Menù di navigazione


Alert Web

HeraAssetPublisherFilterComuneSelector

Il nuovo Piano conferma l’investment case di Hera

Investor News

21/01/2026

Piano Industriale 2025-2029

Titolo Hera

Il nuovo Piano conferma l’investment case di Hera

Mentre i mercati finanziari si misurano con un continuo aumento dell’incertezza, cresce la ricerca di opportunità di investimento che rappresentino una storia chiara, visibile e con basso profilo di rischio. In questo contesto, il nuovo Piano Industriale 2025-2029 conferma come Hera risponda idealmente a quel profilo.

Nonostante abbia già messo a segno un rialzo di oltre il 17% nel corso del 2025, Hera offre ancora oggi spazi interessanti di ulteriore apprezzamento. Lo indicano gli analisti, che alla data di pubblicazione del Piano – quindi prima di averne recepito i nuovi messaggi – presentano un target price medio di 4,43 euro. Lo suggerisce il Piano stesso, che prospetta un Total Shareholder Return medio del 10% nel periodo 2025-2029, come risultato di una crescita degli utili attesa intorno al 6% medio annuo e di un rendimento legato al dividendo intorno al 4%.

Mentre le elevate valutazioni raggiunte dai titoli tecnologici appaiono suscitare qualche dubbio tra gli investitori, Hera, che oggi ha un Price/Earnings di circa 12,8 volte, si presenta come una società non cara rispetto agli stessi multipli cui ha trattato storicamente – pari a 14,6 volte su 10 anni – e con un impegno credibile a continuare a offrire interessanti ritorni in futuro.
Sulla scorta dell’elevata visibilità dei ritorni attesi dagli investimenti e del profilo di rischio contenuto che continuerà a improntare la gestione del portafoglio multiutility, nel nuovo Piano Hera ha anche rafforzato la politica di distribuzione dei dividendi, che negli ultimi due esercizi del quinquennio sono previsti in aumento di 1 centesimo di euro all’anno. A partire dai 16 centesimi di euro che saranno proposti in distribuzione per il 2025, Hera prevede perciò di raggiungere i 19 centesimi nel 2029.

Jens Klint Hansen

 
 

Come si presenta il quadro di consensus dei broker prima di avere recepito le novità del Piano 2025-2029?
Il target price di consensus è migliorato dopo la pubblicazione dei risultati dei primi nove mesi: due analisti hanno aumentato le proprie valutazioni. Uno dei due ha inoltre effettuato un upgrade anche in termini di raccomandazione, passando da Hold a Buy. Oggi quindi abbiamo due broker che arrivano a valutare Hera 4,70 euro, mentre le due valutazioni più basse sono rimaste a 4,10.
Questo quadro valutativo si traduce in un insieme di raccomandazioni prevalentemente orientate all’acquisto, da parte di quattro analisti, a fronte di due suggerimenti neutrali. Non abbiamo alcun analista che suggerisca di vendere il titolo Hera. Complessivamente, perciò, prima ancora di potere vedere il Piano, il nostro analyst coverage ha in prevalenza l’idea che ai prezzi attuali ci siano ancora buoni spazi di rivalutazione per il titolo.

Broker Rating Prezzo target (€)
Banca Akros Accumulate 4,10
Equita Sim Buy 4,70
Intermonte Neutral 4,50
Intesa Sanpaolo Neutral 4,10
Kepler Cheuvreux Buy 4,70
Mediobanca Outperform 4,50
Media   4,43


Pensa che i messaggi del nuovo Piano avranno impatto sul titolo?
Spesso nel tempo abbiamo visto che la presentazione del nuovo Piano ha un forte peso. Del resto, è naturale: si tratta di un momento di ricomposizione delle aspettative da parte di analisti e investitori. Immagino che sarà così anche in questa occasione. L’impostazione strategica è pienamente confermata rispetto al Piano precedente, ma abbiamo uno scenario ancora più sfidante con il quale confrontarci per offrire risposte attraverso i nostri investimenti. Non solo: abbiamo da comunicare l’evidenza di due esercizi di delivery da parte del nuovo management, con risultati 2025 che presentano una crescita degli utili per azione del 4% e una solidità finanziaria invidiabile, visto che il rapporto Debito/EBITDA a fine dicembre 2025 era inferiore a 2,6x. Penso che un Piano, come quello approvato oggi, che include un impegno a un TSR del 10%, sia un segnale importante di quanto gli investitori siano al centro dell’attenzione in Hera.

