRDossierDossier 1 - AcquaDossier 2 - Smart CitiesDossier 3 - RifiutiDossier 4 - GasDossier 5 - TLRDossier 6 - Efficienza EnergeticaDossier 7 - Fognature e depurazioneDossier 8 - Filiere del recuperoDossier 9 - Energia RinnovabiliDossier 10 - AcquedottoDossier 11 - EnergiaDossier 12 - Acqua

Un mondo che si teleriscalda

Nell’Est Europa rappresenta un terzo degli impieghi energetici, nella sola Russia serve il 70% delle case. Il teleriscaldamento è la fonte termica del futuro: ha le carte in regola per tagliare centinaia di milioni di tonnellate di C02 all’anno 

 
Un impianto geotermico in Islanda (mannvit.com)
Un impianto geotermico in Islanda (mannvit.com)

Un trend in crescita
Il teleriscaldamento è comparso per la prima volta nel mondo alla fine dell’800. New York è stato il primo centro urbano a teleriscaldarsi (1876) e in pochi anni la tecnologia ha preso piede anche in Europa, a partire da città come Amburgo e Parigi.
Oggi si utilizza stabilmente da più di 50 anni in tutto il Nordamerica, in Europa (servendo un totale di 60 milioni di cittadini, con punte molto alte nei paesi dell’Est), Giappone, Corea e Cina.
In Europa, le prospettive di sviluppo contenute nella roadmap della Commissione Ue prevedono un aumento del servizio di teleriscaldamento di circa il 2,1% da qui al 2030 e del 3,3% entro il 2050. Ma se gli investimenti in energie rinnovabili e nella tecnologia del teleriscaldamento fossero potenziati, l’espansione sarebbe maggiore. E i benefici notevoli. Se l’Europa a 27 soddisfacesse da qui al 2050 il 50% del suo fabbisogno energetico tramite il ”tele”, l’impiego di combustibili fossili calerebbe del 13%.

Dal freddo Nord al resto del mondo: la tecnologia del futuro
Con fonti diverse di calore, che vanno dalla cogenerazione ai termovalorizzatori passando per la geotermia, in paesi come la Russia il teleriscaldamento rappresenta un terzo degli impieghi energetici. In tutta l’area Baltica, secondo i dati dell’Iea, l’Agenzia Internazionale per l’Energia, il 70% delle case è scaldato grazie a questa tecnologia. Sicuro e dai notevoli benefici ambientali, nei paesi in cui l’inverno è molto freddo e lungo il teleriscaldamento si è diffuso molto rapidamente. Secondo le ultime statistiche disponibili, riportate dall’Iea, sei delle più grandi reti di teleriscaldamento sono localizzate nell’Europa centrale e in quella ex-sovietica. La più estesa del mondo è senza dubbio quella di Mosca, seguita dai sistemi di teleriscaldamento di San Pietroburgo, Kiev e Varsavia. La stessa Agenzia si sta spendendo parecchio per promuovere l’uso di questa fonte rinnovabile, sottolineandone il basso impatto ambientale e l’affidabilità rispetto a fonti tradizionali come petrolio, carbone e gas. Viene presentata, dunque, come la tecnologia del futuro: negli ultimi anni, ha contribuito a ridurre di un 3-4% le emissioni di CO2, rispetto alle altre fonti alternative.

L’Europa e la cogenerazione
Fatta eccezione dell’Islanda, paese che ha il 95% delle case teleriscaldate grazie alla geotermia, nel vecchio continente il Tlr viene prodotto soprattutto tramite cogenerazione, tecnologia ancora più efficiente che produce energia elettrica e termica allo stesso tempo, inserita dall’Ue nella sua politica energetica con una direttiva del 2004 sull’efficienza energetica.
Nel complesso, secondo COGEN Europe (l’associazione europea per la promozione della cogenerazione, www.cogeneurope.eu), l'Unione Europea genera in media l'11% della sua energia elettrica con cogenerazione, evitando almeno 35 milioni di Tep (Tonnellate Equivalenti di petrolio) all'anno. Uno studio internazionale co-finanziato dalla Commissione Ue ha confermato inoltre che, grazie al teleriscaldamento (e al teleraffredamento), in 32 paesi nell’area europea si potrebbero risparmiare 400 milioni di tonnellate di CO2 all'anno (corrispondenti al 9,3% di riduzione di CO2, quindi oltre gli obiettivi del Protocollo di Kyoto).
A oggi, però, ci sono grandi differenze tra gli Stati membri, dove il risparmio energetico può oscillare molto, con punte del 60% di paesi come Danimarca, Paesi Bassi e Finlandia o percentuali bassissime nei paesi più indietro in questo settore. Grandi sforzi sta facendo la Germania, che punta a soddisfare il 25% della domanda di energia elettrica attraverso la cogenerazione, e anche il Regno Unito si sta impegnando molto nella produzione combinata di calore ed energia.
In totale, in tutta Europa ci sono oltre 5 mila reti di teleriscaldamento e, a oggi, questa tecnologia copre il 10% del mercato energetico. Oltre ai paesi già citati, quelli che la utilizzano di più sono anche Polonia, Repubblica Ceca, Finlandia e Romania.