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Il 2025: un’altra tappa di fedele realizzazione della strategia

Investor News

25/03/2026

Risultati Finanziari 2025

Il messaggio del presidente esecutivo

Il 2025: un’altra tappa di fedele realizzazione della strategia

L’esercizio 2025 presenta un set di risultati che confermano una completa aderenza con il percorso indicato nel Piano Industriale per il quinquennio 2025-2029: mentre accelerano gli investimenti, Hera conquista una crescita dell’Utile Netto del 4% mantenendo intatta la solidità del profilo finanziario, con una leva che a fine anno si attesta al di sotto delle 2,6 volte.

L’andamento dell’EBITDA riflette la forza trainante delle componenti connesse alla natura strutturale dei business, che hanno espresso una crescita del 3%: in questo modo, Hera compensa per buona parte il venir meno dell’apporto di attività a elevato margine ma non ripetibili, per circa 114 milioni di euro, di cui aveva beneficiato nel corso del 2024, come nel caso di fornitura di energia nei segmenti di ultima istanza.

Se l’EBITDA complessivamente consuntiva una lieve flessione, nell’ordine del 3%, il miglioramento dell’Utile Netto cattura i benefici di una normalizzazione del mercato dell’energia e dell’ottimizzazione finanziaria, con riflessi positivi in termini di minori accantonamenti e di oneri finanziari netti.

Nel 2025, Hera ha continuato a creare valore per i propri azionisti, andando anche oltre gli impegni assunti nel Piano precedente, come provano il Total Shareholder Return di circa il 22% e il dividendo in crescita a 16 centesimi di euro per azione, mentre il contenuto livello di leverage rimane la premessa per rafforzare la creazione di valore attraverso future opportunità di M&A.

Cristian Fabbri
Cristian Fabbri

Gentili Azionisti,

i risultati dell’esercizio 2025 sono in linea con i dati
preliminari presentati lo scorso gennaio:
confermano, dunque, la solida base su cui è stato
costruito l’impianto del nuovo Piano Industriale, che
guiderà il percorso di Hera verso il 2029.

Il 2025 rappresenta un’ulteriore pietra miliare nella nostra storia: dimostra come siamo riusciti a gestire in modo efficace, nel corso dell’ultimo triennio, l’uscita dalla crisi energetica. Abbiamo infatti saputo cogliere, in una prima fase, gli spazi di intervento offerti dall’Ecobonus e dalle gare nei mercati di ultima istanza, sostenendo una forte riduzione della leva finanziaria per poi, progressivamente - a fronte di un contesto esterno di minore volatilità dei prezzi delle commodity energetiche - riuscire a integrare con ricavi di natura più strutturale le opportunità temporanee che avevamo colto negli anni precedenti.

Un anno di investimenti attentamente allocati e in forte crescita
Nel 2025, alla luce del nuovo scenario operativo, abbiamo quindi potuto imprimere un’accelerazione agli investimenti e consuntivare i ritorni di una lungimirante strategia, che fa perno su un collaudato modello di business. In linea con quanto previsto dal Piano, abbiamo realizzato investimenti operativi netti per circa 950 milioni di euro: il 17% in più rispetto al 2024, con una forte concentrazione dei capex di sviluppo nel rafforzamento della RAB, con elevata visibilità in termini di ritorni, e nel business del trattamento rifiuti, dove abbiamo consolidato la nostra leadership.

La crescita dell’EBITDA legato alle componenti strutturali di business ha visto un ruolo trainante da parte dell’intero portafoglio
L’EBITDA strutturale nel 2025 continua la crescita senza interruzioni che caratterizza la storia ultraventennale di Hera, mettendo a segno un progresso nell’ordine del 3% su base annua, nonostante il venir meno del contributo da opportunità temporanee - che nel 2024 avevano apportato 114 milioni di euro - abbia determinato una flessione del 3% circa dell’EBITDA consolidato, che passa quindi da 1.588 a 1.537 milioni di euro.

Le Reti hanno offerto il contributo strutturale maggiore alla crescita dell’EBITDA di Gruppo, per 33 milioni di euro: un risultato che ha elevato il loro peso sull’EBITDA totale dal 32% del 2024 all’attuale 38%, contribuendo a determinare una maggiore esposizione del portafoglio di Hera alle attività regolate e confermando i buoni ritorni ottenuti dagli investimenti realizzati.

Segue l’area Ambiente, che ha offerto un contributo strutturale alla crescita dell’EBITDA di Gruppo per 8 milioni di euro, riflettendo i buoni risultati conseguiti tanto nel trattamento dei rifiuti quanto nel riciclo delle plastiche e nelle attività di bonifica dei terreni. Il peso di quest’area aumenta perciò dal 23% del 2024 all’attuale 24%.

L’Energy, il cui peso scende dal 42% al 35%, mostra comunque una crescita organica dell’EBITDA di 17 milioni di euro nei servizi energetici, testimoniando una capacità di sviluppare offerte e servizi a valore aggiunto che incontrano i favori della base clienti.

A fine 2025, pertanto, la ripartizione del portafoglio
di attività risulta sempre più equilibrata e già molto
vicina al mix ottimale che Hera si è proposta di
raggiungere a fine Piano, nel 2029.

