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IdrogeMO, innovativo progetto di transizione energetica

Investor News

13/05/2026

Risultati Finanziari 1Q 2026

Storie

IdrogeMO, innovativo progetto di transizione energetica

Nel modenese, Hera sta realizzando un nuovo polo impiantistico che, a regime, arriverà a produrre 400 tonnellate all’anno di idrogeno verde utilizzando energia solare e acqua.

Su un’area industriale dismessa sarà prodotta energia pulita, destinata ad alimentare mezzi di trasporto pubblico locale e processi produttivi di importanti aziende manifatturiere della zona, attraverso un innovativo progetto che comporta una profonda riqualificazione del territorio stesso.

Approfondiamo caratteristiche e benefici di questa iniziativa, ponendo alcune domande all’ingegner Salvatore Molè, Direttore Centrale Innovazione del Gruppo Hera.

Salvatore Molè

Da che cosa deriva l’interesse di Hera nel realizzare un progetto incentrato sulla produzione di idrogeno?
Ricordiamo, intanto, che l’idrogeno è l’elemento più diffuso nell’Universo. Tuttavia, sul Pianeta Terra nella pratica non è presente allo stato puro: occorre produrlo. Pur non essendo ancora chiaro fin dove potrà spingersi l’utilizzo di questo vettore nel sistema energetico futuro, siamo sicuri che abbia tutte le premesse per avere un ruolo importante.

Dove Hera vede opportunità, cerca sempre di
valutarle e, nel caso, di coglierle in anticipo:
nel business dell’idrogeno vogliamo essere presenti
perché intravediamo una potenziale grande opportunità.


Avete dunque deciso questo investimento valutando i possibili sviluppi dell’idrogeno verde nel lungo termine?
Non solo. Consideriamo anche le esigenze nel breve, ad esempio quelle dei mezzi del trasporto pubblico locale – soprattutto autobus – che sono, o dovranno essere, alimentati da idrogeno green, ovvero da idrogeno prodotto utilizzando energia rinnovabile, affinché possano catturare i benefici di una decarbonizzazione delle proprie emissioni e rendere così un servizio più sostenibile e forse anche più competitivo.

Al di là degli scenari energetici futuri,
dal nostro punto di vista già nel breve termine,
dunque, esistono concrete opportunità di business.


Che cosa ha fatto concentrare la vostra attenzione proprio sulla produzione di idrogeno, rispetto ad altre fonti di energia alternativa?
In primo luogo, in Hera abbiamo competenze di impiantistica complessa – pensiamo agli impianti di depurazione dell’acqua oppure a quelli per il trattamento dei rifiuti… Abbiamo inoltre competenze consolidate nel trasporto e nella distribuzione del gas metano: competenze indubbiamente utili nel gestire l’idrogeno, che, a temperatura ambiente e a pressione atmosferica, si presenta in forma gassosa.
Un secondo aspetto che rappresenta un vantaggio per Hera, è la presenza di sinergie con attività in cui già oggi è operativa: pensiamo alla produzione di energia elettrica da fotovoltaico per l’alimentazione della produzione di idrogeno green o ai processi di depurazione, che permettono di riutilizzare l’ossigeno ottenuto nella produzione dell’idrogeno dall’elettrolisi dell’acqua. Sempre in chiave di sinergie, teniamo presente che a Castelfranco Emilia, su un tratto della nostra rete di distribuzione, abbiamo completato con successo la sperimentazione dell’iniezione di una miscela di gas metano e idrogeno fino al 10%: anche sul fronte della distribuzione di nuovi gas possiamo vantare un vasto know-how ed expertise pionieristico. Stiamo inoltre valutando lo sviluppo di tratte di reti esclusivamente dedicate al trasporto di idrogeno, a partire dai centri di produzione per raggiungere i centri di utilizzo. Gli idrogenodotti richiedono una gestione del tutto analoga a quella delle reti di trasporto del gas metano: quando le utenze richiederanno grandi quantità di idrogeno verde, Hera sarà dunque pronta a realizzare e gestire infrastrutture dedicate.

In sintesi, oltre alle opportunità dello scenario
di breve, medio e lungo termine, in Hera
possiamo contare su specifiche competenze e
su numerose possibili sinergie tra le diverse
attività del nostro portafoglio di business, che
rendono attraente per noi essere operativi da
subito nella produzione di idrogeno.
Abbiamo inoltre un profondo interesse verso
tutto ciò che favorisce la sostenibilità.

Il nostro impianto di produzione di Modena è costruito infatti sopra un’area industriale dismessa, che viene così recuperata. Inoltre, gran parte dell’energia necessaria sarà ottenuta da un impianto fotovoltaico costruito su una discarica esaurita adiacente: diamo dunque una seconda vita a terreni dismessi, ottimizzando l’utilizzo del suolo.

