Il CdA Hera approva i risultati del primo trimestre 2022
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Il CdA Hera approva i risultati del primo trimestre 2022
La relazione trimestrale consolidata al 31 marzo evidenzia ricavi e margine operativo lordo in crescita, dimostrando la solidità e resilienza del modello di business del Gruppo Hera anche in questa difficile congiuntura

finanziari
-
Ricavi a 5.312 milioni di euro (+133,8%)
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Margine operativo lordo (MOL) a 374,0 milioni di euro (+3,3%)
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Utile netto a 137,8 milioni di euro (-1,8%)
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Indebitamento finanziario netto a 3.455,2 milioni di euro, con debito netto/MOL a 2,8x
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Buon contributo alla crescita da parte dei principali business, con particolare riferimento ai settori energetici e all’area ambiente
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Ulteriore sviluppo di iniziative per la transizione ecologica e l’economia circolare, grazie a impianti all’avanguardia e servizi sempre più green
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Solida base clienti energy, pari a circa 3,5 milioni di unità
Il Consiglio di Amministrazione del Gruppo Hera, presieduto da Tomaso Tommasi di Vignano, ha approvato oggi all’unanimità i risultati consolidati del primo trimestre 2022.
Nonostante i risultati del primo trimestre 2022 si collochino all’interno di uno scenario internazionale straordinariamente difficile, caratterizzato dalla volatilità del mercato energetico e da conflitti geopolitici, le politiche di gestione della multiutility - che poggiano sulla solidità e resilienza del proprio modello di business - si sono rivelate altamente efficaci e hanno permesso di registrare un’ulteriore crescita dei risultati, in linea con l’andamento previsto dal Piano industriale al 2025, continuando a creare valore per gli stakeholder e garantendo, al tempo stesso, qualità e continuità dei servizi.
Per quanto riguarda i servizi regolati, a novembre 2021 Atersir ha aggiudicato in via definitiva al Gruppo Hera la gara per l’affidamento in concessione del servizio idrico integrato per 24 Comuni della provincia di Rimini, compreso il capoluogo, con un contratto del valore di circa 1,7 miliardi. Il Gruppo Hera, già gestore uscente, avrà quindi la titolarità del servizio per gli anni dal 2022 al 2039. A poche settimane di distanza, infine, Atersir ha aggiudicato in via definitiva al Gruppo Hera, con un orizzonte temporale di 15 anni, le gare per i servizi di igiene urbana nei territori di Modena e Bologna, per un bacino complessivo di 1,5 milioni di abitanti e un valore di oltre 2,5 miliardi.
Ricavi per circa 5,3 miliardi (+133,8%)
Nel primo trimestre 2022, i ricavi sono stati pari a 5.312,0 milioni, in decisa crescita rispetto ai 2.271,8 milioni dell’analogo periodo del 2021. A questo risultato hanno contribuito in particolare i settori dell’energia, che presentano una crescita importante per le maggiori attività di intermediazione e l’incremento del prezzo delle commodities, oltre ai maggiori volumi venduti di gas derivanti da nuovi lotti vinti a gara e dall’effetto climatico. Si segnala, inoltre, la crescita dei servizi energia legati all’efficienza energetica negli edifici abitativi (bonus facciate e superbonus 110%) e l’aumento delle attività per servizi a valore aggiunto per i clienti. Sono in aumento anche i ricavi del settore ambiente, principalmente per la produzione di energia, per la crescita dei prezzi nel mercato del recupero e per le nuove acquisizioni nel mercato industria. Salgono, infine, i ricavi dei servizi a rete, sia regolati che per commesse conto terzi, e i ricavi del servizio di illuminazione pubblica.
