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La captazione: da dove arriva l'acqua che beviamo

Quant’ è un metro cubo di acqua

Un metro cubo (mc oppure m3) d’acqua corrisponde a mille litri (L) d’acqua che pesano una tonnellata (1.000 kg). Considerando che una vasca da bagno contiene tra i 100 e i 160 litri d’acqua un metro cubo di acqua corrisponde a 6-10 bagni nella vasca di casa. Considerando invece che i consumi di una doccia si aggirano sui 15 litri al minuto, un metro cubo di acqua corrisponde a 22 docce da tre minuti circa.

Il 2019, anno meno siccitoso del 2018, ha riequilibrato l’utilizzo delle fonti di approvvigionamento

Hera preleva l'acqua da diverse fonti di approvvigionamento: acque superficiali (torrenti, fiumi e laghi), falde prevalentemente di pianura e sorgenti dislocate sul territorio collinare e montano.

Il mix di fonti utilizzato dipende dalle risorse idriche naturali e dagli impianti presenti nei singoli territori, nonché dalla disponibilità idrica nei diversi mesi dell’anno. Le fonti superficiali sono maggiormente soggette a variazioni quantitative nel tempo a causa della diversa disponibilità idrica.

Acqua immessa nell'acquedotto civile per fonte di approvvigionamento (migliaia di metri cubi)
 201720182019
Falda239.04355,6%223.77753,1%221.22152,9%
Acque superficiali164.88738,3%165.41439,2%162.78438,9%
Sorgenti26.1466,1%32.5587,7%34.1508,2%
Totale complessivo430.076100,0%421.749100,0%418.155100,0%


Nel 2019 la quantità di acqua immessa in rete dal Gruppo supera i 418 milioni di metri cubi in lieve calo rispetto al 2018 (-0,9%). Il mix delle fonti di approvvigionamento mostra una variazione minima rispetto al 2018. Il periodo meno siccitoso del 2019 ha comunque comportato un maggior riequilibro delle fonti con minor utilizzo delle acque di falda (-1,1%) rispetto al 2018 e ancora di più rispetto al 2017. Dal punto di vista geografico, la rilevanza percentuale dell’acqua di falda è più bassa nel territorio di Marche Multiservizi (16,3%), mentre prevale nel Triveneto (87,7%).

Il Gruppo Hera, nell’ambito del sistema di gestione ambientale (ISO 14001:2015), ha individuato gli aspetti ambientali correlati alle attività, servizi e impianti gestiti e i potenziali impatti e rischi ambientali correlati ai processi attuati.

Gli scenari di rischio ambientale collegati all’utilizzo della risorsa acqua sono stati considerati di bassa gravità

Il processo di analisi ambientale è stato condotto per ciascun processo in alcuni impianti/servizi, rappresentativi di cluster con caratteristiche omogenee. In particolare, nel valutare l’impatto ambientale dell’utilizzo della risorsa idrica, sono tenute in considerazione il tipo di approvvigionamento idrico e la quantità di acqua consumata/prelevata in relazione all’output prodotto. Dalle valutazioni effettuate è emerso come questo aspetto sia da tenere sotto controllo in alcuni impianti del ciclo idrico. Dati il sistema di approvvigionamenti e la tipologia impiantistica, gli scenari di rischio ambientale (ovvero il rischio di aggravare gli impatti sull’ambiente stesso) connessi alle modalità di utilizzo della risorsa idrica sono risultati con severity bassa.

Nel 2019 i prelievi da falda sono stati pari a circa il 53% del totale, quelli da acque superficiali sono stati il 39% mentre il prelievo da sorgenti è stato pari all’8%.

 
Acqua immessa in rete per fonte di approvvigionamento (2019)
 


L’acquedotto della multiutility registra livelli di perdite di rete pari al 31,0%, inferiore alla media nazionale, pari al 42,4% nel 2016 e alla media del territorio del Nord-Est, pari a 38,9% nel 2016 (fonte: Arera, Relazione annuale 2019) e al 36% di media dei capoluoghi di provincia (fonte: Legambiente Ecosistema Urbano 2019), grazie a maggiori investimenti, un monitoraggio costante e alla continua ricerca e sperimentazione sulle “reti intelligenti”, in grado di registrare e segnalare eventuali anomalie di consumo.