Quando avete iniziato a lavorare su questa iniziativa?
Nel 2022 avevamo iniziato a studiare e disegnare questa opportunità, quando è emersa l’occasione concreta di utilizzare il bando del PNRR dedicato alla produzione di idrogeno green su aree industriali dismesse. Tra il 2023 e il 2024 il nostro progetto ha ottenuto l’intero finanziamento assegnato alla regione Emilia-Romagna ed è stato dunque avviato. L’impianto sarà completato a brevissimo, entro giugno 2026: già nella seconda metà dell’anno partiremo dunque con la produzione di idrogeno green. Hera è capofila dell’iniziativa; abbiamo poi un partner, Snam, che si è occupato della progettazione e realizzazione della piattaforma dell’impianto di produzione.

Quali sono i ritorni attesi da questo investimento?
Il progetto prevede investimenti per circa 27 milioni di euro, di cui circa 20 milioni coperti dai finanziamenti del PNRR. I ritorni si prospettano in assoluto interessanti, anche alla luce degli incentivi previsti dal Governo italiano per le produzioni di idrogeno green e di prossima pubblicazione. L'Italia ha infatti sbloccato aiuti per 6 miliardi di euro fino al 2029, varati dalla Commissione Europea nel marzo 2026, attraverso un piano che punta a sostenere la produzione di 200 mila tonnellate all’anno di idrogeno rinnovabile al fine di agevolare la decarbonizzazione dell’industria e dei trasporti.

In Hera prevediamo che saranno
particolarmente remunerative le produzioni
indirizzate verso il trasporto pubblico locale,
che potrà così sostituire il gasolio, rispetto al
quale l’idrogeno green è già competitivo.

Si tratta di ritorni di sicuro interesse, superiori a quelli che abbiamo sui servizi regolati.

Quali sono le ricadute positive che vi aspettate in Hera dal coinvolgimento diretto nella produzione di idrogeno verde?
Intanto dobbiamo ricordare che il Gruppo Hera ha anche un altro impianto in costruzione destinato alla produzione di idrogeno green: si trova a Trieste ed è, anche in quel caso, un investimento che ha potuto beneficiare dei finanziamenti del PNRR. Sommando l’esperienza della Hydrogen Valley di Trieste con quella della Hydrogen Valley di Modena – come ci piace chiamarle, con una punta di orgoglio – pensiamo di potere ambire prossimamente a sviluppare un ulteriore impianto per la produzione di idrogeno verde in prossimità del polo industriale di Ravenna, non appena le condizioni economiche lo renderanno praticabile. Il posizionamento di questi impianti, per essere strategico, può essere prossimo ad aziende che desiderino utilizzare idrogeno green per accelerare la decarbonizzazione dei propri processi industriali. Per l’impianto di Modena, ad esempio, abbiamo già contatti molto avanzati nel settore automotive.
Inoltre, vicino a questo nostro impianto le amministrazioni di Modena, Ferrara e Bologna hanno già previsto di acquistare oltre 150 autobus alimentati a idrogeno, con concreti benefici in termini di tonnellate di CO2 evitate, considerando che ogni autobus eviterebbe circa 50 tonnellate di CO2 all’anno, se alimentato con idrogeno green.

Qual è la portata innovativa di questi progetti per la produzione di idrogeno verde?

La vera innovazione in questo caso sta nel
modo in cui utilizziamo una combinazione di
tecnologie preesistenti per realizzare la produzione.

La generazione di energia da fotovoltaico è in effetti già ampiamente sviluppata, gli elettrolizzatori per produrre idrogeno esistono da decenni, così come i compressori e altre tecnologie… ma il modo in cui combiniamo tutto ciò per produrre idrogeno in modo sostenibile è del tutto nuovo.

Ci sono altri lati innovativi dell’iniziativa IdrogeMO?
È anche da considerare l’aspetto innovativo del progetto dal punto di vista della rigenerazione del territorio. Quest’area industriale dismessa del modenese costituisce un esempio di eccellenza sotto il profilo della transizione energetica, grazie all’idrogeno prodotto, ma anche sotto il profilo dell’economia circolare, grazie all’impianto di selezione di carta e plastica che abbiamo il loco. Abbiamo creato un esempio virtuoso anche per la salvaguardia della biodiversità, considerato che la precedente discarica esaurita è divenuta un parco naturalistico visitato dalle scolaresche, con uno specchio d’acqua in cui vivono i cigni e che ospita anche alcuni esemplari di linci.
Un ultimo aspetto innovativo che vorrei menzionare, guardando al futuro, riguarda l’idrogeno come soluzione per lo stoccaggio di energia. Potremmo avere un aiuto nel superare periodi di shock energetico, come quello che stiamo vivendo attualmente, producendo idrogeno per poi ottenere energia elettrica in altri periodi, dopo settimane o mesi: l’idrogeno potrebbe contribuire a superare i limiti che attualmente incontriamo quando stocchiamo l’energia elettrica nelle batterie, che, a differenza dell’idrogeno, necessitano di essere scaricate entro un breve lasso di tempo.

Abbiamo dunque aperto un nuovo fronte che
potrà portare Hera ad avere un ruolo sempre
più importante come abilitatore della
transizione energetica.

 

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