Margine operativo lordo (MOL) in aumento a 374,0 milioni (+3,3%)
Il margine operativo lordo passa dai 362,0 milioni dei primi tre mesi del 2021 ai 374,0 milioni al 31 marzo 2022, registrando un incremento di 12,0 milioni (+3,3%). A questo risultato hanno contribuito principalmente le aree energy, per complessivi 6,1 milioni di euro, e l’area ambiente, in crescita di 8,1 milioni di euro, compensando la lieve contrazione dell’area altri servizi. Determinanti sono state, in particolare, le attività gestite in ambito transizione ecologica ed economia circolare, tra cui i servizi per l’efficienza energetica sviluppati per i condomini, il potenziamento dei servizi a valore aggiunto nel settore energy (dalle forniture “verdi”, alla vendita e installazione di apparecchiature a led, caldaie e termostati intelligenti, fino alle diagnosi energetiche) e la rigenerazione delle risorse, attraverso la controllata Aliplast.
Risultato operativo e utile ante-imposte in lieve contrazione
Il risultato operativo netto è pari a 220,1 milioni al 31 marzo 2022, in calo del 1,3% rispetto ai 223,1 milioni del primo trimestre 2021, principalmente per maggiori ammortamenti per le variazioni di perimetro e maggiori accantonamenti al fondo svalutazione crediti imputabile principalmente sia ai mercati di ultima istanza che ai mercati tradizionali e al servizio a tutele graduali. Sostanzialmente invariata la gestione finanziaria al 31 marzo 2022, pari a 29,5 milioni, rispetto ai 28,8 milioni del primo trimestre 2021. La variazione è dovuta ai minori proventi da indennità di mora, parzialmente compensati dai minori oneri finanziari sul debito a lungo termine frutto delle operazioni di ottimizzazione del debito. L’utile prima delle imposte si attesta a 190,6 milioni, in lieve calo rispetto ai 194,3 milioni al 31 marzo 2021 (-1,9%).
Utile netto a 137,8 milioni
Grazie a un tax rate pari al 27,7%, sostanzialmente allineato al 27,8% dell’esercizio precedente, l’utile netto si attesta a 137,8 milioni, rispetto ai 140,3 milioni del primo trimestre 2021. L’utile di pertinenza degli Azionisti del Gruppo è pari a 126,5 milioni, in calo rispetto ai 132,2 milioni al 31 marzo 2021, per un aumento delle quote di competenza degli Azionisti di minoranza.
Investimenti operativi in decisa crescita e rafforzamento della solidità del Gruppo
Gli investimenti operativi del Gruppo, al lordo dei contributi in conto capitale, sono pari a 129,2 milioni, in crescita dell’11,1% rispetto all’anno precedente e sono riferiti principalmente a interventi su impianti, reti e infrastrutture. A questi si aggiungono gli adeguamenti normativi che riguardano soprattutto la distribuzione gas per la sostituzione massiva dei contatori e l’ambito depurativo e fognario.
L’indebitamento finanziario netto passa dai 3.261,3 milioni al 31 dicembre 2021 a 3.455,2 milioni al 31 marzo 2022, principalmente per la variazione del capitale circolante netto, in aumento per effetto del mutato scenario energetico e degli impatti collegati agli interventi sul “caro bollette”, anche in termini di rateizzazioni. Sostanzialmente stabile è il rapporto debito netto/MOL, che si attesta a 2,8x, a riprova della solidità finanziaria dell’azienda
| Conto economico (mln €) |
mar-22 | Inc.% | mar-21 | Inc.% | Var. Ass. | Var.% |
|---|---|---|---|---|---|---|
|
Ricavi |
5.312,0 |
|
2.271,8 |
|
+3.040,2 |