Una ben calibrata distribuzione dei pesi delle diverse aree di attività è un obiettivo essenziale per garantire un controllato profilo di rischio e una minimizzazione nelle variazioni che l’EBITDA potrebbe subire tra un esercizio e l’altro.

La componente di business legata alla Creazione di Valore Condiviso cresce in modo dinamico
Nel 2025, inoltre, Hera ha aumentato in modo significativo gli investimenti dedicati alla sostenibilità: sono stati 662 milioni di euro i capex allineati con la Tassonomia dell’UE, rispetto ai 477 realizzati nel 2024. Che la sostenibilità in Hera sia un motore di crescita trova conferma nell’evoluzione stessa dell’EBITDA CSV, l’indicatore che misura l’EBITDA derivante da progetti a Valore Condiviso. A fronte di un risultato in valore assoluto pari a 916 milioni di euro, nel 2025 la componente CSV è arrivata a incidere per il 60% dell’EBITDA totale, rispetto al 54% del 2024.
 

Nell’ultimo decennio, il tasso di crescita medio
ponderato annuo del EBITDA CSV è stato del 13%,
con una netta accelerazione negli ultimi cinque anni.
 

L’Utile Netto ricorrente cresce del 4% circa, grazie anche al significativo miglioramento del saldo della gestione finanziaria
Nonostante la lieve flessione dell’area di gestione operativa, l’Utile Netto prima degli special items – quindi relativo alle componenti di natura ricorrente – consuntiva un progresso di 17,6 milioni di euro rispetto ai 446,7 milioni di euro del 2024, sostenuto dalla riduzione di 45,2 milioni di euro degli oneri finanziari netti. Nel 2025 è proseguito il lavoro di ottimizzazione finanziaria, già avviato nel 2024, che ci ha permesso di dimezzare in due anni i costi finanziari, anche per effetto della normalizzazione dello scenario energetico dopo il biennio 2022-‘23. A fine anno, Hera presenta una composizione del proprio debito che la vede esposta sul tasso variabile per una quota molto limitata, pari al 7% del totale. Anche le agenzie di rating riconoscono a Hera questa solidità del profilo finanziario, con Moody’s che ha recentemente migliorato il rating, in linea con la valutazione offerta da S&P Global. Nel 2025 il costo del debito a lungo termine è rimasto sui livelli del 2024, intorno al 2,8%, anche dopo l’emissione, a inizio anno, di un green bond da 500 milioni di euro.

La crescita strutturale del 2025 è stata totalmente autofinanziata
La forte generazione di cassa ci ha permesso di coprire interamente gli investimenti realizzati nel 2025 e la distribuzione dei dividendi, determinando un excess cash di 19 milioni di euro. A fronte di una pari riduzione dell’indebitamento finanziario netto, la leva - misurata in termini di rapporto Debito/EBITDA - si è attestata a 2,57x, rispetto a 2,50x di fine 2024: un livello contenuto, che permette di guardare a future operazioni di crescita per linee esterne da una solida posizione in termini di capacità di finanziarle.

Un triennio con un Total Shareholder Return cumulato del 77%
Il 2025 segna anche la conclusione del periodo di tre anni di incarico dell’attuale Consiglio di Amministrazione. Un periodo nel quale gli azionisti di Hera hanno avuto grandi soddisfazioni: i positivi risultati di Bilancio dell’ultimo triennio, conseguiti mantenendo un basso profilo di rischio, si sono infatti tradotti in guadagni in conto capitale annui a due cifre, mentre i dividendi continuavano a crescere, offrendo rendimenti remunerativi.

Affrontiamo i nuovi scenari con una solida impostazione strategica
I soci di maggioranza hanno proposto la mia conferma nel ruolo di Presidente Esecutivo, in vista dell’Assemblea Annuale che dovrà nominare il Consiglio di Amministrazione in carica per il prossimo triennio. È un mandato, questo, che inizia in un delicato momento storico, a seguito dell’esplosione del conflitto in Medio Oriente. Sono comunque fiducioso che il nostro Gruppo sia in grado di affrontare anche in questa occasione le sfide del contesto esterno, potendo contare su un portafoglio ben diversificato, con una significativa esposizione sui business regolati, e su un contenuto livello di leverage.
Nonostante la guerra in corso abbia già prodotto forte volatilità sui prezzi dell’energia e possa avere impatti profondi sull’economia globale, in Hera possiamo contare sul nostro consueto atteggiamento prudente nella gestione delle commodity, avendo già da tempo adeguatamente posizionato le coperture di hedging.

Le nostre marginalità, oltre a non variare con il
livello dei prezzi dell’energia, non dipendono
significativamente neppure dai livelli dei volumi
consumati: questo contiene di molto il nostro profilo di rischio.


L’evidenza dei punti di forza consolidati di Hera rende credibili i ritorni prospettati agli azionisti
I validi risultati conseguiti nel 2025 ci hanno permesso di proporre un dividendo 2025 per azione di 16 centesimi di euro, in significativo aumento rispetto a quello di 15 centesimi del precedente esercizio.
Sulla scorta della prudente e collaudata impostazione della nostra strategia penso che, per il prossimo triennio, Hera abbia solide premesse per potere proseguire con successo il percorso di creazione di valore tracciato dal Piano 2025-2029, che prevede un livello di Total Shareholder Return a due cifre.

 

 

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