Quali aspetti del Piano si aspetta che abbiano presa sugli investitori?
Al di là del set dei target, che indicano comunque un tasso di crescita strutturale degli utili medi del 6% per nulla scontato nel contesto attuale, credo che sia la qualità di quei numeri a potere interessare gli investitori. La forte esposizione di Hera sui business regolati, che assorbiranno la maggior parte degli investimenti, si traduce in un’ampia visibilità dei ritorni. Abbiamo inoltre l’opportunità e le capacità gestionali per cavalcare alcuni megatrend che coinvolgono il settore utility: la domanda di maggiore circolarità, che nel Waste siamo pronti a cogliere per rafforzare la nostra leadership, ma anche la crescente elettrificazione dei consumi, la continua spinta alla decarbonizzazione, l’esigenza di trasformare lo stato e il modo in cui lavorano le infrastrutture di Rete…
Questo Piano dimostra che non rincorriamo mille opportunità: sappiamo pianificare saggiamente i nostri investimenti, per fare confluire i free cash flow su quei progetti che ci permetteranno di mantenere una equilibrata struttura di portafoglio, in grado di offrire ritorni remunerativi, mantenendo un profilo di rischio controllato. Per quanto gli obiettivi indicati nel Piano possano essere di per sé sufficienti a giustificare l’investimento nel titolo Hera, ci aspettiamo che il mercato capisca che abbiamo l’opportunità di andare anche oltre, grazie al releveraging che possiamo attuare avendo una leva conservativa. Sono investimenti o acquisizioni che oggi non siamo in grado di identificare, ma che abbiamo le risorse per realizzare, quando si concretizzassero. Allo stesso modo, la nostra dividend policy, rafforzata negli esercizi finali del Piano, va intesa come una base, alla quale potrà aggiungersi ulteriore remunerazione, nel caso i risultati annuali dovessero evidenziare utili più alti di quanto oggi abbiamo previsto.

Presenterete il Piano in un contesto che si prospetta turbolento…
Credo che le tensioni geopolitiche e le incertezze sulle politiche economiche stiano orientando gli investitori, per il 2026, verso una maggiore diversificazione dei comparti di mercato dai quali derivare i propri ritorni. I listini sono stati principalmente trainati nel 2025 dai temi legati alle nuove tecnologie, in particolare all’AI, con una forte concentrazione su relativamente pochi titoli. Oggi credo che gli investitori stiano cercando in parte protezione – con l’oro che assolve a questa funzione di hedging – e in parte diversificazione. Sono più disponibili a guardare anche ad altri mercati oltre a Wall Street e ad aumentare il peso di altri settori, oltre al tech, che offrano visibili crescite degli utili e di remunerazione attraverso i dividendi. In questo senso la nostra appartenenza al settore utility si prospetta premiante. Partiamo inoltre per un roadshow che ci porterà a proporre la nostra storia a un’ampia serie di investitori internazionali, in un momento in cui l’Italia gode di una percezione migliorata, come testimonia lo stesso upgrade del rating del debito sovrano ottenuto nel novembre 2025 da Moody’s.

Ci può anticipare che tipo di roadshow avete organizzato per presentare questo nuovo Piano agli investitori?
Saremo in roadshow per un intero mese, in modo da coprire un ampio numero di piazze finanziarie, prevalentemente con incontri in presenza. Avremo sicuramente incontri con gli asset manager che sono nostri azionisti, ma amplieremo anche il reach a nuovi investitori, facendo leva sulla collaborazione anche di nuovi broker.
Cercheremo di dare una copertura capillare alle piazze europee: oltre che a Londra e a Parigi, saremo in Germania, Svizzera, Olanda, Belgio, Lussemburgo e Paesi Nordici. Torneremo in Spagna, dove siamo stati per la prima volta con successo lo scorso anno, e andremo anche a incontrare nuovi investitori a Montecarlo. Negli USA, copriremo New York, Boston e Chicago. Incontreremo poi virtualmente anche gli investitori australiani. Si tratta di un impegno non indifferente in termini di tempo e di energia da parte del management team di Hera, che testimonia la nostra volontà di avere nel concreto un dialogo aperto e proattivo con gli azionisti attuali e potenziali, per mettere sotto la giusta luce la equity story che questo Piano rappresenta.

Condividi su

Pre-Footer Standard

Hera


Mappa sede legale Hera SpA

Sede legale Hera SpA
Viale Carlo Berti Pichat 2/4
40127 Bologna

Tel. 051 287111
Fax 051 287525
PEC heraspa@pec.gruppohera.it

Capitale sociale
€1.489.538.745 i.v.
C.F. e REA 04245520376
P.IVA 03819031208

Hera è la multiutility italiana che migliora ogni giorno, nel rispetto dell'ambiente, la qualità dei suoi servizi ambientali, idrici ed energetici attraverso un forte radicamento territoriale e la capacità di innovazione.


Scarica le App pensate per te


Per rimanere aggiornato


Iscriviti alla Newsletter Insieme per rimanere sempre aggiornato

Oppure scopri il sistema di alerting personalizzato


HeraAssetPublisherFilterComuneSelector


Entra nel mondo di Hera



Canali Specifici



Seguici sui Social Seguici su Linkedin Seguici su Wikipedia Seguici su YouTube
Hera SpA, Viale Carlo Berti Pichat 2/4, 40127 Bologna, Tel.051287111 www.gruppohera.it

HeraSmartsearchAgent