+133,8% |
|
Altri ricavi operativi |
100,7 |
1,9% |
100,7 |
4,4% |
+0,0 |
+0,0% |
|
Materie prime e materiali |
(4.307,8) |
-81,1% |
(1.209,7) |
-53,2% |
+3.098,1 |
+256,1% |
|
Costi per servizi |
(573,3) |
-10,8% |
(646,9) |
-28,5% |
-73,6 |
-11,4% |
|
Altre spese operative |
(17,2) |
-0,3% |
(17,1) |
-0,8% |
+0,1 |
+0,6% |
|
Costi del personale |
(154,5) |
-2,9% |
(150,1) |
-6,6% |
+4,4 |
+2,9% |
|
Costi capitalizzati |
14,1 |
0,3% |
13,3 |
0,6% |
+0,8 |
+6,0% |
|
Margine operativo lordo |
374,0 |
7,0% |
362,0 |
15,9% |
+12,0 |
+3,3% |
|
Amm.ti e Acc.ti |
(153,9) |
-2,9% |
(138,9) |
-6,1% |
+15,0 |
+10,8% |
|
Margine operativo netto |
220,1 |
4,1% |
223,1 |
9,8% |
-3,0 |
-1,3% |
|
Gestione Finanziaria |
(29,5) |
-0,6% |
(28,8) |
-1,3% |
+0,7 |
+2,4% |
|
Risultato prima delle imposte |
190,6 |
3,6% |
194,3 |
8,6% |
-3,7 |
-1,9% |
|
Imposte |
(52,8) |
-1,0% |
(54,0) |
-2,4% |
-1,2 |
-2,2% |
|
Utile netto dell'esercizio |
137,8 |
2,6% |
140,3 |
6,2% |
-2,5 |
-1,8% |
|
Attribuibile a: |
||||||
|
Azionisti della Controllante |
126,5 |
2,4% |
132,2 |
5,8% |
-5,7 |
-4,3% |
|
Azionisti di minoranza |
11,3 |
0,2% |
8,1 |
0,4% |
+3,2 |
+39,3% |
| Stato patrimoniale (mln €) | 31-mar-22 | Inc.% | 31-mar-21 | Inc.% | Var. Ass. | Var.% |
|---|---|---|---|---|---|---|
|
Stato patrimoniale (mln €) |
31-mar-22 |
Inc.% |
31-dic-21 |
Inc.% |
Var. Ass. |
Var.% |
|
Attività immobilizzate nette |
7.294,8 |
103,4% |
7.308,0 |
109,4% |
(13,2) |
(0,2%) |
|
Capitale circolante netto |
398,9 |
5,6% |
3,5 |
0,1% |
+395,4 |
+11.297,1% |
|
(Fondi diversi) |
(637,2) |
(9,0%) |
(633,4) |
(9,5%) |
(3,8) |
+0,6% |
|
Capitale investito netto |
7.056,5 |
100,0% |
6.678,1 |
100,0% |
+378,4 |
+5,7% |
|
Patrimonio netto complessivo |
3.601,3 |
51,0% |
3.416,8 |
51,2% |
+184,5 |
+5,4% |
|
Indebitamento netto a lungo |
3.644,6 |
51,7% |
3.633,1 |
54,4% |
+11,5 |
+0,3% |
|
Posizione netta a breve |
(189,4) |
(2,7%) |
(371,8) |
(5,6%) |
+182,4 |
(49,1%) |
|
Indebitamento finanziario netto |
3.455,2 |
49,0% |
3.261,3 |
48,8% |
+193,9 |
+5,9% |
|
Fonti di finanziamento |
7.056,5 |
100,0% |
6.678,1 |
100,0% |
+378,4 |
+5,7% |
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Sviluppo, rigenerazione delle risorse, neutralità carbonica, resilienza e creazione di valore condiviso per tutti gli stakeholder si riconfermano gli assi strategici alla base del nuovo Piano

HIGHLIGHTS ECONOMICO FINANZIARI DEL PIANO INDUSTRIALE AL 2029
- Investimenti quinquennali lordi per 5,5 miliardi di euro
- Ritorno sul capitale investito netto al 9,3%
- Crescita del MOL a 1,76 miliardi di euro
- Utile netto per gli Azionisti a 519 milioni di euro, in crescita strutturale* di circa il 6% medio annuo
- Dividendo in crescita del 27% (fino a 19 centesimi per azione)
- Debito netto/MOL stabilmente al di sotto del 3x in arco piano, previsto a 2,6x nel 2029
HIGHLIGHTS INDUSTRIALI E DI SOSTENIBILITÀ
- Mantenimento di un portafoglio bilanciato tra attività regolate e a libero mercato, in grado di generare risultati resilienti, e capacità di cogliere le opportunità emergenti
- 2,9 miliardi di euro gli investimenti allineati alla Tassonomia europea per gli investimenti sostenibili (il 95% di quelli ammissibili)
- Investimenti operativi a valore condiviso per un ammontare pari al 77% dell’intero piano quinquennale
- Incremento del 30% in arco piano del MOL a valore condiviso (CSV), che raggiunge il 68% del MOL nel 2029
- Riduzione del 35% delle emissioni CO2 totali al 2029 (rispetto al 2019) per arrivare al Net Zero entro il 2050
- Con riferimento agli investimenti complessivi, il 48% contribuirà all’incremento della resilienza delle infrastrutture, il 35% sarà destinato alle progettualità di rigenerazione delle risorse e il 24% a perseguire gli obiettivi per la neutralità carbonica, mentre il 26% sarà indirizzato alla digitalizzazione e all’innovazione, per raggiungere gli obiettivi ambientali, sociali ed economici del Gruppo
- Oltre 11,5 miliardi di euro il valore economico distribuito nel quinquennio 2025-2029 agli stakeholder dei territori nei quali opera il Gruppo
HIGHLIGHTS RISULTATI PRECONSUNTIVI 2025
- MOL superiore a 1,53 miliardi di euro
- Utile netto per gli Azionisti superiore a 460 milioni di euro, in crescita del 4%
- Rapporto debito netto/MOL inferiore a 2,6x
- Previsto dividendo a 16 centesimi di euro (+6,7% rispetto al 2024), superiore alle attese del precedente Piano
Il Consiglio di Amministrazione del Gruppo Hera, presieduto dal Presidente Esecutivo Cristian Fabbri, ha visionato i risultati preconsuntivi 2025 e approvato il Piano industriale al 2029.
Cristian Fabbri, Presidente Esecutivo del Gruppo Hera, ha dichiarato:

“Il nuovo Piano industriale conferma il nostro impegno nel creare valore per tutti gli stakeholder. Il piano di investimenti di 5,5 miliardi, in aumento di circa il 40% rispetto all’ultimo quinquennio, supporta, anche attraverso l’innovazione, uno sviluppo industriale sostenibile e l’incremento di resilienza delle nostre infrastrutture e ci consentirà di traguardare al 2029 un margine operativo lordo di 1,76 miliardi di euro. Il miglioramento degli obiettivi del nuovo Piano industriale e le positive previsioni, economiche e finanziarie, dei risultati 2025, ci permettono di rivedere al rialzo la politica dei dividendi proponendo un incremento, di circa il 7% già a partire dalla prossima cedola, fino ad arrivare al 27% al 2029 con un dividendo di 19 centesimi per azione. In crescita, a 11,5 miliardi di euro, anche il valore economico distribuito nei 5 anni agli stakeholder dei territori nei quali operiamo ed il contributo delle attività sostenibili al margine operativo lordo di Gruppo che raggiungerà il 68%”.
Orazio Iacono, Amministratore Delegato del Gruppo Hera, ha dichiarato:
“Per il 2025 prevediamo di chiudere con un margine operativo lordo superiore a 1,53 miliardi di euro e con un utile di competenza degli Azionisti superiore a 0,46 miliardi. Risultati sostenuti dalla crescita di tutti i business in portafoglio nonostante il venir meno di opportunità straordinarie colte nel 2024. Questa performance ha permesso di finanziare un aumento degli investimenti mantenendo un rapporto debito netto/MOL inferiore a 2,6x. Una flessibilità finanziaria che ci permette di supportare gli investimenti a favore della transizione green e dello sviluppo industriale. Gli investimenti, destinati sia ai business regolati sia a mercato, alimenteranno la crescita organica e saranno finanziati da una forte generazione di cassa, che consentirà di mantenere anche al 2029 una leva finanziaria in linea con quella della chiusura attesa per il 2025, riconfermando la solidità finanziaria e creando ulteriore flessibilità per poter cogliere future nuove opportunità”.
PIANO INDUSTRIALE AL 2029
Sviluppo, rigenerazione delle risorse, neutralità carbonica, resilienza e creazione di valore tangibile e sostenibile a beneficio di tutti gli stakeholder si riconfermano gli assi strategici del nuovo Piano, che fa leva anche su innovazione e digitalizzazione, per supportare il raggiungimento degli obiettivi ambientali, sociali ed economici del Gruppo. I crescenti investimenti previsti nel quinquennio, destinati prevalentemente allo sviluppo, consentiranno inoltre di rafforzare ulteriormente gli asset gestiti anche per far fronte alla sempre maggiore frequenza di eventi metereologici estremi connessi al cambiamento climatico.
Creazione di valore con l’obiettivo di arrivare al 2029 a 1,76 miliardi di euro di MOL con un utile netto di competenza degli Azionisti in crescita fino a circa 520 milioni di euro
Le progettualità di Piano promuovono una crescita strutturale di circa 350 milioni di euro con un tasso di crescita medio annuo di circa il 5%. Tale crescita permette di più che compensare il venir meno di circa 180 milioni di euro di opportunità di business non ricorrenti (rispetto al 2024) e di raggiungere un MOL complessivo di 1.760 milioni di euro al 2029, in aumento di 60 milioni rispetto al precedente target di Piano al 2028.
Lo sviluppo organico, che contribuisce per circa 250 milioni di euro, rappresenta la leva principale ed è alimentato dal piano degli investimenti di sviluppo, sia sui business regolati sia sui business a mercato, dallo sviluppo commerciale e dalla ricerca continua di efficienze. La crescita organica è altresì sostenuta dalle tecnologie e soluzioni impiantistiche innovative e dall’utilizzo dell’intelligenza artificiale.
Focus sullo sviluppo sostenibile con una costante crescita del MOL a valore condiviso, pari al 68% del MOL complessivo
Il Gruppo Hera ha previsto a Piano iniziative con adeguate profittabilità, coerenti con l’equilibrio economico finanziario e che garantiscono in parallelo di amplificare la creazione di valore sostenibile.
Mantenendo il focus su decarbonizzazione, economia circolare, resilienza e innovazione, si prevede un’importante evoluzione del margine operativo lordo a valore condiviso, che nel 2029 raggiungerà il 68% del MOL di Gruppo. Nel quinquennio il MOL a valore condiviso incrementerà del 30%, a testimonianza del peso crescente delle iniziative che, oltre a contribuire allo sviluppo dell’azienda sono in linea con gli obiettivi dell’Agenda ONU e con lo sviluppo del territorio e delle comunità.
Investimenti lordi per 5,5 miliardi di euro con una leva finanziaria prevista a 2,6x nel 2029
Nel periodo 2025-2029 il Piano industriale prevede investimenti lordi per 5,5 miliardi di euro, un impegno finanziario superiore del 6% al precedente documento strategico e del 39% rispetto alle risorse investite complessivamente negli ultimi 5 anni. Ai 5 miliardi di investimenti direttamente finanziati dal Gruppo Hera, si aggiungono quasi 500 milioni di contributi tra risorse del PNRR e altri istituti (PNIISSI, FONI, ecc.).
I business regolati assorbiranno il 63% del piano investimenti (con 3,1 miliardi destinati alle reti che si confermano la filiera maggiormente capital-intensive), mentre il restante 37% alimenterà la crescita dei business a mercato. La maggior parte degli investimenti (55% pari a 3 miliardi) saranno destinati allo sviluppo, mentre i restanti 2,5 miliardi saranno di mantenimento.
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